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sabato 09 dicembre 2017 - 01:00
di Massimo Barbero

Non facciamoci ingannare dall’autogol. E nemmeno dall’ennesimo (clamoroso) rigore negato.

A quasi metà campionato possiamo dirlo con una certa franchezza: questo Novara in casa gioca male, proprio male. Raramente in passato ho visto la nostra squadra fare regolarmente così fatica a creare azioni pericolose quando è di scena al “Piola”.Se dovessimo limitarci a giudicare la partita con la Cremonese potremmo dare a questo 1-1 anche chiavi di lettura positive: ci è girata storta, siamo andati sotto alla prima occasione, loro sono una squadra forte che negli ultimi due mesi e mezzo non ha quasi mai perso, abbiamo avuto una bella reazione ed in qualche maniera l’abbiamo anche aggiustata... E via di questo passo…

Invece dopo 9 gare interne, ahinoi, abbiamo capito che il trend è proprio questo. Sul nostro campo costruiamo davvero troppo poco per sperare di vincere. Paradossalmente le due partite nelle quali abbiamo creato di più sono state le gare con Parma e Bari, perse per un pizzico di sfortuna (e di protagonismo arbitrale). Con il Frosinone abbiamo giocato bene meritando i tre punti. Negli altri 6 confronti interni abbiamo pochissimi alibi da spendere. Senza i gol in pieno recupero di Francesco Di Mariano (oggi esageratamente bistrattato da qualcuno che già si dimentica del suo eccellente avvio) e di Claiton Dos Santos (sia benedetto!) il nostro ruolino di punti in Viale Kennedy, già scarso, sarebbe ancor più desolante.

Quello che mi preoccupa di più è la sensazione che, almeno con la Cremonese, la risposta a livello caratteriale della squadra ci sia stata. Ho visto i nostri scendere in campo convinti e determinati. Ed ancora avere una reazione rabbiosa nell’ultima mezzora nella quale effettivamente qualche grattacapo ai grigiorossi l’abbiamo creato.Nel mezzo però c’è stato un nulla davvero allarmante a livello di azioni lineari e pericoli per la porta avversaria. Ujkani ha dovuto sfoderare la prima parata impegnativa al 26’ della ripresa su Da Cruz. In precedenza aveva tremato soltanto in occasione di un siluro di Casarini di poco a lato nel primo tempo (ma con il portiere kosovaro sulla traiettoria). Per contro Montipò ha compiuto almeno 3-4 interventi determinanti che ci hanno mantenuto in corsa fino a quei benedetti ultimi secondi di recupero.Non regge più il discorso dell’assenza di una punta centrale là davanti.

Oggi Maniero c’è, è in condizioni più che accettabili, ha giocato una partita almeno discreta. Il problema è che, almeno fino al serrate finale, si è dovuto sacrificare ad andare a recuperare e difendere palloni in ogni parte del campo, sempre comunque parecchio lontano dalla porta. Quando ha potuto finalmente limitarsi a fungere da finalizzatore di una squadra tutta proiettata in avanti (specialmente dopo l’ingresso di Macheda) il suo peso offensivo si è sentito.Non regge nemmeno più l’alibi degli avversari tutti rintanati dietro la linea della palla quando ci affrontano al “Piola”.

La Cremonese è venuta qui per fare la partita. E l’ha fatta almeno fin quando il vantaggio ed i crampi di molti protagonisti non le hanno consigliato di limitarsi a gestire il prezioso vantaggio. Gli spazi che persino il superoffensivo Empoli di Vivarini ci aveva negato, stavolta, almeno nel primo tempo, c’erano. Purtroppo il Da Cruz che vediamo al “Piola” è di norma regolarmente diverso da quello, spesso devastante, che di solito ci accompagna fuori casa.Io credo che si debba arrivare al 28 dicembre giorno della trasferta di Chiavari eppoi tirare una riga. Nell’immediato l’obiettivo dev’essere solo e soltanto quello di fare più punti possibili prima della sosta natalizia. Non importa come. Vanno bene anche punti conquistati giocando male (se questo è davvero il massimo che possiamo dare attualmente) o arrivati per mezzo di un autogol o di un rigore inventato (lo so, sto esagerando, ci dessero almeno quelli che ci sono).

