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sabato 03 febbraio 2018 - 23:21
di Massimo Barbero

Se è un incubo, svegliatemi presto…

Nemmeno il più pessimista tra noi avrebbe potuto immaginare un sabato pomeriggio così brutto… sconfitti da un Ascoli tutt’altro che irresistibile… con tutte le dirette concorrenti per la salvezza capaci di fare bottino pieno, anche a dispetto dei pronostici.

Però se dev’essere l’occasione (forse l’ultima) per dare una svolta a questa stagione che sta prendendo una piega terribile… allora meglio così… Meglio che la botta sia stata forte e secca… senza l’alibi di un pareggio strappato nel finale che avrebbe soltanto rimandato la resa dei conti.

Questo Novara non ha mai avuto un gioco all’altezza della situazione. Strada facendo, però, ha perso anche le armi che ci avevano illuso con un inizio ottobre da urlo. Non abbiamo più la tenuta mentale e nervosa che ci permetteva di capitalizzare gli episodi favorevoli. E nemmeno una solidità difensiva tale da neutralizzare un Ascoli che, ogni qualvolta si è affacciato in avanti, l’ha fatto in maniera pericolosa.Partite come quella di ieri di solito sono difficili da sbloccare. Una volta fatto il gol però, nella norma, il più è fatto… Invece, paradossalmente, la zampata di Puscas ha fatto meglio ai bianconeri che non a noi. Gli uomini di Cosmi si sono scrollati di dosso, di colpo, le paure accentuate da una settimana di ritiro. Noi ci siamo ritratti dietro, forse convinti di poter difendere senza troppi affanni l’1-0 com’era successo con il Carpi.La differenza balza all’evidenza. Una settimana fa, dopo aver subito lo svantaggio a Parma, abbiamo compromesso tutto subito dopo con la sciocchezza che ha portato a rigore ed espulsione di Mantovani. L’Ascoli invece, incassato il gol, ci ha schiacciato a ridosso della nostra area ed ha capovolto il risultato in una decina di minuti! D’accordo, episodi e valore dell’avversario fanno sempre la differenza.

Ma una squadra che vuole e deve salvarsi non può prescindere da un aspetto caratteriale che a questo Novara, dal derby in poi, è quasi sempre venuto meno.La ripresa ci ha riproposto il solito, stucchevole, copione di tante partite casalinghe scivolate via ad inseguire, aggrappati ad una speranza che, col passare dei minuti, diveniva pura illusione. La nostra cronica incapacità a fare gioco stavolta veniva ulteriormente evidenziata dalle lacune di un Ascoli non certo impenetrabile. Qualcosa effettivamente abbiamo creato. Ma solo negli ultimi 5-10 minuti quando tutti gli schemi erano saltati. Prima ricordo un contropiede di Moscati con tiro sulla traversa e poco altro.Nel complesso Cosmi ha riscosso quel piccolo credito di fortuna che avanzavano coloro che si era seduti prima di lui sulla panchina bianconera (Fiorin-Maresca, ma soprattutto Aglietti) regolarmente sconfitti contro il Novara in gare equilibratissime e decise da qualche episodio. Nei minuti del disperato assalto finale sognavo un 2-2 con pareggio allo scadere come quello che era maturato nel Novara-Trapani dell’ultima volta di Buba in maglia azzurra e di Serse sulla panchina avversaria. Però sarebbe stato solo un brodino caldo da servire ad un denutrito che ha bisogno di ben altre sostanze.Le note positive si limitano alla prima mezzora di Puscas, alla sua intesa con Maniero. Alla vivacità di un Sansone pasticcione in zona tiro, ma almeno capace di saltare l’uomo. Alla corsa ed alla lucidità di Maracchi che è entrato con l’intenzione di non fare da semplice comparsa.Quelle negative sarebbero infinite da elencare… Mi limito a parlare della prestazione di Casarini e Sciaudone, due centrocampisti che in categoria dovrebbero fare la differenza e che invece, ancora una volta, sono apparsi irriconoscibili.

