A cura di Massimo Barbero
Il punto settimanale...
Sconfitte come quella di ieri mi lasciano più avvilito che arrabbiato. Cosa vorresti obiettare alla Pergolettese che ha meritato ampiamente i tre punti e che, anzi, ha la sola colpa di non aver chiuso i conti nel corso della ripresa, lasciandoci fino alla fine l’illusione di un possibile pareggio? Credevo che il primo (ed il secondo) tempo di Meda ci avessero insegnato qualcosa. Ed invece al fischio di inizio si è visto il solito Novara di queste prime quattro gare: attendista, passivo, remissivo. Ci sono tanti modi di giocare a calcio e di vincere le partite. Chi scrive è stato… da giovane tifoso… un trapattoniano convinto…
In età un po’ più matura ho apprezzato persino il modo con cui Cesare Maldini conquistava Europei Under 21 in serie, sfiorando alla stessa maniera un clamoroso sgambetto alla Francia ai Mondiali transalpini 1998… Ma anche difesa e contropiede, se proprio quella dev’essere la tattica prescelta in casa propria contro una Pergolettese (con tutto il rispetto per gli avversari) imporrebbero comunque un’altra intensità, le giuste distanze, la capacità di servire palloni ficcanti per le volate, ad esempio di un Romano e Ledonne che in certe situazioni possono far male… Ieri, francamente, sullo 0-0 non ho visto nulla di tutto di questo con le due mezzepunte che andavano a recuperare la sfera nella propria trequarti difensiva…Nemmeno Gattuso, nel suo anno e mezzo in prima squadra, proponeva un calcio iperoffensivo… tutt’altro… Ma quando è subentrato a Buzzegoli avevamo solo la necessità di portare a casa la pelle… E di fronte ad un avversario molto più forte di noi come la corazzata Mantova sfoggiammo organizzazione, equilibrio, ripartenze micidiali. Al “Martelli” all’andata abbiamo liberato due-tre volte un uomo davanti al portiere nel primo tempo per poi perdere in rimonta allo scadere su generoso calcio di punizione concesso ai virgiliani. Al ritorno siamo passati subito in vantaggio eppoi abbiamo lasciato il quasi nulla al tiro alla capolista fino al pari (con annesso scherno) di Galuppini ad inizio ripresa.Birindelli merita il rispetto che si deve ad una persona seria e per bene e ad un tecnico che, in fondo, siede sulla panchina azzurra da sole quattro giornate di campionato. Considero un assurdo le bocciature lampo stile Zamparini o Cellino ed adesso… Paratici. Se l’Atalanta non avesse aspettato Gasperini ai suoi esordi in nerazzurro non sarebbe mai cominciato il ciclo che avrebbe portato la Dea a dominare una finale di Europa League contro un avversario quotatissimo.
Ma la domanda che mi pongo da ieri sera è: con che logica tattica è stato scelto il tecnico della Pianese per sostituire Dossena? Si sapeva che molti elementi della rosa sarebbero rimasti, anche per pregressi vincoli contrattuali. Ed allora perché andare a virare su un allenatore dal credo calcistico quasi antitetico rispetto a quello praticato, anche a Novara, dal condottiero lodigiano? Perché si sono sconfessate subito le cose buone viste in un girone di ritorno in crescendo, almeno sul piano del gioco? Gli addetti ai lavori ripetevano che gli eccellenti risultati colti dalla Pianese erano il frutto di un modo di stare in campo che rappresentava quasi l’opposto di quello che è chiamato a fare un Novara in un campionato con tante avversarie attendiste.
A mia espressa domanda nel dopopartita il mister ha risposto: “non possiamo andare subito in bocca agli avversari…”. Ordini di scuderia, dunque. Francamente, forse per la delusione e la stanchezza, ho faticato a seguire il filo logico della conferenza stampa che potete riascoltare anche sul nostro sito.
Mi risulta difficile accettare il discorso sulla condizione “le altre squadre hanno qualcosa in più”. Ma come? Ogni tecnico si porta un preparatore di fiducia… ed al 13 settembre, dopo due mesi di lavoro, siamo ancora in ritardo di forma?
Dopo il gol di Pala la partita è diventata ovviamente in salita. A Meda eravamo riusciti ad arrivare all’intervallo senza danni, ripartendo ad inizio ripresa come se nulla fosse successo e sfruttando (con due innesti azzeccati) gli spazi maggiori lasciati da un Renate portato ad allungarsi.
Stavolta si è rivelato tutto maledettamente difficile perché non eravamo pronti a fare gioco, ad imporre la nostra manovra. La frenesia di dover recuperare ha fatto il resto…
Con questi chiari di luna mi appare arduo parlare di singoli. Brancolini a parte, salvo solo le sponde di Zuppel e la voglia iniziale di Lartey.
Ma tutti i giocatori sono destinati ad andare fatalmente in difficoltà quando l’atteggiamento collettivo risulta così passivo. In questa maniera non si valorizzano nemmeno gli interpreti, più o meno giovani, che siano di proprietà o in prestito. Però nessun alibi a nessuno.
Ai calciatori azzurri rivolgo un appello. Per molti di voi questa potrebbe essere l’ultima possibilità di legare una fetta rilevante della vostra carriera al nostro Novara. Occorre che la reazione parta dallo spogliatoio per invertire il corso di una stagione che, se affrontata in questa maniera, rischia di diventare davvero faticosissima per tutti. Ed ora guardiamo al bicchiere mezzo pieno perché tra tre giorni si va in campo di nuovo. Abbiamo 4 punti in classifica, non 0. Pur giocando in questa maniera… siamo riusciti a vincere una partita e fino al 96’ ne stavamo vincendo pure un’altra… Io continuo a considerare la rosa azzurra sopra la media di un girone dai valori tecnici non eccelsi.
Non siamo da primissimi posti, ma nella parte sinistra della graduatoria ci possiamo e ci dobbiamo entrare. Anche perché abbiamo trovato un portiere affidabile ed un riferimento avanzato (Zuppel) che lascia intravedere potenzialità non trascurabili. Magari col passare delle settimane recupereremo il miglior Da Graca e qualche altro nuovo acquisto riacquisterà una forma almeno accettabile… Oggi queste parole rappresentano un po’ un atto di fede, ma lo dobbiamo almeno alla nostra passione… Forza Novara sempre!!!
Ps: Faccio le condoglianze alla famiglia Achilli per la scomparsa della signora Giusy, affascinante First Lady carica di personalità nel farsi largo in un calcio all’epoca ancora quasi esclusivo terreno dei maschietti. I loro due anni a Novara sono stati tribolatissimi, abbiamo vissuto forse il punto più basso di interesse (per i risultati pessimi anche nelle stagioni precedenti) e di rapporto con un’amministrazione comunale che considerava i tifosi azzurra che ancora si avventuravano allo stadio una minoranza insignificante. Ma gli Achilli, tra mille difficoltà, non hanno mai mollato, scongiurando in ogni modo quello che poi purtroppo sarebbe successo nel luglio 2021. Con la figlia Francesca, all’epoca dedita alla causa azzurra durante l’intera giornata, era nata un’amicizia sincera che dura tuttora e che continua ad onorarmi.
