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Mi ricordo quella volta che…
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12 marzo 2016: Pescara-Novara 1-2

Mi ricordo quella volta che… si adegua al momento privo di eventi agonistici e pieno di crescente preoccupazione… per regalare, a chi vorrà mettersi a leggere, la compagnia di qualche vecchia partita che mi ha lasciato emozioni difficili da dimenticare

Si scrive Pescara, ma si legge Lanciano. Per me la prima trasferta in Abruzzo dopo il nostro ritorno in B rappresentava soprattutto l’occasione per fare visita al carissimo Gianluca ed alla sua scatenata banda di amici, tifosissimi rossoneri.

Paolo Molina si era adeguato volentieri alla mia proposta di viaggio: partenza il venerdì mattina in auto in direzione Lanciano, pernottamento, eppoi l’indomani spostamento per la partita a Pescara dove ci avrebbero raggiunto Marco e Danny, in arrivo in treno.

Detto e fatto… ci ritroviamo attorno alle 10 in zona Viale Manzoni dove Paolo aveva un’indifferibile incombenza lavorativa da sbrigare. Il viaggio scorre sereno, con l’onere della telefonata al collega Massimo Profeta che, con la solita gentilezza e impeccabile professionalità, mi gira ogni riferimento utile per il pezzo di presentazione sul Pescara da preparare per il “Corriere”.

Alloggiamo appena dentro Lanciano, in un gran bel posto, teatro abituale dei ritiri delle squadre di calcio. Gianluca ci passa a prendere e ci porta a cena: specialità arrosticini ovviamente!

E’ la mia terza trasferta in loco nel giro di poco più di 3 anni e la compagnia è più numerosa ed affiatata che mai.

Mi siedo a fianco del cugino Alessandro. E’ forse la prima volta che ci vediamo, ma tra noi c’è subito grande feeling e condivisione di passioni comuni. La serata vola via, piacevole ed allegra.

Noi ci siamo guadagnati da tempo la salvezza anticipata ed ora possiamo “liberare i nostri sogni” come dice Baroni. Ed anche il Lanciano va molto più forte adesso che ha in panchina Maragliulo che prima quando aveva D’Aversa tanto che la permanenza in B, nonostante le penalizzazioni in arrivo, non pare un miraggio.

Ci addormentiamo un po’ ebbri, ma soprattutto felici dopo una serata bellissima.L’indomani Gianluca passa a prenderci per farci da Cicerone nel corso di un’escursione per Lanciano.

Io, alla terza visita, ho già imparato ad apprezzare il fascino del posto, per Paolo invece è una piacevole novità. Ci siamo dati appuntamento proprio sotto l’ufficio della presidentessa Valentina Maio ed è struggente ripensare oggi che, nell’attesa di Gianluca, avevamo chiamato Jean Paul per il solito scambio di battute.

Dopo le 11 salutiamo Gianluca per dirigerci alla stazione di Pescara a recuperare i nostri colleghi. Si sprecano gli scherzi sul possibile ritardo del treno che ci permetterebbe di scalzarli nel sempre prestigioso ruolo di radiocronisti principali.

In realtà il treno arriva quasi puntuale e Danny, dopo aver scoperto in viaggio che Marco ha appena cominciato una dieta ferrea che gli farà perdere tantissimi chili in pochi mesi… per la fame accumulata si avventa su un buffet a fianco della stazione.E’ il momento della partita.

Forse la cosa che conta di meno in una due giorni tanto piacevole… Però ad accendere la rivalità ci pensano le battute di alcuni colleghi locali che ci punzecchiano sin dal momento del nostro arrivo, quando cerchiamo semplicemente un posto dove sedersi. Per carità ce l’hanno con Baroni, ex tecnico del Pescara.

Il tono di superiorità con cui ci spiegano quello che funziona e quello che non funziona… comunque suona francamente come poco ospitale. Ci mettiamo nell’angolo più vicino alla curva dove sono sistemati i tifosi azzurri.

