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martedì 10 ottobre 2017 - 10:45
di Massimo Barbero

5 maggio 1996, una domenica passata alla storia del Novara Calcio per il successo di Tempio Pausania con una città aggrappata alla voce di Paolo Molina nell’attesa della notizia della fuga verso la C1 che attendevamo da 15 anni…

Anche per un “novarese d’adozione” però è una domenica davvero speciale. All’Euganeo di Padova Giovanni Serao, diciannovenne da Minturno, mette a segno il suo primo gol in serie A.  Su un’azione d’angolo, al quarto d’ora della ripresa, la stoppa di petto e la piazza di destro, da giocatore consumato. Poi corre all’impazzata a sfogare la propria gioia. Per gli altri è una semplice partita di fine stagione, per lui il coronamento di un sogno. Aveva esordito nella massima serie mercoledì 10 aprile 1996 contro la Roma, nel turno infrasettimanale recupero della giornata non disputata per lo sciopero dei calciatori. Da lì aveva fruito di uno spazio sempre maggiore nel Padova di Sandreani ormai condannato alla B.

I destini di Serao e del Novara si incrociano nuovamente nella stagione successiva quando indossa la maglia numero 2 di un Prato che ci rifila un’amarissima sconfitta al “Lungobisenzio” il sabato di Pasqua. Poi un po’ di serie B (a Verona compagno di squadra di Corini ed a Ravenna con Di Chiara mister nell’ultima parte di stagione) tanta serie C (Padova e Spal). Fino all’autunno del 2001 quando il suo nome comincia a circolare insistentemente dalle nostre parti. E’ l’acquisto che i Mastagni vorrebbero regalare a tutti i costi a Civeriati, ma Borgo non vuole sentire ragioni. Ritiene che Polenghi, Ciuffetelli, Notari e persino il giovanissimo Soncin siano potenzialmente più forti di lui e dunque non avrebbe senso prendere un giocatore di categoria superiore, a costi rilevanti, che andrebbe in concorrenza con ragazzi emergenti.

Sta di fatto che il tormentone si trascina ciclicamente fino all’estate 2003, quella del definitivo ritorno in C1, quando con Borgo in Bulgaria il Novara perfeziona finalmente l’ingaggio di Serao, reduce da una parentesi nella Reggiana.Giovanni debutta in un’amichevole al “Piola” contro il Torino (che nel finale riacciuffa un sofferto 2-2) ed i presenti raccontano meraviglie di quel terzino che sulla fascia destra pare incontenibile.Il campionato però è un’altra cosa e sin dal debutto a Ferrara (con la maglia numero 3, quella di Colombini) un avventato passaggio che manda in porta Tatti (che per fortuna sbaglia la conclusione) fa sorgere qualche dubbio sulle potenzialità dell’ultimo arrivato. In realtà Serao è un difensore di categoria che si barcamena con buone doti fisiche, tanta determinazione e la giusta dose di esperienza. Foschi lo impiega come prima alternativa del reparto arretrato da utilizzare in caso di forfait di qualcuno sia sulla fascia che in mezzo. Gioca quando uno dei magici quattro (Polenghi-Cioffi-Ciuffetelli-Colombini) è fuori causa. Oppure come esterno basso in trasferta quando il tecnico di Albano Laziale rinuncia inizialmente a Carlet per inserire due esterni sinistri (lui e Colombini appunto) maggiormente dediti alla fase di copertura. Ed ancora allorchè il mister vuole passare alla difesa a cinque per proteggere un prezioso vantaggio dall’assalto finale avversario.

I tifosi l’hanno preso in simpatia e cantano “Serao Meravigliaooo” all’Aeroporto di Alghero nell’interminabile attesa di un aereo che ci farà vivere brividi autentici prima di atterrare a Roma. A novembre si fanno male prima Ciuffetelli eppoi Cioffi e per Serao c’è finalmente spazio nel ruolo di centrale. Contro la Lucchese, sotto la pioggia, da un lancio dell’ex del Padova nasce il gol del vantaggio azzurro con sponda aerea di Pinamonte, tocco di Palombo per la stoccata vincente di Ciuffetelli. A Cittadella Serao segna il suo primo ed unico gol in maglia azzurra. Siamo sotto per 2-0 quando, verso il quarto d’ora della ripresa, il difensore laziale azzecca il tiro che, con la complicità di una deviazione, spiazza Pavesi per il gol della speranza prima della mazzata del 3-1 di De Gasperi in contropiede.

