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12 novembre 2000: Sud Tirol-Novara 3-2

Cronaca di una sconfitta annunciata. E di un viaggio “obbligato” perché all’epoca ero già il radiocronista di Abc (oggi Onda) ed ero l’unico “canale” novarese per avere delle notizie in tempo reale. Non c’erano Rai, Sportube, dirette testuali o altro… O avevi un amico allo stadio di Bolzano (molto difficile) o dovevi ascoltare Massimo Barbero… Guido Ferraro aveva provato a più riprese a convincermi a stare a casa … ad impaginare accanto a lui il calcio dilettanti… ed indirettamente a persuadere Giuseppe Cortese, direttore di “Tribuna” e mio compagno di viaggio. Nulla da fare… ai tempi mai avrei saltato una radiocronaca per nulla al mondo… perché sapevo che senza di me ci sarebbe stato il silenzio… Ho raccontato un paio di partite in pomeriggi in cui stavo decisamente peggio del giorno del forfait di Pavia di tre settimane fa (quando sapevo di potermi permettere un’assenza perché validamente sostituito dall’ottimo Faranna).

Fatta questa premessa, la trasferta di Bolzano ha indubbiamente il suo fascino e parto contento di vedere un posto nuovo ed uno stadio mai frequentato. E’ una tiepida e luminosa domenica di novembre inoltrato. Non è ancora cominciata la stagione dello sci e si arriva in poco tempo in questa città in cui avrebbero potuto tranquillamente girare una puntata dell’Ispettore Derrick senza destare sospetti nei telespettatori…

Perché si tratta di una sconfitta annunciata? Già la classifica è eloquente. Dopo 10 giornate di C2 il Novara ha soltanto 4 punti, l’Alto Adige (allora tutti chiamavamo così il Sudtirol) 16. A complicarci ulteriormente la vita ci sono le assenze. In difesa mancano, tutti assieme, Gattuso, Placida e Polenghi, tre dei quattro centrali di ruolo. In mezzo al campo sono out Brizzi e Laurentini, gli unici che potrebbero segnare in una squadra spuntata. La domenica precedente dopo la sconfitta interna con la Pro Vercelli l’esonero di Garavaglia pareva scontato. Poi l’ex tecnico del Saronno ha salvato sorprendentemente la panchina. Qualcuno scrive sia stata la squadra a pretenderne la conferma. Ma è valida anche l’ipotesi che non si sia voluto far insediare il nuovo tecnico (Civeriati) in una situazione di organico già disperata: “Voglio vedere come riuscirà a mettere in campo una formazione domenica…” si era lasciato scappare Achilli dopo lo 0-2 nel derby.

Sta di fatto che si arriva al lunedì e Cortese fa una “grottesca” telefonata a Garavaglia dalla redazione: “Mister le devo dare una brutta notizia…” “Mi dica…” “Hanno deciso di confermarla per un’altra settimana” e finisce sul ridere tra i due... Con Garavaglia non ho mai avuto un buon rapporto. Quasi sempre rispondeva seccato alle mie domande in diretta radio. Il tormentone era sempre il solito: “Ma con questa rosa cosa posso fare?” fino ad arrivare all’assurdo scambio di battute dopo il 2-2 di Montichiari: “Mister un pari rocambolesco, ma la squadra c’è…” “Rocambolesco a chi? A loro, mica a noi…”.

Ormai Garavaglia ha definitivamente perso la fiducia di poter risalire la china con una rosa che comunque annovera gente del calibro di Righi, Polenghi, Notari, Colombini, Braiati, Brizzi, Gattuso, Gay… Lo capisco il mercoledì prima di Bolzano quando passo a dare un’occhiata all’allenamento nell’antistadio. C’è un solo spettatore, distinto ed elegante, che assiste dal parcheggio asfaltato alle fatiche di una squadra sfiduciata e svogliata… Mi avvicino e lo riconosco… è mister Garavaglia che non si è nemmeno cambiato e non è neanche entrato in campo per l’allenamento dei suoi giocatori…

L’esito della sfida tra un cotanto motivatore… e la formazione di un giovanissimo Sannino è praticamente scontato. Noi schieriamo Righi tra i pali, Morganti a destra e Colombini a sinistra con Giansante (adattato) e Notari centrali. A centrocampo ci sono Iuliano, Braiati e Beltrami con Cingolani rifinitore dietro a Gay e Menichetti. Il grande escluso è il deludente Pistella che ad un mese dal suo arrivo ha già fatto capire di non esserci più, di testa e di gambe. Sono i giorni dell’inaugurazione di “Forzanovara.it” e ricordo bene uno dei primi commenti letti sul “muro”, mi pare fosse dell’utente che oggi si firma “Legione 83” “Hanno preso Pistella… di già che c’erano… c’era anche mio nonno libero…”.

