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giovedì 09 agosto 2018 - 12:03
25° puntata: 2 febbraio 2012 Novara-Chievo 1-2

Questa rimane una delle partite del Novara Calcio che mi abbia trasmesso e lasciato meno emozioni. Per me è sempre un po’ così quando se ne va un grande personaggio. Era successo dopo l’addio di Tarantola, all’indomani dell’esonero di Tedino (malgrado risultati non all’altezza delle aspettative) ed a seguito dell’allontanamento di Borgo.

E ricapita anche stavolta.Senza Attilio in panchina il Novara che andrà in campo sarà un po’ meno il “mio” Novara. E’ solo questione di tempo. Presto la passione tornerà quella di sempre. Sarò pronto a palpitare in egual maniera per altri idoli e nuovi protagonisti, ma oggi non può essere la stessa cosa.Intanto il “Generale Inverno” ha presentato il conto, tutto in una volta.

Il mercoledì sera nevica su gran parte d’Italia, Novara compresa, mentre va in scena il ridottissimo programma di una serie A condizionata dal tempo. Vorremmo andarci a bere una birra al “Bar Torino” dai fratelli Tondina, ma c’è stato un black out che costringe i titolari alla chiusura anticipata. Anche l’antenna di casa al “Rododendro” è fuori uso e dunque al posto dei gol dagli altri campi… ci gustiamo un dvd con “L’Allenatore nel Pallone” immedesimandoci nelle celebri sofferenze della Longobarda.Se ci fosse ancora Sergio Borgo… non ci sarebbero dubbi sul rinvio di una gara che Mondonico ha dovuto preparare in soli 2 giorni. Da disputare al gelo, ad una sessantina di ore da un altro impegno casalingo con il Cagliari.

La tentazione di optare per un “comodo rinvio” è filtrata anche a Novarello come racconta nel dopogara il presidente Accornero: “Mentre cadeva la neve io e Massimo De Salvo ci stavamo dicendo che forse un rinvio sarebbe stato salutare per permettere al nuovo tecnico di conoscere meglio la situazione. Questa considerazione ci è stata subito respinta dal mister che ci ha detto che voleva andare in campo subito, a tutti i costi”.Mondonico invece non vede l’ora di ritrovare una panchina di serie A, dopo tanto tempo e delicati problemi che gli hanno restituito l’affetto dell’Italia intera. Io però raggiungo il “Piola” senza provare la solita tensione. Mi rianima la gente, quella che incrocio parcheggiando davanti al Palasport di Viale Kennedy.

Sono quasi tutti positivi, comunque entusiasti: “Come l’anno scorso ho sempre creduto nella serie A… ora credo ancora nella salvezza. Mondonico forse è proprio l’uomo giusto. Ma Tesser resta un grande…” Parole da manuale del vero tifoso azzurro. Razionalmente la permanenza in A sembra già una chimera. In fondo il quartultimo posto però è sempre a 7 punti (il Siena non ha giocato la propria partita) ma anche la società ha dato l’impressione di non credere più tantissimo nella grande rimonta non completando altre operazioni (a parte l’arrivo dello sconosciuto Gabriel Silva dall’Udinese) dopo i primi 4 innesti immediati. Sembrava fatta per Vincenzo Iaquinta, ma fortunatamente il Campione del Mondo di Berlino 2006 alla fine si è accasato al Cesena.Io penso solo a strappare qualche punto “da prima voce” nella mia sfida personale con  Paolo Molina. Lui ha preso il largo. Io non faccio risultato al microfono dall’1-1 di Lecce di fine ottobre, una vita fa.“2 anni di gloria… Attilio per sempre nella nostra storia” è lo striscione che campeggia in Curva Nord. Mando un sms al nostro (ex) allenatore che immagino senta in questo momento un vuoto ancor più grande di quello che avvertiamo noi e lui mi risponde subito, come se fosse ancora sintonizzato su questo Novara-Chievo.

Si parte e finalmente i pensieri lasciano spazio al campo. La bella notizia è rappresentata dal rientro di Lisuzzo che ci restituisce almeno un po’ dell’orgoglio del “Sindaco” al centro della difesa.Si gioca con il 3-5-2 (che per qualcuno è il rimedio a tutti i mali) mentre sull’altro fronte Di Carlo non abbandona il 4-3-1-2 d’inizio stagione. Il Novara parte discretamente, illudendo i circa 8000 presenti (di cui appena 5/600 paganti) proprio grazie alla spinta di Morganella e Gemiti.Però la difesa azzurra rimane estremamente fragile e d’altro canto  Mondonico non avrebbe potuto certo correggerne i difetti in soli 2 giorni. Le occasioni più nitide le costruisce il Chievo. Già al 10’ Ujkani è decisivo con una doppia parata su Pellissier e Luciano. Thereau s’inserisce tra le linee risultando imprendibile per un Novara che capitola subito dopo la mezzora. A segno ci va Pellissier che festeggia proprio al “Piola” i suoi 100 gol in serie A.

