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domenica 29 ottobre 2017 - 08:52
di Massimo Barbero

Un pari in trasferta giunto dopo una doppia rimonta, maturata nei secondi 45 minuti, è sempre ben accetto… Anche se conquistato sul campo di un Cesena non trascendentale, che nel corso di tutta la gara ha dimostrato evidenti limiti in fase di costruzione.

Nel fare gli schizzinosi però non bisogna dimenticare che ad inizio ripresa la squadra bianconera è andata per due volte vicina a quel 2-0 che avrebbe probabilmente chiuso i conti a proprio favore.A leggere il 2-2 finale potrebbe sembrare persino una bella partita. Ed invece per un tempo ci siamo davvero annoiati. Pregustavamo un altro nulla di fatto all’intervallo (come a Brescia ed a Palermo) con la fondata speranza di una successiva progressione degli azzurri nel secondo tempo contro un avversario destinato a concedere qualche spazio in più. Invece la distrazione finale su quell’ultimo pallone da gestire dopo il fallo laterale per noi ci è costata una ripresa da affrontare in aspra salita.

Al cospetto di un Cesena che dall’avvento di Castori in panchina non si era mai fatto rimontare da nessuno. La preoccupazione di vederci sfilare via l’intero secondo tempo senza raggiungere il pari (come a Carpi ed a La Spezia e come nella gara interna con il Parma) ci ha fatto perdere gli equilibri. Ed i bianconeri (che di rimessa avevano appena fatto a fette il Perugia) stavano per approfittarne. Dapprima con Laribi (palo) poi con Vita (girata alta con Montipò ormai fuori causa).Il Novara del “Manuzzi” però ha avuto un Chajia in più. Lesto nel capitalizzare una respinta avversaria nell’azione dell’1-1 un po’ come aveva fatto contro il Frosinone  al “Piola”.

Eppoi determinante nel vivacizzare la nostra manovra una volta arretrato da trequartista dopo l’incornata mortifera dell’ex Scognamiglio che ci aveva ricacciato in gola l’urlo di pochi secondi prima. Come martedì sera nell’ultimo assalto con la Salernitana, il 3-4-1-2 di boscagliana memoria ci ha ridato pericolosità e vivacità. Con Cosmi in panchina, Perticone e Scognamiglio assieme sono arrivati ad un passo dal portare in serie A il Trapani dopo una serie di vittorie destinata a rimanere negli annali del club granata e non. Se il buongiorno si vede dal mattino… a Cesena invece i due (e gli altri) faranno probabilmente venire una crisi di nervi a Castori… che non è abituato a concedere una doppia rimonta agli avversari, tantomeno in casa propria, con cotanta facilità.

Il tecnico marchigiano ha approfittato dell’assenza di Cacia per costruire un Cesena ad immagine e somiglianza del proprio Carpi con il medesimo 4-4-1-1. Il problema è che la qualità e la personalità degli interpreti non è esattamente la stessa e dunque la solidità della squadra romagnola non pare quella dell’undici che presentava Letizia, Poli, Gagliolo e gente di quel calibro.Il Novara ha saputo mascherare l’ottobre nero nel quale cui tutti i suoi attaccanti sono stati fuori per più o meno tempo (dapprima Da Cruz per squalifica, poi nell’ordine Maniero, Sansone, Macheda e perfino Chajia per infortunio) segnando regolarmente 2 gol per partita in 5 delle ultime 6 giornate (fa eccezione solo Brescia). Quando dietro si sbaglia poco o nulla, 2 gol a partita di solito bastano e magari avanzano per vincere.

