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Figurine azzurre: Andrea Coletto
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L'editoriale Azzurro
• di Massimo Barbero
mercoledì 06 dicembre 2017 - 19:46
di Massimo Barbero

Nell’estate 2006, quella di Calciopoli e dei Mondiali di Berlino, si chiude un ciclo importante anche per il Novara Calcio. Lasciano, in un sol colpo, Braiati, Colombini e Rubino, tre colonne della squadra che ci ha regalato un posto in C1 in pianta stabile.In punta di piedi invece Borgo va a caccia di sostituti all’altezza, compatibili con un budget ristretto dopo i sogni (effimeri) dell’estate precedente. In realtà Sergione ha da tempo le idee chiare: da mesi è alla ricerca degli uomini giusti, calciatori da rilanciare.

Tra questi c’è Andrea Coletto, per anni bandiera di una Cremonese in cerca di un faticosa ripresa dopo essere sprofondata addirittura in C2. La promozione in B del 2005 è stata solo una breve illusione e nel gennaio successivo, con una classifica già difficile e 10 gettoni di presenze in serie cadetta, Coletto emigra al Carpenedolo, club dal quale il Novara di quegli anni pesca spesso e volentieri.Coletto arriva a Novara con grandi aspettative, ma anche con il non facile compito di dover sostituire Braiati, soprattutto nel cuore dei tifosi. In realtà l’ex grigiorosso ha caratteristiche ben diverse rispetto a “Ciccio”: è forse più geometrico, ma decisamente meno dinamico e propositivo.

La squadra affidata a Sacchetti comincia malissimo (4-0 a Lucca e sconfitta interna con un Sassuolo in dieci) e Coletto finisce presto sul banco degli imputati. Addirittura sostituito con Bresciani per dare una scossa che non arriva nel corso della partita con i neroverdi. Siamo sotto anche con la Pro Sesto quando il mister lo rimanda in campo al posto di Brizzi per tentare l’ultimo assalto nella mezzora che resta. Coletto segna il gol della speranza con un gran tiro dal limite, ma gli ospiti, con un po’ di fortuna, riescono a difendere fino alla fine il prezioso 2-1.Questo scampolo di gara basta al centrocampista veneto per tornare titolare inamovibile in una squadra che risale la classifica con una serie di risultati positivi e, udite udite, di vittorie casalinghe. L’avvento della famiglia De Salvo cambia le prospettive e restituisce fiducia ed ottimismo a tutto l’ambiente. La sconfitta matura quando meno te l’aspetti… ad Ivrea in un venerdì 17 di pioggia… quando manca proprio Coletto per squalifica. La settimana successiva contro la sua Cremonese Andrea si deve arrendere per infortunio ad inizio ripresa.

Rientra contro il Monza nella domenica della doppietta di Espinal e di una splendida sinfonia azzurra. E’ un Novara che vince (qualche volta con un po’ di fortuna) e che fa sognare i play off con Coletto investito della maglia numero 10 in cabina di regia.Come tre stagioni prima con Foschi, la partita casalinga con la Lucchese (anche allora 1-1 con rimonta rossonera) fa da spartiacque tra i sogni e le paure di un girone di ritorno non all’altezza delle aspettative.Coletto viene sempre impiegato, anche quando i compagni di reparto sembrano ormai in riserva. Salta per squalifica proprio la partita più brutta quella dello 0-3 con la Pistoiese e della prima vera contestazione nei confronti di Sergio Borgo. Bisogna mendicare una salvezza sofferta addentrandosi nei calcoli della classifica avulsa in una domenica di caldo opprimente contro il Padova, al cospetto di un arbitro che ce ne combina di tutti i colori.