La reazione del Novara è tutta sui piedi di Rigoni, il migliore in campo, ancora una volta. Sul suo assist Mascara e Caracciolo non arrivano in tempo alla deviazione decisiva sotto la Nord. Poi l’Airone si mangia un gol fatto, spedendo a lato di testa. A fine gara è mortificato anche se racconta: “C’è stata una trattenuta ai miei danni ed anche una deviazione. Invece l’arbitro non ha concesso né il rigore né il corner. Non è stato “simpatico” nei miei confronti, ma non possiamo certo attaccarci a queste cose…” L’attaccante milanese riferisce anche di una strana confusione tattica: “Di solito suoi cross vado sempre sul primo palo. Stasera invece mi spostavo sul secondo semplicemente perché avevo male interpretato un movimento da fare…”.

Cominciamo la ripresa con la convinzione che almeno un pareggio lo porteremo a casa. Invece la pressione azzurra con il passare dei minuti si fa sempre meno pericolosa ed efficace. Rubino prende il posto di uno spaesato Rinaudo, ma è il Chievo a raddoppiare con Thereau, il più insidioso dei gialloblu. Sembra finita, ma il Novara ha almeno un sussulto d’orgoglio. Rigoni dalla sinistra crossa per Mascara che in tuffo fa 2-1. Abbiamo davanti una manciata di minuti (recupero compreso) per strappare almeno un pareggio utile per il morale, ma gli inserimenti di Jensen e Jeda (nel recupero) servono solo ad aumentare la confusione.Finisce con l’ennesima sconfitta, la quinta consecutiva in un 2012 da incubo, la quinta in casa in tutto il campionato. In “zona mista” accadono due episodi che non mi fanno certo amare la galassia Chievo.

C’è un giovane giornalista che sta scrivendo in tutta fretta ed io riconosco dal pass il nome del collega con cui mi ero sentito più volte al telefono nei giorni precedenti per parlare dell’affare Morimoto (rimandato indietro dai veneti dopo le visite mediche). Mi presento per doverosa cortesia “Ciao sono Massimo… ci siamo sentiti…” e lui mi gela con un “Scusa ma non vedi che sto scrivendo di fretta? Non ho tempo”.Poco dopo passa il presidente Campedelli e si ferma a parlare con il “simpatico” collega veronese che perde d’incanto tutta la smania di finire subito che aveva avuto sino a qualche secondo prima. Io provo ad approfittarne: “Presidente, vuole fare due battute in diretta per la radio di Novara?” E lui, con ghigno beffardo “Ma no, un’altra volta, l’anno prossimo…” e se ne va ridendo con l’aria di chi volesse bellamente prenderci per i fondelli…La classifica non mente. Ci sono 15 punti di distacco tra Novara e Chievo ed il gap tra noi e tra una società che si barcamena da un decennio in A senza spese folli (almeno così faceva all’inizio, quando è cominciato il sogno) è evidentissimo.

Ci consolano le parole di Enrico De Santis, ex addetto stampa del Pavia, che ha fatto la telecronaca per “Mediaset” e si esprime ai microfoni di Paolo Molina con grande rispetto per quello che il Novara ha saputo costruire negli ultimi anni.L’unica nota lieta dell’ennesima settimana nera è data dal rientro in campo di Lisuzzo: “Finalmente non avverto più dolore. Riesco a gestire la settimana senza problemi e questo mi rende felice perché conto di avere davanti ancora tanti anni di carriera”.  Taccuini, microfoni e telecamere dovrebbero essere tutti per Emiliano Mondonico, nella notte del suo grande ritorno. Ed invece in chiave novarese il protagonista più atteso è Massimo De Salvo.

Nella piena bagarre dopo l’esonero di Tesser ha scritto un messaggio sul “muro” (come era solito fare all’epoca) che ha fatto temere persino un suo disimpegno dal Novara Calcio.In sala stampa “ritratta” dicendo che si è trattato solo di un sfogo momentaneo. Ma da un paio di battute si intuisce che il rapporto con il Komandante era ormai logoro “L’avrei esonerato dopo Cesena. La gratitudine resta, ma io devo far di tutto per provare a salvare la squadra”.

Di Carlo rivolge i complimenti al Novara Calcio per le condizioni del campo in una serata climaticamente terribile “tutto perfetto” e prova a rincuorare i presenti dicendo: “Un anno ho salvato il Chievo dopo aver girato a 12 punti…”.E’ una serata comunque triste per chi ha l’azzurro nel cuore. Il sogno sembra svanito troppo presto. Andiamo al “Bar Torino” a berci finalmente la birra rimasta in sospeso la sera precedente mentre a Novarello monta la prima vera contestazione stagionale. L’indomani è già tempo di tornare a scrivere l’ennesimo “editoriale” di una settimana fin troppo piena di eventi e di cose da commentare:

“Quest’opinione è una delle più sofferte di sempre. Perché a 17 giornate dalla fine il rischio è quello di non avere più nulla da dire. Le ultime settimane hanno cancellato ogni illusione: tutte le avversarie hanno qualcosa in più di noi. Questa squadra ha dato il meglio di se nelle prime cinque giornate quando ancora non aveva la consapevolezza dei propri limiti e le riuscivano giocate oggi impensabili (10 gol fatti in 5 gare!!!). Poi è subentrata la paura. Ma c’era comunque l’orgoglio del gruppo delle due promozioni e qualche residuo automatismo dei tempi migliori. Smarrito anche quello (con il cambio di modulo ed ora di guida tecnica) sono emersi tutti i limiti di una rosa evidentemente non attrezzata per la serie A…”.

Massimo Barbero

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