Collodel: “Palombo e Rubino mi hanno fatto innamorare…”
venerdì 09 gennaio 2026 - 11:00
Il centrocampista del Novara ha parlato ieri ad “Azzurri in Radio”
A cura di Redazione Forzanovara.net
Il primo “rinforzo” di gennaio ha debuttato domenica scorsa all’U-Power Stadium di Monza. Stiamo parlando ovviamente di Riccardo Collodel, al rientro dopo oltre due mesi e mezzo di assenza per un guaio muscolare:
“Sto bene – ha rassicurato ieri il centrocampista nel corso della trasmissione “Azzurri in Radio” – ho ripreso ormai da un mesetto ed il polpaccio risponde al meglio. Ho già svolto un paio di settimane di lavoro con i compagni e non mi resta che recuperare la condizione ottimale”.
E’ stata una situazione anomala per un giocatore che in carriera ha sempre garantito grande continuità di rendimento, con in mezzo pochissimi stop: “Purtroppo è stata una novità per me. In carriera difficilmente sono stato fermo finora. Soltanto la pubalgia mi aveva bloccato per un mesetto qualche stagione fa. Si impara anche da queste situazioni, anche se è stato difficile star fuori perché non vi ero abituato. Non vedo l’ora di tornare a dare il mio contributo alla squadra”.
Dall’esterno, da primo tifoso dei tuoi compagni, che Novara hai visto? “Un Novara che ha giocato con il cuore ed ha sempre dato il massimo nei 90’ di partita. I risultati evidentemente non sono stati quelli che volevamo, ma non ci sono stati atteggiamenti sbagliati. La brutta sconfitta con l’Ospitaletto è stata anche il frutto di alcune coincidenze per un risultato eccessivo. Ovviamente a gennaio vogliamo invertire la rotta”.
“Ricky” ha sin qui girato diverse piazze nella sua già importante carriera. Tra i suoi trascorsi ci sono anche un paio di campionati di C al Sud, in un contesto ambientale decisamente differente: “Gli stadi del girone C ovviamente sono diversi rispetto a quelli del girone A. Ho trovato spesso ambienti particolarmente calorosi. Ma anche al Nord ho affrontato squadre che avevano un seguito all’altezza del grande calcio”.
A proposito, come è stato giocare a Monza in un impianto praticamente deserto? “Con la voglia che avevo… avrei giocato anche nel parcheggio! Battute a parte, avremmo dovuto concentrarci sugli aspetti positivi. Eravamo in uno stadio che ha appena ospitato la serie A, con un bel campo e strutture superorganizzate. Anche per quello avremmo dovuto trovare le motivazioni per estraniarci da un ambiente soporifero e cercare di fare la partita…”.
Collodel junior è reduce da un campionato nella Casertana dove aveva giocato con continuità: “E’ stata una stagione positiva per me, per il gioco espresso e per la maturità mostrata. Avevamo una nostra identità, un modulo diverso rispetto a quello applicato sin qui a Novara visto che applicavamo il 4-4-2. Qui invece siamo partiti con il rombo a centrocampo per poi passare al 3-5-2, anche a causa di alcune assenze, con il quale all’inizio avevamo ottenuto dei risultati positivi. Al di là dei moduli e delle tattiche, in questa categoria a fare la differenza è la voglia di vincere”.
Quella Casertana ha conquistato la salvezza diretta in extremis, con una vittoria decisiva a Trapani all’ultima giornata? Non vorrete mica farci soffrire ancora così? “Al momento ai play out non ci sto proprio pensando. C’è tempo e modo di risollevarci in classifica. E’ chiaro, abbiamo bisogno di un salto in avanti, di un cambio immediato di rotta per gestire poi il girone di ritorno più serenamente”.
Ripartiamo dall’inizio, da quella passione per il pallone che Riccardo ha avuto sin dalla nascita: “Anche mio padre Mauro ha giocato… per cui una palla in casa c’è sempre stata. Lui allenava alla San Giacomo e mi ha subito portato al campo per poi tesserarmi nonappena ho raggiunto l’età utile. Mi sono velocemente innamorato di questo sport che rappresenta una parte della mia vita. Ricordo il periodo della San Giacomo come spensierato, con tanti amici, anche al di fuori dal calcio”.
Di pari passo è cresciuto anche il tifo per il nostro Novara: “Sono sempre stato un grande tifoso azzurro anche prima di entrare nel settore giovanile. Ho frequentato subito lo stadio. Palombo e Rubino sono stati i primi idoli che mi hanno fatto innamorare di questa maglia. La conquista della serie A ha ovviamente amplificato questa passione, anche se allora non sempre i miei impegni mi consentivano di esserci. Ma non appena potevo… correvo al “Piola”…”.
Nei suoi trascorsi ci sono state anche significative avventure con le nazionali azzurre per un ricordo indelebile: “E’ stata un’esperienza bellissima che ho svolto con grande piacere. E’ il sogno che tutti hanno da bambini e che io ho coronato per un paio di stagioni”.
Il suo primo campionato in C con il Novara è coinciso con il sogno del ritorno in serie B, con Banchieri in panchina, sfumato solo nella semifinale di Reggio Emilia: “Quell’annata è la migliore dimostrazione di quanto sia importante il settore giovanile per le società di questa categoria. Ci siamo tolti enormi soddisfazioni valorizzando i ragazzi che provenivano dal vivaio. Un’avventura da ricordare anche per la grande alchimia con compagni che sento spesso ancora adesso”.
Ma torniamo al presente, ai primi dieci giorni di lavoro con mister Dossena: “E’ un allenatore che spinge tanto sull’aspetto atletico e fisico. L’avevo conosciuto a Ferrara ed il suo metodo è rimasto uguale, lavorare molto intensamente è nel suo stile. E per fortuna qui ha trovato una squadra preparata, già pronta sul piano fisico”.
Quali sono le differenze principali tra i due tecnici che si sono alternati sulla panchina azzurra? “Sono due ottimi allenatori, ma un po’ diversi a livello comunicativo. Entrambi hanno giocato ad altissimi livelli e sanno bene cosa serve per guidare un gruppo sul piano tattico ed umano. Calcisticamente hanno idee differenti, adesso applichiamo un 4-3-3 con altri dettami”.
Come sta vivendo il gruppo questo particolare momento? “C’è entusiasmo, al di là dei risultati. Il cambio in corsa dà sempre una scossa emotiva in più perché si riazzerano gli equilibri per poi ripartire. Veniamo da un punto conquistato a Monza con grande sofferenza quando abbiamo dimostrato di essere una squadra unita e coesa”.
Ed è il momento di pensare all’imminente sfida casalinga con le Dolomiti Bellunesi, una squadra che all’andata, a fine agosto, era parsa ampiamente alla nostra portata, ma che attualmente ci precede in classifica: “Quella partita è una delle tante che abbiamo terminato non senza rimpianti perché sul campo avevamo dimostrato di poter conquistare qualcosa di più del pareggio finale. Detto questo, affrontiamo un avversario con dei valori importanti, che dobbiamo studiare il meglio possibile per arrivare preparati domenica”. |