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sabato 20 luglio 2019 - 08:00
35° puntata: 7 aprile 2012 Novara-Genoa 1-1

"Marino vedrà la processione…”. Questo sms dal contenuto apparentemente indecifrabile anticipa la nostra sfida casalinga con il Genoa. Lo mando all’amico Nico Pulizzi, marsalese Doc proprio come il tecnico dei rossoblu. Anzi proprio come l’ex tecnico dei rossoblu… perché la sconfitta di San Siro ha indotto Preziosi a richiamare Malesani.

Pasquale Marino potrà dunque passare una Pasqua tranquilla, a casa nella sua Marsala e partecipare alla sempre sentitissima processione del Venerdì Santo…Il nostro Sabato Santo invece lo cominciamo in maniera piacevolissima a Lumellogno, presenziando ad una delle prime “panisciate” di Tano. E’ una festa di tifo e di allegria quella che si consuma ad un paio d’ore dalla partita.

Le magliette azzurre si mischiano a quelle rossoblu senza tensioni o altro. I colori sono diversi, ma è identica la voglia di stare assieme, in allegria. I locali sono pieni di gente a conferma che la serie A del calcio è un grande veicolo promozionale per tutta la città.

Altrochè un fastidio… come sostiene chi sbuffa perché trova traffico o non trova parcheggio nei pressi dello stadio all’ora della partita!

Ci sono tanti Cuori Azzurri. C’è Marco che siede davanti a me e non lascia trapelare nulla che possa far immaginare quello che purtroppo accadrà meno di due mesi dopo. C’è il mitico “Grifone 61” che si presenta e mostra orgoglioso la sua maglietta rossoblu retaggio di un calcio senza sponsor o pay tv. Nel tavolo davanti al nostro si brinda per la sconfitta della Sampdoria a Crotone e ci facciamo contagiare dall’allegria genoana.

Allo stadio però non c’è la stessa allegria. Paolo Molina è teso e preoccupato per il padre, ancora in ospedale dopo il malore accusato in settimana… E pensare che a Roma l’avevamo visto in condizioni smaglianti…

In generale si avverte un clima un po’ dimesso, come se fossimo tutti coscienti che la festa sta per finire. Non ci aiuta un meteo a metà tra il grigiore d’autunno ed i colori di una primavera che deve ancora sbocciare.Eppure quello che esce dal tunnel degli spogliatoi è un Novara determinatissimo a fare il possibile per alimentare ancora il sogno salvezza. Il Genoa è avanti 10 punti, sembrano (sono) tanti, ma se per caso oggi dovessimo vincere lo scontro diretto… E mannaggia a quella sconfitta immeritata dell’andata, nel pomeriggio della sciocchezza di Meggiorini… Ci aggrappiamo alla cabala Malesani… Nel 2009 quand’era subentrato al Siena (al posto di Baroni) aveva esordito proprio con una sconfitta contro il Novara di Tesser nel memorabile “apericena” di Tim Cup.Il Novara schiera la consueta formazione del secondo ciclo Tesser con la sola novità di Centurioni al posto dell’acciaccato Paci.

Il Genoa ha tanti giocatori di valore e d’esperienza (Frey Kaladze, Gilardino, Palacio) in un organico composto da soli elementi “di categoria”. Gli azzurri partono forte, bussano già al 1’ con Caracciolo e Porcari e sfiorano il vantaggio con Jeda che, dopo essersi fatto ribattere sulla linea da Kaladze un primo tentativo, incorna incredibilmente a lato da posizione favorevolissima. Sul proscenio però salgono presto i due protagonisti assoluti di questo sabato pomeriggio al “Piola”. Il primo è Rocchi di Firenze che, dopo aver ignorato tanti interventi ospiti, ammonisce Lisuzzo al primo fallo, tanto per far capire come tira il vento. Il secondo è Palacio che indovina subito la girata giusta sull’assist di Moretti.

