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di Massimo Barbero

Il sentimento che prevale in me stasera è di vero dispiacere. Dispiacere perché avevo finito coll’affezionarmi anche a questo Novara che era partito dal quasi nulla cosmico delle sfide di autunno contro Pro Patria, Albissola, Cuneo, Gozzano… per costruirsi, molto lentamente ma con grande tenacia, un piccolo castello di credibilità, fatto di parziali rimonte, risultati utili e sempre più spesso pure di prestazioni.

Ho seguito sin qui tutte le partite degli azzurri, in casa ed in trasferta. Dovere certo, ma soprattutto un atto d’amore e di riconoscenza nei confronti del “mio” Novara che nell’ultimo decennio mi aveva regalato gioie inimmaginabili e che stava (sta) vivendo la prima vera stagione di “medioevo” dopo tanta gloria (un medioevo ancor più marcato che nei campionati sfociati nelle due retrocessioni in C quando almeno eravamo animati dalla speranza di sfangarla alla fine…).Anche nei giorni delle imprese esterne di Arzachena o Albissola (l’autoironia ovviamente è voluta…) ero ben conscio che, con ogni probabilità, non sarebbe stato questo un Novara da “tramandare ai posteri”.

Mi illudevo, però, che alla lunga sarebbe diventato un Novara da amare e rispettare come quello del lontano biennio targato Del Neri per esempio: una squadra incapace di vincere il campionato, ma che fino alla fine aveva dato tutto per la causa, trasformando le contestazioni d’inverno in stima ed affetto che ancor oggi accompagnano il ricordo dei vari Schillaci, Caponi, Dall’Orso, Obbedio… per non parlare del grande Armanetti.

Pensavo onestamente che il peggio fosse alle spalle, che da gennaio in poi ci saremmo “divertiti” (se non altro con qualche vittoria in più) grazie agli innesti invernali, al recupero degli infortunati e dopo aver messo finalmente alle spalle i cattivi pensieri legati al brutto scivolone dell’annata scorsa. In fondo fino alla gara con il Piacenza il terzo posto non era un obiettivo fuori portata per un Novara capace di continuare a viaggiare con la media punti dell’ultimo mesetto (dal 4-0 all’Olbia del 16 dicembre in poi).Evidentemente mi sbagliavo di grosso.

Il castello (immaginario?) di cui parlavo prima, ahimè, è stato spazzato via dall’ultima, amarissima, settimana: una sconfitta onestamente beffarda (Carrarese), un’altra decisamente più meritata (Busto) ed un pareggio (Pistoiese) che sta tremendamente stretto agli avversari per quello che hanno sprecato nella mezzora finale.Se quello con gli arancioni doveva essere un test o un esame circa l’opportunità di proseguire ancora con Viali sulla panchina azzurra fino a fine stagione, il verdetto è stato oggettivamente sconfortante.

Abbiamo giochicchiato per un quarto d’ora (il primo) e stop. Dall’uscita di Pablo in poi (e non solo per l’uscita di Pablo ovviamente) abbiamo perso metri, fiducia, convinzione. E mammano che la partita andava avanti… emergeva in maniera sempre più evidente un problema di natura fisica. Non solo di tenuta, anche di brillantezza. Fino a domenica scorsa i nostri quasi sempre avevano corso più degli avversari nei secondi tempi. Anche quando giocavamo ogni tre giorni e gli altri ogni settimana.

Dagli ultimi minuti della sfida con la Carrarese in poi il trend è decisamente invertito. Lo si è visto nella ripresa di fronte ad una Pro Patria strutturata e battagliera. Ma anche contro quella Pistoiese che a metà ottobre avevamo domato a domicilio con irridente facilità (a parte i 4 cartellini rossi presi nel finale).Mi auguro che oggi, come talvolta si dice, sia stata la testa a non far girare le gambe… perché se fosse vero il contrario… ci sarebbe da preoccuparsi (e non poco) in prospettiva… visto che di squadre come la Pistoiese più affamate di noi… ne troveremo parecchie da qui al 4 maggio.

Non ci confortano certo nemmeno le prestazioni degli ultimi due “esordienti” Rigione e Perrulli, ancora lontani da una condizione e da un’intesa con i compagni accettabile. Ma non è giusto prendersela solo con loro. In tanti hanno sbagliato troppo in campo, compresi Buzzegoli, Schiavi (era stato uno dei migliori a dicembre) ed il Cacia visto nell’ultima manciata di minuti.

A giudicare dall’ultima partita… dovremmo rimpiangere il Ronaldo in panca, oltre che Sciaudone e magari anche Chiosa. Ed allora meglio fermarsi qui nell’analisi di una prestazione decisamente insufficiente…

Da dove si riparte? Dal far bene almeno le cose semplici… Il gol dell’1-1 è nato così… da una sovrapposizione, un inserimento sulla fascia ed un cross sul secondo palo per il centravanti che arriva puntuale ad incornare Inutile e dannoso, dopo 5 mesi effettivi di campionato, continuare ad inseguire schemi e giocate che non riescono. Meglio ricominciare dall’Abc del pallone, metterci tanta grinta e famelica voglia di vincere.

E preoccupiamoci di far muro quando sono gli avversari a spingersi in avanti… perché non è immaginabile prendere gol ogni volta al primo affondo convinto degli altri. Per adesso questa squadra non sembra in grado di fare di più. Andiamo allora a caccia di qualche striminzito 1-0 (o 2-1) da difendere con tanto cuore ed un po’ di sano c…

Non vinceremo il campionato, ma forse miglioreremo un po’ una classifica oggettivamente avvilente. Chi vuole continuare a vestire la magica maglia azzurra deve dimostrare con i fatti di meritarlo…

Altrimenti meglio i giovani, i ragazzi, i Kyeremateng di turno… con tanta voglia di vincere ed altrettanto sfrontato orgoglio…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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