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Figurine azzurre: Manuel Ghizzardi
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di Massimo Barbero

Nel settembre ’96 il Novara si affaccia al suo primo campionato di C1 dopo ben 15 anni di attesa senza un “vero” portiere di riserva. Alle spalle di “Super Bini” infatti c’è solo il giovanissimo Pollidini, cresciuto nel vivaio e destinato a giocare nella Berretti. Anche Bettini rifiuta la proposta della società azzurra di una stagione da “dodicesimo” perché da quelle parti tira proprio una brutta aria.A metà settembre però si infortuna persino Pollidini e qualcosa bisogna pur fare. Il “Forza Azzurri” che presenta Novara-Treviso esce con un punto di interrogativo accanto al numero 12 della formazione. Gozio si attiva e si assicura Manuel Ghizzardi, figlio d’arte. Il padre Italo è stato portiere in A di Verona, Mantova e Bari. Poi è rimasto nell’ambiente come allenatore dei portieri del Genoa.

Ghizzardi junior è cresciuto proprio nel vivaio rossoblu per poi fare qualche apparizione in C nelle file di Carrarese ed Olbia con in mezzo una fugace apparizione ad Ospitaletto.Il suo esordio allo stadio di Viale Kennedy, da avversario, non era stato dei più fortunati. Da portiere dell’Olbia aveva incassato 4 gol, merce rara per lo sterile Novara di Colomba.Ghizzardi debutta in maglia azzurra in un platonico match di Coppa Italia al “Moccagatta”. La qualificazione è compromessa dal 2-1 incassato a Novara, ma Manuel si presenta sventando un rigore a Notaristefano. Sul 2-0 però si fa espellere per fallo da ultimo uomo su Memmo. E così a finire in porta è il mediano Danesi con i grigi che infieriscono segnando anche la terza rete.Per vederlo all’opera in campionato bisogna attendere l’ultima giornata. Novara e Saronno si accontentano di uno 0-0 annunciato… che per gli “amaretti” vale i play off, mentre per quanto ci riguarda… ci preclude la possibilità di guadagnare il quartultimo posto che ci permetterebbe di affrontare i play out con il vantaggio della miglior classifica (perché non sfruttare una simile opportunità???). E’ una domenica di grandi sbadigli con le due squadre che colpiscono un palo per parte, forse per caso. A mettere in pericolo l’imbattibilità di Ghizzardi è solo l’esperto Osio che centra il legno di testa.Il Novara più sfortunato di sempre retrocede poi in C2 a Pistoia maledicendo lo svantaggio del peggior piazzamento, ma Ghizzardi strappa la riconferma. E’ un dodicesimo senza troppe pretese che ben si adatta ad un periodo non facile della storia azzurra.Come nella stagione precedente, debutta in Coppa nel vittorioso (ma inutile) derby di Vercelli. Va decisamente peggio due settimane più tardi quando in Viale Kennedy il Voghera passa per 2-1 negandoci le ultime speranze di qualificazione.Il titolare è Ettore Gandini che, malgrado l’infortunio all’esordio contro il Varese (si fa sfuggire in porta un retropassaggio di Chiti subito dopo il fischio d’inizio) sembra comunque una delle poche certezze di una rosa allestita in economia.

Ed invece la sorte gli gioca un brutto scherzo a Solbiate, a fine ottobre, quando si infortuna seriamente pochi giorni dopo la chiusura dell’ultima sessione di mercato. Entra Ghizzardi che, a freddo, non può evitare di incassare il suo primo gol in campionato in maglia azzurra. La ripresa però è incredibilmente favorevole alla squadra di Chierico che esorcizza il fantasma del “Chinetti” imponendosi con un memorabile 4-1 che esalta la qualità dei nuovi Corti e Saviozzi.Nasuelli, allenatore dei portieri che conosce bene la piazza novarese, sfrutta il proprio carisma per tentare di convincere la gente ad aiutare Manuel Ghizzardi, titolare a sorpresa del Novara più tribolato di sempre.Invece il ragazzone di Savona se la cava più che egregiamente. Non sarà bello da vedere, ma risulta estremamente efficace e tra i pali particolarmente reattivo.La serie positiva del Novara prosegue contro Pro Sesto (0-0), Voghera (1-1), Mestre (1-0 e Giorgione (1-1). Proprio a Castelfranco Veneto l’estremo difensore cresciuto nel Genoa è tra i protagonisti di un pareggio sofferto e prezioso tanto che l’indomani Renato Ambiel su “La Stampa” scrive: “Manuel Ghizzardi che ha preso il posto dell'infortunato Gandini a difendere la porta novarese, almeno in un paio di occasioni si è rivelato determinante per salvare il risultato. In particolare su Eddy Baggio e Conte, liberatisi al tiro completamente soli davanti all'estremo difensore. In entrambe le occasioni se l'è cavata da gran campione. Questo ragazzone di 25 anni dal fisico possente si va rivelando con il passare delle giornate una bella sicurezza. Ha acquisito la necessaria sicurezza e rappresenta una garanzia anche per i compagni della difesa”.Dopo 7 risultati utili qualcuno si illude che il peggio sia passato. Invece dopo la sosta di fine novembre il Novara di Chierico si inceppa ancora, stavolta definitivamente. Dopo la sconfitta con il San Donà si fa rimontare a Biella (3-2) dove Ghizzardi nel finale salva su Max Guidetti lanciato verso il poker.