Ad un passo dalla porta di Fontana c’è Rossi la cui deviazione involontaria manda fuori causa il nostro portiere. Vane le proteste per un possibile fuorigioco perché forse c’è Centurioni al di qua del giocatore genoano.Siamo già sotto dopo essere partiti forte. Una mazzata tremenda per un Novara obbligato a vincere. Ma il Genoa non vuole saperne di approfittare del disorientamento dei nostri e si rintana a protezione della propria area.Così la squadra di Tesser riprende a crederci, a caricare. Prima del quarto d’ora ci prova Caracciolo, ma Frey riesce a salvarsi in calcio d’angolo.

Sul corner successivo Porcari e Lisuzzo non riescono ad inquadrare la porta. Poi è Gemiti a provarci dalla distanza, ma l’ex portiere di Parma, Inter e Fiorentina sventa ancora. Jeda non sfrutta altre due buone occasioni e così si va all’intervallo sullo 0-1. Rocchi intanto, per non perdere l’abitudine, ha ammonito anche Garcia…“ Potrebbe essere la partita di Rubino…” dico intervenendo al fianco di Paolo Molina che fa la prima voce. Da “tesseriano convinto” ho imparato ormai come ragiona il Komandante e posso sbilanciarmi in certe previsioni. E puntualmente dopo qualche minuto della ripresa ecco Raffaele prepararsi per entrare in campo al posto di un Jeda che ha sprecato troppo sottoporta. Il nostro “capitano” può rivelarsi l’uomo giusto in una gara che è diventata un vero e proprio “assedio” ad una sola porta con tanti palloni aerei. Il gioco non è eccelso, ma la pressione è costante, rabbiosa contro un Genoa rintanato nella propria area.

Chissà come sarebbe andata se ci fosse stato ancora in panchina il meno “catenacciaro” Marino… Caracciolo è ancora un giocatore del Genoa e, malgrado la grande volontà, non riesce proprio a far male ai rossoblu. Poco prima del quarto d’ora viene anticipato da una tempestiva uscita di Frey.Tesser comprende che bisogna osare qualcosa di più ed inserisce Mascara per Centurioni ritornando al vecchio 4-3-1-2. “Peppe” da trequartista è una spina nel fianco per lo schieramento ospite ed a metà ripresa realizza un pareggio di rara bellezza, sotto la curva genoana impietrita.

Sul cross di Gemiti Caracciolo disturba l’uscita di Frey che è tutt’altro che irreprensibile, la sfera arriva a Mascara che controlla eppoi spara al volo di destro firmando uno spettacolare 1-1.Ci sarebbero tutti i presupposti per un arrembaggio “avanti tutta” a caccia della vittoria, ma subito dopo Palacio spaventa i nostri con una giocata delle sue: triangolazione al limite dell’area e palla sparata sulla traversa.

Ecco Novara-Genoa è tutta qui… noi abbiamo attaccato per oltre un’ora, ma Palacio ha confermato di poter fare la differenza in appena due sortite offensive.Il finale è confuso, gli ospiti sono impauriti ed il Novara è stanco e comunque allettato dallo “zuccherino” del pari che si è guadagnato con tanta fatica.Però ci sono altri tre momenti “chiave” da ricordare prima di relegare questa gara agli archivi.

Al 40’ Porcari vince un contrasto in mezzo al campo con Granqvist e s’invola, solissimo, verso la porta avversaria. Rocchi che fa? Applica la regola del vantaggio al contrario… O meglio quella dello svantaggio. Quando si accorge che lo svantaggio per il Genoa si sta concretizzando, nel senso che Pippo sta volando verso l’area rossoblu, torna incredibilmente sui propri passi fischiando il fallo che aveva ignorato qualche secondo prima…

Anche gli spettatori più pazienti in tribuna stavolta perdono davvero le staffe. Il “Secolo XIX” scrive di “ fallo assai opinabile”. Tesser capisce l’antifona e sostituisce subito un Pippo furibondo con il “nordico” Jensen.

