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domenica 05 novembre 2017 - 10:22
di Massimo Barbero

L’anno scorso eravamo tornati a casa inc… neri per aver perso il derby per un episodio che ha segnato in extremis una sfida tutto sommato equilibrata.

Stavolta il brutto è che non riusciamo nemmeno ad arrabbiarci per l’esito finale di una partita che la Pro Vercelli ha onestamente meritato di vincere, dall’alto di una supremazia agonistica e/o caratteriale ancor prima che tecnico o tattica. Sconfitti senza nemmeno aver buttato in campo quelle che dovrebbero essere le armi irrinunciabili (cuore, carattere, coraggio) di qualsiasi squadra del mondo in un derby giocato in casa davanti al proprio pubblico…

E’ davvero difficile immaginare calcisticamente qualcosa di peggio...Anche perché analizzando a mente fredda la prima mezzora mi resta la convinzione di aver perso (ripeto meritatamente) contro una squadra comunque inferiore dal punto di vista tecnico, d’esperienza, della padronanza di palleggio. Vedendo i primi minuti di gioco in presa diretta la sensazione iniziale è stata “Beh, siamo più forti noi…”.

Facevamo girare la palla bene, operavamo azzeccati cambi di versante, sembravamo attenti e concentrati nelle chiusure, specialmente con un Mantovani efficacissimo anche come registra arretrato.

Il secondo pensiero in tempo reale, appena dopo la mezzora, però è stato: “Beh, ma quando tiriamo in porta?”. Eh si perché all’intervallo, al di là dei complimenti per il giropalla azzurro, l’unico pericolo reale l’aveva creato la Pro Vercelli con quel lancio millimetrico di Vives a pescare Firenze.In quei 15 minuti interminabili, di pausa di fronte alle (giustificate) perplessità dei più in tribuna, mi sforzavo di trovare motivi di ottimismo pensando che alla ripresa il Novara avrebbe cambiato marcia, inserito subito qualche elemento (Chajia in primis) in grado di mettere alle corde una Pro che il proprio meglio l’aveva dato.

Presto sarebbe finita, insomma, la fase di prudente attesa per andare a colpire un avversario che alla distanza ci avrebbe concesso qualche spazio in più.Invece, palla al centro, ci siamo accorti tutti che le cose andavano persin peggio di prima. Il preoccupato silenzio del “Piola” in quei 10 minuti iniziali di secondo tempo era lo specchio più fedele di quanto la squadra stesse proponendo in campo. Certo, non abbiamo subito un assalto come quello patito con la Salernitana… ma la Pro sembrava decisamente più convinta e determinata di noi. In quel frangente ho visto tante approssimazioni (anche in fase di copertura) ed alcune ripartenze azzurre concluse frettolosamente dalla tre quarti che mi facevano intuire che i nostri avversari avessero più testa e/o gambe. E che la beffa dunque potesse essere dietro l’angolo.Dopo il gol di Morra ci siamo completamente smarriti.

La paura di perdere ci ha fatto dimenticare che nel solo mese di ottobre eravamo comunque riusciti a recuperare per ben quattro volte uno svantaggio. E che avevamo di fronte una Pro già battuta per due volte in gare in cui aveva segnato per prima (Palermo e Foggia) e che in un’altra occasione (Bari) era comunque passata dall’1-0 a proprio favore all’1-2 nel corso della ripresa. Lo spettro dell’insopportabile sconfitta ci annebbiava testa, gambe e cuore. In quel frangente i bianchi hanno legittimato il vantaggio andando vicinissimi al raddoppio in almeno due circostanze clamorose. Quando Montipò ha negato alla Pro il 2-0 con un grande intervento ho sperato che i nostri avversari si facessero ingolosire dall’idea di andare a colpire ancora un Novara in stato confusionale concedendoci così spazi insperati in fase difensiva.

Invece Grassadonia in quel frangente ha mostrato una sana dose di realismo ricordando ai suoi “Siamo pur sempre la Pro Vercelli ultima in classifica, non dobbiamo esagerare…” ed ha inserito Berra per tornare al 3-5-2 di inizio campionato. Il forcing azzurro è valso un paio di mischie, un colpo di testa uscito a lato che ci ha fatto sussultare, un tiro di Calderoni sporcato sull’esterno della rete. Davvero troppo poco per meritare il pari.

