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domenica 07 ottobre 2012 - 10:21
L'analisi di Massimo Barbero sulla sconfitta di ieri pomeriggio

 

l calcio non fa sconti. Quando in trasferta in un tempo arrivi a sprecare tanto come è capitato a noi ieri ben difficilmente poi riesci a fare risultato. La nostra produzione offensiva al “Granillo” non è stata molto diversa rispetto al primo tempo di Cesena. In Romagna però eravamo stati implacabili sottoporta. In Calabria invece tremendamente poco concreti.
Mi vien da pensare anche che gli dei del calcio avessero in serbo una sorta di piccolo risarcimento sportivo per gli amici di Reggio Calabria, a 16 mesi da quel capolavoro di Rigoni che ha cambiato la storia recente di entrambe. Se così fosse… l’adrenalina di un anno nella massima serie… val bene anche l’amarezza odierna...
Questa sconfitta brucia soprattutto perché è arrivata subito dopo quella con la Ternana. Due stop consecutivi in B li avevamo collezionati solo nel nostro periodo più nero, nel marzo 2011, contro Vicenza ed Albinoleffe. Allora il gioco era ai minimi termini (ma ci saremmo risollevati subito) ora non è così.
Purtroppo ieri la Reggina ci ha permesso di fare solo per pochi minuti la partita che avremmo immaginato di poter impostare. La prima occasione fallita da Gonzalez ha spaventato terribilmente la squadra di Dionigi. Che ha rinunciato subito a fare una gara di attacco come il fattore campo le imponeva. Si è chiusa a protezione dei propri sedici metri, per poi cercare di ripartire. Abbiamo giocato una gara casalinga… in Calabria… e con pochissimi tifosi azzurri al seguito… Ciònonostante siamo riusciti a creare altre due-tre nitide opportunità prima dell’intervallo, quasi sempre prendendo i padroni di casa d’infilata nelle loro rare sortite in avanti.
L’episodio d’inizio ripresa ha cambiato volto alla gara. In pochi secondi abbiamo subito un danno enorme da quella disattenzione: il sacrificio di Ludi non è servito nemmeno ad evitare lo svantaggio. La Reggina ha dominato la scena per dieci minuti nei quali è andata vicinissima al raddoppio. Poi si è rintanata nuovamente a protezione di un risultato ora pienamente favorevole. Nella mezzora finale sono emersi tutti i nostri limiti attuali di gioco e qualità contro avversari schierati (è capitato spesso in casa, Spezia a parte, ovviamente). Avremmo potuto riacciuffare il pareggio solo grazie ad un episodio o ad una botta da fuori, stile Alhassan a Verona.
Ora non però non serve piangersi addosso. Bisogna guardare avanti. Dobbiamo TUTTI dare di più. Innanzitutto la squadra perché due sconfitte consecutive non arrivano mai per caso. In campo va recuperata quella concentrazione assoluta che permette di evitare errori che possono compromettere anche gare giocate meglio dell’avversario. E bisogna stare attenti anche alla gestione dei cartellini. Ieri sin dal primo giallo a Barusso (accordato solo ed esclusivamente per gentile richiesta degli avversari) si è capito che non avremmo finito la gara in undici nemmeno stavolta, al cospetto di un arbitro dalla scarsa personalità. L’espulsione di Ludi fa storia a sé, ma i troppi “gialli” per azioni non di gioco vanno decisamente evitati.
Ma dobbiamo dare qualcosa di più anche noi tifosi. La sconfitta con la Ternana è stata “preparata” anche da un ambiente per la prima volta dopo tanto tempo “molle” ed apparentemente privo di stimoli. Ed invece c’è in palio tantissimo. Per oltre 30 anni abbiamo sognato di partecipare ad un campionato con i nomi dei nostri giocatori sulle maglie. Ci siamo già “abituati” o peggio “stufati” dopo solo due anni ed un pezzetto? Io francamente no. Per decenni ho visto Reggina, Brescia e persino Ternana solo in tv. Ed invidiavo le tifoserie che andavano a vivere una domenica di pallone in quegli stadi, qualunque fosse il risultato.
La notte del 12 giugno 2011 eravamo tutti tifosi del Novara in città. Voglio vedere però quanti dimostreranno di esserlo la sera del 13 ottobre 2012. Stavolta non ci sono alibi per non venire allo stadio. Affrontiamo in un orario accessibile a tutti una squadra forte e blasonata che non gioca in campionato a Novara dagli anni settanta. E’ una partita difficile (anche per le assenze) ma proprio per questo dobbiamo raddoppiare il nostro calore. Non importa quanti saremo (meglio pochi ma buoni). Quello che conta è ricreare quell’ambiente che ci ha fatto conservare a lungo un’imbattibilità casalinga “reale” in C ed in B. E che in A ci ha permesso di giocarsela a testa alta, quasi sempre, al cospetto di avversarie più forti. Non carichiamola di attese esagerate, ma per quanto mi riguarda Novara-Brescia è un vero e proprio big match… Oggi più che mai è importante gridare al mondo… Forza Novara sempre! (fotografia SerieBnews.it)

Massimo Barbero

 

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