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lunedì 07 agosto 2017 - 10:09
A cura di Massimo Barbero

Dopo una partita così… bisogna dormirci su… ed attendere qualche ora prima di scrivere un commento credibile. Dovessimo rigiocare altre 10 volte questo Novara-Piacenza… probabilmente 8 volte vinceremmo noi ed almeno in un’altra occasione andremmo comunque ai supplementari.
L’oggettiva constatazione che gli episodi abbiano inciso in maniera determinante sul risultato finale non attenua comunque qualche comprensibile preoccupazione per quello che si è visto contro un avversario di categoria inferiore. Ci sono mancate innanzitutto brillantezza e velocità, ma questo non dovrebbe essere un problema insormontabile. Guai se fossimo al top della condizione già al 6 di agosto!

La prima partita ufficiale però ha accentuato alcuni dubbi che personalmente mi porto dietro da qualche settimana. Ronaldo in quella posizione è un lusso che non ci possiamo permettere se il brasiliano non riesce ad essere decisivo, a sfornare una serie di giocate significative. Lo stesso dicasi per il tridente offensivo. Non può reggere con giocatori che si accendono a tratti, che quando non trovano gli spazi per incidere si assentano dal gioco per alcuni minuti. Occorrono una partecipazione ed una continuità ben diversa da parte di tutti gli interpreti. Nel tanto celebrato tridente Macheda-Maniero-Sansone l’ex del Manchester United dovrebbe comunque, ragionevolmente, occupare la posizione di esterno d’attacco: ha le caratteristiche e la convinzione per ricoprire un ruolo tanto delicato?
Dei due laterali di difesa il solo Calderoni ha spinto in maniera adeguata. E’ mancato così un adeguato sincronismo tra la catene di destra e di sinistra perché un Casarini già in forma campionato non poteva contare su un valido supporto da parte del timido Tartaglia e sull’altro fronte la buona propulsione di Calderoni veniva vanificata da un Orlandi sin troppo lezioso. Là davanti l’apporto dei tre attaccanti impiegati inizialmente è stato secondo me insufficiente: pochi lampi e troppe pause.

Nel dopopartita Corini ha elogiato l’atteggiamento della squadra che non ha mai smesso di giocare la partita come l’aveva preparata contro un Piacenza molto abbottonato. Tutto vero, ma secondo me in certe situazioni occorre azzardare il cambio di passo. Ricordate la sfida con la Juve Stabia dell’agosto 2016? Avevamo corso seriamente il rischio di arrivare all’intervallo già sotto di due-tre gol perché gli attaccanti campani si sono letteralmente mangiati delle occasioni gigantesche dopo il loro vantaggio. Ma nella ripresa siamo scesi in campo con un altro piglio, alzando immediatamente il ritmo.

Nel primo quarto d’ora i nostri avevano fatto la voce grossa contro un avversario che aveva finito la gara stremato nel vano tentativo di limitarci.Ieri invece abbiamo continuato nel solito tran-tran come se il gol dovesse arrivare da un momento all’altro. Lo spartito non è cambiato granchè nemmeno quando ci siamo trovati sotto. Soltanto l’ingresso di Di Mariano ha determinato la scossa che serviva. In quel frangente il Piacenza si è salvato grazie alle parate di Fumagalli ed ad un pizzico di fortuna prima di colpire ancora infliggendoci la tremenda mazzata del raddoppio. Per il resto non ho visto da parte nostra un dribbling, un’iniziativa, uno spunto che giustificasse la differenza di valori in campo. Confronti bloccati dal punto di vista tattico dovrebbero essere risolti dalla tecnica individuale del più forte. Invece resi ci siamo resi pericolosi quasi esclusivamente su palla inattiva (malgrado la stazza dei biancorossi) e con qualche tiro dal limite. La prima gara ufficiale è così scivolata via con un ritmo quasi da amichevole malgrado il caldo fosse già meno terribile rispetto a poche ore prima.

