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Sarą davvero finita?
martedģ 25 maggio 2021 - 18:15
di Massimo Barbero
Da un’estate all’altra. Dall’illusione dell’arrivo della cordata che faceva capo all’avvocato napoletano Vadilonga alla probabile realtà dell’avvento di Pavanati. Mai come oggi il Novara avrebbe bisogno di un minimo di stabilità per cominciare a programmare il futuro. Ma almeno fino al “closing” del doman non c’è certezza… ed allora non resta che attendere che arrivino finalmente notizie ufficiali da Novarello.
Quello che devono fare i nuovi proprietari è evitare gli errori commessi da Rullo sin dal momento del suo arrivo. Penso all’allontanamento di Zebi che aveva costruito una squadra molto competitiva con una serie di giocatori poco conosciuti chiudendo il girone d’andata in gran rimonta con un brillante quarto posto. Quel “ribaltone” aveva intaccato i valori tecnici e morali di un gruppo che andava a mille determinando una flessione sin dai primi impegni di gennaio.
Un anno e mezzo dopo bisogna ripartire dalle cose che funzionano all’interno del Novara Calcio. Penso al tandem Borghetti-Manari che da gennaio in poi ha dimostrato di saper lavorare nel migliore dei modi per il bene della società azzurra. Ma anche a Marco Rigoni che nell’emergenza ha dimostrato di poter reggere le sorti del settore giovanile con competenza e personalità di uomo vincente.
Rispetto alla prima conferenza stampa dell’era Rullo vanno evitati i proclami e le promesse. Guai a parlare di serie B come traguardo minimo. Gli obiettivi si conquistano con i fatti e non con gli slogan da campagna elettorale.
Mai come oggi il popolo azzurro appare freddo e distaccato rispetto alle vicende del Novara Calcio. Ma è difficile dargli torto. Nell’ultimo anno e mezzo ha vissuto (a distanza) una serie di contrarietà che avrebbero fiaccato la resistenza di qualsiasi tifoseria. Siamo passati dal sogno di una cordata che aveva promesso un impegno quinquennale per conquistare la serie A alla realtà di una squadra che a dicembre sembrava incapace di uscire dalle secche della bassa classifica. Con in mezzo le brutte vicende di una fideiussione prima ritardata poi rifiutata e della denuncia del presidente Cianci per la storiaccia che tutti conoscete.
Quando riapriranno gli stadi non ci sarà certo un’ondata di azzurro pronta a riversarsi su spalti lasciati vuoti da un anno e mezzo. Bisognerà avere pazienza, riconquistare la gente passo per passo, con i risultati, ma soprattutto con il gioco, l’impegno e le credibilità. Io sono convinto che un Novara come quello che abbiamo visto nel girone di ritorno sarebbe in grado di riaccendere la fiammella della passione almeno in uno zoccolo duro di tifosi che apprezzerebbero impegno, stimoli e motivazioni degli uomini in campo.
Ma questo è il momento soprattutto di patti chiari ed impegni seri. Spero che dalla conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà emergano in maniera palese i nomi dei soggetti che porteranno avanti il glorioso blasone del Novara Calcio nei prossimi anni senza celare nulla e senza mantenere in piedi degli equivoci. A 17 mesi di distanza dall’avvento della famiglia Rullo a Novarello non ho mai capito il senso di quell’operazione che aveva visto i nuovi proprietari del club in difficoltà sin dalle prime scadenze, né perché non si sia fatto di tutto per cedere le quote a fine estate quando si era palesata una cordata con ambizioni ed investitori (si dice) importanti.
L’era Rullo si chiude con un sostanziale pareggio: il patron ci lascia in C dove ci aveva preso. Ma con un paio di distinguo. In questo lasso di tempo ci siamo lasciati sfuggire un’opportunità di cessione societaria legata alla Cittadella dello Sport che rimpiangeremo per secoli. E nel tentativo di tornare subito in B a tutti i costi la società è stata zavorrata di contratti importanti (qualche giocatore è stato ceduto a gennaio) che peseranno parecchio anche in prospettiva futura.
Non resta che attendere che ai fatti (closing) seguano le parole… Forza Novara sempre!!!
Massimo Barbero |
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