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martedì 13 marzo 2018 - 11:43
di Massimo Barbero

Nella stagione 2016-17, quella con Boscaglia in panchina, avevamo perso 4 volte in trasferta dopo aver segnato per primi… Era questo l’appiglio di speranza a cui mi aggrappavo nell’intervallo, ad un passo dal precipizio.Per un tempo, secondo me, si era visto più un buon Brescia che non un brutto Novara.

Dopo l’illusione di un inizio arrembante da parte dei nostri (sfociato nel gran tiro di Orlandi) gli avversari si erano impadroniti della mediana, legittimando il vantaggio molto di più di quanto non avesse fatto il Foggia due settimane fa (casuale il gol rossonero sul primo corner battuto). Temevamo le sgroppate di Embalo ed invece ad esserci fatali erano stati gli inserimenti di Bisoli, puntualmente ispirato dal “gioiellino” Tonali, lasciato troppo libero di sfoggiare le sue notevoli qualità.

Per fortuna stavolta non siamo andati in cortocircuito come nell’ultima partita casalinga quando, dopo l’espulsione di Greco, ci eravamo fatti prendere dalla smania di recuperare subito il risultato con la conseguenza di non riuscire a recuperarlo più. Ieri abbiamo incassato il colpo, abbiamo superato indenni 5 minuti di vera cacca per poi tornare a spingere. Più convinti ed incazzati di prima.

Ed in questo senso il finale di primo tempo (occasione di Di Mariano eppoi scatto Moscati fermato dal fischio arbitrale) era stato comunque abbastanza incoraggiante, decisamente più confortante delle frenesie e agli errori visti prima dell’intervallo nella serata dominata da Burian. Boscaglia ha raccontato di occasioni per raddoppiare non sfruttate dai suoi. Onestamente sull’1-0 ricordo solo una parata, facile facile, di Montipò su un tiro dal limite e null’altro.Nella ripresa è stato il Brescia a perdere distanze e concentrazione. E la squadra di Di Carlo ne ha approfittato subito ribaltando il risultato con una facilità insperata.

Nell’azione del pareggio è stata determinante l’interpretazione di Chiffi che non ha sanzionato un fallo su Di Mariano concedendoci un “vantaggio” che si è rivelato provvidenziale. Puscas ha segnato un gol dei suoi, da centravanti di razza che quando ha un pallone giocabile in area difficilmente sbaglia. Il raddoppio era stato annunciato, pochi secondi prima, da un buco analogo con Sansone fermato soltanto dalla bandierina alzata del secondo assistente.Sul 2-1 l’inerzia del match era completamente capovolta.

Gli ospiti avevano perso la brillantezza della mezzora iniziale e nemmeno gli ingressi dalla panchina di Caracciolo e di due esterni offensivi hanno ridato pericolosità alle “rondinelle”. Abbiamo corso un unico grosso rischio, su quella palla persa banalmente sulla destra. Un’esitazione aggravata da una mezza incertezza di Montipò (impeccabile per il resto) che ha permesso a Bisoli di arrivare ad un passo da una clamorosa doppietta che avrebbe rinverdito i fasti del padre, imbattuto da calciatore a Novara. Per contro non siamo mai riusciti a ripartire bene ed abbiamo sfiorato il 3-1 soltanto in occasione di quella zampata di Maniero… che avrebbe accorciato un po’ le nostre sofferenze.

Chiffi ha provato a dare una mano al Brescia con 6 minuti di recupero che appaiono un’esagerazione per quello che si era visto nella ripresa. 6 come i minuti di recupero concessi dallo stesso Chiffi a Cesena quando avevamo comunque vinto 1-0 interrompendo un’altra serie di 3 sconfitte consecutive. Nella vita a volte gli eventi si ripetono…

Preziosissimo stavolta l’ingresso in campo di Sciaudone, sempre efficace nei panni di “cacciapalloni” negli ultimi istanti di gara quando siamo in vantaggio. Autolesionistici  invece i fischi dagli spalti nei confronti di un giocatore che indossa la maglia del Novara, subentrato quasi al novantesimo di una partita di fondamentale importanza per noi che ci vedeva avanti.Cellino se l’era tirata… con quella polemica gratuita sul Novara e sul suo sintetico… poco prima della sfida in A con il suo Cagliari del febbraio 2012. Nonappena l’abbiamo ritrovato da avversario… l’abbiamo battuto due volte.

