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18 settembre 1982: Novara-Pergocrema 3-0

La magica estate 1982 è ormai agli sgoccioli. E’ tempo di indossare il grembiulino blu per affrontare la quinta elementare mentre, non troppo lontano da casa mia, l’ancor ignaro Danny Faranna sta lanciando i suoi primi vagiti.

In 5-6 anni da tifoso juventino ho già vinto quasi tutto: 4 scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa. Manca solo la Coppa Campioni, ma quella arriverà certamente a maggio visto che ai Campioni del Mondo in bianconero (più lo sfortunato Bettega) si sono appena aggiunti Boniek e Platini. Eppoi cosa conta una Coppa Campioni in rapporto all’adrenalina Mundial che abbiamo appena vissuto, in un’Italia prima incredula poi impazzita di gioia.

Ancora non lo posso immaginare, ma sto per relegare in un angolino la passione bianconera per innamorarmi di un’altra squadra, stavolta dalla maglia rigorosamente azzurra.

A dire il vero già nella primavera precedente avevo preso l’abitudine di accompagnare Papà allo stadio, sempre più interessato alla vicende del Novara. Ma il risultato più importante della domenica per me era rimasto quello della Juventus.

Eppure ascoltare Gianni Milanesi per essere aggiornato in tempo reale su quanto stessero facendo gli azzurri fuori casa era già diventata una consuetudine. Eppure conservavo come un prezioso cimelio la maglia numero 2 regalatami da Sergio Elli alla fine di Novara-Pergocrema, ultima di campionato dal sapore platonico.

L’estate però aveva allontanato il momento del grande colpo di fulmine. Avevo saltato le prime gare casalinghe di Coppa Italia per non perdermi nemmeno una delle mie giornate a caccia di rane nell’infinità libertà della campagna. Mi tenevo comunque informato sulle vicende del Novara. Sapevo che aveva ingaggiato quel Giuliano Musiello di cui conservavo la figurina. Ero genuinamente convinto che un giocatore che aveva battuto persino la Juventus di Trapattoni con la maglia della Roma avrebbe fatto certamente sfracelli una volta calato in C2.

Eppoi era arrivato tal Luciano Marchese, doveva essere di sicuro forte visto che proveniva dal vivaio bianconero…

Aspetto la prima di campionato per tornare finalmente allo stadio, ma un giorno mio padre mi gela: “ Non ci possiamo andare, il Novara gioca in casa con il Pergocrema proprio la domenica del battesimo di Cinzia…”. Piccola delusione, ma ovviamente appuntamento irrinunciabile perché Cinzia è la mia adorata cugina, nata qualche giorno dopo la sbornia mondiale di Madrid.

Ed invece ecco dietro l’angolo la bella sorpresa! E’ sempre mio padre a comunicarmela: per la concomitanza con la giornata conclusiva di “Novarissima” (un cartellone di eventi in programma all’epoca alla fine di ogni estate) il Novara ha deciso di anticipare la partita col Pergocrema al sabato.

Dopo il terzo posto finale nel primo campionato di C2 della nostra storia gli azzurri ripartono con i favori del pronostico. Gli stenti delle prime esibizioni in Coppa Italia (3 partite senza gol con la delusione di una sconfitta ad Omegna) sono stati cancellati dagli ultimi 3 successi consecutivi che ci sono valsi la qualificazione a spese del Casale, superato grazie alla differenza reti favorevole.

Su “La Stampa” del sabato mattina Ambiel scrive che Tarantola ha risolto la “grana” del premio promozione: in caso di C1 gli azzurri percepiranno in tutto circa 110 milioni (di lire ovviamente).
Il leggendario Santino non è riuscito però a convincere Butti, centrocampista ex Verbania che militava in B nel Perugia e che chiuderà la carriera, qualche anno dopo, proprio con i biancocerchiati del Lago.

Per farmi contento, prima di andare allo stadio mio padre mi porta anche a fare una veloce pescata di rane. Ricordo l’auto parcheggiata in qualche maniera dalle parti dell’allora discoteca “Piranha”, ranoni che sbucano nelle acque rigeneranti di una fontana e che ci sfuggono con altrettanta celerità.Per le ore 16 siamo ovviamente sui gradoni dei distinti dove picchia un sole cocente che non spaventa di certo un bambino abituato ad ore di pesca tra mare e risaie. Seguo con assoluta devozione quello che fa Flavio Bosetti, di qualche anno più grande, che ai miei occhi sembra già un uomo: si ritempra con una Coca Cola fresca, poi sfoglia con una certa attenzione il “Fedelissimo” che ovviamente non può mancare sugli spalti.