Ci consoliamo con uno 0-0 a Vercelli che è frutto soprattutto delle parate del nostro portiere e di una difesa ad oltranza così diversa dall’idea di calcio propositivo ed offensivo sbandierata da Chierico in estate.Nel finale rischiamo seriamente la beffa post natalizia come scrive Roberto Eynard sul La Stampa: “al 35' quando da un corner «inventato» la Pro ha l'occasione giusta per andare a segno. Dall'angolo batte Barbiero, Argentesi di testa costringe Ghizzardi alla parata, il pallone ristagna in area, Bagnoli tira da due metri, ma un difensore salva sulla linea, riprende Cavaliere e ancora un azzurro respinge la sfera poco prima di finire in rete. Una percussione da rugby sventata all'ultimo centimetro”. La boccata d’ossigeno nel derby non basta a salvare la panchina di Chierico che viene esonerato dopo la sconfitta (0-2) nella nebbia contro l’Albinese. Al suo posto arriva Vallongo che aggiusta le cose, malgrado un calendario da brividi, cogliendo 4 punti nel ciclo di ferro contro Varese, Pro Patria e Mantova. Dopo la sconfitta interna con il Cittadella (2-1) però l’ex secondo di Sonetti si affida ancora all’esperienza di Gandini per tornare da Trieste con un risultato positivo (1-1). Comincia un’altra serie utile che si interrompe contro il Voghera a fine marzo quando i rossoneri ribaltano il risultato nel finale. Gandini appare colpevole sia in occasione del pareggio di Gay (uscita a vuoto sulla punizione di Misso) che sulla botta dalla distanza di Pasquale Sensibile che decide l’incontro.E così a Mestre la domenica successiva Ghizzardi torna titolare. L’ex del Varese non la prende bene e rifiuta la panchina lamentando un problema al ginocchio. In panchina il secondo portiere… è l’attaccante Petrone. Malgrado le smentite ufficiali, lo strappo, soprattutto con i compagni, non si ricucirà più.Ghizzardi è dunque l’estremo difensore titolare del Novara a caccia di una salvezza che sembra davvero difficile dopo le sconfitte di Mestre e San Donà di Piave. La truppa di Vallongo però fa del “Piola” il proprio fortino. Batte, sempre per 1-0, Giorgione e Biellese e, dopo la vittoria di Ospitaletto, si prepara a giocarsi tutto nello scontro diretto della penultima giornata contro la Pro Vercelli appaiata in classifica.Chi vince è sicuro di evitare i play out per il gioco degli scontri diretti. E’ una bella domenica di sole ed il nostro stadio torna a riempirsi quasi come ai tempi della C1. Quando Saviozzi porta in vantaggio il Novara sentiamo la salvezza ad un passo. Ma la Pro Vercelli non è doma e sfiora più volte il pareggio. Ghizzardi è strepitoso nel salvare il pari con almeno un paio di interventi decisivi. Dopo l’ennesima parata, Mario Molina, all’epoca dirigente azzurro, si gira verso la tribuna stampa per dire: “Visto che bravo Ghizzardi!”. L’ennesimo corner però ci è fatale perché Cavaliere trova il pertugio giusto per l’1-1.

E’ un momento difficile. Il Novara si ributta in avanti a caccia della vittoria, ma rischia il kappao in contropiede. Ad una manciata di minuti dalla fine l’ex spartano Barbiero (mi raccomando sottolineate la I in mezzo al cognome!) si presenta a tu per tu con Ghizzardi che è strepitoso a salvare la propria porta con un intervento di piede.E nel finale matura l’epilogo più bello di un campionato pieno di patemi: vinciamo il derby allo scadere grazie ad autogol di Rindone e festeggiamo la salvezza con una settimana di anticipo. Bertolone, uno dei protagonisti della rissa post derby 2015 con Da Costa a vendicare i compagni, dalla rabbia tira una tremenda capocciata contro la porta degli spogliatoi mentre noi ce la godiamo.Ghizzardi, a sorpresa, è stato uno dei protagonisti più efficaci di questa permanenza in C2 che ad un certo punto pareva impossibile.La società però ha altri progetti. In estate arrivano Perrone, il giovane Giangaspare eppoi Bianchessi. Manuel però non lascia la  nostra città ed accetta le proposte della Sunese che milita in Eccellenza.Non ha neanche 26 anni, una bella fetta di carriera ancora davanti e riconquista la C2 con la maglia del Savona. Lo riaffrontiamo, da avversario, la sera del 17 agosto 2003 in un match di Coppa Italia finito con un largo 3-0 per il Novara di Luciano Foschi.

Non sarà ovviamente celebrato come Righi, ma anche Ghizzardi merita di essere ricordato come uno degli elementi che, gettando il cuore oltre ostacoli di ogni genere, ci hanno permesso di restare a galla negli anni più bui. Prima che Sergione Borgo ci riportasse alla luce…

Massimo Barbero

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