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L'intervista ad Elizeu Juliano Vicentini
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giovedì 24 marzo 2011 - 15:57
di Alberto Battimo

Avere una maturità calcistica significa non solo possedere qualità tecniche ma anche essere parte integrante del gruppo. Sempre disponibile dentro e fuori del campo e riconoscente alla società per aver creduto in lui anche dopo un importante infortunio. Adesso è pronto a dire la sua con la maglia Azzurra. Lui è... Juliano Vicentini.

Contro il Vicenza è giunta una sconfitta immeritata. La rete subita con un’evidente carica su Ujkani non ci ha permesso di uscire indenni dal “Menti”. Come giudichi l’azione della loro rete ? E la prestazione del Novara nell’arco dei novanta minuti ?
Penso che per tutti sia stato più che evidente il fallo... clamoroso il non aver fischiato la carica su Samir. Abbiamo protestato con l'arbitro per evidenziargli questa irregolarità, ma alla fine non ha cambiato la sua idea. Strano perché tutto lo stadio ha notato il fallo e diventa difficile trovare una spiegazione logica a questa decisione: l'unica soluzione sarebbe quella di chiedere direttamente all'arbitro il suo pensiero, perché solo lui potrebbe spiegarcela. Peccato... abbiamo perso e potevamo portare a casa almeno un punticino per la classifica molto importante.
Siamo anche consapevoli di non aver fatto una bella gara. Purtroppo non siamo stati noi, soprattutto per quanto riguarda la brillantezza. Come ho detto prima però, anche se questa era la nostra condizione, non meritavamo di perdere ”
.

La prossima avversaria sarà l’Albinoleffe. I nostri avversari, nel girone di ritorno, hanno fatto gli stessi nostri punti (13) e non vincono in casa da un mese (2-1 contro il Padova). Quali altre insidie può nascondere una squadra allenata da mister Mondonico, abile sotto l’aspetto tattico e tecnico ?
“ Per prima cosa bisogna avere rispetto dell'avversario che andremo ad affrontare: giocheranno in casa e come tutte le squadre di questo campionato non bisognerà sottovalutarli; saranno pronti a castigarci subito.
Dobbiamo scendere in campo così, con questa mentalità, ma consapevoli dei nostri mezzi e dei nostri valori, con l'obiettivo di portare a casa l'intera posta in palio. Ci stiamo allenando bene, seguendo il solito schema standard impostato dallo staff di mister Tesser. A partire da oggi
(N.d.R. giovedì) ci concentreremo in particolare sulla squadra di mister Mondonico, cercando di trovare le giuste mosse per scardinare il loro modulo e tipo di gioco. Quando poi andremo in ritiro studieremo l'avversario con dei video, in modo da trovare insieme i punti deboli dei bergamaschi ”
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E il Novara come sta ? Noti qualche cambiamento all’interno dello spogliatoio da quando sei tornato ?
Assolutamente nessun cambiamento. L'ambiente è perfetto: il migliore possibile ! E' difficile trovare un clima così all'interno di una squadra di calcio: siamo diventati tutti amici, bene o male ci conosciamo tutti e si vive tutto in tranquillità. Si prova veramente un grande piacere alzarsi la mattina e andare all'allenamento con un ambiente di questo tipo.
Il fatto che non arrivino i risultati sperati non destabilizza lo spogliatoio: certo, siamo tutti arrabbiati, ma non tra di noi, perché siamo tutti consapevoli che diamo il massimo durante la settimana anche se, da qualche tempo, non riusciamo a raggiungere la vittoria. Importante avere la testa libera e tranquilla altrimenti si farà ancora più fatica a vincere ”