Onore al Piacenza che l’ha impostata come fosse una partita vera (ed in effetti lo era!) con accorgimenti ed ostruzionismi da campionato. Franzini, consapevole della propria inferiorità, ha cercato innanzitutto di bloccare l’avversario per poi sperare di colpirlo quando se ne fosse presentata l’occasione.Vado al dunque. Probabilmente senza quel calcio di punizione dell’ex Pavia Pederzoli nel finale di primo tempo, in una delle poche sortite degli ospiti, questa partita prima o poi l’avremmo sbloccata. E probabilmente vinta contro un avversario poco propenso ad impostare il gioco. Mi spiace in maniera particolare per Montipò un ragazzo che ha bisogno solo di trovare e ricevere fiducia (sua e da parte di chi lo circonda) per esplodere. Io nelle capacità di Lorenzo conservo la stessa fiducia che avevo ieri prima del calcio d’inizio perché la fiducia nei confronti di un portiere di 21 anni non è un optional che si dà e si toglie a giorni alterni. Il suo percorso di crescita passa inevitabilmente anche attraverso giornate ed errori di valutazione come quello di ieri. Rallegriamoci dunque che il primo vero scivolone (alla sua quinta gara ufficiale da quando ha preso il posto di Da Costa) non sia capitato in una partita di campionato.Se vogliamo cercare un aspetto positivo, la sconfitta rappresenta un bel bagno di umiltà per tutti. Quest’estate il rovescio (stavolta positivo) dell’effetto Boscaglia ha portato alcuni ad ostentare un ottimismo finanche esagerato per una rosa che finora non appare certo rinforzata rispetto alla passata stagione. Dare per scontato di stare quantomeno a galla in un campionato di B probabilmente molto più competitivo rispetto al 2016-17 potrebbe rivelarsi un percorso mentale assai pericoloso.

Dal mio ultimo editoriale però la società è intervenuta in maniera opportuna e tempestiva. Non avrebbe avuto senso trascinare ancora la questione Maniero perché l’ex del Bari aveva bisogno innanzitutto di svolgere una preparazione intensa e mirata per essere pronto per il via del campionato. L’assenza di un vero centravanti (Simeri era squalificato) ci è già costata parecchio in Coppa contro un avversario chiuso ed organizzato come il Piacenza di ieri. Del Fabro era cercato e voluto da mezza serie B, ma alla fine l’ha preso il Novara a conferma che Teti lavora quasi sempre sottotraccia, ma comunque incessantemente per garantire equilibrio e valori tecnici alla nostra squadra.Probabilmente la difesa è attualmente l’unico reparto davvero al completo (e con qualche esubero tra i centrali mancini). Per il resto ci servono almeno un interno di centrocampo ed un esterno da impiegare in attacco con caratteristiche differenti dagli uomini attualmente a disposizione di Corini per annoverare davvero una rosa equilibrata e funzionale allo schema di gioco prescelto. Ora, secondo me, la preoccupazione primaria è quella di scovare avversari all’altezza (anche dal punto di vista agonistico) per le amichevoli che ci separano dal debutto di Carpi. Non sarà semplice perché all’estero già si gioca quasi ovunque, la serie A sta per cominciare, i test con squadre di pari categoria sono spesso “mascherati”, le formazioni di Lega Pro giocano una Coppa parallela ed i club storicamente rivali creano problemi di ordine pubblico. Col Piacenza ci è mancata anche un po’ di abitudine alla partita vera.

Un aspetto che pesa soprattutto sui portieri raramente sollecitati negli incontri con formazioni minori.Certo, non è stato incoraggiante ieri sera, mentre ancora ci leccavamo le ferite per la sconfitta, apprendere che il Carpi, nostro avversario all’esordio stagionale in B, stava già vincendo per 4-0 dopo nemmeno un’ora contro il Livorno… Soltanto calcio d’agosto? Lo speriamo davvero…

comunque sia Forza Novara sempre!!!


Massimo Barbero

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