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Figurine azzurre: Lorenzo Mazzeo
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martedì 12 dicembre 2017 - 12:55
di Massimo Barbero

Per chi come me, per mere ragioni anagrafiche, non ha mai vissuto dal vivo le stagioni ruggenti dell’“Alcarotti”, a metà degli anni ottanta i gol della B rappresentavano l’appuntamento imperdibile di ogni trasmissione calcistica della domenica sera. Quei pochi secondi in cui scorrevano velocemente le reti segnate in stadi pieni e curve gremitissime… accendevano la mia fantasia di tifoso azzurro ancor più delle prodezze di Maradona, Platini e Zico.

Quando nell’estate 1986 approda a Novara Lorenzo Mazzeo mentalmente associo subito il suo nome al magico mondo cadetto per i suoi freschi trascorsi nel Pescara. Dopo un anno “a Deriggiescola”… l’idea di vedere finalmente in campo un centravanti vero (da schierare accanto al figliol prodigo Fabio Scienza) mi sembrava così il massimo della vita calcistica!“In realtà Danova mi avrebbe voluto già a novembre – racconta nella conferenza stampa di presentazione il nostro nuovo bomber – non sono venuto a Novara soltanto per un malinteso…”.

Sono i primi di luglio ed i Mondiali del Messico sembrano già un lontano ricordo. Brucia ancora invece la ferita della Coppa dei Campioni persa contro il Porto in un palazzetto stracolmo e festante dopo il 5-1 per noi alla fine del primo tempo.Sono anni che la maglia numero 9 del Novara non porta bene a chi la indossa. Con Maroso quel tabù era stato esorcizzato affidandola a Luciano Masuero che non aveva il dovere assoluto di far gol. Lorenzo Mazzeo, torinese di 25 anni, testa la maledizione che incombe sugli eredi di Piola già all’esordio in Viale Kennedy in Coppa contro la Pro Patria. Si presenta per ben tre volte davanti al portiere avversario, ma non riesce mai a realizzare.Le cose vanno decisamente meglio la domenica successiva contro una Pro Vercelli imbottita di ragazzini. Mazzeo firma addirittura una doppietta, segnando entrambe le volte con la preziosa assistenza di Cortesi. Scienza infatti è ancora ai box. Ad un problema di tesseramento legato a pendenze dell’Ancona (che ce l’ha restituito in prestito o comproprietà) si aggiunge un infortunio rimediato con la Cremonese in amichevole.

Con Mazzeo e Cortesi il Novara comincia il campionato con 3 vittorie consecutive, tutte di misure e piene di sofferenza. Quella di Pistoia porta la firma di Lorenzo che ad inizio ripresa insacca di testa su assist al bacio di Bonacini. I problemi nascono (tra virgolette) quando rientra Scienza. “Pantera” Danova non sa chi scegliere e li propone tutti e tre assieme con persino Balacich e Dolcetti alle loro spalle. Risultato… 0-0 con la Massese ed addirittura prima sconfitta (1-0 a Pontedera.Il mister allora schiera Scienza e Cortesi relegando l’imbronciato Lorenzo frequentemente in panchina. Fino a quando Fabio-gol s’infortuna dopo aver risolto la partita con il Casale. A Vercelli siamo sotto per 2-0 (due rigori nei primi 12 minuti!) quando Mazzeo accorcia le distanze sotto la nostra curva stracolma dopo cross di Amadei e preparazione di Dolcetti. A dieci minuti dal termine l’ex del Pescara potrebbe diventare l’idolo di giornata, ma la sua conclusione sbatte sotto la traversa e rientra in campo per un 2-1 dai rimpianti incancellabili.Contro l’Entella Scienza torna dal primo minuto e Lorenzo resta fuori ad aspettare il proprio turno. A cinque minuti dalla fine, sul punteggio di 1-0 per noi, s’inventa una cavalcata irresistibile verso la porta avversaria, sotto la Nord, con tutto il pubblico dei distinti già in piedi a pregustare il raddoppio, supera anche il portiere Magnani in progressione e depone nel sacco sguarnito regalandoci un bel Natale in testa alla classifica.Il gol in Coppa contro il Monza (dopo un rigore sbagliato) gli vale una maglia da titolare contro il Civitavecchia quando Mazzeo sblocca subito il risultato dopo lancio di Amadei e sponda aerea di Cortesi. A San Gaudenzio si toglie anche la soddisfazione di segnare alla Juventus in un match che si conclude con un pirotecnico 4-4 con Platini che non vuole saperne di uscire dal campo fino a rimonta completata.Ben più pesante il gol firmato esattamente un mese dopo, il 22 febbraio, a Massa Carrara. Perché è quello del 2-1 per dopo un tempo in svantaggio. Scienza fugge e crossa per la testa di Mazzeo che, liberissimo, sigla la rete del sorpasso. E’ l’ultimo successo prima di una serie di pareggi (con in mezzo solo il 4-0 al fanalino di coda Asti) che ci costringono ad inseguire Derthona e Torres. Il 26 aprile arriva a Novara una Pro Vercelli ormai salva che non oppone grande resistenza. Mazzeo firma il 2-0 (in tutto 4 gol in 4 derby giocati!) con una violenta botta in avvio di ripresa sotto la Sud anch’essa piena di tifosi azzurri.La settimana successiva però il Derthona vince a Novara e prende il largo. La squadra di Danova reagisce da par suo ed insegue i leoncelli fino alla fine.

