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domenica 24 marzo 2019 - 12:32
di Massimo Barbero

Ho sempre considerato il “catenaccio” di Borgosesia per difendere lo 0-0 contro una squadra che non vinceva da una vita… il momento più avvilente nei miei quasi 40 anni al seguito del Novara Calcio.

Oggi, probabilmente, devo aggiornare questo anche triste primato. Con la saggezza data dall’età che avanza… quel pomeriggio del marzo 1999 assume ora ai miei occhi un risvolto più romantico. Per il gran finale di partita (ovviamente in maglia granata) del mio idolo Fabio Scienza.

Per il clima di sportività e deferenza che gli amici valsesiani avevano riservato nel loro stadio persino a quel Novara dall’azzurro tanto sbiadito.Ieri il contesto ambientale è stato talmente deprimente che per la prima volta in quasi 40 anni ho invidiato più mio padre a casa, tra computer, giardino e jack russell, che non il centinaio di encomiabili (anche per non aver risposto alle provocazioni) tifosi azzurri in curva ospite. Quella che sarebbe dovuta essere la grande festa del club della famiglia Allesina per gli straordinari risultati conseguiti in questi anni si è trasformata nella sagra dell’insulto nei confronti del Novara (con gozzanesi e vercellesi involontariamente alleati) e dell’accredito libero per riempire un po’ almeno la tribuna.

Probabilmente (salvo miracoli azzurri) ci saranno altri Gozzano-Novara nelle prossime stagioni… L’auspicio è che possano essere giocati almeno nella provincia di appartenenza. E mai più in una Vercelli così, assurdamente più blindata di quanto non avvenga di solito per il “vero” derby.
Per entrare allo stadio ci ho messo circa 45 minuti malgrado l’auto parcheggiata proprio accanto al Parco Camana, tra barriere insuperabili, steward inflessibili e lunghe code per ritirare l’accredito… Ai tifosi azzurri che nei momenti di sconforto si abbandonano al “mantra” “Meglio l’eccellenza…” chiedo: siete pronti ad essere sfanculizzati ogni settimana dagli ultras della Ro.Ce (tra cui forse l’insospettabile Danny Faranna?) e magari del Baveno, per non parlare del Trino e del BorgoVercelli e presto dell’emergente Bulè Bellinzago? A me sinceramente, vista l’esperienza di ieri, la prospettiva non entusiasma granchè…

Battute a parte, tornando a parlare seriamente di calcio, la prestazione del Novara di ieri non è stata certo da buttare. E’ uno 0-0 diversissimo da quello di fine novembre quando era il Gozzano a potersi legittimamente mangiare le mani per le opportunità fallite sottoporta, da Libertazzi in primis.
Stavolta il migliore in campo dei rossoblu è stato indubbiamente il portiere Casadei. Sull’altro fronte gli uomini che avrebbero dovuto far risaltare la differenza tecnica (e di budget) tra le due formazioni in campo hanno gettato al vento occasioni piuttosto nitide. Penso al pur efficace Eusepi nel finale di primo tempo. Ed a Gonzalez e Cacia nell’ultimo lembo di partita. Con in mezzo il terzo rigore decisivo fallito in questa disgraziata stagione.

Mi spiace in maniera particolare per “Buba” una grande persona che si è calato in questa avventura con la serietà e la generosità di sempre ed un entusiasmo da ventenne. Chi in certi momenti si prende la responsabilità di calciare un rigore decisivo è sempre da elogiare. A prescindere da come poi sia andata...Onestamente sarebbe stata pura utopia aspettarsi molto di più dal Novara a soli 7 giorni dal nulla proposto contro il Cuneo. Che poi questo ennesimo pareggio serva davvero a poco nell’ottica della classifica azzurra è una considerazione altrettanto innegabile che però non cambia le mie valutazioni oggettive su quello che si è visto nei 90’ di gioco.
A proposito di classifica, la rimonta del Pisa ci lascia ulteriori rimpianti per quello che sarebbe potuto essere (se avessimo battuto Piacenza e Carrarese ad inizio febbraio) ed invece non è stato. Adesso che stanno giocando più delle rispettive avversarie... anche Entella e Pro Vercelli stanno lasciando qualche punto imprevisto per strada come era capitato a noi in autunno. Peccato che siano altre formazioni ad approfittarne, ovviamente per colpe solo nostre.

Questa volta Sannino mi è piaciuto. In campo e fuori, nelle dichiarazioni in diretta radio. Perché un tecnico che subentra a sole 10 giornate dalla fine (a mercato chiuso e con una classifica già fortemente compromessa) deve pensare innanzitutto a serrare le fila, a riportare autostima, a ricompattare squadra ed ambiente. Aggiungendo qualcosa di proprio ad un percorso già indirizzato, senza particolari stravolgimenti e senza ulteriori ribaltoni.

Posto che a Coverciano la bacchetta magica non l’hanno ancora assegnata a nessun allenatore ed i piedi di certi nostri giocatori non si correggono facilmente… Sannino può e dev’essere l’uomo giusto proprio nell’ottica di questo mini campionato che ci attende da qui al “rompete le righe”, speriamo il più lontano possibile. Per aggiungere grinta, motivazioni, attenzione, unità d’intenti,  qualche saggio consiglio e possibilmente brillantezza… ad automatismi su cui i nostri lavorano da mesi.

Adesso un’idea di squadra c’è,  lo zoccolo duro di giocatori su cui il mister sa di poter puntare in questo mese di partite ufficiali è stato individuato. Ovviamente per poter solo sperare di poter compiere un’impresa a maggio che adesso, alla luce dei numeri, pare pura utopia… è di fondamentale importanza ritrovare i “veri” Buzzegoli (ieri positivo, rigore a parte), Gonzalez, Perrulli e Cacia. Puntare sui giovani va bene in prospettiva, ma non è giusto caricare su di loro il peso di quel che resta di questa stagione travagliata. In ottica play off è imprescindibile il recupero dei “pezzi da 90” in grado di fare la differenza che finora sono quasi per intero mancati.

Chiudo facendo i complimenti a Soda, un tecnico colpevolmente dimenticato dal calcio italiano dopo un ciclo a La Spezia a lungo esaltante (primo posto in B davanti al Genoa e salvezza a spese del Verona nell’anno in cui c’erano Juve, Genoa e Napoli). Credo che la scelta vincente del Gozzano sia stata proprio quella di puntare su un condottiero bravissimo nell’impostare il tipo di calcio di cui aveva bisogno la truppa rossoblu per reggere l’urto del professionismo. Come si suol dire, al di là dei travagli di Pro Piacenza, Cuneo e Lucchese che hanno spianato la strada al Gozzano… missione compiuta!A proposito di allenatori…

In pochi condivideranno questa idea… ma alla vigilia della sfida con la capolista Entella… io resto convinto che con un triennio di Boscaglia in panchina… con gli stessi giocatori e senza continui stravolgimenti… oggi saremmo ancora in una posizione almeno dignitosa di serie B… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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