Siamo in una cabina allargata (già con aria condizionata accesa) che neutralizza ogni effetto sonoro e sembra di vederla alla tv. Paolo si distrae ascoltando “Tutto il calcio…” all’auricolare.

Il Pescara è una gran bella squadra. Ci sono Torreira, Memushaj, Benali, Caprari, Lapadula… ed in panca Mandragora alle prese con un serio infortunio.

Il Novara risponde con Da Costa tra i pali, Dickmann, Troest, Dell’Orco e Garofalo in difesa, Casarini e Viola a fare da incontrista e play maker con Faragò a destra, Lanzafame rifinitore e Corazza a sinistra con Pablo punta centrale o, se preferite, “falso nueve”. Dopo il cartellino rosso rimediato contro la Ternana Galabinov è stato lasciato in panchina anche una volta scontata la squalifica.

Il Pescara ha subito 11 gol nelle ultime 4 partite. Oddo prova a riassestare la difesa con il lancio di Vitturini ed il debutto di Fornasier, ma non è aria. In apertura Viola impegna Fiorillo da fuori. Poi, sul secondo corner per gli azzurri, la difesa di casa si dimentica Corazza che, liberissimo, incorna il pallone dell’1-0.La reazione della squadra di Oddo però è veemente, forse aiutata da un vento che rende difficile controllare certe traiettorie.

Su un lancio dalle retrovie Lapadula si ritrova a tu per tu con Da Costa che lo ferma in maniera quantomeno rischiosa. Pezzuto lascia correre tra le proteste abruzzesi. Poi il portiere svizzero si riscatta sventando di piede una conclusione di Benali. David nulla può poco prima della mezzora quando Caprari, su punizione, indovina la palombella del pareggio. Prima dell’intervallo c’è ancora un palo esterno di Torreira su palla persa da Casarini. Ma anche un altro buco dei padroni di casa, non sfruttato da Viola che incorna a lato.

Nel frattempo è entrato Evacuo, al posto di Lanzafame, messo kappao da una capocciata.Si va negli spogliatoi con l’impressione che il Pescara possa avere il sopravvento da un momento all’altro. Le paure aumentano vedendo che Torreira alza subito sopra la traversa da buona posizione. E’ invece il Novara a passare: su cross di Garofalo Evacuo approfitta di un liscio di Mazzotta ed uccella Fiorillo in uscita. “ Tutto buono! Tutto buono!” urla al microfono Danny che con occhio allenato ha controllato subito i movimenti dell’assistente.

Adesso la reazione del Pescara è assai disordinata. Oddo risponde all’emergenza difensiva che l’ha privato anche di Coda con l’ingresso di altri due attaccanti esterni quali Acosta e Mitrita con il risultato di imbottigliarsi in un’area di rigore dove gli azzurri la fanno sempre da padrone. Baroni passa insolitamente alla difesa a cinque inserendo anche Mantovani ed arretrando Faragò nel ruolo di terzino nel quale poi farà molta fortuna in serie A.

Il Novara non è abbastanza lucido per colpire ancora in contropiede ed il Pescara qualche occasione nitida per arrivare ad un pareggio (oggettivamente meritato) la crea. Dapprima è Dell’Orco a sfiorare l’autogol in mischia.

Poi Torreira insacca con una spettacolare rovesciata a gioco però già fermo per un fuorigioco millimetrico. L’ultimo vero brivido lo regala Lapadula con una girata che si perde di un soffio sopra la traversa: “Non è lui, non è al meglio, si vede” sentenzia Marco in diretta.

In contropiede Casarini sciupa un paio di occasioni per giungere al raddoppio. Intanto anch’io comincio a pregustare la vittoria ed abbandono l’aplomb sfoggiato sin qui per sbottare per un fallo non fischiato su Pablo. Poi esulto per la notizia del 3-1 del Lanciano a Salerno beccandomi gli scontati “rimbrotti” di un giornalista che mi sta dietro: “ Sei a Pescara, non puoi esultare per un gol del Lanciano, non esiste”.

