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Ultimo aggiornamento: domenica 18 novembre 2018 - 16:37 10 ultimi articoli pubblicati Fai di questo sito la tua Homepage Inviaci una e-mail

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mercoledì 20 giugno 2018 - 17:15
18° puntata: 11 dicembre 2011 Novara-Napoli 1-1

Il mio Novara-Napoli comincia idealmente il mercoledì sera precedente. Sono da poco passate le 22 e dopo aver assistito ad una partita dell’Effenbert Hockey Novara al palazzetto… mi fermo in un bar di Corso Vercelli a guardare i minuti decisivi del match di Champions League Villareal-Napoli. Con una vittoria la squadra di Mazzarri staccherebbe il biglietto per gli ottavi completando una vera e propria impresa.

Sulla carta non dovrebbe essere un problema per Cavani e compagni espugnare “El Madrigal”… ma bisogna fare i conti con l’orgoglio di un avversario che non vuole salutare la competizione con un’altra sconfitta casalinga. Proprio nel tragitto palazzetto-bar arriva il gol di Inler a scacciare i fantasmi. Quando, appena dopo la mezzora, Hamsik raddoppia la tensione si scioglie definitivamente… ed i numerosi ragazzi napoletani davanti al televisore cominciano a derodere il Novara prossimo avversario dei loro beniamini. Il tormentone, rigorosamente in slang partenopeo, è più o meno questo: “Ma tu vai a vedere Novara-Napoli??? Ma figurati se vado a vedere il Napoli giocare contro una squadretta come il Novara… Figurati se i napoletani salgono al Nord per una partita del genere…”.

Da novarese e tifosissimo del Novara, per ovvie ragioni, mi girano molto le scatole. Ingoio la rabbia che affogo in una buona birra al mitico “Bar Torino” dei fratelli Tondina… sognando in un risultato clamoroso la domenica sera. Spero di incontrare il “Beck” e di coinvolgerlo nella solita, spassosa, imitazione del presidente De Laurentiis, con annesse pause, ma il mercoledì prefestivo disperde un po’ la solita, inseparabile, compagnia…Il lungo ponte dell’Immacolata fa lievitare la tensione. Il sabato pomeriggio vado a Milano con un gruppo di amici a trovare “uno di noi” momentaneamente ricoverato. Il buon Enrico, con cui ho viaggiato in macchina fino a Molino Dorino, ha già pronta la sentenza: “Io l’avevo capito subito che il Novara non era una squadra da serie A.

Già contro la Triestina… quella sera che hanno vinto 4-0 giocando malissimo…”. In ogni compagnia c’è sempre qualcuno che ce l’ha più lungo degli altri, che vive di certezze, spazzando via i dubbi prima del tempo… Purtroppo anche dal “Piola” non arrivano buone notizie: un’influenza intestinale pare aver messo kappao Centurioni che è in forte dubbio. Sarebbe un bel guaio visto che mancano anche Lisuzzo e Paci… e lo stesso Ludi si trascina un infortunio dalla prima di campionato… Potrebbe essere l’ora del debutto stagionale di Coubronne! I tormenti proseguono alle 18 quando comincia l’anticipo di A che vede il Lecce subito in vantaggio sulla Lazio. Alla lunga però i biancocelesti di Reja mettono le cose a posto, imponendosi allo scadere grazie ad un gol di Klose.

Si registra anche la vittoria del Genoa a Siena che di per sè non sarebbe da buttare. Alla sera però il gol di Mutu che regala la vittoria al Cesena a Palermo mi fa andare di traverso anche la “padella del mastro birraio” piatto forte di una bella cena al “Gunther”. Adesso siamo penultimi e rimarremo penultimi… a meno di una clamorosa impresa contro il Napoli in grado di farci operare il controsorpasso sui romagnoli.E’ una domenica bellissima, luminosissima e lunghissima. Al mattino, poco prima della cascina “Prelle”, incrocio i miei genitori a spasso con “Kira” il cane boxer che ha piacevolmente accompagnato la scalata azzurra. E’ arrivata in casa nostra pochi mesi prima della salvezza di Fiorenzuola e, purtroppo, se ne andrà pochi mesi dopo lo svanire del sogno serie A.

Prima di recarmi allo stadio le regalavo ogni volta una carezza ed una promessa di biscotto (o biscotti) in caso di vittoria. Ora i biscotti stanno cominciando a diminuire… un po’ come le sue forze… ma non rinuncerebbe per nulla al mondo ad una passeggiata con i suoi padroni.Del pomeriggio non ricordo granchè, probabilmente ero in trance assoluta. Ricordo solo di aver inserito per errore uno squalificato nella formazione del “Fantacalcio” beccandomi la segnalazione dell’implacabile “Rullo”.Ovviamente prendo la strada dello stadio con largo anticipo. Gli spalti sono gremiti, la tribuna gremitissima. C’è molta più gente rispetto alla sera dell’esordio casalingo con l’Inter. Il tabellino ufficiale riferisce di 16.282 presenti. Tutti abbiamo almeno un parente o un amico tifoso del Napoli che è venuto allo stadio, qualcuno addirittura per la prima volta. Ci sono abbonati “tiepidi” che hanno prestato (affittato?) la loro tessera a dei supporters partenopei. In tribuna incrocio subito l’avvocato Sergio Conte… che all’indomani della promozione azzurra in A… era corso a cercare di abbonarsi… proprio per non perdersi questa partita, quella della sua squadra del cuore. Di lì a poco un signore mi chiede cortesemente una distinta. “Mi spiace non sono ancora arrivate”.

