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Poi all’improvviso mi siete venuti in mente VOI, VOI ULTRA’ che mi avete aspettato fuori dal campo, VOI ULTRA’ che eravate nel Centro Sportivo ieri sera, VOI che alle mie spalle vivevate la partita in maniera speciale, VOI che avete applaudito, VOI che vi siete incazzati quando le cose andavano male……VOI che siete il Novara date una mano a chi sta cercando in tutte le maniere di cambiare la situazione perché VOI siete la “chiave” in grado di aprire quelle porte che adesso sembrano inaccessibili.Indicateci la strada, mettetevi davanti al gruppo, obbligateci a seguirvi, è quello di cui abbiamo bisogno per dare di più, visto che il massimo sinora non è stato sufficiente.Fatelo per VOI, i problemi sono fatti per essere risolti non aggravati ma soprattutto, alla fine, comunque vada, VOI potrete dire a tutti quanti “Noi c’eravamo e ci abbiamo provato con tutto noi stessi. Di notte i pensieri che ci circonderanno saranno sicuramente altri”.

Emiliano Mondonico è stato un precursore dei tempi. Quando si è messo in luce sulla panchina della Cremonese nella prima metà degli anni ottanta, i suoi colleghi nelle interviste non andavano oltre due o tre concetti, semplici e banali. Lui invece ha capito, prima di tutti, quanto fosse importante la comunicazione per uno che fa un mestiere che lo porta a rivolgersi, almeno settimanalmente, a migliaia/milioni di tifosi/appassionati.

In questo è stato semplicemente formidabile ed ha anticipato di circa un ventennio Mourinho che ovviamente ha poi tratteggiato un personaggio molto più ruvido, in maniera coerente con un’epoca fatta di pensieri “forti”, di contrasti e spaccature nette.

Nella lettera indirizzata agli ultras del Novara all’indomani della sconfitta casalinga con il Chievo c’è invece tutta la genialità comunicativa di un allenatore che (nel 2012) è ormai soprattutto un Personaggio.

Bastano infatti queste poche righe per ricompattare, definitivamente, l’ambiente. Si andrà fino all’ultima giornata tutti assieme, vivendo quello che ci resta di questo campionato di A come un’avventura. O un sogno, probabilmente meno bello di come l’avevamo immaginato.

Fa freddo, un freddo un boia nel primo, soleggiato, sabato di febbraio che precede Novara-Cagliari. Così freddo che il pomeriggio rinuncio al mio solito giro in campagna. E davanti al computer mi mangio il fegato nel vedere che Granoche ha esordito con una doppietta con la maglia del Varese. “Sta vedere che li porta in A…” penso… La sera festeggiamo il compleanno dell’amica Costanza al mitico “Flanagan”. Non c’è la solita tensione della vigilia, di un pregara… il destino azzurro sembra segnato… eppoi non ho ancora smaltito il distacco dal Komandante …Eppure la domenica l’atmosfera per i “cuori azzurri” è già diversa. Me ne accordo mentre mio padre mi saluta con un insolito: “Oggi vinciamo…”.

Ne ho la conferma quando arrivo allo stadio ed incontro il sempre simpaticissimo Sereno Milanesi che mi parla della sua ininterrotta fedeltà alla causa azzurra. Sarà festa fino alla fine, comunque vada. Nonostante 5 sconfitte consecutive in campionato ci sono comunque 1741 paganti, tra cui tanti sardi che aspettavano da 35 anni di vedere il Cagliari di nuovo in Viale Kennedy.E’ uno strano turno di campionato, che ci riporta all’epoca pre pay tv. Non ci sono stati anticipi (a parte una gara alle 12.30) e non ci saranno posticipi per la straordinaria ondata di gelo che sconsiglia notturne. Solo a Cesena non si gioca.

Ciò nonostante Cellino riesce a prendersela con il sintetico del “Piola” con qualche frase davvero sgradevole (“se non possono permettersi un campo in erba non si iscrivano alla serie A”) pronunciata al calduccio, ai microfoni di Sky, senza nemmeno avere il coraggio di mostrare la faccia in sala stampa. Non credo sia colpa del Novara Calcio se in Pianura Padana il clima a febbraio non è identico a quello che si vive nella splendida Sardegna.