La trasferta di Cesena però ha confermato che la difesa a tre ha meno senso quando manca un regista arretrato come Mantovani (l’anno scorso il suo sostituto più efficace era Lancini) ed un mancino dalle caratteristiche di Chiosa. Di certo i primi a saperlo sono Corini e gli uomini del suo staff che, con ogni probabilità, non li avrebbero lasciati in panca se non ci fossero state cause di forza maggiore ad impedire (o sconsigliare) il loro impiego.Detto dell’ottimo impatto di Moutir, i meriti di questo 2-2 vanno ricercati nella prestazione efficace di un Golubovic in continua crescita che si è adattato a fare ogni tipo di difesa, nelle geometrie e nella solidità che ha saputo dare in mezzo al campo Orlandi, nel cambio di passo garantito dalle accelerazioni di Di Mariano nella ripresa. Casarini ha giocato finalmente una partita intera, la prima dopo Carpi, e la sua condizione, come quella di Dickmann, è destinata inevitabilmente a lievitare con il passare delle settimane. Positivo anche Sciaudone entrato con il compito di rubapalloni al cospetto di bianconeri un po’ stanchi e sfiduciati.Per ragioni facilmente intuibili, sono particolarmente felice che la firma sul gol del 2-2 l’abbia messa proprio Macheda uno dei fischiati di martedì sera. Federico non ha disputato certo un grande avvio di campionato.

Più volte ho scritto come non si adattasse al ruolo di esterno nell’attacco a tre proposto da Corini. Da punta o da seconda punta, però, può dare un contributo importante. Come è successo l’anno scorso con Galabinov a fianco. E come abbiamo visto contro il Frosinone, specialmente quando agiva alle spalle di Sansone. Presto tornerà Maniero e potremo giudicare (magari nel frattempo incitandolo) il vero Macheda. Senza zavorrarlo prima di una sfiducia preconcetta che non fa bene a nessuno, tantomeno al nostro Novara.Ecco, se c’è un messaggio che ci lascia in eredità questa strana partita di Cesena è che abbiamo bisogno di tutti. Anche di quel Troest che ieri talvolta è andato in sofferenza di fronte alle incursioni di Jallow… ma che ci ha messo tutta la voglia di vincere… Quella voglia di vincere che lo portava a scattare in avanti ad ogni palla inattiva a nostro favore per sfruttare le sue qualità negli inserimenti aerei (determinate nell’azione del gol di Macheda).

Fin quando, sul 2-2, la panchina ha stoppato sul nascere il suo ennesimo sganciamento, memore anche dei crampi di pochi secondi prima.C’è bisogno di “Mag” come di tutti gli altri perché Corini è abilissimo a sparigliare le carte in corsa mandando spesso fuori giri gli avversari con ripetute variazioni tattiche. Per poterlo fare però deve disporre di più uomini possibili, con caratteristiche diverse, tutti compatti verso un unico obiettivo.Questa settimana, lunga ed intensa, ci lascia un bottino di punti (4) che probabilmente avremmo sottoscritto alla vigilia della trasferta di Palermo. Ora da qui a fine dicembre giocheremo sempre con cadenza settimanale e ci saranno meno sorprese. Di solito questa è la fase in cui i veri valori del campionato cominciano a venir fuori dopo le schermaglie iniziali.

La priorità adesso è quella di migliorare, sin da subito, il nostro rendimento interno, l’unico neo che impedisce a questo Novara di essere addirittura a contatto in classifica con le big di questa strana serie B, ancora tutta da scoprire.Mi spiace, ma stavolta appelli per il derby non ne faccio …. Chi ha il Novara nel cuore sabato pomeriggio sarà comunque allo stadio bardato d’azzurro a sgolarsi per i propri beniamini… gli altri… facciano almeno il piacere di non romperci gli zebedei con le loro saccenti considerazioni…

Chi mi auguro di vedere più di tutti al proprio posto, a dare il solito contributo ai compagni nel pomeriggio di San Carlo… è Mantovani. Non serve aggiungere altro, siamo tutti con Andrea, professionista serio ed esemplare e ragazzo attaccato ai nostri colori… Nelle partite che contano di più… noi cuori azzurri siamo davvero tutti uniti… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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