Poi però, subito dopo Capodanno, occorrerà una svolta. Non so di che tipo, ma una svolta ci dev’essere. Se si crede ancora fermamente in Corini bisogna cercare a tutti i costi di assecondarne le richieste al prossimo mercato di gennaio. Praticando quei 2-3 innesti che rendano realizzabile un’idea di calcio finora soltanto abbozzata. Altrimenti meglio prendere per tempo scelte drastiche, finchè la rotta la si può correggere con inserimenti opportuni.Per fare un esempio concreto e riferito al nostro recente passato (nell’ultima stagione pre Teti per intenderci) a fine dicembre 2013 Calori aveva perso malamente le ultime due partite casalinghe prima della sosta natalizia. Ciònonostante al tecnico subentrante fu rinnovata la fiducia senza particolari discussioni e fu così completato il mercato, a campionato fermo fino al 25 gennaio, seguendo le sue indicazioni. A metà febbraio invece fu richiamato Aglietti a trattative ampiamente chiuse con i dissidenti d’autunno ancora in rosa (ed ovviamente non più cedibili) e con la sola possibilità di andare a cercare in giro il Kharja di turno. Altrove la Ternana, che a Natale aveva più o meno i nostri stessi punti, cambiò tecnico a Capodanno con il risultato di salvarsi con ampio anticipo.Andando avanti di questo passo si rischia davvero parecchio. E lo dico per una mera questione numerica.

Giocando in questa maniera di vittorie in casa da qui alla fine del campionato ne faremo ben poche. E non sempre sarà possibile aggiustare la nostra classifica vincendo in trasferta come è accaduto finora. Nella fase discendente di solito il fattore campo, specialmente in certi campi, conta ancora di più.Mi spiace in maniera particolare per Corini per il quale il confronto con il sempre amato Tesser è stato per certi versi impietoso. Eppure sono ancora convinto che l’ex regista di Chievo e Palermo abbia le qualità umane, caratteriali e morali (onestamente superiori alla media) per legare con la nostra piazza proprio come ha saputo fare l’inimitabile Komandante.

Purtroppo finora per il tecnico bresciano il riscontro del campo non è stato pari alle attese estive.La Cremonese non è una squadra di fenomeni, tutt’altro. Per fare un esempio, se davanti ci fossero stati Caputo e Donnarumma o il miglior Paulinho al posto dei pur generosi Scappini e Brighenti probabilmente anche il bravissimo Montipò avrebbe avuto vita maggiormente dura nei 2-3 “face to face” con loro. I grigiorossi sono una compagine con qualche individualità di buon livello e tanta esperienza. Ma soprattutto sono un undici organizzato, logico, che sa abbinare le due fasi in maniera equilibrata e sempre propositiva. In prospettiva la differenza vista sul campo sembra più netta rispetto allo scarto minimo di punti (4) che ci separa attualmente da loro in classifica. Insomma nella città del torrone la mano del tecnico si vede, da noi non ancora.Dopo tanta negatività chiudo con un po’ di sana goduria per quell’autogol arrivato quando già la curva ospite stava scandendo con un interminabile “oooooooo” i secondi mancanti al triplice fischio finale liberatorio.

La scorsa settimana avevo evocato il nome di Gheller… e puntualmente è maturato un pareggio simile per la dinamica (ma diversissimo per la prestazione azzurra) a quello firmato nella stessa porta ed allora nella nebbia da Mavillo nel dicembre di 9 anni fa. In un solo istante tal Claiton Dos Santos mi ha regalato le gioie che mi aveva negato in un campionato intero allorchè militava nella mia sventurata squadra di Fantacalcio. Il primo pensiero quando ho visto la palla in fondo al sacco è stato per Ujkani e per la sua sfrenata (ed un po’ irrispettosa) gioia dopo il gollonzo (in fuorigioco) all’ultimo secondo di recupero della partita con il Pisa dello scorso gennaio… Il calcio dà ed il calcio toglie e per essere rispettati (ed applauditi) anche da ex bisogna saperselo meritare…

Sono andato a cena con gli occhi che mi brillavano dallo spettacolo offerto nella mezzora iniziale di secondo tempo dal Pescara di Zeman… Torno… e trovo il telefono pieno di messaggi… che commentano l’ennesimo tonfo degli abruzzesi con conseguenze annesse… Il calcio è bello anche per questo… per tanti pronostici sparati… che vengono smentiti di colpo ed in maniera clamorosa… Speriamo dunque che la partita di Pescara mi costringa subito a buttare a mare anche cotanto pessimismo odierno… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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