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Meteore Azzurre: Marco Negri
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martedì 24 marzo 2015 - 15:07
di Massimo Barbero

Si può retrocedere subendo solo 23 gol in 34 partite? Sì, se l’attacco non segna mai…  gli 0-0 casalinghi sono all’ordine del giorno ed in trasferta basta un golletto per perdere. E’ capitato al Novara ’89-90, la squadra azzurra più monotona che la mia memoria ricordi: abbastanza solida in difesa, discreta a centrocampo, ma terribilmente lenta e prevedibile dalla cintola in su…
 

Eppure nel parco attaccanti di quell’anno figurava un giocatore che avrebbe calcato palcoscenici assoluti con buoni risultati: Marco Negri capace di segnare 15 gol in A nel campionato ’96-97 con la maglia del Perugia eppoi di volare in Scozia nei Rangers di Glasgow dove è stato capocannoniere della massima serie.

Marco Negri, classe 1970, arriva a Novara dall’Udinese nell’estate 1989 per i buoni rapporti di Adriano Fedele che di lì a poco allenerà la prima squadra dei friulani. Aveva collezionato 3 presenze nella compagine bianconera promossa in A l’anno prima. Era stato preso come una promettente ala destra ed in quella posizione veniva schierato in precampionato. Dopo il terzo posto del 1988-89 (ma a distanza siderale dalle promosse Carpi e Chievo) Fedele aveva un po’ violentato il proprio credo calcistico proponendo una squadra decisamente più votata al gioco rispetto a quella… palla lunga per Gava e tanta corsa… dell’anno prima. Erano arrivati in mezzo al campo Gilardi (buon piede, ma poca sostanza), motorino Uzzardi. E lo stesso Negri che ad agosto era parso tra i più in forma di una truppa imballata, ma protagonista di una Coppa Italia promettente, almeno quanto a risultati.

Il debutto in campionato è a Massa contro una squadra formata all’ultimo momento dopo un estate di difficoltà societarie. Fa un caldo estivo al “Dagli Uliveti” malgrado sia già il 17 settembre. Lo 0-0 è lo specchio “fedele” di una partita bruttissima. Allora il punto in trasferta non era mai da buttare… perché una vittoria te ne assegnava solo due ed anche i pareggi facevano classifica. Negri gioca con la maglia numero 7 ed è comunque tra i pochi a salvarsi di un Novara che non tira mai in porta. Ci consoliamo con un po’ di spiaggia, qualche bikini e gli immancabili frutti di mare in un ristorante di Marina di Massa.

Incredibilmente Fedele è già in discussione alla seconda giornata. Ed il suo esonero matura dopo un allucinante 0-1 con il Mobilieri Ponsacco che vince a Novara tirando una sola volta in porta. Negri è ancora tra i più positivi di una squadra sfortunata, che stavolta spreca l’incredibile a tu per tu con l’estremo difensore Balli.

Il copione (con il “traghettatore” Fugirai in panchina) si ripete sette giorni dopo a Tempio. Colpiamo due pali, ma veniamo castigati da un gol nel finale di tale Corellas, alla prima vera sortita dei sardi.

Come allenatore viene scelto Angelo Domenghini (protagonista della promozione in C1 del Derthona) che ovviamente nel giovane Negri ritrova un ala destra simile alle proprie caratteristiche. Il gioco si sviluppa molto di più sulle fasce e Negri brilla contro il Livorno. Fioccano le occasioni, ma non arriva il gol (0-0) e nel finale rischiamo anche la beffa su un contropiede di Max Allegri letteralmente placcato da Riviezzi (allora non c’era l’espulsione).

Per ammirare le prime reti del campionato azzurro bisogna andare fino a Poggibonsi. E’ un 2-2 molto discusso che vede l’arbitro Bizzotto protagonista. Il fischietto veneto regala un penalty ai padroni di casa (fallo inesistente di Negri) eppoi si fa perdonare con almeno un rigore (su 2) molto generoso anche per noi. In tribuna succede di tutto con i compianti Armando Patrucchi e Michele Facchinetti che rischiano di brutto… Negri stavolta non brilla e viene sostituito dall’amico Rossini per una staffetta che diverrà abituale.

Il cambio si ripete la domenica successiva mentre siamo ancora sullo 0-0 contro l’Oltrepò. Il Novara rimane in dieci per l’espulsione dell’ex Riviezzi, ma vince per 1-0 grazie ad una prodezza di Alberto Marchetti (finalmente un gol su azione!).

L’involuzione della squadra azzurra è evidente tanto che la settimana successiva dopo l’1-1 di Pontedera “La Stampa” già titola “Novara ambizioni finite”. Il cambio Negri-Rossini porta bene a metà… Pochi secondi dopo la squadra di Domenghini passa in vantaggio con un gol di Farsoni. Ma dieci minuti dopo proprio il nuovo entrato devia in porta una punizione di De Angelis per il definitivo 1-1.

