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mercoledì 29 agosto 2018 - 18:32
27° puntata: 12 febbraio 2012 Inter-Novara 0-1

Abbiamo fatto 0-0 con il Cagliari, una squadra che in settimana ha segnato 4 gol alla Roma che oggi ha dato 4 gol all’Inter che noi affronteremo domenica prossima…”.

Sembra uno scioglilingua, invece è l’equazione scelta da Mondonico per caricare la partita di San Siro. Sulla carta una sfida impossibile perché c’è da immaginarsi che ai nerazzurri non siano andate troppo giù le beffe della gara d’andata, comprese quelle rivolte a Moratti all’uscita dalla tribuna d’onore.

Onestamente stavolta nessuno ci crede davvero anche se lo 0-0 con il Cagliari ci ha ridato un po’ di dignità dopo troppe sconfitte in serie.

Il sabato sera della vigilia è passato alla storia come quello del vivacissimo battibecco al palazzetto (nel corso della partita) tra tale Matassi del Castiglione ed il nostro Danny, tra gli sguardi imbarazzati dei presenti, arbitro compreso che non sapeva più che pesci pigliare… In curva al “Dal Lago” ci sono i ragazzi di “Sezione” che alla fine commentano soddisfatti “stasera ci siamo proprio divertiti…”.

L’ennesimo viaggio a San Siro (il terzo in poco più di due anni il secondo in un mese) sembra quasi routine, compresa la sconfitta da mettere in preventivo.Partiamo in 3, io, Paolo e Danny sulla mia “Panda” rispolverata per sfidare le intemperie di una domenica di gelo. Ricordate la trasferta allo Juventus Stadium? Avevamo assalito una bancarella per garantirci almeno un panino con salamella… salvo poi scoprire che dentro ad attenderci c’era un ricco buffet offerto a tutti i giornalisti. Anche a San Siro avevamo cenato gratis la sera del match di Coppa con il Milan e dunque, memori di questi privilegi, stavolta siamo entrati al “Meazza” senza toccare cibo.

Risultato? Un terribile digiuno fino a sera… spezzato solo da un paio di salatini nel bar dove rimaniamo fino alle ore 14 passate perché fuori fa davvero un freddo cane. Con lo stomaco tristemente vuoto saliamo dunque al secondo anello, nella postazione stampa riservata ai giornalisti che non lavorano per le pay tv e/o quotidiani di primo piano.Ranieri può schierare una formazione molto forte con tanti reduci dalla stagione del “triplete”.

Uno striscione affettuoso da parte dei tifosi dell’Inter “Bentornato Mondo” accoglie il nostro mister. Sugli spalti ci sono poco più di 20 mila spettatori, con i supporters azzurri confinati nel terzo anello.La “Beneamata” parte a mille e sembra voler chiudere i conti nel più breve tempo possibile. Il più determinato è Wesley Sneijder che si libera al tiro già all’8’, Ujkani è coperto, ma riesce ad arrivare sulla sfera. Giocando così però non potremo reggere a lungo, è evidente… A riequilibrare i rapporti di forza ci pensa un episodio apparentemente sfortunato: Dellafiore si fa male per l’ennesima volta ed al suo posto entra Morganella. Il 4-2-3-1 iniziale diventa così un più logico 5-3-2 con i due esterni (Morganella e Gemiti appunto) che fanno finalmente l’elastico, evitando al Novara una partita di puro contenimento e sacrificio.Adesso anche gli ospiti avanzano con una certa convinzione.

A metà tempo Porcari serve un buon pallone a Caracciolo che colpisce debolmente di testa. L’intesa tra i due crea un’altra situazione pericolosa poco prima della mezzora. Tra queste opportunità c’è una magia di Jeda (schierato al posto dell’acciaccato Mascara). L’offensiva dell’Inter è tutta nelle iniziative di Sneijder che impegna Ujkani in più occasioni. Ci sarebbe anche un rigore per i nerazzurri… In diretta dico che Garcia ha preso la palla… ma rivedendo le immagini… effettivamente prima prende il piede dell’avversario eppoi la palla. Col Var probabilmente non l’avremmo fatta franca, tantomeno contro una delle tre strisciate. Le telecamere beccano Moratti che in tribuna d’onore urla “pezzo di merda” all’indirizzo (verosimilmente) del direttore di gara.Sta di fatto che trasciniamo lo 0-0 fino all’intervallo. Non è molto, ma è già un ulteriore mattoncino di fiducia. L’Inter ora è costretta a scoprirsi per cercare la vittoria che il pronostico l’impone. Entra anche Pazzini al posto dell’evanescente Alvarez. Nelle file del Novara deve uscire Porcari, acciaccato, ed al suo posto riecco Pesce.