La società azzurra, con grandi sforzi, ha giocato tutte le partite di A nel proprio stadio, reso a tempo di record conforme alle normative vigenti… il Cagliari a breve si trasferirà a… Trieste, falsando il finale di campionato.Per fortuna certi veleni non arrivano in cabina dove mi riparo un po’ dal freddo lasciando la “prima voce” a Paolo Molina, come da normale rotazione. Inevitabile, nei primi minuti di diretta, un saluto all’amico Massimo Delzoppo ricoverato in ospedale per un malore accusato proprio il sabato mattina della vigilia.Il Cagliari sta vivendo un buon momento.

In settimana ha rifilato 4 pere alla Roma e nel complesso, da quando è arrivato Ballardini,  sembra essersi assestato. Piuttosto robusto il centrocampo con Dessena, Conti e Nainggolan mentre dietro gioca Astori, purtroppo alla sua ultima apparizione al “Piola”.Il 5-3-2 di Mondonico si fa oggi ancora più prudente con Dellafiore al posto di Morganella. Come centrale sinistro gioca Garcia in luogo di un Rinaudo che anche con il Chievo è sembrato lontano dalla miglior condizione.Su un terreno ghiacciato la maggiore fisicità degli ospiti si fa sentire. Specialmente nei contrasti, mal gestiti dall’arbitro Gava che non usa un metro uniforme nelle sue valutazioni. Si vede ancora qualche errore di troppo da parte degli azzurri che permettono al Cagliari di andare al tiro dal limite con eccessiva frequenza. In area però la musica è diversa. Con Lisuzzo e Centurioni, finalmente assieme, recuperiamo un po’ di quella sicurezza della stagione precedente, dei momenti magici in cui la difesa a 5 serviva per portare fino alla fine un prezioso 1-0.E, passata la paura iniziale, riusciamo anche a creare le occasioni più nitide del primo tempo.

Al 20’ Caracciolo va addirittura in gol anticipando Agazzi su imbeccata di Porcari. Gava sembra convalidare, poi annulla la rete per carica sul portiere. Un minuto dopo l’Airone, generoso ed inconcludente, arriva con un soffio di ritardo sul rasoterra di Pesce che chiede solo di essere deviato in porta. Finiamo il primo tempo in crescendo e per una volta senza nemmeno aver subito reti.Nella ripresa il Novara prova ad avanzare il proprio baricentro e così Ballardini cerca di sorprendere un avversario allungato con l’ingresso del temibilissimo Ibarbo. Poco dopo il quarto d’ora gli azzurri creano l’occasione più nitida di tutto il secondo tempo: Mascara imbecca Rigoni che di testa non riesce a scavalcare Agazzi. Con il passare dei minuti i nostri cominciano ad accusare un po’ di stanchezza ed il primo cambio di Mondonico (Jeda per Marco) non aiuta a leggere meglio la situazione.Nel complesso è una partita da 0-0, ma nella seconda parte della ripresa concediamo un po’ troppo spesso ai sardi la possibilità di andare al tiro dal limite. Per fortuna Conti e Nainggolan ci graziano ripetutamente con conclusioni non all’altezza della loro fama. Il pericolo più grosso arriva quando Ujkani è fuori posizione per una smanacciata sulla punizione di Pinilla, ma è Lisuzzo, di testa, a fare le veci del proprio portiere con una deviazione decisiva.Le cose migliorano per gli azzurri quando entra Morganella al posto di un Mascara ormai stremato per un 4-4-2 più logico con lo svizzero esterno alto. In pieno recupero va in campo anche Rubino in luogo di Pesce (“nella vita talvolta bisogna provare il jolly” spiega Mondonico in sala stampa, giustificando così un cambio decisamente strano per la sua tempistica).Ma è il Cagliari ad avere l’occasione più nitida per sbloccare il nulla di fatto: Ibarbo si invola velocissimo verso la nostra area di rigore ma trova a fermarlo, in maniera altrettanto perentoria, Garcia, protagonista di un recupero che gli vale l’ovazione di una bella fetta del “Piola”. E’ l’istante che segna la svolta nel rapporto del giocatore argentino con la nostra piazza. E’ il primo 0-0 del nostro campionato, ma soprattutto la prima gara senza reti incassate di tutta la stagione in A.Mentre prendiamo qualcosa di caldo nella “sala lavoro” Jean Paul Bonomi rispolvera il proprio teorema: “Visto, se avessimo preso Mondonico qualche settimana fa… ora avremmo quei punti in più che ci permetterebbero di sperare. Sarebbe bastato qualche altro 0-0 chessò contro la Fiorentina”. Poco dopo in diretta radio però il nostro Amico sarà molto meno tenero nei confronti del Novara e di questo risultato che, classifica alla mano, obiettivamente fa molto più comodo a Ballardini che non a noi.Pensare positivo a tutti i costi (o fingere di…) è invece l’imperativo assoluto di mister Mondonico che in sala stampa esalta la prestazione della sua nuova squadra:
Rispetto a giovedì sera abbiamo fatto un passo in avanti. Questa notte potremo dormire senza rischiare brutti pensieri. Ai ragazzi ho fatto i complimenti. Sono molto soddisfatto di quello che ha mostrato oggi il Novara. Rimpianti? Nessuno perché in questo momento è il massimo che possiamo fare. Oggi molti ragazzi sono usciti con i crampi. E’ stata la risposta migliore a quello che ci hanno chiesto i nostri tifosi: di dare tutto in campo. Quando tutti i giocatori saranno nelle condizioni migliori allora potremo aspirare a qualcosa di più…”

