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Ultimo aggiornamento: mercoledý 22 agosto 2018 - 06:13 10 ultimi articoli pubblicati Fai di questo sito la tua Homepage Inviaci una e-mail

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domenica 05 agosto 2018 - 08:55
24░ puntata: 29 gennaio 2012 Palermo-Novara 2-0

Di questa trasferta ce ne sarebbero di aneddoti da raccontare da riempire un libro… d’altro canto il dono della sintesi non è mai stato il mio forte…

Avevo cominciato a progettarla in periodo natalizio. Per emergenze di studio (la mia collega all’estero in un week end in cui ero inserito nei turni di pronta reperibilità delle difese d’ufficio) mi sarei potuto spostare da Novara unicamente di domenica. Ed allora avevo organizzato un blitz in giornata con arrivo a Trapani e ripartenza la sera da Palermo.

Con me il solo Danny Faranna mentre Paolo e JPB si sarebbero gustati un lungo week end: da sabato pomeriggio a lunedì. Ragion per cui era necessario che attivassi la mia prima carta di credito (non una prepagata) per poter noleggiare un auto in Sicilia.Alla vigilia della partita ecco anche lo spettro di una nevicata a rendere più complicata quest’avventura. Le previsioni davano coltre bianca solo in Piemonte… massimo fino a Milano.

Dunque, superata la zona critica, saremmo potuti decollare da Orio al Serio alle comodissime 6.50 (o giù di lì) abbastanza tranquillamente. Puntualmente ecco i primi fiocchi di neve il sabato sera, durante l’anticipo Juventus-Udinese. Convinco Danny a partire all’alba… più o meno verso le 3… per scongiurare qualsiasi rischio in caso di precipitazioni. Trascorro una notte (si fa per dire…) insonne, attento a qualsiasi rumore provenisse dalla strada.

Partiamo molto prima dell’alba. Il cielo è coperto, ma non nevica. In meno di un’ora siamo ad Orio a parcheggiare. Danny è ancora troppo giovane per lamentarsi per la levataccia, ma non appena saliamo sul “Ryanair” precipita nel sonno. Anch’io mi assopisco, ma vengo svegliato dalla richiesta di passare del mio compagno di viaggio: “vado in bagno…”.

Ciondolo la testa ancora per qualche secondo poi sento un tonfo sonoro ed un “ooooo” da parte degli altri passeggeri, carico di meravigliata paura. Rifiuto per qualche secondo l’ipotesi peggiore, ma poi devo prendere coscienza che quello svenuto in corridoio è proprio il nostro Direttore Danny Faranna. “Scusate, fatemi passare, è un mio amico…” dico al capannello di curiosi, ma quando mi avvicino lo spavento è ormai cessato. Danny si è già ripreso ed una dottoressa ci rassicura circa le sue condizioni. Tanto non basta ad una signora che inveisce contro di me: “E lei… come ha potuto lasciarlo andare in bagno da solo!!!???” Perché in ogni cosa noi italiani dobbiamo trovare comunque un colpevole per ogni cosa??? E chennesapevoiochesarebbesvenuto???

Dopo un’altra colazione per recuperare energie, ripartiamo da Trapani sull’auto noleggiata. Ripercorro luoghi e città della vacanza in Sicilia 2003 con gli inseparabili Biolk e Pdl quando sfoggiavamo, orgogliosi, la maglietta “siamo in C1”. Ora siamo in A, anche se probabilmente ancora per poco… Paolo e Jean Paul ci danno appuntamento in una zona abbastanza centrale di Palermo, non distante dal ritiro dove alloggia il Novara.

Danny vorrebbe farsi visitare dal dottor Fortina o dal dottor Francese, ma quando entra nella hall comincia ad urlare “Sono svenuto!!! Sono svenuto!!!” con una tale vivacità che Mattia Venturini non lo prende nemmeno sul serio. Dopo qualche minuto decidiamo di togliere il disturbo… mentre Jeda al telefono sembra davvero distante (mentalmente) dalla partita di calcio che sta per giocarsi.

Pregustiamo un ricco pranzo, fidando sul buon gusto di Jean Paul ed invece i nostri amici ci freddano: “Abbiamo mangiato troppo ieri sera… Oggi qualcosa di veloce e via…” Come qualcosa di veloce? Abbiamo fatto colazione alle 4.30… probabilmente non ceneremo nemmeno…. ed ora dovremmo fare solo uno spuntino veloce? Durante una passeggiata al “mercato della vucciria” barattiamo una via di mezzo: una specie di negozio con dei tavolini con arancini ed altre specialità siciliane che almeno eviteranno altri cali di zucchero durante questa lunga giornata.

Con il solito anticipo raggiungiamo il “Barbera” dove incrociamo il gruppo Favergiotti, questa volta menomato dalle condizioni fisiche di Bartolomeo che deve aver preso una brutta influenza, ma ovviamente non ha voluto rinunciare alla consueta “zingarata” con gli amici.A calcare il terreno del “Barbera” c’è ex anche il palermitano Lisuzzo che ha il viso un po’ imbronciato per non essere riuscito a giocare una partita cui teneva tanto. Si comincia con un minuto di silenzio per l’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro, deceduto in mattinata.