Menichetti proviene dal campionato dilettanti, girone Toscano. Ha incantato in un’amichevole con la Sampdoria che gli è valsa un contratto, poi si è eclissato. La partenza di Petrone e Lorieri ha sguarnito il reparto attaccanti anche per il fatto che Catanzani si è rotto al primo allenamento.

Dopo un frugale spuntino in un fetido bar… entro a sedermi al “Druso” con un buon anticipo e scopro che i numeri di maglia verranno letti due volte, in tedesco ed in italiano. Accanto a me c’è Luca Biolcati che ha accompagnato l’inseparabile Pdl, unico inviato del “Corriere”. Sannino schiera tre nostri ex: Marchesi, Carbone e Frau (acquistato dal Novara nel luglio 1999 e ceduto un mese dopo). Ma soprattutto nelle file dei padroni di casa c’è un certo Simone Motta, esploso nel Pordenone di Tedino. Le speranze di portare a casa uno 0-0, magari con un po’ di fortuna, durano meno di tre minuti: Motta ispira Crisopulli sulla sinistra che pennella un cross per la testa di Vianello che batte l’incolpevole Righi. Il Novara ha una reazione. O così almeno sembra al mio cuore foderato di azzurro. Cingolani calcia alto da buona posizione. Gli ospiti premono, ma gli altoatesini giocano al gatto con il topo. Al 21’ su angolo di Crisopulli, Motta colpisce di testa sul primo palo, Notari nel tentativo di rimediare spedisce la sfera nel sacco. E non è finita. Non è nemmeno la mezzora quando l’ennesimo angolo di Crisopulli propizia la conclusione di Carbone sulla quale si avventa il solito Vianello che firma il 3-0. Mi lascio scappare la frase che un radiocronista non dovrebbe mai pronunciare: “Questa partita non ha davvero più niente da dire”. Non dovrei espormi, ma è proprio così. E’ già finita prima ancora di cominciare. Mi sento terribilmente solo. Solo a fare la radiocronaca. Ma anche senza ascoltatori perché immagino che tutti abbiamo spento la radiolina alla luce di un passivo del genere. Non so più cosa inventarmi. Ad un certo punto mi metto a parlare del sole che è calato oltre la montagna e cerco la metafora con il momento davvero terribile del Novara. Come direbbe l’amico Enea Marchesini che forse mi stava pure ascoltando: “Stavi proprio alle cozze…”.

Anche il Sudtirol si adagia ad un clima di amichevole e finisce col perdere il controllo della gara. Al quarto d’ora della ripresa Galli si fa espellere per un brutto fallo di reazione. Garavaglia capisce che non c’è più nulla da perdere (nemmeno la faccia) ed inserisce Pistella al posto di Giansante. Braiati e Gay ci provano senza fortuna. E c’è anche il tempo per il debutto del giovanissimo Gazzea che rimpiazza Beltrami. Il nuovo entrato sembra l’esterno che manca ad un Novara troppo prevedibile. Si piazza sulla fascia e mostra qualche buona giocata che ravviva un po’ il mio racconto. Le disgrazie per Sannino non sono ancora finite. Si infortuna il portiere Rotoli e deve entrare il meno sicuro Ziglio. Ed il finale riserva un po’ di pathos imprevisto. A 8’ minuti dalla fine Gay accorcia le distanze  riprendendo una respinta di Ziglio su tiro di Pistella. Ed in pieno recupero Menichetti fa 3-2 da sottomisura. L’ex attaccante del Venturina esulta come un matto per un gol inutile che rimarrà forse l’unico della sua carriera professionistica… tra le urla dei compagni lo invitano a tornare di corsa a centrocampo. Ma non c’è più tempo per niente, nemmeno per un’illusione. Il risultato finale non rende giustizia ad una partita che non c’è stata.

Nel dopogara Garavaglia non parla con i cronisti mentre Sannino è su tutte le furie per la pessima gestione del triplo vantaggio che è costata ai suoi un’espulsione ed un infortunio…. Si riprende la via di casa e verso Milano chiamo il presidente Achilli, per una volta nemmeno accompagnato dalla sua famiglia (che già sapeva come sarebbe andata a finire). Gli chiedo di Garavaglia e di Civeriati, lui glissa senza convincere neanche se stesso. Esattamente com’era successo l’anno prima nel giorno dell’esonero di Campagna e dell’arrivo di Zoratti. Spariamo su “Tribuna”: “Via Garavaglia, squadra a Civeriati”. E da lì a qualche settimana comincerà davvero un’altra storia che ci porterà dritti fino al miracolo di Fiorenzuola…

Massimo Barbero

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