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La gioia per la vittoria contro l’Udinese lascia sempre più spazio al fastidio per un’influenza che avanza. Bruciore di gola e malessere accompagnano il mio inizio settimana.

L’unico momento lieto è rappresentato alla partecipazione alla trasmissione di Fabrizio Gigo a Novarello. Accanto a me c’è il Komandante, il Personaggio della settimana. Al cambio di ospiti entra Alberto Marchetti che lo saluta affettuosamente “Grande Attilio!!!”. Il buon Tesser invece non gliele manda a dire: “ Adesso mi dici grande… ma ho letto l’intervista nella quale dichiaravi che mi avrebbero dovuto esonerare prima…”.

Si riferisce alla solita “intervista multipla” di Massimo Corsano. Il Komandante è così, di una gentilezza e di una disponibilità al di sopra della norma per ogni cosa, ma guai a toccarlo sul suo lavoro… Può diventare persino permaloso, soprattutto se la critica arriva da una persona che riteneva amica.

Sta di fatto che mercoledì sera decido finalmente di dare forfait: tachipirina e sonno mentre il Napoli si fa rimontare dal Chelsea in Champions League. E persino un giorno a casa dal lavoro (mi capita davvero di rado!) per recuperare in tempo per Siena.

E’ un giovedì estremamente convulso. Dovrebbe essere il giovedì della ripresa di “Aperitivo Azzurro” con Marco Foti (all’esordio su Azzurra) conduttore e Danny al suo fianco, ma Jean Paul Bonomi fa fuoco e fiamme, rivendicando diritti d’autore (tanto che il programma riprende con un nome diverso). Provo a mediare tra lui e Ponzio ed ovviamente tra lui e Danny in una serie di infinite telefonate che mi riempiono la giornata.

Il venerdì sono di nuovo in ufficio, quasi ristabilito, mentre Paolo tribola per prenotare il “Frecciarossa” che ci porterà all’Olimpico di Roma tra un paio di settimane.Il sabato sera vado al “Dal Lago” dove l’Effenbert si dimostra più forte dei suoi guai societari e supera in rimonta il Montecchio Precalcino, tenendo vive le speranze di A1.

Dopo la partita birra con le amiche prima di mettermi a scrivere l’articolo per il “Corriere” (il leggendario Claudio Pasquino, che di lì a poco mi cederà il testimone, è via per una settimana).

La domenica mattina si parte sulla “Golf” di Paolo Molina per un viaggio da completare in giornata. Con me e Danny c’è un insolito partecipante, il mitico “Londinese” che Paolo chiama “London”. Poco prima di Firenze ci fermiamo in Autogrill e ci imbattiamo in Tano che sta raggiungendo Siena con la moglie ed una coppia di amici: “Vi invidio – ci dice sottovoce – perchè in macchina potete parlare del Novara… Ai miei compagni di viaggio l’argomento invece non interessa”.

E puntualmente rinnova il presente “portafortuna” del pregara con l’Udinese offrendo una consumazione a tutti…

A Siena abbiamo il “pass auto” che ci permette di parcheggiare a due passi dallo stadio e ad una decina di minuti a piedi da Piazza del Campo. Mentre andiamo a pranzo comincio a sentire la tensione. Non mi faccio troppe illusioni sulla rincorsa salvezza. Ma vorrei prolungare il più a lungo possibile le dolci sensazioni del pre e del post Udinese…

Ed invece il Siena sembra l’avversario peggiore per cullare dei sogni. Perché Sannino non ha mai perso con Tesser (in realtà è quasi sempre finita in pareggio, fatta eccezione per la sconfitta cominciata sotto il diluvio nella gara completata in due sere diverse) e la legge degli ex (Giorgi e Gonzalez) mette sempre paura.

“Novara Channel” con l’entusiasmo dei “nuovi” Somma e Specchia ci fa vivere ogni istante della vigilia facendo lievitare l’attesa.

Dalla rifinitura è arrivata la brutta notizia dell’infortunio al lanciatissimo Gabriel Silva, un problema alla caviglia che lo metterà kappao praticamente per il resto della stagione.

A pranzo siamo solo in tre perché “Londinese” non mangia mai prima delle partite del Novara. Un pizzico di scaramanzia e tanta tensione.