La nostra formazione è Marchese, Elli, Brustia, Casotti, Pari, Serami, Scienza, Spada, Ramella, Luciano Masuero e Musiello. Assimilo facilmente nomi e numeri perché i nuovi da scoprire non sono poi così tanti.Ma non c’è tempo di pensare a niente perché dopo nemmeno 42 secondi siamo già in vantaggio. Ambiel racconta di un pallone rubato da Luciano Masuero che offre a Musiello l’occasione per un gran sinistro al volo ed ovviamente dev’essere stato così. Ma nei miei ricordi c’è invece un irresistibile discesa di Casotti sulla fascia.L’allegria collettiva diventa euforia sugli spalti dove mi incuriosisce uno striscione “ Forza Novara in B si va…”. La C2 viene considerata solo un incidente di passaggio, quasi un trampolino di lancio verso quel ritorno in cadetteria che ci spetta di diritto.

L’immediato vantaggio fa credere a tutti che faremo un solo boccone di questo Pergocrema eppoi di tutte le altre avversarie in campionato. I distinti ormai mi sono diventati famigliari. Ci sono quasi sempre le stesse persone, allo stesso posto. Cassina non ha ancora preso possesso di quello che diverrà per anni il suo regno, ma c’è già Margara ed un signore (un ragazzo) che identificheremo come “il Padovan”.

Musiello ha fatto gol, ma c’è un numero 7 che fa impazzire tifosi sugli spalti ed avversari in campo. Si chiama Fabio Scienza, Papà mi aveva detto che il più forte era lui, ma onestamente non gli avevo creduto granchè. Invece aveva proprio ragione. Mi diverto perché il Novara sembra poter dilagare da un momento all’altro. Il “piccolo” Scienza salta quanto basta per raccogliere un cross di Elli, ma incorna di un soffio sopra la traversa.Nell’intervallo lo speaker Gianni Milanesi richiama l’attenzione su un coppia di tifosi azzurri seduta in tribuna: si sono appena sposati e lei indossa ancora l’abito bianco.

Dopo gli applausi si sprecano le battute: “ Lui aveva scelto di sposarsi di sabato per poter andare allo stadio la domenica ed invece gli hanno anticipato la partita…”.Il secondo tempo però è decisamente meno divertente perché adesso il Pergocrema riesce a rendersi pericoloso. Marchese deve salvare su un tiro del subentrato Ferla, quasi un anticipo dell’incubo che vivremo in un Novara-Derthona di cinque anni dopo. Sull’altro fronte Serami sfiora la traversa dopo un bello scambio con Fabio Scienza.

Al posto di Casotti che ha speso molto entra Scandroglio, appena ritornato in azzurro dopo la brutta storia di Lecco.Quando l’azione si fa concitata tutti si alzano in piedi ed io trattengo il fiato aspettando il boato liberatorio. Che per fortuna arriva verso la mezzora allorchè è Scienza a spingere il pallone in porta dopo cross di Spada e colpo di testa di Musiello con sfera a ballonzolare sulla linea. Qui cominciano le proteste degli ospiti con il primo cartellino giallo rifilato al numero 11 Muiesan che si vede anche annullare un gol per fuorigioco.

In questa occasione a farsi cacciare è il tecnico Pelagalli, l’ex milanista grande amico di Gianni Brera. Poi anche Muiesan viene espulso in occasione del 3-0 per gli azzurri. Lo segna, guarda caso, Scienza che insacca puntualmente su respinta del portiere ospite a ribattere la bordata di Luciano Masuero.Le invettive del pubblico nei confronti dell’allenatore e del giocatore avversario che lasciano il campo “scornati” mi fanno morir dal ridere.

Questa partita d’esordio in campionato ha avuto tutti gli ingredienti per farmi innamorare: tante azioni offensive dei nostri, la giusta dose di strizza nella ripresa poi esorcizzata dai due gol ravvicinati nel finale. Ed infine il vedere il nostro pubblico farsi beffe degli avversari delusi.Ma soprattutto ho trovato un nuovo idolo: si chiama Fabio Scienza, è talmente forte che sono certo che presto lo vedrò in serie A.

ppoi mi viene immediato identificarmi con lui: per la statura e per quella faccia da bambino che nasconde una discreta esperienza già accumulata, anche in C1 nelle file della Biellese.Mi sono divertito tantissimo.

L’adrenalina non scende nemmeno l’indomani al battesimo di Cinzia quando Papà fatica a trattenere la mia irrefrenabile voglia di ripetere davanti a tutti, nonni compresi, le battute e battutacce che ho appena imparato sugli spalti…

Massimo Barbero

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