In tutto Coletto ha collezionato 31 presenze su 34 giornate di campionato, in pratica è stato fuori solo per squalifica o infortunio. Nel complesso è una stagione positiva quella del Novara, ma il brutto girone di ritorno lascia delle scorie di sfiducia difficili da superare. Il Novara di Discepoli comincia il primo “vero” campionato dell’era De Salvo allo “Speroni” di Busto Arsizio. Già lo 0-0 ci starebbe stretto (per le parate di Anania) ed invece a 3’ dalla fine arriva addirittura la beffa del gol partita di Gasparello. Tanto basta per mandare sotto processo quel 4-4-2 che sembra troppo leggero. Ne fa le spese proprio Coletto che sin dalla gara con il Padova lascia il posto a Lorenzini per affiancare Gallo, regista proveniente dalla B. Senza Coletto gli azzurri trovano la quadra e vincono 3 partite di fila. Al suo rientro le più grosse sfighe si abbattono sullo stadio “Piola” quasi in contemporanea. L’immediato infortunio di Gallo e l’altrettanto repentina espulsione di Gheller (con gli ospiti già in vantaggio per 1-0) spianano la strada al Lecco che s’impone in Viale Kennedy con qualche patema d’animo solo a metà ripresa. La settimana successiva il Novara si presenta sul sintetico di Manfredonia inzuppato d’acqua proponendo a centrocampo l’inedita coppia Brizzi-Evola. Coletto siede in panchina, sconsolato, ed entra solo al 27’ della ripresa quando, sul punteggio di 1-1, “Ciccio” viene espulso per doppia ammonizione.

L’ex della Cremonese si prende però la propria rivincita siglando di testa il gol partita su punizione di Chiappara soltanto sfiorata da Rubino. E’ un pomeriggio di festa, ma all’Aeroporto di Bari Palese Coletto ha ancora la faccia un po’ scura, malgrado Borgo faccia di tutto per rincuorarlo. La rete gli vale comunque una maglia da titolare, in attesa del rientro di Gallo. Coletto da quel momento gioca quasi sempre nel Novara di Discepoli che da novembre in poi smette praticamente di vincere (soltanto un 1-0 casalingo al Verona in crisi). I pareggi ricchi di gol e rimpianti lasciano spazio a sconfitte di proporzioni memorabili. Il 4-2 di Cremona è nulla rispetto al 5-0 di Padova che ci rovina il Natale.Dopo il 3-0 di Terni viene ingaggiato Bellotto che propone ancora Coletto titolare in quello che diventa presto un 4-2-3-1 seppur ancora orfano di Gallo nuovamente infortunato. Il ritorno alla vittoria matura, quasi insperato, al “Rigamonti Ceppi” di Lecco grazie ad un gran colpo di Coletto che sul 2-2 a cinque minuti dalla fine zittisce la torcida bluceleste con una tremenda botta dal limite, sotto la nostra curva su sponda di Espinal.

Curiosamente le ultime due vittorie esterne, ahinoi lontanissime nel tempo, portano entrambe la sua firma. Anche il tris del centrocampista veneto potrebbe valere tre punti, tutti in un colpo. Giochiamo in casa contro il Monza e lo 0-0 si schioda grazie ad un tiro cross dalla sinistra di Coletto che sorprende il portiere Brivio sotto la Nord ad una ventina di minuti dal termine. Non basta perché i biancorossi pareggiano su punizione con Grieco generando l’ennesimo rimpianto di una stagione incompiuta. Le speranze di play off svaniscono definitivamente a Sesto San Giovanni dove rimediamo una brutta sconfitta che rende praticamente inutili le tre giornate conclusive.Coletto gioca la sua ultima partita al “Piola” contro il Sassuolo di Allegri già in vacanza dopo aver festeggiato la B la settimana precedente. Vinciamo 3-1, ma è un congedo comunque malinconico. Nonostante una concorrenza lievitata rispetto alla stagione precedente Coletto ha giocato 29 partite segnando 3 gol, non male per un centrocampista.Ma il suo contratto è in scadenza ed in estate viene sacrificato per lasciare spazio al ritorno di Pippo Porcari che con Gallo dovrebbe costituire un asse centrale in grado di abbinare qualità e quantità. Ritroviamo Coletto nel Lumezzane di Menichini che perde entrambi gli scontri diretti con gli azzurri.

La sua carriera ormai è in parabola discendente: passa alla Pro Belvedere di Discepoli, poi al Lecco dove forse ricordano ancora il suo gran gol in maglia azzurra. Prima di concludere nei dilettanti dove ora allena con la serietà e la passione di sempre. Ricordo bene il suo volto illuminarsi con un po’ di piacevole stupore al rientro da una trasferta al Sud quando, al momento di atterrare a Linate, gli avevo snocciolato nei dettagli la sua carriera e la storia degli ultimi scontri diretti tra Novara e Cremonese con la stessa precisione che ho cercato di mettere in questo personalissimo amarcord. In quel sorriso c’era tutta la semplicità di Coletto, un bravo ragazzo ed un buon centrocampista che a Cremona ed a Novara ha vissuto gli scampoli più importanti della propria cavalcata calcistica.  

Massimo Barbero

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