Poi ci piazziamo nella cabina “giusta”: quella della doppietta di Pablo in Tim Cup e dell’incredibile gol di Gigliotti nel campionato precedente (e quest’anno dell’incornata vincente di Cacia). Inauguro il nuovo computer, acquistato il sabato precedente, lo stesso computer su cui sto scrivendo questo “amarcord”.

L’aria condizionata della “Molina-mobile” non ha fatto bene alla mia voce ed è ricomparsa un po’ di tosse, ma la radiocronaca tocca a me e non vi rinuncerei per nulla al mondo.

Il Siena ha perso Destro nell’allenamento di rifinitura. Davanti Pablo gioca in coppia con Bogdani. In porta c’è Pegolo, quello del memorabile play out di Fiorenzuola. L’ex Giorgi fa l’interno destro di centrocampo mentre Brienza parte da rifinitore per andare a piazzare sull’out sinistro dove fa girare per un po’ la testa a Morganella. La prima occasione nasce proprio così: da una palla rubata dal fantasista bianconero allo svizzero con conclusione a girare di poco a lato.

Sannino ha certamente visto in tv Novara-Udinese e vuole impedire agli azzurri (che ripropongono la formazione di sette giorni prima) la stessa libertà di fraseggio. Il pressing bianconero è asfissiante, non ci sono sbocchi per gli attacchi e spesso Mascara deve retrocedere a dare una mano ai compagni.

Anche a Pablo capita una palla interessante su sponda di Bogdani, ma la conclusione del numero 18, davvero poco convinto, si spegne sull’esterno della rete. Non ha il furore degli esordi in azzurro, non può averlo. Il suo cartellino è del Palermo, ma si sente ancora un giocatore del Novara in prestito al Siena. Nel momento di maggiore sofferenza i nostri hanno una clamorosa opportunità per passare in vantaggio: da Morganella per Rigoni che con un’invenzione delle sue libera sottoporta Mascara.

Sembra gol, ma il tocco di “Peppe” è troppo debole per superare Pegolo.E’ comunque l’episodio che cambia la partita perché finalmente gli azzurri prendono coraggio e convinzione. Da questo momento dominano la partita e creano ripetutamente i presupposti per vincerla.Al 7’ della ripresa la battuta al volo di Jeda si stampa sulla traversa, la sfera torna dalle parti di Lisuzzo che alza di testa ad un passo dalla porta.

Tesser capisce che Caracciolo può servire e rimanda in campo l’Airone, al rientro dalla squalifica. Sannino toglie un Pablo sempre più abulico ed inserisce Larrondo. Sono talmente agitato che nello scrivere il tabellino cancello un nome riportando un’improbabile sostituzione Bogdani per Gonzalez. Al 21’ Rigoni su punizione sfiora il palo alla sinistra di Pegolo. E’ il preludio al vantaggio che arriva poco dopo l’ingresso in campo, per i padroni di casa, di tal Parravicini: Caracciolo fa da sponda per Rigoni che batte al volo Pegolo.

“Rigoniiiii… Gol di Rigoniiiii… Rigoniiii…” urlo pregustando un altro Novara-Reggina. Con Tesser in panchina non eravamo mai passati in vantaggio in trasferta. Ci era capitato solo a San Siro e non ci avevano più ripresi.

Mi aspetto un quarto d’ora finale di grande sofferenza ed invece il Novara è padrone assoluto della situazione. L’azione del raddoppio, sotto la curva di casa, è da manuale: da Pesce a Rigoni, cross per la sponda di Caracciolo e la battuta di prima intenzione di Porcari.

“Che bello Pippo!!!” grido in preda all’estasi più assoluta. Per i bianconeri c’è solo un colpo di testa di Larrondo, ma ormai la vittoria è nostra.

Le immagini di Sky mostrano qualche “storico” tifoso azzurro in lacrime per l’emozione in curva mentre Rigoni dice a caldo: “Siamo a 8 punti dalla zona salvezza… Dobbiamo fare in modo che questi punti diventino 0 tra qualche settimana”.