La memoria torna ad un derby del 1986 vinto dalla pericolante Pro di Oscar Massei contro un Novara ormai senza particolari stimoli di classifica. L’indomani “Tribuna Sportiva” aveva dedicato una pagina intera alle fotografie degli interventi del portiere dei bianchi titolando “Passaretta, guarda le tue prodezze!”. Eravamo in C2 e, orfani di Fabio Scienza, aspettavamo invano che Fabrizi o De Riggi si mettessero a segnare. Ma almeno ci avevamo provato con le armi in nostro possesso. Stavolta invece Marcone non si è dovuto praticamente sporcare le mani…

La Pro ci ha concesso pochissimo anche in occasione dei numerosi calci d’angolo battuti nei quali di solito, nelle precedenti gare, eravamo sempre riusciti a farsi sentire.Dopo la partita con la Salernitana molti si erano affrettati a dire che la colpa della sconfitta era da attribuire alla scelta di Corini di schierare Ronaldo e Macheda. A Cesena poi si era gridato alla scandalo vedendo Troest e Del Fabro in distinta al posto di Mantovani e Chiosa. Stavolta invece il mister ha ripresentato per intero la formazione di Palermo, ma il sole rigenerante della Sicilia di appena due settimane fa sembra già un lontanissimo ricordo…

Nell’iscrivermi anch’io al sempre apprezzato concorso “Cosa avrei fatto al posto del tecnico…” dico che avrei impiegato dall’inizio Sciaudone in quanto unico elemento della rosa in grado di fare in maniera adeguata da raccordo con i suoi inserimenti tra il centrocampo ed i due attaccanti di manovra lasciati davvero al loro destino. Sarebbe stato un 3-5-2 più vicino a quel 3-4-1-2 che Corini attua spesso quando deve rincorrere un risultato. Eppoi giocando in casa, in assenza di Maniero e Sansone, non avrei rinunciato a Macheda a costo di esporlo ad un’altra giornata di sacrificio e magre soddisfazioni come quella del match con la Salernitana. Contro una Pro portata logicamente a difendersi avere in attacco un uomo con il senso del gol (del gol di rapina intendo) avrebbe liberato Da Cruz di un peso che Alessio non è riuscito a reggere.

E Di Mariano sarebbe potuto risultare molto più efficace sulla fascia (magari a gara in corso) dove a Cesena era apparso imprendibile. Dettagli, forse. La partita l’abbiamo persa nello spirito e nell’atteggiamento e, partendo da questo presupposto, qualsiasi disquisizione circa schemi, uomini e moduli tattici lascia in effetti il tempo che trova.In prospettiva futura vien da chiedersi se (specialmente ad inizio ripresa) sia stato più un problema di gambe o testa, ma solo le prossime partite daranno una risposta attendibile a questo non ozioso dilemma.Una cosa è certa, 13 giornate di campionato rappresentano quasi un terzo del cammino in serie B. Ed su 13 partite Maniero ne ha giocate appena 2 (più altri 2 proficui subentri in corsa). La concomitante assenza di Sansone avrebbe dovuto indurre ad accelerare i tempi del suo rientro almeno per una sfida sentita come quella con la Pro Vercelli, ma evidentemente non c’erano le condizioni nemmeno per portarlo in panchina pronto ad entrare per una manciata di minuti. Insomma, la scelta dell’uomo di riferimento del nostro attacco su cui puntare dopo la partenza di Galabinov si sta rivelando un flop e questo è un handicap che alla lunga pesa su qualsiasi idea di calcio si voglia proporre. Bisogna muoversi in tempo in vista del mercato di gennaio perché è un limite che la nostra rosa non può permettersi di regalare alle avversarie per tutta la stagione.Per giocare (speriamo giocare davvero) un altro derby dovremo aspettare aprile…

Ma domenica si torna in campo per un’altra partita da tre punti. Dunque zero chiacchiere e testa bassa per preparare al meglio la trasferta di Terni. Quella contro la squadra allenata dall’originale Pochesci è la classica partita nella quale puoi riscattarti… o affondare davvero… Difficile immaginare mezze misure. Persino per il discusso Novara di Boscaglia lo scivolone con la Pro Vercelli (in verità molto più casuale di quello di ieri) ebbe l’effetto di un primo salutare elettrochoc tale da determinare le vittorie con Avellino (tra i fischi) e Bari… Non resta che sperare che la storia si ripeta per l’allontanare il prima possibile l’amarezza di questa buia domenica … Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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