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domenica 17 marzo 2019 - 13:40
di Massimo Barbero

Nel bene o nel male le squadre di Sannino si sono sempre fatte riconoscere (ed apprezzare) per organizzazione, carattere, orgoglio e motivazioni. Ahinoi… il Novara visto ieri, anche da questo punto di vista, non sembrava assolutamente una squadra di Sannino e quest’aspetto (temperamentale) è il più preoccupante, a prescindere da ogni altra considerazione perché è mancato innanzitutto il “marchio di fabbrica” che ha sempre contraddistinto la carriera del tecnico di Ottaviano.Naturalmente non tutto può essere ridotto a “cuore, palle e sangue” come piace tanto alla gente… però questi ingredienti sono indispensabili per provare almeno ad ovviare ad una situazione di predominio avversario come quella a cui abbiamo assistito ieri, sin dal fischio d’inizio. Predominio innanzitutto dal punto di vista tattico perché Scazzola è stato bravissimo a trasformare una possibile emergenza difensiva (la febbre che ha messo kappao Santacroce e Marin) in un’arma offensiva, piazzando i motivatissimi Kanis ed Emmanusso a fianco del ritrovato Defendi in un tridente con due uomini larghi che ha messo inizialmente in grosso imbarazzo la difesa a tre del Novara.

Nel primo quarto d’ora Kanis e, soprattutto, Defendi si sono mangiati gol ormai fatti, a tu per tu con un Di Gregorio inerme.Sannino però ha aggiustato le cose per tempo, quand’eravamo ancora sul punteggio di 0-0 con quasi tutta la gara davanti. Quando il Novara ha ritrovato l’equilibrio in campo è emersa però un’altra differenza, ancora più netta, imbarazzante e difficilmente correggibile, dal punto di vista fisico. Gli avversari andavano il doppio dei nostri, arrivavano sempre prima sulla palla, anche in caso di mezzo errore, recuperavano con una facilità impressionante. Per onestà intellettuale va detto che si era visto qualcosa del genere anche nelle ultimissime recite dell’era Viali, a Busto e con la Pistoiese.Per qualche minuto il Cuneo ci ha lasciato fare la partita che avevamo immaginato: noi ad attaccare e loro dietro, a chiudere ogni varco. Ma anche in questo senso i biancorossi della Granda sono cresciuti tantissimo rispetto alla squadra che a novembre al “Paschiero”, per quanto impenetrabile, faceva tantissima fatica a ripartire. Ieri gli ospiti si sono sempre proposti in avanti in maniera estremamente pericolosa, raggiungendo la nostra area di rigore con una facilità ed una semplicità disarmanti.L’ulteriore criticità di questo Novara è data dall’incapacità di saper leggere le situazioni di difficoltà a gara in corso anche da parte degli uomini di maggiore esperienza. Incassato l’1-0 in maniera incredibile a 5’ dal riposo… bisognava pensare innanzitutto a limitare i danni, ad arrivare all’intervallo con minor conseguenze possibili per poi provare a riorganizzare la rimonta con un pizzico di lucidità. Invece subito lo svantaggio (dopo un primo tempo in costante affanno) ci siamo gettati in avanti come se fossimo all’86’ e non al 41’, con il risultato di scoprirci, di buttare via palloni per la smania di recuperare. Il 2-0 di Kanis è arrivato pochi secondi dopo un’altra parata decisiva di Di Gregorio.In ultimo, ma davvero in ultimo, anche gli episodi hanno avuto il loro peso.

Pur nel contesto di una gara dominata dall’inizio alla fine dal Cuneo forse (e sottolineo forse) sarebbe potuta nascere un’altra partita se fossimo rientrati negli spogliatoi sullo 0-0, senza quell’assurdo autogol di Rigione. Ed ancora forse (e sottolineo forse) sarebbe potuta nascere ancora un’altra partita se la terna avesse convalidato il gol dell’1-0 di Bastoni che sembra tenuto in gioco da Castellana sul secondo palo (che infatti alza il braccio non troppo convinto). Ma chi, come noi, è ancora abituato a vedere il calcio senza il Var… sa che anche gli episodi favorevoli di solito premiano la squadra che ha il merito di andarseli a cercare (ricordate la discesa impossibile tentata da Zappa, un contro tutti, nell’ultimo minuto del derby?). Ed in questo senso il Cuneo ha indubbiamente strameritato una vittoria che sarebbe potuta essere ancora più netta senza le parate di Di Gregorio nella ripresa.La cosa peggiore è che, all’indomani della partita più brutta giocata dal Novara in questo campionato, oggi fatico onestamente ad immaginare delle soluzioni o degli spiragli positivi. Spiragli ovviamente non nell’ottica di una rimonta per il quarto o quinto posto o di un play off stile Cosenza (che allo stato appaiono mera utopia), ma spiragli anche solo per restituire almeno un presente credibile e qualche prospettiva futura a questa rosa.

Personalmente non mi convince granchè nemmeno il discorso delle “scelte impopolari” (parole del tecnico) e delle “esclusioni eccellenti” (parole di qualche autorevole commentatore). Dato per assodato che tutti i calciatori del globo che non si chiamino Messi o CR7 qualche volta possono benissimo finire in panchina… che facciamo? Rinunciamo a cuor leggero ai gol che un Cacia, pur tra pochi alti e molti bassi, ci ha comunque sin qui garantito? Non insistiamo nel tentativo di recuperare Buba e Pablo (e Perrulli, se e quando starà bene) anche in vista della prossima stagione? E questo in favore di chi? A dicembre i giovani inseriti più o meno in pianta stabile avevano dato una scossa positiva a tutto il gruppo. Ieri non è stato così ed anche i vari Nardi, Bellich, Fonseca e lo stesso Bove hanno dimostrato di soffrire parecchio la situazione. Se nel dopo Viali l’idea era quella di un Novara destinato nell’immediato a valorizzare i ragazzi fatti in casa… la mossa più logica sarebbe stata quella di puntare su “Jack” Gattuso che con loro aveva vinto e convinto in Primavera. A Sannino probabilmente è stato chiesto qualcosa di diverso: di far rendere questa rosa secondo le aspettative di inizio stagione e di fine mercato invernale. Non credo sia il caso di cambiare subito ancora rotta di nuovo, seppur dopo un pomeriggio nerissimo.Abbandono, infine, i nostri travagli azzurri per salutare con affetto e deferenza il grande Sergione Borgo.
Sono contento che quest’assurda, ma affascinante, stagione del Cuneo gli abbia restituito ciò che qualche novarese un po’ frettoloso avrebbe voluto togliergli negli ultimi giorni della sua lunga ed esaltante parabola in azzurro… Il tempo che passa riporta a galla ogni verità storica… 12 anni dopo i fischi al termine di un Novara-Pistoiese… Lui è tornato al “Piola”, acclamato e da vincitore. Quali squadre professionistiche ha allenato nel frattempo il buon Sacchetti Luigi, allora così rimpianto dai più?

Scusatemi, ma io sono sempre dalla parte delle “bandiere”. Di coloro che alla mia squadra del cuore hanno dato tanto, tantissimo, in campo e fuori. Dalla parte del “Sergione” allora come di “Charly” Ludi adesso. Dalla loro parte anche e soprattutto nei momenti difficili. Perché senza la propria storia… ed i ricordi di chi ha vissuto dal vivo certe emozioni… ogni società di calcio rimarrebbe solo una scatola vuota. Vuota esattamente come la squadra che abbiamo visto all’opera al “Piola” ieri… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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