Intanto però la classifica non aspetta. Le dirette rivali hanno fatto punti anche oggi, il Siena ha pareggiato a Torino con la Juve per esempio: “Continuiamo a fare la corsa sulla quart’ultima. Ora è lontana, ma proviamo a riguardare la classifica tra dieci giornate. magari ci proporrà qualcosa di diverso”.

Il presidente Accornero sottolinea l’aspetto più dolce di questo pomeriggio: “Il pubblico ci ha dato un sostegno bellissimo. Mondonico mi ha appena riferito tutta la sua soddisfazione per quest’aspetto. Mi pare che la gente abbia capito che stiamo attraversando un momento difficile e ci stia aiutando nel migliore dei modi”.

Anche Matteo Centurioni si sforza di guardare il bicchiere mezzo pieno: “Facciamo finta che questo 0-0 sia un punto di partenza. Finalmente non abbiamo preso gol ed il grande merito va a  Garcia e Lisuzzo che sono stati attentissimi. Io mi sono limitato a fare “da vigile”, alle loro spalle.”

Rientro a casa per ora di cena mentre in tv tutti parlano dell’espulsione di Ibra durante Milan-Napoli. Lo spunto per il mio Editoriale serale è facile da immaginare:

Il vero vincitore di questa domenica di gelo è stato il pubblico novarese. Non capita spesso che una squadra ultima in classifica, a febbraio inoltrato, possa contare su un sostegno tanto sereno e appassionato. La gente che è accorsa al “Piola” ha apprezzato lo spirito di un Novara che ha dato tutto per evitare almeno l’ennesima sconfitta. Molti di loro lunedì sera erano sotto casa Tesser a manifestare il loro affetto al tecnico appena esonerato. Ma oggi erano pronti  a sostenere, con lo stesso calore, anche Mondonico ed i suoi. Compreso quel Garcia che è passato dai panni del “brutto anatroccolo” nell’emblema di un gruppo che è disposto a lottare fino alla fine anche contro i propri limiti”.

Poi una valutazione di natura tecnica: “Ci sono tanti modi per provare a resistere in questo campionato di serie A. Tesser aveva scelto, almeno inizialmente, la strada del gioco, proponendo uno schieramento che vedesse la sua formazione tentare di affrontare a viso aperto qualsiasi avversario. Mondonico ne ha imboccata una diametralmente opposta: squadra bloccata, primo non prenderle, sperando di colpire prima o poi con qualche ripartenza. Non so quale sia la via più redditizia per fare punti. Di certo, in un caso o nell’altro, la coperta si rivela, ahinoi, sempre un po’ troppo corta. Però, imboccata la nuova filosofia, bisogna ora dare il tempo al nuovo tecnico di farla assimilare completamente ai suoi giocatori. Troppo pochi cinque giorni di lavoro, anche se dei progressi rispetto a giovedì sera si sono visti”.

Infine una profezia, onestamente nemmeno troppo convinta: “Con il Mondo alla conquista di San Siro? Perché no?!!! I miracoli si possono ripetere… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero


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