Senza Negri il Novara viene travolto a Pavia (3-0). Con Negri si riscatta battendo di goleada il Cuneo (4-1) in un match giocato nella nebbia. Nelle primissime posizioni c’è la sorprendente Pro Vercelli di Zoratti che in casa ha sempre vinto. E così il derby del 19 novembre al “Robbiano” attira ben 3.423 paganti (più di quelli che vanno ad assistere alle partite dell’attuale campionato di B). Sul campo il Novara detta legge, ma non si va oltre lo 0-0 per l’incapacità cronica di fare gol. Il portiere Graziani sventa una gran botta di Negri nel finale del primo tempo. Celoria “a piedi mai” se la prende, come al solito, con l’arbitro… I tifosi di casa esibiscono uno striscione: “Novara vicino alla C1: 25 chilometri”. Ma l’anno dopo giocheranno in Promozione…

La domenica successiva le nostre ultime speranze di rientrare in corsa naufragano a Sarzana. Perdiamo 1-0 con i nervi a fior di pelle per un rigore negato a  Negri: “Se quello non è rigore — aveva dichiarato il giocatore azzurro ai giornali — il calcio non esiste più. Meritavamo almeno il pareggio e il tiro dagli undici metri ci avrebbe consentito di raggiungerlo”.

Negri sigla il suo primo gol in maglia azzurra in Coppa Italia. E’ un mercoledì di gelo in uno stadio deserto, ma ci togliamo la gioia di battere il Piacenza per 2-1 con tanti ragazzi in campo (Sala, Costa, Tromellini, Colangelo, Pavon). Marco sigla l’1-0 battendo Ramon (quello della celebre invettiva del Carlone RAMON BIDON!!!) con un gran diagonale. Il Novara dei giovani sfiora anche il successo sul Siena capolista (1-1) eppoi vince sul campo del derelitto Cuoiopelli grazie ad un tiro senza pretese di Gava che il portiere toscano non riesce ad intercettare.

Ci sarebbero i presupposti per un Natale almeno passabile, ma contro la Rondinella non andiamo oltre l’ennesimo 0-0 interno. Paolino porta allo stadio anche una maga, ma non basta per fare gol. Un grande falò riscalda gli spettatori congelati nei distinti (citazione di Alessandro Brustia…). Quattro giorni dopo c’è la consueta cena del “Forza Azzurri” con Negri e Rossini letteralmente scatenati. La leggerezza dei loro vent’anni non fa condividere a due ragazzi a Novara solo in prestito la nostra frustrazione collettiva per una C1 ancora lontana anni luce.

Il nostro mesto 1989 (in soli 12 mesi abbiamo perso in pratica 2 opportunità di promozione) si chiude nel deserto del Sant’Elia che ha appena ospitato Italia-Argentina e che si prepara ad Italia 90. A vedere La Palma-Novara (0-0 senza Marco Negri in campo) c’è solo l’immancabile “socio” Rizzotti.

Negri torna in campo in Novara-Olbia, ad inizio gennaio nell’ennesima domenica di freddo polare in Viale Kennedy. Qui Domenghini ha la grande intuizione: visto che Gava e Diodicibus non fanno gol neanche in allenamento… il “messicano” lancia la nuova coppia d’attacco Negri-Rossini. Pare un azzardo… ed invece Marco Negri diventerà un grande uomo d’area… un centravanti vero… Lo diventerà, ma non lo è ancora. Il muro dell’Olbia regge ed arriva l’ennesimo 0-0. Allo scadere del primo tempo Negri con la maglia numero 9 sulle spalle s’invola verso la porta avversaria, ma l’ex Grillo riesce ad anticiparlo. Novelli colpisce un palo, Rossini si vede un tiro salvato da un miracolo del portiere Sapochetti, forse oltre la linea di porta, ma la vittoria non arriva neanche stavolta.

L’esperimento non convince neanche Domenghini che la domenica successiva ripropone Gava-Diodicibus a Cecina. Si perde 1-0 e l’ingresso di Negri e Rossini a  metà ripresa provoca un assalto sfortunato alla porta di Ciolli.

Il Novara annaspa in campionato, ma avanza in Coppa dove deve vedersela con il Modena di Ulivieri, lanciato verso la B. In casa giochiamo bene, ma non andiamo oltre l’ennesimo 0-0. In Emilia sconfitta onorevole (2-1) ed eliminazione.

Domenghini non sa più cosa inventarsi e propone Alberto Marchetti libero con la conseguenza di impoverire il centrocampo del proprio elemento di maggiore talento. Con la Massese arriva finalmente il gol: lo procura Negri in un contatto non sanzionato con il portiere Albinoni; il “gemello” Rossini può insaccare indisturbato. Il vantaggio dura solo 8 minuti, poi Fattori fa 1-1 su discusso calcio di rigore.

Il 4 febbraio 1990 è il giorno della prima radiocronaca di Paolo Molina, ma il Novara perde a Ponsacco per 1-0 sbagliando un calcio di rigore con Marchetti. Negri parte titolare, ma lascia il posto a Diodicibus per l’assalto finale.