A Chiavari, in un campo allagato, Mazzeo firma il vantaggio di testa su assist di Luoni prima del raddoppio di Scienza. La promozione sfuma per un solo, amarissimo, punto con Mazzeo ai box nell’ultima gara per infortunio.Si riparte con lo stesso attacco, ma senza Dolcetti e Balacich che chiude la sua esperienza a Novara rimediando un cartellino rosso contro l’Alessandria. Mazzeo comincia il secondo campionato in azzurro alla grande mettendo a segno addirittura una doppietta in quel di Voghera. L’1-0 è da opportunista, riprendendo una palla calciata sul palo da Cortesi dopo svarione di Zobbio. Il raddoppio è da antologia con spettacolare rovesciata su cross di Bonacini. Non basta per fare festa perché i rossoneri acciuffano il 2-2 ad una decina di minuti dal termine.Il Novara di Pereni non sa vincere ed a Pordenone rimedia la prima sconfitta (2-1) malgrado il rigore trasformato da Mazzeo nel finale. Per vedere un successo bisogna attendere il 25 ottobre quando in Viale Kennedy arriva una Pro Patria già in grossa crisi. In rosa adesso c’è Alberto Marchetti che pennella punizioni che sono manna per la testa di Mazzeo il quale firma il raddoppio prima del 3-0 di Tacca. La scena si ripete contro il Treviso quando gli azzurri inanellano la seconda di quattro vittorie consecutive che ci illudono di poter lottare ancora per la C1.La serie finisce il 29 novembre sotto la pioggia contro il Suzzara quando Mazzeo sigla il raddoppio eludendo la tattica del fuorigioco dei bianconeri di Tomeazzi. In 11 giornate il Novara ha vinto 5 volte con 6 gol di Mazzeo che sembra lanciatissimo anche nella classifica cannonieri.

Alla fine metteremo assieme appena 6 vittorie in 34 gare con soltanto 7 reti di Lorenzo in tutto. L’ultimo successo arriva addirittura alla prima di ritorno con rigore di Marchetti a piegare la Vogherese. Per ritrovare un’altra rete di Mazzeo bisogna aspettare un girone intero. E’ il 17 aprile quando a Suzzara ci evita l’ennesima sconfitta correggendo un tiro di Ferraroni su corta respinta del portiere Mantovani.Per fortuna anche i pareggi valgono qualcosa nell’era dei due punti a vittoria ed il Novara resta agganciato alla zona salvezza. La squadra ora allenata da Bacchin non riesce mai a dare la spallata decisiva alle proprie paure. A Legnano proprio Mazzeo manda in porta Ghedini per la rete dell’illusorio vantaggio. In avvio di ripresa però Lorenzo fallisce il raddoppio a tu per tu con Dal Molin e così l’1-1 di Bertini fa ancora più male. La settimana successiva contro il Varese Mazzeo è ancora lanciato verso la porta biancorossa, ma l’assistente gli fischia un fuorigioco inesistente perché a servito il nostro attaccante è stato un retropassaggio sciagurato di un difensore biancorosso.Così bisogna andare a Sassuolo a caccia del punto salvezza che arriva grazie ad un gol di Testa che spedisce i neroverdi tra i Dilettanti. L’ultima maglia azzurra di Lorenzo, inzuppata d’acqua, finisce tra i numerosi tifosi novaresi al seguito, ma non può essere festa per questa C2 prima maledetta ed ora conquistata solo all’ultima giornata.In estate il ds Bacchin rivoluziona la squadra.

Per Mazzeo inizialmente si parla di uno scambio con Patrizio Di Stefano che milita nella Pro Vercelli, ma alla fine l’ex del Pescara si accasa al Casale che sale subito in C1 grazie ai suoi gol. Stessa sorte per l’Alessandria due anni dopo, con la beffa di una vittoria a Novara viziata da una rete in clamoroso fuorigioco (ma ancor’oggi Mazzeo giura fosse regolare) che scatena una mezza guerra civile attorno al nostro stadio. “Ad Alessandria il pubblico è diverso. A Novara facevano sempre i confronti  Udovicich e persino con Piola. I tifosi grigi mica ti paragonano a Rivera…” racconta l’attaccante che anche nelle interviste, specialmente quelle di fine carriera, non le manda mai a dire.Lorenzo ha continuato a giocare fino a 43 anni a conferma di una passione che oggi ha trasferito nel ruolo di allenatore. E porta ancora nel cuore un po’ d’azzurro.

Come ha dimostrato nel maggio 2010 quando, giunto al “Piola” per una partita del campionato “Berretti”, si è fatto accompagnare da Giovanni Morani a visitare Novarello. Come ha confermato presentandosi in tribuna al “Castellani” a tifare Novara in una sfida impari con l’Empoli di Sarri ad un passo dalla A… Quel giorno avrebbe voluto scendere in campo a trasmettere ai nostri giocatori un po’ di quella voglia di vincere che l’ha fatto amare o quantomeno rispettare in ogni angolo d’Italia dove sia transitato…

Ps: senza chiedere il permesso al caporedattore Faranna, “Figurine Azzurre” va in vacanza per un paio di settimane in concomitanza con i due turni infrasettimanali e le festività natalizie. Ci ritroveremo per il prossimo amarcord nei primi giorni del 2018.

Massimo Barbero

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