Allora l’interlocutore, che conoscevo di vista, cala il jolly: “Ma non sa che lavoro per…?” (E giù il nome di un ente pubblico… per dare autorevolezza alla propria richiesta).Se questo è il clima… meglio rifugiarsi in cabina accanto all’inseparabile Paolo Molina e con alle spalle un Ugo Ponzio stasera più che mai tifoso del Novara. Nella postazione a fianco ci sono Pardo e Serena a conferma della sacralità del posticipo domenicale (non è più la partita più importante come a metà anni novanta, ma è comunque una partita importante). Mando una mail al “Corriere” per verificare la connessione internet che rimane eccellente malgrado lo straordinario afflusso. Faccio anche un collegamento con Telenova e la voce mi trema nel sentire il conduttore che dice: “Massimo detta le formazioni a Bruno Pizzul che è pronto a prendere nota…”. Nel mentre entra Danny Farana urlando “C’è il Pampa Sosa! C’è il Pampa Sosa!” riferendosi alla seconda voce Sky.

Probabilmente mai il “Silvio Piola” in 35 anni di storia ha ospitato tanti campioni, tutti assieme, per una sfida da tre punti. Mazzarri, libero da remore legate agli impegni di Champions, schiera i suoi uomini di spicco, senza rinunce… Hamsik, Dzemaili, Pandev, Lavezzi, Cavani… E’ Napoli sin troppo distante dalla vetta in rapporto alle potenzialità dei propri interpreti, ma evidentemente la concomitanza degli impegni europei ha inciso nella continuità di rendimento.Alla supremazia tecnica degli avversari Tesser oppone per la prima volta un 5-3-2, la soluzione tattica che era solito adottare in B quand’era il momento di difendere un 1-0 e l’ingresso di Centurioni garantiva solidità ed equilibri. Stavolta Matteo c’è, prontamente recuperato con ai suoi fianchi Dellafiore e Ludi ed i soliti Morganella e Gemiti ai lati.

A centrocampo il sacrificato è Porcari con Radovanovic affiancato da Marianini e Rigoni. Davanti, a dar manforte ad un Rubino indiavolato, c’è un Mazzarani, avanzato a seconda punta.La partita è equilibrata, molto più equilibrata di quanto ci si potesse aspettare. Il Novara è un’altra squadra rispetto a quella timida ed impacciata vista all’Olimpico solo 6 giorni prima. Riusciamo anche ad andare al tiro con Rubino e soprattutto con Gemiti che chiama De Sanctis alla prima parata dell’incontro. Sull’altro fronte Pandev incorna di poco a lato. L’unico vero pericolo lo corriamo a dieci minuti dal riposo quando Dossena affonda dalla sinistra e Maggio incorna a lato da posizione molto favorevole. Ujkani però c’era, il nostro portiere dà la sensazione di essere molto più presente rispetto alla sera del suo ritorno in campo in serie A contro la Lazio. Questo è il vero Ujkani e tutta la squadra ne beneficia.Tutti si attendono un cambio di marcia del Napoli da un momento all’altro un po’ come è successo sul campo del Villareal ed invece anche nella prima parte del secondo tempo è ancora il Novara a creare le uniche occasioni.

E’ il 5’ quando Gemiti scende sulla sinistra e pennella per Rubino che arriva con un soffio di ritardo alla deviazione decisiva. Poi un tiro di Radovanovic diventa un involontario assist per Mazzarani che alza dal dischetto del rigore Poco prima del 20’ Rubino calcia da posizione quasi proibitiva senza accorgersi che in mezzo stava arrivando proprio l’ex del Modena. L’unico neo è rappresentato dall’uscita di Ludi che dopo un’ora deve arrendersi. Al suo posto il cileno Labrin, oggetto misterioso che abbiamo tesserato verosimilmente per fare un favore al Palermo nelle ultime ore di mercato. E Mazzarri? Toglie Cavani per inserire Mascara nel tentativo di scuotere una squadra che sembra intimorita. Ed invece a passare è il Novara con una punizione “alla Laurentini” di Radovanovic che si insacca sotto la “Nord” quando mancano appena venti minuti alla fine.Ci crediamo, adesso ci crediamo davvero! Anche perché la reazione degli ospiti non è terribile come ci saremmo immaginati.