Ad inizio girone di ritorno Giovanni gioca contro Spal (centrale per la squalifica di Cioffi) e Pistoiese (terzino) ma arriva anche il momento della sua prima ed unica espulsione in azzurro di fronte al Varese di Sannino. Sull’1-0 per noi Foschi lo manda in campo per sostituire Carlet nel tentativo di difendere il minimo vantaggio, ma nei minuti di recupero Serao si fa cacciare per un fallo di reazione sullo scorbutico Mussi.La domenica che cambia in negativo la sua storia in azzurro però è quella della gara casalinga contro lo Spezia che, a marzo inoltrato, scende in un “Piola” ancora imbattuto. L’ex promessa del Padova parte sulla fascia sinistra dove c’è un certo Matteassi che lo fa letteralmente ammattire. La repentina espulsione di Cioffi spiana la strada agli “aquilotti” che s’impongono con un severissimo 4-2. Da quel giorno Morganti lo precede in pianta stabile nelle gerarchie degli esterni (anche quando l’uomo da sostituire è il mancino Colombini) mentre con il passare delle giornate (e con la salvezza sempre più vicina) in mezzo cresce lo spazio per Cusaro, giovane da valorizzare. Serao disputa la sua ultima partita da centrale titolare allo “Speroni” di Busto il 25 aprile quando un Novara quasi tranquillo non oppone troppa resistenza di fronte ad una Pro Patria con l’acqua alla gola. In tutto sono 22 presenze, di cui 14 da titolare, per un ammontare complessivo di 1403 minuti. Insomma un campionato senza infamia e senza lode per lui in un Novara che ha centrato per tempo l’obiettivo, salvo finire con qualche sconfitta di troppo.A luglio Giovanni è uno dei protagonisti della presentazione che si svolge sulla storica pista di hockey di Viale Alcarotti.

Mentre la tifoseria intona il solito “Seraoooo Meravigliaoooo” il destinatario risponde prontamente, con un pizzico di sana autoironia alla stoccata del presentatore “Mi chiamano così… perché ho il piede di un brasiliano…”. Il personaggio c’è, ma il difensore finisce nelle retrovie. Mai impiegato con Venturini e ceduto con troppa fretta a gennaio al Chieti quando dopo la partenza di Cioffi (eppoi il grave infortunio di Ciuffetelli) ci sarebbe stato certamente ancora bisogno del suo apporto.A Novara però Serao ha messo le radici. Si è legato per sempre, per ragioni affettive, alla nostra città che è rimasta il suo punto di riferimento in un viaggio pallonaro ancora molto lungo. Si è ritirato soltanto pochi mesi fa, a 40 anni, dopo aver festeggiato la miracolosa salvezza del Briga con un video divertente che ha raccolto un successo strepitoso sui social.Nel recente passato è apparso su media di carattere nazionale come l’ex calciatore di serie A che consegna la posta. Una fama che gli vale ancor oggi una voce su “wikipedia”. Ma il calcio è sempre rimasta la sua grande passione, un pezzo della sua vita.

L’abbiamo visto tante volte a Novarello anche da spettatore di partite giovanili più o meno di alto livello. Stava preparando la sua seconda carriera, quella da direttore sportivo che è cominciata quest’estate al Briga con la soddisfazione dell’affiliazione del proprio club alla Torino FC Academy. Stavolta non è partito dall’alto come nella primavera del 1996, ma ce la metterà tutta per arrivare il più in alto possibile con la generosità che sfoderava in campo, in ogni occasione.

In bocca al lupo Giovanni!

Massimo Barbero

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