Nella tua carriera hai conquistato una Coppa Libertadores nel 1999 con la maglia del Palmeiras ed una promozione con la maglia del Novara Calcio l’anno scorso in serie B che tutti noi ricordiamo benissimo. Che emozioni hai provato nel raggiungere questi due obiettivi ? In quale ti sei sentito più coinvolto ?
I due traguardi raggiunti sono stati molto importanti: ciascuno mi ha regalato delle bellissime emozioni che descrivere diventa impossibile... sono emozioni che si capiscono solo quando si provano sulla propria pelle. Vincere la Coppa Libertadores non è facile: è l'equivalente della Champion's League in Europa quindi si può immaginare cosa si prova nel vincere questo trofeo
La promozione in serie B con il Novara è un'altra grandissima emozione: aver contribuito alla vittoria del campionato di Lega Pro, dopo un purgatorio durato 33 anni, ti trasmette grande gioia e felicità. Mi ricordo che all'inizio mi schieravo davanti alla difesa, anche se il ruolo che preferisco di più è l'interno di centrocampo o trequartista, però credo di essermi comportato abbastanza bene. Mi metto sempre a disposizione della squadra e del mister: alla fine la decisione finale spetta all'allenatore e mi adeguerò a qualsiasi sua decisione.
Per rispondere in maniera più precisa alla tua domanda, mi sento coinvolto in tutti e due i trofei allo stesso modo. Quando ho vinto la Libertadores ero ancora giovane e ho disputato solo alcune partite. Stessa cosa possiamo dire con il Novara: ero partito bene poi sono subentrati degli infortuni che mi hanno impedito di scendere in campo. Quando poi sono guarito, ormai, la squadra aveva trovato gli equilibri giusti ed in quel momento è stato corretto rimettermi in gioco cercando di aspettare il mio turno. Quando ho giocato ho dato sempre il massimo, il mio contributo c'è sempre stato e quindi sento pienamente queste vittorie anche mie ”


Hai giocato soprattutto in Brasile ma hai anche esperienze in Portogallo, con la maglia del Maritimo e altrove in  Italia, Lecce e Pisa prima di arrivare a Novara. In quale campionato ti senti più a tuo agio date le tue doti calcistiche ? Vorresti chiudere la carriera in Brasile ?
È chiaro per esempio che il campionato brasiliano è diverso da quello italiano. In Brasile c'è più “libertà” di gioco: è presente anche la tattica ma mentre per noi non è basilare, ci si sofferma molto invece su questo aspetto in Italia. In Portogallo ho giocato poco e non mi sono trovato bene e ho avuto delle difficoltà sia durante il campionato che nei rapporti con la società: è stato un momento negativo che non mi fa piacere ricordare. In questo momento mi sento più a mio agio in Italia perché sono riuscito ad adattarmi velocemente e riesco ad esprimere le mie qualità.
La mia intenzione è quella di rimanere ancora per tanti anni in Italia, però ho la volontà di chiudere la mia carriera giocando gli ultimi anni in Brasile. È ancora presto per parlarne, è un pensiero che non ho assolutamente in testa seriamente in questo momento ”
.