L’assalto nerazzurro riprende. Ujkani dapprima neutralizza una conclusione di Milito, poi blocca sul tentativo di Lucio in proiezione offensiva. E’ una parata che vale doppio perché ci permette di rilanciare il contropiede con la squadra di casa decisamente allungata. Paolo Molina al mio fianco coglie la solennità del momento ed accompagna il racconto dell’azione con un convinto “Dai, dai…”.

Da Ujkani a Pesce per Jeda che lancia magnificamente Caracciolo. L’Airone dà l’impressione di voler imbeccare Rigoni ed invece si gira e dal limite dell’area fionda un tiro imparabile per il pur bravo Julio Cesar. Siamo in vantaggio a San Siro e comunque vada a finire nessuno potrà mai dimenticare l’estasi di quest’istante!La partita però è ancora lunga, lunghissima. Ranieri toglie un centrocampista (Poli) per un altro attaccante (Forlan). Mondonico risponde con l’ingresso di un difensore centrale (Paci) al posto di Gemiti. La reazione nerazzurra è rabbiosa e Stanokovic manca di poco il bersaglio. Con il passare dei minuti la situazione pare favorire il Novara che in un paio di occasioni fa sperare addirittura nel raddoppio.

Dapprima Caracciolo arriva con un secondo di ritardo sulla palla liftata da Rigoni. Poi Morganella da fuori costringe Julio Cesar ad una non semplice deviazione in angolo.Sembriamo davvero padroni della situazione, ma un parapiglia in mezzo il campo potrebbe sconvolgere il finale di questa bella storia… In diretta mi illudo che Russo di Nola possa estrarre un cartellino nei confronti di un giocatore di casa finchè Paolo mi riporta alla realtà: “No, il giallo è per Radovanovic che è già ammonito…”. Siamo in dieci e mancano ancora 8 minuti più recupero.

L’Inter riesce a tirare solo dal limite, ma ha cecchini pericolosissimi… per farlo. Stankovic sfiora ancora il montante… poi Sneijder centra la parte inferiore della traversa con palla che torna in campo, fortunatamente innocua per noi. L’Inter strameriterebbe almeno il pari, ma quando vedo il quarto uomo segnare 3’ di recupero comincio a credere davvero nell’impresa. Seguiamo in apnea l’ultima, interminabile, azione nerazzurra che si conclude con una girata di Pazzini… Quando Ujkani blocca il pallone ci rendiamo conto che è davvero fatta. Ora San Siro è in silenzio, si sentono solo i nostri tifosi dal settore ospiti.

In Tribuna la mia voce stridula attira gli sguardi degli spettatori di casa che stanno uscendo delusi. A pochi metri c’è Riccardo Cucchi di RadioRai che alza a propria volta i decibel.

E’ finita!!! E la tensione accumulata si scioglie di colpo. Fin lì non mi ero mai curato del freddo glaciale, adesso i brividi mi fanno tremare la voce. Vorrei dedicare questa vittoria a Walter Vannucci, ma l’emozione e l’arrivo di un Danny agitatissimo mi fanno impappinare. Tremo mentre prendiamo l’ascensore e Jean Paul Bonomi sottolinea ancora una volta: “Se avessimo cambiato prima allenatore…”.

Il telefono è già strapieno di sms. Spicca quello di Nico Pulizzi, milanista doc, che giù pregusta gli sfottò dell’indomani in Tribunale all’indirizzo dei cantori del triplete e mi scrive “Grazie di esistere”. A dare il sapore dell’impresa ci sono i tweet di Valentino Rossi che non è certo un calciofilo… ma commenta “Non vorrei essere il posacenere di Moratti stasera…”.

Eppoi “Ho capito, i bianchi erano il Real Madrid, non il Novara…”.

Mi separo dai miei compagni di avventura per recarmi in sala stampa dove sono l’unico giornalista di Novara presente. L’interistissimo Recalcati cerca una provocazione che non raccolgo… poi incrocio lo sguardo di Luca Uccello (sampdoriano dichiarato) ed entrambi non riusciamo a trattenere una risata ripensando a quello che è appena successo.

Mondonico ha già parlato in diretta tv pronunciando la frase che è passata alla storia. “Abbiamo vinto Sanremo…” ha detto pensando al Festival che sta per cominciare. In conferenza stampa ci mette un secondo a smontare le velleità di Recalcati che l’incalza così: “Mister, se fosse entrato quel tiro di Pazzini cosa ci sarebbe venuto a raccontare, eh?”.