Al via il Palermo si presenta con lo stesso undici che ha superato il Genoa la settimana precedente. Mutti sembra essere riuscito in poche settimane a trovare la quadra. Quella che invece ha decisamente smarrito Tesser che prova l’ennesima soluzione tattica per invertire una rotta che nel 2012 si è fatta pesantissima.Si gioca stavolta con il 4-2-3-1, marchio di fabbrica dell’Alto Adige del “Komandante” che ci aveva fatto soffrire tantissimo nella finale play off per la C1. A Novara aveva proposto questo modulo solo nelle primissime giornate della stagione d’esordio in azzurro. Poi, una volta azzeccato il 4-3-1-2 con Rigoni interno sinistro e Motta trequartista, non l’aveva più cambiato.Nelle battute iniziali lo schieramento degli azzurri sorprende i padroni di casa che rischiano ripetutamente la capitolazione nella prima mezzora. Dopo pochi secondi c’è un inserimento di Rigoni sulla destra che costringe Viviano ad una parata non semplice. Poi gridiamo (invano) al rigore per un intervento in area ai danni di Morganella. Quindi è Caracciolo a tentare un pallonetto che si spegne di poco oltre la traversa.

L’Airone ha anche un’opportunità di testa, ma non arriva in tempo alla deviazione su invito di Mascara. I tifosi azzurri prendono coraggio e si alza forte un “Novara-Novara” dal settore ospiti dove qualcuno è a torso nudo, inebriato dal sole della Sicilia. Anche Rinaudo fa gridare al gol, ma la il suo tocco, su azione d’angolo, si perde di un soffio a lato. Al 26’ del primo tempo la partita gira definitivamente: Caracciolo va via in progressione a Silvestre senza riuscire però a superare Viviano bravo a corrergli incontro ed a rimpallargli la conclusione.Scampati i pericoli in serie, il Palermo si riorganizza. E passa in vantaggio sfruttando la classe del proprio uomo più forte: con il Novara un po’ scoperto dopo l’ennesimo corner a proprio favore, Miccoli s’invola sulla sinistra e pennella un cross con il contagiri per la testa di Budan che sovrasta Garcia e fa 1-0. E’ una mazzata tremenda per gli azzurri che mai avevano giocato tanto bene in trasferta in questo campionato.Come accade di regola in questi casi, il secondo tempo è molto diverso dal primo con il Palermo ormai padrone della situazione ed i nostri sterili nel tentativo di reazione. Radovanovic deve uscire per l’ennesimo acciacco ed entra Pesce. L’occasione più nitida ce l’ha il Palermo: Miccoli si beve Garcia e colpisce il palo con carambola successiva su Ujkani che riesce comunque a salvarsi. Il raddoppio però è nell’aria e matura nel momento in cui Tesser tenta il tutto per tutto con l’ingresso di Mazzarani al posto di Morganella. Ancora un cross di Miccoli ed ancora un colpo di testa di Budan (questa volta a superare Rinaudo) per il 2-0 che suona ormai come una sentenza a poco più di un quarto d’ora dal termine. C’è solo un tiro al volo di Rigoni che si rivolge ripetutamente al portiere Viviano “Dai, dillo che l’hai toccata tu…”.

La partita non ha più nulla da aggiungere. Dal computer di Jean Paul scorro i primi commenti su “facebook”. Qualcuno se la prende anche con i due radiocronisti che non racconterebbero “le cose come stanno”. E che dovremmo denunciare? Paolo invece onestamente osserva: “si sta verificando l’unica cosa che non avrei voluto capitasse… stiamo retrocedendo senza lottare”. E’ vero, 4 sconfitte su 4 partite a gennaio sono un macigno per una squadra che peraltro è ancora a 7 punti dalla zona salvezza (perché il Siena ha fatto solo 4 punti in questo mese).Danny non è per nulla tenero con Tesser. E diventa furente quando assiste all’ennesima polemica tra il Komandante e Jean Paul che gli azzarda la battuta che aveva già anticipato in diretta radio “persino Berlusconi ha accettato di fare un passo indietro, Lei non pensa di fare altrettanto…???” Una frase che va contestualizzata in un momento in cui la popolarità del Cavaliere è ai minimi storici anche per alcuni, ben noti, episodi boccacceschi. Il buon Attilio evidentemente se ne risente e risponde secco “No, Jean Paul… perché IO ho la coscienza a posto”. E rimarca quell’IO dando un buffetto al nostro amico mentre si allontana.

Francesca Giusti ci chiede di accompagnare all’aeroporto il fotografo ufficiale Bozzani e così congediamo Paolo e JPB che rientrano in albergo con un taxi.Non c’è tanto tempo. Il viaggio scorre molto faticoso perché Danny e Fabio fanno a gara (si fa per dire…) a chi urla più forte rendendomi complicato riuscire a concentrarmi sugli articoli da finire.