Come se non bastasse… qualche secondo dopo il fischietto fiorentino sanziona con il rosso diretto un intervento di Caracciolo che, mentre rincorreva stremato Biondini, non era riuscito ad arrivare sulla palla.

Il “giallo” a Kucka è una piccola caramellina… per un pubblico imbestialito. Anch’io sono fuori di me e lascio cuffia e cabina per urlare tutta la mia rabbia.

E’ finita 1-1, nel solco della tradizione in Viale Kennedy. Come nel 1976 e nel 2006. Ma stavolta non possiamo ritenerci soddisfatti.Per fortuna una bella fetta di spettatori trova il modo di consolarsi, beati loro… Alla notizia del gol-vittoria di Amauri a San Siro si alza un piccolo boato dal settore rettilineo… Peccato che a segnare sia stata la Fiorentina, nostra rivale diretta nella rincorsa, obiettivamente sempre più complicata, alla salvezza.Identifico questo come il vero momento in cui si chiude la nostra avventura in serie A.

Molti novaresi, molti abbonati, si tolgono la maglia azzurra che avevano indossato frettolosamente dopo gli esaltanti play off con Reggina e Padova e tornano ad ostentare la loro maglietta a strisce, in questo caso bianconere.

Sono molto meno contenti i tifosi del Genoa che chiamano i loro giocatori sotto la Curva per una civile, ma prolungata, contestazione.Sfogo rabbia ed amarezza nell’immancabile telefonata con Pdl che al fischio finale mi chiama da Lerici per sapere com’è andata.

La delusione per quell’esultanza juventina ricompare in “zona mista” anche nelle parole del presidente Accornero. Sono interviste frettolose, i protagonisti scappano per godersi un po’ di Pasqua prima del turno infrasettimanale.Per fortuna c’è una partita di hockey la sera… per distrarmi un po’ e sognare un ritorno in A1, ahinoi effimero…

Ecco l’attacco di quello che Danny titola “L’Editoriale di Pasqua”: “Il nostro campionato ha preso una svolta negativa proprio a causa di partite come quella di oggi. A seguito di successi non centrati al “Piola” (per una ragione o per l’altra) contro avversarie ampiamente alla nostra portata come il Genoa visto questo pomeriggio. La salvezza non si conquista per forza negli scontri diretti. E nemmeno con i punti rubati alle grandi che rappresentano solo l’eccezione alla regola. A fine stagione, facendo un po’ di conti, ci mancheranno proprio le vittorie casalinghe contro avversarie di mezza classifica (molte delle quali estremamente fragili proprio fuori casa) come Genoa, Fiorentina, Palermo… Catania, Chievo, Atalanta, Bologna, Cagliari. Soltanto il Parma si è sottratto a questo appello di rimpianti ed occasioni perdute”.

Non c’è tranquillità nemmeno la domenica mattina di Pasqua…

“Jimmy” Fontana, dispiaciuto per un 5,5 francamente immeritato… rifilatogli sul nostro sito da Matteo Francesco Faranna… chiama il Faranna sbagliato, il nostro attuale Direttore… In un certo senso è la piacevole conferma di come i giocatori azzurri leggano (o leggessero) “ForzaNovara”.

Per me c’è anche un ricordo particolarmente dolce alla luce degli ultimi eventi. La Messa di quella domenica festiva a Sant’Agabio è anche l’ultima messa con entrambi i nonni paterni, ancora assieme. Uscendo, mentre dovrei preoccuparmi di evitare che scivolino o inciampino da qualche parte, vengo fermato da più persone che mi chiedono ancora del Novara…

“Ce la facciamo Massimo?”. “ Ma come fai a conoscere tutta questa gente?” mi domanda invece la nonna un po’ perplessa. Evidentemente il Cuore Azzurro batte ancora forte. Nonostante Amauri…

Massimo Barbero

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