Ed il Mondo, con tutta calma, sorridendo: “Che è finita 1-1… Mi girerebbero le scatole, ma questo non cambierebbe i giudizi sulla nostra prova difensiva…”. Semplicemente geniale. Una vittoria così basta ed avanza per alimentare un personaggio amatissimo dalla gente. “Non mi vergogno a pronunciare la parola catenaccio. Altri allenatori preferiscono parlare di ripartenze e uomini dietro la linea della palla. Io dico catenaccio e contropiede”. E’ la sua serata che trascorrerà dividendosi tra la tv locale dove è di casa “Telenova” e la Rai dove diventerà opinionista fisso de “La Domenica Sportiva”. Non aveva mai vinto da allenatore contro l’Inter (nel 1988 però aveva battuto il Milan di Sacchi) e questo successo rimarrà impresso negli sportivi come l’ultima, esaltante, pagina di una lunga carriera ad alti livelli.In “zona mista” sono tanti a parlare. Il presidente Accornero ha gli occhi lucidi per l’emozione. Non dimenticherà mai questo pomeriggio. Caracciolo ha una dedica per il ds Pederzoli, da settimane nel mirino della critica: “Lui ha creduto in me ed io sono contento di averlo ripagato…”.

Per l’Airone si tratta del settimo gol all’Inter in carriera. Ujkani sottolinea come la parata più complicata sia stata la prima: “Ho visto sbucare il pallone all’ultimo… Se fossimo andati sotto sarebbe diventato tutto più difficile”. Centurioni, con il suo solito realismo, non si dimentica che “siamo comunque ultimi”.Il nostro gruppo si ricompone. Ho le chiavi della macchina e posso imporre agli altri la mia volontà: lasceremo San Siro solo quando avrò finito gli articoli per il “Corriere di Novara”. Danny telefona e scrive, Paolo agita nervosamente il cellulare come quando ha un po’ di premura. Per aiutarmi, va a raccogliere le dichiarazioni di Ranieri che dice: “Abbiamo tirato in porta venti volte…”.Sono quasi le sette quando prendiamo la strada di casa.

La chiamata di Mario Molina è particolarmente dolce. Sessantanni prima aveva visto vincere il Novara a San Siro contro l’Inter in una gara che allora era valsa addirittura la nostra salvezza. In auto prendo consapevolezza del momento. So bene che in A ci siamo solo di passaggio e che una domenica del genere non ci capiterà più. E’ girato tutto bene per una volta e dobbiamo gustarci fino in fondo una partita ed una serata irripetibili.Mi gusterei fino all’ultimo boccone anche la teglia di lasagne avanzata dal compleanno della zia festeggiato la sera prima, ma mia madre è molto attenta nel centellinarmi le dosi per evitare stravizi.Ed allora mi butto a scrivere l’Editoriale prendendomi anche una piccola rivincita su chi per mesi mi ha ripetuto che “l’Inter a Novara ha perso apposta”. “Tra l’altro questo 1-0 restituisce finalmente dignità anche al 3-1 dell’andata. Non fu un mero complotto antiGasperiniano allora… né oggi trattasi di sommossa per convincere le legioni nerazzurre ad accettare l’arrivo del “nemico” Capello alla corte di Moratti. Semplicemente il calcio è uno sport straordinario proprio perché può benissimo capitare anche che la grande Inter lasci sei punti sei alla matricola Novara. Senza che si tratti di qualcosa di artificiale come pensano coloro che non conoscono davvero la bellezza di questo gioco”. Fa un caldo boia nella mia stanza (l’escursione termica dal sottozero di San Siro si fa sentire) e passo la serata a guardare qualsiasi programma calcistico venga trasmesso. Per le tv nazionali… non è stato il Novara a battere l’Inter, ma l’Inter a perdere con il Novara. Non si celebra l’impresa, si critica la disfatta.

Su “Telelombardia” si soffermano a lungo sul rigore non concesso ai nerazzurri con Gianluca Rossi che indora la pillola dicendo: “Non me ne vogliano i colleghi novaresi… con cui ho passato una piacevolissima serata in occasione di una partita dell’Under 21 al “Piola”... ma quel rigore era nettissimo”.L’indomani è dolce svegliarsi dopo aver sbancato San Siro. Tutto ti sembra bellissimo… anche se è una grigia giornata di febbraio con temperatura polare e devi andare a lavorare… Me ne accorgo quanto sento il vicino di pianerottolo ed il marito dell’edicolante, entrambi interisti, imprecare contro il Novara: “Cosa vogliono??? Tanto retrocedono…”Con il passare delle ore riappaiono i problemi quotidiani di un tifoso destinato per sempre a soffrire: “Come faremo ad affrontare l’Atalanta con tutti quegli squalificati? Almeno Marianini ce la farà?” E la Roma ci rovina un po’ la serata facendosi battere dal Siena che mantiene così le distanze in classifica. Ma intanto “Depa” è già al lavoro per confezionare il video dell’impresa. Certe emozioni sono destinate a restare per sempre scolpite nel cuore di chi le ha vissute… Con questo dolcissimo ricordo dedicato alla memoria del “Mondo” la seconda edizione de “La nostra serie A…” va in letargo.

I racconti riprenderanno a fine campionato, sperando di vivere un’estate 2019 sportivamente più serena di quella che sta lentamente scivolando via…

Massimo Barbero

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