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domenica 06 ottobre 2019 - 12:00
di Massimo Barbero

Perdere un derby nei minuti di recupero è una mazzata terribile. Ma perderlo così, forse, è pure peggio.

Perché per 96’ abbiamo avuto a portata di mano la possibilità di cancellare quell’avvio da incubo e non siamo riusciti a coglierla. E’ stata una prolungata sofferenza, condivisa con un Grande Cuore Azzurro come Max Brizzi che, come me, non riusciva proprio a stare seduto.

Negli ultimi giorni di mercato ho tifato invano per la cessione di Comi (come Secondo e Varini del resto) perché intuivo che contro di noi sarebbe risultato proprio lui l’elemento più pericoloso. Perché è un attaccante che riesce a fare la differenza solo quando può contare su motivazioni aggiuntive (ricordate nella scorsa stagione il gol all’Arzachena il sabato dopo le parole di mister Grieco?).

In questo senso un derby a Novara dopo qualche settimana ai margini della rosa rappresentava per il figlio d’arte il massimo degli stimoli possibili. La frattura al naso del titolare Cecconi ha fatto il resto, anticipandoci la micidiale “purga” dell’ex.

La Pro Vercelli peraltro non è quella squadra malmessa che molti al di là del Sesia avevano dipinto nel tentativo di rifilarci la sempre scomoda patente di favoriti. L’avevo vista qualche volta su “Eleven” e mi era sembrata una compagine ben costruita, abile nel mettersi corta in campo per difendersi con ordine e ripartire con esterni sempre pericolosi.

Credo che Gilardino sia più allenatore di tanti suoi coetanei altrettanto affermati (da calciatori) che hanno cominciato dalla A ed dalla B accostandosi ad un mestiere difficilissimo con un pizzico di supponenza.

Come quasi tutte le formazioni di questo girone di C probabilmente la Pro è maggiormente a suo agio quando può agire di rimessa rispetto a quando (soprattutto in casa) è chiamata a fare la partita.Ieri purtroppo (per noi) si è trovata subito nella migliore situazione possibile, sulle ali dell’entusiasmo per un vantaggio arrivato dopo nemmeno una quindicina di secondi.

Per un tempo ci abbiamo capito poco. La voglia di recuperarla il più in fretta possibile ci portava a forzare la giocata, ad essere frenetici e poco lucidi nell’impostazione. Eppure abbiamo avuto due grosse opportunità per aggiustarla già nel primo quarto d’ora (com’era accaduto nel 2016 con Corazza dopo il gol dell’ex Scavone).

Grida vendetta quell’errore sottoporta di Schiavi che ha sprecato la palla per rimettere immediatamente le cose a posto e disputare il resto della partita come se nulla fosse successo.Nella ripresa, invece, si è visto un Novara vicino al miglior Novara possibile in un contesto anche emotivamente molto complicato.

Banchieri è stato abile ad operare i cambi giusti. Subito in campo Pablo per non lasciare Bortolussi troppo solo nella morsa vercellese. Poi, quando l’assalto stava perdendo di intensità e lucidità, dentro due uomini freschi sulla destra. E soprattutto Collodel che è stato bravissimo a disputare una partita di cuore e di sostanza, vincendo tanti duelli e servendo diverse palle “giuste” ai compagni.

Ci sono stati due momenti in cui si è avuta davvero la sensazione che il pari potesse arrivare da un momento all’altro: all’inizio del secondo tempo, prima e dopo il legno colpito da Bianchi e poi appena oltre la mezzora quando abbiamo sprecato tante palle interessanti in un’area di rigore intasatissima.

La Pro è stata efficace nello spezzare la nostra pressione con qualche ripartenza pericolosa eppoi sfruttando le immancabili perdite di tempo. Giocando con un 4-4-2 molto offensivo ci sono mancate le sovrapposizioni tra gli esterni che invece gli ospiti hanno sviluppato molto bene, almeno fin quando hanno provato anche a fare gioco.Il calcio non fa sconti.

La truppa di Gilardino a Lecco, Monza e Pontedera aveva raccolto probabilmente meno di quanto avesse meritato ed è venuta a riprendersi proprio da noi ciò che le era sfuggito. Per contro va onestamente riconosciuto che la nostra vittoria sull’Albinoleffe era stata un po’ generosa rispetto all’andamento della gara e la buona sorte (che qualcuno domenica scorsa aveva chiamato improvvidamente troppo presto in causa) ci ha tolto puntualmente nella partita più sentita ciò che forse ci aveva appena concesso.

Stavolta, guarda caso, non ho sentito il presidente Secondo lamentarsi dell’operato di un arbitro che ha contenuto il recupero al di sotto del minimo sindacale e che ha indirizzato la sfida con cartellini ai soli azzurri (ignorando una manata ai danni di Sbraga da espulsione) ma il punto principale è un altro: la Pro ci ha messo una sola azione per segnare, noi invece non ci siamo riusciti in 96’ di gioco (ma quanti minuti effettivi sono stati disputati?) e da questo punto di vista il verdetto del campo, per quanto amarissimo, è ineccepibile.

Non resta che dimenticare al più presto questa brutta serata e ripartire perché la strada è ancora molto, molto, lunga. Dobbiamo farlo con umiltà perché non siamo una squadra da primissimi posti della classifica, ma senza perdere l’entusiasmo e l’unità di intenti che hanno rappresentato le nostre armi in più nel primo mese di campionato.

L’ha capito il pubblico (davvero straordinario ieri) che ha salutato l’uscita dal campo degli azzurri con un prolungato applauso.

Tra la sconfitta targata Morra e quella targata Comi c’è un abisso. Allora non l’avevamo proprio giocata. Ieri abbiamo perso dopo aver lottato fino all’ultimo secondo di recupero.

Per questo, seppur con ancora un po’ di magone da tifoso che non voglio nascondere, dico comunque Grazie a mister Banchieri ed ai giocatori che in campo hanno messo tutta la nostra voglia di vincere…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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