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L'intervista a Francesco Mocarelli
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giovedì 04 aprile 2019 - 19:28
di Massimo Barbero

I veri e propri “malati” di tifo azzurro ricorderanno Novara-Rondinella del novembre 1999 soprattutto per l’esordio di Ferdinando Gasparini a sfidare la coppia di centrali toscani composta da un Marco Baroni ormai a fine carriera e dal futuro Campione del Mondo Andrea Barzagli.

In realtà a darci una spinta decisiva in quell’autunno soffertissimo fu l’arrivo dalla Lucchese di un ventenne centrocampista che già sapeva il fatto suo: “all’epoca il calciomercato era aperto praticamente per tutto il girone d’andata – rammenta Francesco Mocarelli – arrivai ai primi di novembre in cambio di un giocatore francese (Bettoni ndr). Il Novara era ultimo in classifica in C2, ma la voglia di giocare era tanta…”.

Francesco Mocarelli, anzi il dottor Mocarelli, oggi ha una laurea, un lavoro importante (presso un'agenzia di categoria degli artigiani nella sezione per l'accesso al credito) e si è messo al servizio della sua Rignano come capogruppo consiliare della lista civica di appartenenza. Per il momento il calcio lo segue da spettatore, ma… “Ho fatto il patentino Uefa B ed ho allenato presso la Delegazione Provinciale di Firenze. Una bella esperienza, ma venendo dal calcio professionistico ora vorrei rimettermi in gioco solo per realtà quantomeno professionali. Altrimenti il poco tempo libero che mi rimane preferisco dedicarlo al mio bambino…”.

Ed allora sfogliamo l’album dei ricordi, ripartendo proprio da quel tormentato ‪1999-2000‬: “fu la mia prima vera esperienza da professionista, lontano da casa e dalla Lucchese dove ero cresciuto. L’allenatore era Zoratti. Fu una bella avventura perché giocai parecchio, una ventina di partite segnando anche qualche gol ed alla fine riuscimmo pure a salvarci contro l’Imperia. Ero partito molto bene, nelle mie prime dieci partite andavo forte, poi non sono stato più così performante. La concorrenza era aumentata, ma io indubbiamente ero calato. Comunque rimane un bel ricordo per me in una piazza che poi avrebbe raggiunto addirittura la serie A…”.

Il primo incrocio da ex però si rivelò amarissimo per noi. A fine settembre 2001 al “Brilli Peri” fummo sconfitti (2-1) dal Montevarchi dell’esordiente tecnico Baroni con rete di Mocarelli proprio allo scadere: “Feci un bel gol, di testa – ricorda – di fronte avevo diversi compagni della mia stagione in azzurro, ma ormai ero dall’altra parte della barricata…”.

Mocarelli poi ha giocato in tante piazze importanti (Arezzo, Grosseto, Frosinone, San Giovanni Valdarno e Perugia) prima di togliersi la soddisfazione, tutta speciale, di riportare tra i professionisti due società dove era già stato e che nel frattempo erano sprofondate tra i dilettanti: “avevo ormai 29 anni ed ero reduce da 3 play off per la B nelle ultime 4 stagioni… La serie C però stava cambiando, si stava avviando verso quella precarietà che caratterizza sempre più le ultime annate. Non mi feci condizionare dalla categoria, ma scelsi dei progetti. Tornai a Lucca a vincere due campionati, dalla D alla C1. Eppoi rifeci la stessa cosa a Perugia…”.

A guidare quella Lucchese c’era proprio mister Favarin, attuale tecnico (attualmente squalificato) dei rossoneri: “e’ una persona di carattere ed un buon allenatore che sa leggere le situazioni in maniera particolare. Ad un certo punto trasformò il suo 3-4-3 in un particolarissimo 3-3-1-3… I quattro là davanti, le punte ed il trequartista, riuscirono andare tutti in doppia cifra. E vincemmo il campionato, sia in D che in C, con cinque giornate d’anticipo…”.

Purtroppo anche quella Lucchese, nata sulle ceneri della società cancellata nel 2008, saltò presto in aria. Perché una piazza così importante ed appassionata non riesce a trovare un assetto dirigenziale stabile? “e’ difficile dare una risposta in poche righe. Credo che la realtà di Lucca sia semplicemente lo specchio dell’attuale serie C. Quando giocavo io c’erano 5 gironi… ora appena 3 e già si parla di ridurre ancora le squadre. Bisogna puntare sulle strutture e sul settore giovanile altrimenti, se non hai un grosso finanziatore alle spalle, diventa dura reggere”.

Che partita sarà questo Lucchese-Novara? “La classifica farebbe preferire gli azzurri che hanno diversi giocatori importanti. Ma anche i rossoneri hanno delle qualità. E sono stati bravi a far quadrato ricevendo dalla loro l’affetto dei tifosi che li stanno aiutando in tutti i modi. Non è facile fare il calciatore in certe situazioni, quando non sei nemmeno sicuro di riuscire a coprire le spese a fine mese…”.

Per finire un saluto ai supporters azzurri che leggeranno quest’intervista: “Novara per me rimane un bel ricordo anche se lo stadio era diverso e la gente che ci seguiva non poteva essere tantissima visto che eravamo sul fondo della C2. In camera conservo ancora la mia maglia azzurra. Ed avevo un buon rapporto con il presidente Achilli, un uomo che ha sempre rispettato gli impegni. Saluto tutti i tifosi azzurri con grande piacere”.

Massimo Barbero

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