Marco torna a giocare dal primo minuto a Livorno in occasione di un grigissimo 0-0, ma viene sostituito da Diodicibus al quarto d’ora della ripresa. Armando Patrucchi chiude la sua radiocronaca con un lapsus freudiano: “Buonanotte dall’Ardenza di Livorno…”. Sono da poco passate le 16, ma in effetti la partita conciliava il sonno…

Il risveglio è dolce… perché battiamo il Poggibonsi per 2-1 con un grande De Giorgi ed un po’ di fortuna. Va a segno addirittura… Diodicibus che spinge in rete un pallone carambolato sulla traversa. La salvezza sembra in cassaforte (anche grazie ai pareggi di Stradella e Pontedera) ma Negri finisce un po’ nel dimenticatoio. Lo ritroviamo in campo al posto di Riviezzi in occasione di un grottesco Novara-Pavia nel quale, dopo tanta supponenza, subiamo nella mezzora finale l’ennesima lezione di calcio da parte della squadra di Campagna.

Il Pesce d’Aprile lo confeziona Guerra che il 1 aprile segna il gol vittoria a Cuneo (1-0). Il Novara sembra tranquillo e Negri (che è un giocatore in prestito destinato a tornare all’Udinese) viene impiegato sempre meno. Al “Paschero” viene inserito nell’ultimo quarto d’ora, lo stesso accade la domenica dopo in un bruttissimo derby con la Pro Vercelli (0-0) seguita da uno sparuto gruppo di tifosi. 

Dopo la sconfitta di Siena però salta anche Domenghini e la squadra viene affidata a Loris Fugirai che sta facendo grandi cose con la “Berretti”. Basterebbe battere la Cuoiopelli già retrocessa ed imbottita di giovani per non correre rischi. Fugirai impiega Negri con la maglia numero 11 in coppia con Gava, ma il risultato incredibilmente non si sblocca nemmeno stavolta. Va ancora peggio la settimana successiva al “Due Strade” di Firenze. Lo 0-0 sembra il risultato più scontato e Fugirai avvicenda Negri con il difensore Codogno. Ed invece ad otto minuti dal termine matura la beffa del gol partita dell’ex De Riggi (che gioca in tandem con Alfredo Aglietti), resa ancora più amara dalla rete annullata agli azzurri a tempo scaduto per motivi misteriosi.

Adesso abbiamo davvero paura. Il sindaco Riviera invita tutti allo stadio per tifare in occasione del match con il La Palma, ma il muro dei sardi (che poi non si iscriveranno al campionato) regge fino alla fine per l’ennesimo 0-0. Nel frattempo c’è il Pontedera che risale prepotentemente la china, battendo tutte le grandi, compreso il Pavia che ora rischia di perdere la promozione in C1.

Il trend “0-0 in casa-sconfitta in trasferta” prosegue anche ad Olbia. Marchetti chiude nella maniera peggiore la sua esperienza in azzurro con un’espulsione che lascia i suoi in dieci con i sardi già in vantaggio. Negri, in sospetto fuorigioco, spreca a tu per tu con Sapochetti l’occasione del pareggio.

E così domenica 3 giugno 1990 si realizza un terribile incrocio. Il Novara deve battere il Cecina e tifare per la Pro Vercelli impegnata a Pontedera. L’ingresso è gratuito e lo stadio di Viale Kennedy è gremito anche di gente poco calata nel dramma sportivo. Gli azzurri vincono per 3-0, ma la Pro crolla di schianto a Pontedera (6-1) regalando la C1 al Pavia e dandoci il brivido di uno spareggio con i toscani che ci vede già sfavoriti in partenza.

Come sia andata a Modena è noto a tutti… Da rimarcare la rabbia di Massimo Massara (a proposito, Auguri al papà grande cuore azzurro dopo il piccolo infortunio di sabato) che tiene le statistiche per il “Corriere di Novara” e nel viaggio di ritorno sottolinea la prova incolore di Negri che ha clamorosamente ciccato la prima partita decisiva della sua vita… I numeri sono impietosi per Marco… Ma Negri troverà presto il modo di riscattarsi. Con la promozione in B conquistata con la maglia della Ternana. Con i 19 gol segnati a Cosenza da “animale d’area di rigore”. Un banale incidente occorso in una partita a squash con Porrrini in Scozia… ne segnerà sul più bello una carriera ora raccontata in un autobiografia…

Per quanto ci riguarda quell’anno disgraziato non ha fortunatamente lasciato traccie nella nostra storia… Abodi, Bedin e c… si occupavano ancora d’altro… ed in caso di rinuncia di una squadra (il La Palma) in meno di mezzora… veniva ripescata la perdente dello spareggio, senza che nessun altro avesse da pretendere chissàchecosa… E’ stato solo un brutto incubo…

Massimo Barbero

 

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