Dovremmo uscire all’ultimo casello prima di Punta Raisi. Lì c’è l’unico benzinaio utile per fare il pieno. E li però troviamo una coda terribile che mi induce a lasciar perdere. Stavolta l’auto la riporteremo alla società di noleggio senza il pieno, con sovrapprezzo ovviamente a mio carico.Guadagno un posto in aeroporto abbastanza tranquillo per scrivere mentre Danny vorrebbe portarmi qualcosa da mangiare. “No, no, ho lo stomaco bloccato”. Dopo qualche secondo di pace… torna comunque con un arancino che dovrò ingoiare senza un goccio d’acqua. E con uno scoop: “Sai davanti a me c’era Giaretta che parlava al telefono… e l’ho sentito chiedere ad uno: “Secondo te Mondonico verrebbe ad allenare il Novara?”.

Ricordavo Mondonico bardato in una cabina a vedere Torino-Albinoleffe il pomeriggio della Befana e la notizia non mi pare credibile.Lascio volutamente nel pezzo la dichiarazione di Pederzoli “Il cambio di allenatore non rientra nei nostri programmi…”. Questo ha detto e questo uscirà sui giornali quando forse le cose saranno andate diversamente. Ha parlato anche “Jimmy” Fontana: “Sono retrocesso altre volte e so quando una squadra è allo sbando. Questa non lo è”.Con il solito ritardo ripartiamo in aereo mentre mi consolo pensando di aver visto finalmente giocare il Novara anche in Scilia, una delle poche regioni che mi mancavano. I voli “Ryanair” devono sempre arrivare puntuali… e così il pilota scende a Bergamo in picchiata con il risultato che mi ritrovo con le orecchie fino al mattino successivo quando disturbo persino il paziente dottor Divisoli. Scorgiamo con noi, quasi in incognito, il dg Faccioli la cui presenza non è certo un bel segnale per Tesser. “Allora avete cambiato allenatore…?” gli dico per testare la sua reazione e lui abbozza un sorriso che sa di conferma.

Circola il nome di Papadopulo, ma la notizia viene “bruciata” già durante l’ora e mezza trascorsa in volo. Jean Paul l’ha persino contattato, senza ottenere conferme. L’attacco dell’editoriale dell’indomani, prima di andare in udienza, è questo: “Il calcio non fa sconti. Quando non concretizzi una mezzora iniziale di evidente supremazia come quella di ieri al “Barbera” è inevitabile che l’avversario (dotato di maggiore qualità) ti punisca. Una volta in svantaggio crolla anche il piccolo castello di fiducia che ti eri costruito con una settimana di lavoro ed iniezioni di autostima… Subentra tutta la fragilità dei deboli… Ed i risultati sono quelli che si sono visti ieri nella ripresa, quando l’esito della gara non è stato più in discussione. Peccato. Peccato perché l’inizio partita autorizzava ben altre speranze…”.

Eppure Tesser dirige l’allenamento di lunedì mattina e riprende a lavorare anche nel pomeriggio, all’inizio dell’intensa settimana del doppio impegno casalingo Chievo-Cagliari. Ma verso le 16.30 comincia a circolare sui siti specializzati la notizia del suo esonero… Uno scoop che trova presto conferma assieme alla clamorosa scelta del suo successore: Emiliano Mondonico che non allenava in A da una vita… Il Novara (che lui aveva ringraziato pubblicamente per la vicinanza nel periodo dell’operazione) gli offre la chance di tentare l’impresa forse più complicata della sua lunga carriera.L’allontanamento restituisce ad Attilio Tesser tutto l’affetto della propria gente, senza se e senza ma. Alla sera tantissimi tifosi azzurri sono sotto casa sua per ringraziarlo per le emozioni uniche di un ciclo indimenticabile. Lui si ferma volentieri a lungo, in maniche di camicia nonostante il freddo pungente. Ha una parola ed un sorriso per ciascuno dei presenti, come se fosse un vecchio amico.A proposito. L’indomani pomeriggio sono in udienza penale a Vigevano in attesa del mio turno quando squilla il cellulare.

E’ un numero che non conosco ed esco a rispondere. E’ Attilio Tesser, in viaggio verso casa con quelli del suo staff, che ci teneva a salutarmi a voce. In due anni e mezzo non ci eravamo mai sentiti al telefono e si è fatto dare apposta il mio numero per farsi vivo ora. Da questo momento anche per me finisce un rapporto meramente professionale con il Komandante e ne inizia uno di amicizia. Che durerà per sempre, a prescindere dalle squadre e dai risultati… Comincia a nevicare anche da noi. La coltre bianca attutisce i rumori della strada ed in chiave azzurra segna l’inizio di una nuova era. Gli Uomini passano… il Novara resta. Comunque benvenuto Mondo!

Massimo Barbero

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