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domenica 24 febbraio 2019 - 01:33
di Massimo Barbero

La sera del 3 ottobre 2015 lungo il tratto autostradale Bologna-Milano la delusione delle sciarpe azzurre si mischiava a quelle delle sciarpe granata.
Noi sconfitti a Terni alle 15, loro sconfitti a Modena (contro il Carpi) alle 18.

“Visto… il Carpi ha preso Sannino… ed ha svoltato subito. Noi invece insistiamo con il “Camomillo” ed ecco i risultati...”.
Era questo il pensiero del “tifoso novarese medio” che chiedeva a gran voce, sul muro e sui social, la testa di Baroni, prendendosela, con ugual veemenza, con chi provasse a suggerire un po’ di pazienza prima di sconfessare così presto una scelta estiva tanto coraggiosa…

Questo preambolo solo per ribadire come la parabola degli allenatori sia un continuo alternarsi di alti e bassi, non sempre facilmente preventivabili. Non esistono verità assolute ed immutabili. Dall’illusorio 2-1 al Torino di Ventura all’esordio sulla panchina biancorossa, la carriera di Sannino ha vissuto soltanto una serie di brevi frammenti, quasi sempre deludenti. Baroni, per contro, ha portato quel Novara alla semifinale play off eppoi il Benevento addirittura in A. Ed ora se la sta giocando (scrivo prima del derby con la Roma…) alla guida di un Frosinone che tutti davano per spacciato già a Natale…

Per azzardare un altro paragone… nelle ultime stagioni ha fatto decisamente meglio di quell’Oddo che a Pescara nel ‪2015-16‬ era considerato una sorta di “messia calcistico”.

Da quando seguo il Novara ho vissuto un’infinità di avvicendamenti in panchina. Soltanto Frosio e Vallongo hanno saputo davvero cambiare volto alla squadra e probabilmente persino l’esito finale della stagione. A loro due aggiungerei appena Aglietti che però ci ha esaltato soprattutto dopo gli innesti di Seferovic e Bruno Fernandes (gente che ha giocato l’ultimo Mondiale!). Molti altri hanno fatto un pelino meglio dei loro predecessori, specialmente all’inizio, arrestando almeno la crisi. Qualcuno invece è andato addirittura peggio di chi aveva sostituito a conferma che non esistono certezze.

Faccio un passo indietro per ringraziare mister Viali per la disponibilità e l’estrema correttezza (persino sopra la media se consideriamo i periodi non semplici che ha vissuto) che ha sempre mostrato in tutti gli incontri e gli scambi di opinioni con noi giornalisti. Dal punto di vista tecnico non rinnego una virgola di quel che ho scritto di lui. Avrei provato a cambiarlo dopo lo 0-0 col Gozzano del 25 novembre (l’ennesimo flop casalingo contro un avversario apparentemente abbordabile). Ma in effetti il Novara dalla domenica dopo (a Chiavari) aveva cambiato marcia, pareggiando una serie di gare che avrebbe meritato di vincere eppoi ottenendo 3 successi consecutivi a cavallo di fine anno che mi stavano convincendo che la strada fosse davvero quella giusta…

Al punto di non ritorno siamo arrivati dopo gli sprechi contro Piacenza e, soprattutto, Carrarese. Nella ripresa a Busto eppoi per quasi tutta la gara con la Pistoiese la squadra in campo ha perso di colpo quell’identità che aveva dimostrato di avere acquisito quantomeno dai primi di dicembre in poi. Dopo la delusione dello “Speroni” i giocatori hanno sprecato malamente anche l’ultima opportunità per salvare la panchina del mister che in tutti postgara li aveva sempre difesi, a costo di risultare ripetitivo ed impopolare.

Ed allora… Fun Cool!!! L’avete voluto voi ragazzi… e dunque non lamentatevi se l’atmosfera a Novarello non dovesse essere più serena e rilassata come lo era fino a qualche settimana fa…Ritengo che alla distanza Sannino sia un po’ finito vittima del suo stesso “personaggio” che si era costruito (con la complicità dei media) nell’era in cui andavano di moda quasi esclusivamente gli allenatori “alla Mourinho”.

Di sicuro la sua voglia di riscatto dopo stagioni difficili è la stessa dell’ambiente Novara, giocoforza deluso, ma non rassegnato.Vedo Sannino in panchina ormai da una ventina d’anni e mi piace ricordare i suoi trascorsi alla guida dell’Alto Adige piuttosto che del Meda o della Biellese, quando aveva ottenuto risultati non sempre all’altezza dei valori che le sue squadre avevano proposto in campo.
Gli riconosco una passione, una carica ed un entusiasmo nello svolgere quotidianamente il proprio lavoro che in fondo ce l’hanno sempre reso simpatico, anche negli anni ruggenti, nonappena svaniva l’adrenalina di una delle tante accesissime sfide col Varese e l’eco degli immancabili battibecchi tra spalti e panchina avversaria.

Di certo Sannino può essere tale solo se e quando riesce trasmettere ai giocatori ed all’ambiente la sua stessa, rabbiosa, voglia di vincere. Quel Varese traeva la sua grande forza proprio dalla coesione e dall’unità d’intenti che aveva saputo creare nel “catino” di Masnago dove non perdeva mai.

All’opposto il suo calcio non poteva funzionare a Carpi dove tutti erano ancora troppo legati all’eroe dell’inattesa promozione Castori…

Dunque è di fondamentale importanza ritrovare subito almeno un po’ di quel “rettilineo” che qualche anno fa aveva fatto sbottare persino un allenatore di lunga militanza come Reja… o sobbalzare un guerriero pronto a mille battaglie come Cosmi (ricordate il Novara-Trapani dei “marziani”?). Non è una questione di numeri, ma di spirito.

Sannino deve avere la certezza che alle sue spalle c’è solo gente pronta a combattere la sua stessa battaglia, a lottare con lui fino alla fine, a far sentire la propria voce all’indirizzo di arbitro ed avversari…

Ovviamente (quasi) tutto dipende dai giocatori in campo perché un altro derby affrontato come gli ultimi due vissuti in casa… avrebbe l’effetto di ammosciare anche la “Bombonera” del Boca Juniors.

Abbiamo pareggiato (con Boscaglia) eppoi perso (con Corini) senza mai abbandonare un “rispetto” davvero esagerato nei confronti di una Pro Vercelli allora attardata in classifica.Ecco quella sarebbe la vera “grande” delusione…

Constatare che dopo due settimane di lavoro… questo Novara non ha assorbito almeno un po’ del carattere, dell’orgoglio e della sfrontatezza che ha sempre contraddistinto la carriera di mister Sannino, anche contro avversari più quotati, più ricchi o semplicemente più forti…

Cacia e compagni hanno una grossa occasione per regalarci almeno una serata da ricordare in un campionato finora, quasi per intero, da dimenticare…
E’ l’ultima vera possibilità per dimostrare di valere qualcosa, vietato sprecarla…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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