E l’anatema aveva colpito, per inciso, anche la società sarda (allora passata nelle mani dell’incolpevole Giulini) sconfitta sia all’andata che al ritorno nella stagione del suo ritorno nella massima serie grazie ad una doppia prodezza di Gonzalez.Sono convinto che anche il buon Tedino… metterebbe la firma per vivere qualcosa del genere… 6 punti a noi nei confronti diretti… ma Palermo promosso già alla fine della regular season… Peccato che di una cosa del genere il tecnico di Treviso se ne convincerà… solo a maggio inoltrato… a giochi fatti…Quello che conta (per noi) adesso è unicamente arrivare davanti al Brescia (e ad almeno altre 4 formazioni) il 18 maggio quando si concluderà questa regular season che nei prossimi due mesi assomiglierà, per il Novara e per diverse altre squadre, ad un impervio Tour de France con tanti strappi impegnativi nell’ultima, decisiva, settimana. Onestamente rimpiango un po’ l’apatia della primavera 2017 quando, proprio in questo periodo, mi ero goduto la lunga trasferta di Avellino con la salvezza praticamente in tasca.Ripartiamo più convinti ed incazzati di prima, senza scordarci le cose positive che questo primo “Monday night” stagionale ci ha lasciato.

I tre punti innanzitutto. Ma anche la convinzione che le partite, anche quelle nate male, si possono ribaltare. Ci possiamo riuscire anche noi, proprio come è successo ieri sera. Specialmente adesso che in area di rigore abbiamo (almeno) un centravanti vero in grado di capitalizzare i palloni che arrivano dalle fasce. Ed infine la certezza che il calcio regala sempre un’altra possibilità… fino al triplice fischio finale dell’ultima gara utile per raddrizzare le cose… Bisogna entrare con lo spirito che ha messo Sciaudone nei 6-7 minuti più difficili della sua sinora deludente esperienza novarese. Con la grinta che ha sfoderato Golubovic quando tutto il pubblico rumoreggiava per la sua uscita dall’area poco intraprendente… con il Brescia già avanti per 1-0.

In questa fase della stagione, in un campionato così equilibrato, la componente psicologica è fondamentale. Ieri nel finale di primo tempo Di Mariano pareva non averne più… Invece è bastato pareggiare i conti… per rivederlo andare il doppio rispetto al rude Coppolaro.Non abbiamo fatto nulla. Se vi piace giocare con i numeri… siamo ancora a -10 dallo score che avevamo dopo le prime 30 partite del campionato 2016-17. Facendo gli scongiuri… per rispondere ad una domanda fattami da Danny a bruciapelo in diretta radio dopo lo 0-1 col Foggia… abbiamo 34 punti,  gli stessi che avevamo nella maledetta stagione 2013-14 dopo la vittoria sul Carpi del 22 marzo (era sempre la trentesima). Per rovesciare le statistiche in chiave ottimistica… quell’anno a salvarsi senza play out fu il Cittadella che dopo 30 partite di punti ne aveva appena 29 e che proprio quel pomeriggio risorse con un clamoroso 0-4 a Padova.

La storia, dunque, nel bene o nel male, è ancora tutta da scrivere.La scriveremo a partire da sabato pomeriggio quando arriverà al “Piola” il temibile Palermo appena rilanciato dal successo sul Frosinone nello scontro diretto. Dimentichiamoci dell’impresa dell’andata e ricordiamoci invece di quanto (non) abbiamo fatto a Frosinone per non ripetere gli stessi errori. Perdere senza averci provato come è successo al “Matusa” per un “rispetto” nei confronti dell’avversario che non è venuto meno nemmeno nell’ultima mezzora di gara sull’1-0 per loro… questo sì sarebbe davvero inaccettabile. Rappresenterebbe una sconfitta destinata a cancellare anche le cose positive che ci ha lasciato questo posticipo col Brescia.Per il resto il pubblico del “Piola” anche ieri sera ha dimostrato la sua vera natura. Quando la squadra risponde sul campo… anche la gente di Novara si scalda, partecipa, diventa un fattore importante per giocatori di casa ed avversari… Ieri pomeriggio, di colpo, quando si avvicinava l’ora di andare allo stadio… siamo tornati a vedere un po’ di azzurro nel cielo… Oggi il sole brilla come non capitava da un po’, domani chissà… Comunque vada…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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