La stagione scorsa hai rescisso il contratto per problemi fisici, poi a gennaio di quest’anno hai effettuato un “provino” a Novara e mister Tesser ti ha di nuovo coinvolto insieme a noi per nuovi obiettivi. Ci spieghi com’è nato il tutto ? Non credi che la scelta di riportarti in rosa non dipenda solo dal fatto che sei guarito fisicamente ?
Quando mi sono fatto male ad agosto, alla fine del ritiro, abbiamo trovato un'intesa sulla rescissione del contratto e la società mi ha dato via libera di andare in Brasile a riprendermi al meglio e a mettere la testa a posto, perché l'infortunio mi aveva scosso abbastanza ed era un periodo durante il quale ero nervoso e molto giù di morale. Il direttore mi ha sempre lasciato la porta aperta, garantendomi che nel momento in cui avessi ritenuto di essere pronto a tornare, sarebbe bastato avvisarlo e lui mi avrebbe fatto rientrare in squadra. Infatti ho fatto proprio così: sono andato in Brasile a raggiungere i miei genitori, che mi hanno dato una mano importante per riprendermi al più presto e dopo un' ulteriore chiaccherata con il direttore, sono tornato a Novara. Mi sono allenato insieme alla squadra ed alla fine la società mi ha riproposto il contratto che avevo prima con scadenza a giugno. Sono molto contento che il tutto sia andato a lieto fine: a dirti la verità abbiamo solo ufficializzato il nostro rapporto perché io non mi sono mai sentito fuori da questa squadra, da questo gruppo, da questa società e città. Un sentimento che ho sempre provato e sono molto felice di averlo reso ufficiale.
Volevo sottolineare anche un'altra cosa che tu hai fatto benissimo a chiedermi: al mio ritorno, sia il direttore che il mister mi hanno voluto anche evidenziare che la loro scelta di rimettermi in squadra non era solo dovuta dal fatto di essere guarito fisicamente, ma anche perché contavano su di me, sulle mie capacità e quindi non hanno avuto dubbi nel riprendermi. Adesso sono a completa disposizione del “Comandante”, poi se gioco o meno è una decisione che deve prendere solo lui. Il mio impegno ci sarà sempre ”
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Il fatto che il mister ti convochi, ma che ancora non sei sceso in campo con la maglia Azzurra, ti pesa o sei consapevole che arriverà anche il tuo momento ?
Io sto lavorando aspettando il mio momento. Spero di avere almeno un'occasione e quando succederà sarà mio compito farmi trovare pronto a sfruttare questa possibilità, dando un contributo positivo alla squadra. Uno dei nostri punti di forza è proprio questo: anche chi va in tribuna o non gioca si allena sempre bene ed 100%. Questo è il nostro segreto perché nessuno ha intenzione di mollare. Non è una cosa da sottovalutare: il fatto che tutti si impegnino porta a migliorare sempre più la squadra facendole solo del bene ”

Sei stato impiegato, qualche settimana fa, da mister Gattuso nel Novara Primavera contro la Juventus, contribuendo alla vittoria grazie anche ad una tua rete. Che opinione ti sei fatto sulle giovanili ? Hai notato qualche promessa per il futuro tra i ragazzi della Primavera ?
Ci troviamo molto bene con i ragazzi della Pimavera. Ogni tanto vengono ad allenarsi insieme a noi e sono ragazzi con delle potenzialità incredibili. Sono ancora giovani e devono ancora crescere maturando, ma vedo in loro grandi potenzialità.
Ci sono tanti ragazzi che promettono bene per il futuro: mi vengono in mente Asiedu, che è molto bravo tecnicamente oltre che veloce, poi anche Beltrame ha grandi qualità. E' una squadra molto promettente e tutti potranno diventare importanti per il futuro ”
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Il calcio italiano, rispetto agli altri Paesi, è molto attratto dai talenti dei paesi dell’America Meridionale, soprattutto nei campionato brasiliano ed argentino. Affermare che i maggiori talenti si trovino in questi paesi secondo te è una “leggenda” ancora valida oppure è proprio un dato di fatto ?
Beh... in paesi come Brasile e Argentina i talenti nascono come funghi perché da noi il primo regalo che il padre fa al proprio figlio è un pallone. Abbiamo questa fortuna di far crescere tanti campioni, ma in giro per il mondo ci sono sicuramente altri talenti. Non so neanche io dare una spiegazione sul fatto che gli osservatori partono dai Paesi sudamericani per cercare i fenomeni ”.

Un messaggio per i tifosi… devo solo ringraziare i nostri tifosi che ci sostengono alla grande, sempre e ovunque.  Mi raccomando: continuate così che ci date una mano importante; ancor di più quando ne sorgono le necessità. Tutto riassunto in una sola parola: GRAZIE ” !!!

Grazie ad Elizeu Juliano Vicentini per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all'Ufficio Stampa del Novara Calcio per la concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

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