C’è solo un tiro dal limite di Lavezzi che Ujkani neutralizza senza problemi. La panchina avversaria inserisce Inler avanzando Hamsik per l’ultimo assalto. La palla buona arriva proprio sui piedi di Marek che la svirgola clamorosamente. Non c’è tempo nemmeno per tirare un sospiro di sollievo perché l’errore si è trasformato nel più favorevole degli assist per Dzemaili che si trova servita sui piedi la palla dell’1-1 e ahinoi non la sbaglia.Ora accade quello che non avremmo mai voluto vedere. La tribuna del “Piola” si trasforma di colpo in un piccolo “San Paolo”. Tutti esultano… ci sono napoletani ovunque…

Erano semplicemente rimasti in silenzio in attesa di… I 10 minuti finali (recupero compreso) sono interminabili… è l’unico momento in cui rischiamo davvero di perdere… anche se c’è un’altra sgroppata di Gemiti non sfruttata per un soffio da un Rubino ormai stremato. Scarico la tensione ultimando un pezzo per il “Corriere di Novara” che dovrà essere pronto pochissimi minuti dopo il fischio finale.La partita si chiude al 47.58 quando Pandev stramazza in area dopo essere stato sfiorato da Ujkani. Davvero troppo poco per concedere un rigore all’ultimo secondo di partita. Abbastanza però per far sì Mazzarri si scateni nel suo solito show… che rende ancor più reale lo spettacolo visto al “Piola”.Quando scendo le scale incrocio Pardo che dice ad un interlocutore a me ignoto: “Come fai a giocare contro una squadra che pensa solo a difendersi come il Novara?” Un commento superficiale e supponente, distantissimo dalla realtà di un campionato che ha visto la squadra di Tesser giocarsela comunque a viso aperto contro avversarie quasi sempre più forti.In sala stampa si consuma un siparietto gustoso.

C’è un collega novarese che da anni lavora per emittenti nazionali che probabilmente ci tiene a far vedere di essere inserito in un giro sconosciuto a chi, come il sottoscritto, era abituato ad intervistare Remondina piuttosto che Sonzogni. Si rivolge dunque all’allenatore del Napoli con un confidenziale “Scusa Walter tu…” Una, due, tre volte… finchè l’interlocutore lo fredda: “Scusi, ma ci conosciamo che mi dà del tu?”. In zona mista l’attesa è più lunga del solito perché ci sono anche i collegamenti in diretta con la Domenica Sportiva… Gene Gnocchi non “perdona” il buon Accornero: “Ma quello non è il Presidente del Novara, è il nonno di Morganella…”.

A me basta il grandissimo Matteo Centurioni a cui dico: “quando sabato ho saputo che no stavi bene… ero certo avresti comunque recuperato in tempo…”. La serata finisce in allegria al “Triathlon” dell’amico Alberto dove si ride e si scherza come dopo una vittoria. In fondo è stata una grande serata di calcio, in un certo la più bella che io possa ricordare al “Piola” (promozioni a parte) anche per merito della calata civile e festosa di tifosi napoletani da tutto il Nord Italia.Dopo poche ore di sonno… scrivo un “Editoriale” che comincia così: “Il Novara versione casalinga è una squadra certamente degna della serie A. Finora in casa non abbiamo mai sbagliato una partita. Siamo mancati soltanto per scampoli di gara: nel secondo tempo con il Bologna, nei primi tempi contro Siena e Parma.

Molti avevano superficialmente etichettato la vittoria contro l’Inter come il “regalo” di una squadra in sciopero che non vedeva l’ora di trovare il pretesto per liquidare il proprio allenatore. La prestazione contro un Napoli, gasato dalla storica qualificazione in Champions, rende finalmente giustizia a quell’impresa. Questo Novara in casa è in grado di giocare partite di livello assoluto contro le grandi. Purtroppo in trasferta finora non siamo mai riusciti (fatta eccezione per Genova e qualche altro scampolo di gara) la stessa intensità, la stessa applicazione, la stessa carica che riesce a darci un pubblico stupendo ed un’atmosfera fantastica. Da Pagani al Napoli il passo è stato più breve di quanto osassimo sperare…”Troppo euforico ed ottimista? Probabilmente sì… Ma in fondo in casa in serie A avremmo steccato partite in sequenza solo in quel maledetto mese di inizio 2012 dalla Fiorentina e Chievo. Prima e dopo ci siamo fatti rispettare con tutti.

E qualche volta ci siamo tolti anche della gran belle soddisfazioni…L’indomani in Tribunale incrocio Gennaro, cancelliere tifosissimo del Napoli che mi obietta: “Beh, noi non abbiamo schierato la formazione migliore…”. “Come no? C’erano Hamsik, Dzemaili, Pandev, Lavezzi, Cavani, tutti assieme…” “Si, ma Inler era in panchina….” Il calcio è bello proprio per questo. Perché ciascuno alla fine può rimanere convinto della propria opinione. Nonostante tutto…         

Massimo Barbero

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