Alla confusione nella scelta per il ruolo di regista (Ronaldo? Orlandi? Casarini?). Ed a farvi notare la differenza tra la spinta di Dickmann e Calderoni nei momenti migliori dell’era Boscaglia (sempre con il 3-5-2) rispetto all’apporto attuale dei due nostri esterni, certamente diligenti, ma raramente determinanti.Mi spiace scrivere queste cose di Corini, un Campione ed un allenatore che ha raggiunto risultati importanti e sopratutto una persona che anche con noi giornalisti ha sempre mostrato (pure ieri nel dopopartita, in una situazione particolare per mille ragioni) un rispetto, un’umanità ed una semplicità sopra la media. Però se questo è quello che riesce a dare il suo Novara, dopo quasi sette mesi di lavoro, è giusto e doveroso dare una scossa. Quantomeno per non vivere con il rimpianto di non averci provato.Oggi noi siamo (virtualmente e moralmente) retrocessi. Esattamente come lo era due settimane fa la Pro Vercelli e soltanto sette giorni or sono l’Ascoli che ha vinto a Novara. Ma domani è un altro giorno e sabato (padron domenica per noi) ci sono di nuovo tre punti in palio.

Dunque testa bassa, anzi bassissima ed un po’ di orgoglio per uscire da questa situazione.Basta dare alibi ai giocatori…. Sono stufo di sentire che bisognerebbe comprare Tizio o Caio, che occorrerebbe cercare uno svincolato, che la rosa ha delle lacune, che le altre società hanno tesserato quello e quell’altro.. La nostra lacuna più grande adesso si chiama grinta, determinazione e fame di vittorie e quella non si compra al calciomercato, ma chiunque vada in campo la deve trovare all’interno del proprio carattere, altrimenti è bene che cambi presto mestiere. In fondo, lesinando gli interventi al mercato la nostra società ha voluto dare anche un ulteriore attestato di fiducia a questi giocatori che hanno ripagato la stima, almeno ieri, nel peggiore dei modi.

Continuo ad essere convinto che la nostra rosa non sia inferiore a quella di tante altre squadre che adesso ci precedono. Provate a leggere i nomi, senza pregiudizi di sorta, e troverete in organico, oltre ai nostri Montipò e Dickmann ed ad una promessa quale Puscas, diversi giocatori di categoria, che molto spesso la categoria l’hanno fatta più che dignitosamente. E qualche volta persino in maniera esaltante. Per esempio, vorrei rivedere negli ex del Bari la rabbia che mettevano in quella “meravigliosa stagione fallimentare” in biancorosso con il Curatore agli allenamenti. Meglio lavorare in quelle condizioni o nell’attuale Novara che permette loro una vita tranquilla e senza assilli?

Detto questo, mi aspettavo certamente qualcosa di più dal mercato appena concluso. Specialmente alla luce dell’introito per la cessione di Da Cruz e delle dichiarazioni rilasciate dal presidente De Salvo all’amico Massara de “La Stampa” ad inizio mese. Evidentemente le ragioni di budget hanno prevalso, nel complesso, su quelle tecniche. Legittimo, ma la proprietà dovrebbe imparare ad essere più limpida nel comunicarlo. Altrimenti si generano pressioni a cascata che, alla fine, danneggiano chi poi va in campo.

Questo Novara per ripartire ha bisogno anche del “vero” presidente De Salvo. Di quel presidente Massimo De Salvo che 3-4 anni fa battagliava quotidianamente, giorno e notte ed anche a suon di carte bollate se necessario, per ridare alla propria società quella serie B che ora rischiamo di vederci sfuggire di mano senza colpo ferire…

La truppa abulica e disorientata che vediamo ogni fine settimana indossare una maglia quasi sempre azzurra… evidentemente ha necessità di essere affiancata da un Generale pronto a combattere, a difenderla ed a caricarla. E ne ha certamente ancora bisogno una tifoseria evidentemente disamorata che ormai gli applausi più convinti li riserva agli ex di turno o persino all’allenatore avversario prima della gara.Si può vincere o perdere e persino retrocedere… Ma guai a smettere di lottare fino all’ultimo minuto dell’ultima partita… Non è una cosa che ci appartiene e non riusciremmo proprio ad accettarla...

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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