Poco male… Pablo nasconde palla nei pressi della bandierina, si guadagna un fallo che ci accompagna al fischio finale.Il Novara viaggia ad una media incredibile. Senza la penalizzazione sarebbero 54 sul campo… appena 1 in meno di quelli conquistati dal Novara di Tesser nell’anno della promozione in A. Però adesso è difficile sognare perché Cagliari e Crotone sono avanti anni luce, imprendibili.In sala stampa Baroni evita accuratamente di scivolare nel tranello della polemica: “ Nessuna vendetta, ci mancherebbe. A Pescara ho ancora tanti amici con i quali mi vedrò stasera…”.

Però il tecnico azzurro ci tiene a sottolineare la prestazione dei suoi a fronte di chi parla di un Novara soltanto cinico: “ Abbiamo concesso poco o nulla ai nostri avversari. Siamo riusciti ad essere alti, li abbiamo messi ripetutamente in fuorigioco.

Da Costa ha fatto una sola parata ed abbiamo preso gol soltanto su un magnifico calcio di punizione di Caprari, un giocatore che conosco bene per averlo allenato. Le uniche situazioni pericolose sono scaturite da nostri errori in fase di disimpegno”.

A Pescara invece hanno il dente avvelenato: “siamo stati equilibratissimi – ribatte un po’ infastidito Oddo – Al Novara abbiamo concesso soltanto due cross e sono scaturiti due gol. Non posso rimproverare altro alla mia squadra, specie se ripenso a tutto quello che abbiamo creato”.

“Il Pescara ha giocato a calcio…” sottolinea il presidente Sebastiani, a cui certamente la sconfitta brucia.

In zona mista parlano Evacuo (con dedica alla scuola calcio “Pellegrini” di Boscoreale, vicino a Napoli), Corazza (3 gol nelle ultime 4 partite) e Casarini (che in azzurro non ha ancora segnato). Le interviste si prolungano.

Lasciamo l’Adriatico che sono quasi le 18 e dobbiamo ancora attraversare una bella fetta di stivale prima di arrivare a casa stasera.Io guido per un pezzo di strada, salvo restituire il volante a Paolo quando devo telefonare a Mulas per avere notizie sull’Azzurra. Danny dorme, Marco prova a guardare l’Inter in streaming tra mille difficoltà. Gli sbalzi di temperatura durante la giornate (e sull’auto di Molina) mi fanno avvertire i primi sintomi di un raffreddore incipiente, ma all’epoca, ovviamente non c’era nulla di cui preoccuparsi.

L’indomani però scrivo un attacco di “editoriale” un po’ inacidito da quel benvenuto in sala stampa che onestamente non mi era parso tale:

“Mi vien da dire che mai come stavolta l’andamento del match ha forse accontentato tutti, da una parte e dall’altra… Mi spiegava un giornalista locale prima della gara che a Pescara preferiscono di gran lunga vedere una squadra che gioca bene anche quando il risultato non arriva ad una formazione che vince senza divertire. Tra gli esempi da rimarcare in negativo aveva messo il Cagliari di Rastelli, da oltre un mese con più di un piede in serie A, ma senza mai avere incantato gli esteti… Secondo questa tesi, condivisa da molti in loco, ieri allora gli “dei del pallone” avrebbero allora gratificato i desideri calcistici di ambo le piazze: a Pescara si saranno comunque appagati nel vedere la loro squadra spettacolo, con tante punte e mezze punte in campo per l’assalto finale; noi però ci siamo divertiti almeno in altrettanta misura prendendoci i tre punti… I sacchiani forse inorridiranno, ma prediligo di gran lunga un ritorno a casa come quello di ieri… alle serate vissute dopo le sconfitte di Crotone o Terni quando pure ci eravamo meritati gli applausi degli avversari vincitori”.

Nello sport alla fine ride bene chi ride ultimo… E così a fine di quella stagione saranno Pescara e Salernitana ad esultare e non Novara e Lanciano, sconfitti rispettivamente nei play off e nei play out.

Però il ricordo di quella trasferta in terra abruzzese rimane come uno dei più felici degli ultimi anni per un mix di amicizia, spensierato divertimento, risultati sportivi…

Massimo Barbero

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