Io avrei bisogno di un bicchiere d’acqua. Invece quando chiama Pdl, subito dopo aver restituito la linea allo studio… quasi non riesco nemmeno a rispondere, in preda ad una crisi di tosse.

Mi riprendo in sala stampa mentre Danny e Paolo vanno a fare le interviste radio in zona mista. Tesser sottolinea come i gol decisivi siano giunti da due prodezze della vecchia guardia: “In effetti la nostra grande avventura era iniziata proprio grazie ad un 2-0 in coppa in questo stadio… E la vittoria con l’Udinese ci ha ridato la fiducia che mancava a questo gruppo, permettendoci di sfoderare prestazioni come questa”.

I colleghi toscani provano a provocarlo sulla prestazione di Gonzalez che ha fallito l’ennesima occasione da ex, ma il Komandante non si presta: “Pablo resta un ottimo giocatore. Non a caso ho cercato di riportarlo a Novara anche la scorsa estate…”.

Sannino, come fa spesso… dice una frase eppoi la rinnega nella proposizione immediatamente successiva, facendo i complimenti “a metà” all’avversario vittorioso: “La partita di oggi ha dimostrato che la squadra di Tesser non merita l’attuale posizione di classifica. Tuttavia dopo 28 giornate la classifica non mente. Se ci sono altre squadre più avanti… vuol dire che sino a questo momento hanno dato qualcosa in più…. Ma è giusto credere anche in imprese utopistiche come stanno facendo gli azzurri… Lo sport è bello anche per questo…”.

Il Lecce è soli tre punti sopra di noi. Il quartultimo posto (Parma) rimane lontano, ma il terzultimo è lì, ad una sola vittoria: “I ragazzi sono talmente carichi – dice Giaretta - che mi hanno chiesto se fosse possibile anticipare la partita con il Lecce a domattina”.

Porcari è un po’ l’emblema di un Novara trasformato, dopo aver pagato inizialmente lo scotto della serie A: “Adesso ho cambiato mentalità – dice Pippo - Prima mi mancava un po’ di fiducia nelle mie possibilità. Ora è tutto diverso”.

Riprendiamo la strada verso casa. La bretella a due corsie che collega l’Autostrada del Sole a Siena è l’ideale per completare gli articoli da spedire subito per il “Corriere” anche perché “Londinese” è un discreto compagno di viaggio.

Chiamiamo Jean Paul che è rimasto a casa e che prova a spezzare il nostro entusiasmo dicendo: “Non ho visto la partita, tanto ormai…”.

Danny fa uno squillo anche all’amico Pablo che ha il cellulare spento, ovviamente molto deluso.

Ci fermiamo a cena a Roncobilaccio, nel mitico autogrill in altura. Poi Paolo mi cede la guida dell’autovettura mentre comincia un appassionante posticipo Udinese-Napoli. La squadra di Mazzarri rimonta all’improvviso nel finale con una doppietta di Cavani quando siamo quasi a Milano.

La grande partita dell’Udinese valorizza ulteriormente la nostra vittoria sulla squadra di Guidolin di una settimana prima. Al rientro a casa mi avvedo di un sms preoccupato dell’amico Nico Pulizzi che non si spiega come abbia potuto dimenticarmi del suo compleanno e teme mi sia successo qualcosa.

Rimedio, parzialmente, con degli Auguri in rima… prima di mettermi a scrivere l’Editoriale: “Si può essere felici anche da penultimi della classe? Per almeno una sera sì… Perché questo successo è quanto di più gratificante potesse desiderare un tifoso del Novara che ha seguito passo per passo le gesta azzurre di questo triennio… Perché proprio a Siena, in un “pre-cena” di novembre, ci siamo resi costo che stava per arrivare qualcosa di straordinariamente bello… Perché un anno dopo al “Franchi” avevamo superato l’esame di maturità in maniera assolutamente autorevole… Perché i bianconeri in questi ultimi due anni hanno rappresentato una rivale sportiva non sempre facile da inseguire (ma comunque sempre relativamente vicina), partendo da una base economica decisamente diversa.. Perché Sannino ci ricorda i duelli con il Varese… e Mezzaroma certe dichiarazioni non proprio felici… fatte quando stavamo (allora meritatamente) davanti in classifica alla sua squadra…”.

Massimo Barbero

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