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Storie di ex.....Tiziano Polenghi
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lunedì 26 settembre 2011 - 20:25
di Massimo Barbero

C’è “un Atalanta” che viaggia a mille anche in prima divisione… E’ la Cremonese che come i nerazzurri è scattata al via del campionato con un pesante -6, ma si è subito scrollata di dosso le paure con quattro vittorie consecutive, l’ultima delle quali domenica nel derby di Piacenza (3-1). Perché ci interessano tanto le sorti dei grigiorossi,  nostri principali rivali in Lega Pro due stagioni fa? Perché nelle loro fila gioca Tiziano Polenghi, al secolo il “Pole”. Oggi (lunedì 26) compie gli anni ed abbiamo deciso di anticipare la rubrica “storie di ex” proprio per tributargli il regalo dell’ennesima testimonianza d’affetto da parte dei tifosi azzurri.

Dopo sei anni e mezzo di grande calcio è tornato nella categoria in cui militava quando Resta lo girò ad una Salernitana sull’orlo del fallimento. La sua ultima partita in C1 era stata un Novara-Pistoiese 1-0 giocata il 16 gennaio 2005. E’ tornato nel purgatorio calcistico ad Andria, due settimane fa, proprio nello stadio dove aveva colto la sua ultima vittoria esterna in terza serie con gli azzurri di Venturini il 31 ottobre 2005: “Mi è dispiaciuto lasciare la serie B – ammette – ma ero stanco di aspettare. Volevo riprendere a giocare prima possibile. Ed ho accettato le proposte di una società ambiziosa che mi auguro possa ripetere, almeno in parte, la scalata del Novara…”

Già, il Novara. Qualcuno aveva sognato addirittura un ritorno del “Pole” in maglia azzurra. Sin dall’era Sensibile, suo compagno di squadra a Castel di Sangro: “In effetti qualche contatto quest’estate c’è stato – svela il difensore di Vizzolo Predabissi – ma non se n’è fatto niente, la società ha fatto altre scelte. Per me sarebbe stato un sogno, la degna chiusura di un cerchio iniziato oltre dieci anni fa. Vorrà dire che tornerò a Novara da allenatore, un giorno…”.

Martedì scorso ha seguito in tv l’incredibile sfida contro la “sua” Inter: “Avevo telefonato a “Paolino” Morganti, mi sarebbe piaciuto esserci. Ed invece l’ho vista dal ritiro perché il giorno dopo scendevamo in campo contro la Carrarese. Il Novara mi ha fatto una grandissima impressione, ha giocato benissimo contro i  nerazzurri. A Bergamo è andata male, ma è stata una domenica no per diverse terne arbitrali”.

L’emozione più grande però è stata quella di ammirare, ampliato e comunque pienissimo, quel “Piola” che lui aveva visto troppe volte deserto: “E’ vero, ho provato un grande brivido ed un enorme piacere. Non dimentico quella domenica contro il Legnano con la bara al centro della curva. E’ bellissimo vedere ora uno stadio stracolmo”.

La serie A però non fa sconti. Lo sa bene Polenghi che l’ha vissuta per due volte con la maglia del Lecce:  All’inizio – conferma-  c’è un innegabile divario tra le neopromosse e le società che militano nella massima serie da qualche stagione. Il salto è indubbiamente impegnativo. Nel complesso però mi pare che il Novara si sia adattato bene alla nuova realtà. Soltanto nei primi minuti con il Chievo ha avuto qualche imbarazzo”.

Tutto è cominciato dalla… sua testa. Chissà dove sarebbero ora i vessilli azzurri senza i due gol nei play out con il Fiorenzuola di dieci anni fa: “Mi ha fatto molto piacere che il presidente Accornero li abbia ricordati in una recente intervista. Non so quale sarebbe stato il destino del Novara senza quelle reti, probabilmente difficile. Quel che è certo che la mia carriera non sarebbe stata altrettanto brillante dopo l’onta di una retrocessione tra i dilettanti…”.

Il popolo azzurro lo sa e gli ha tributato un commovente applauso all’uscita dal campo nel Novara-Sassuolo dello scorso marzo. Malgrado il punteggio fosse ancora fermo sullo 0-0 a pochi minuti dalla fine: “E’ stata una prova d’amore forse inaspettata. Almeno in un momento del genere in cui ero soprattutto un avversario. Mi sono emozionato. E si è commossa anche mia moglie che era in tribuna”.

Ma veniamo alla Cremonese. Dopo anni di grossi nomi e risultati altalenanti la squadra grigiorossa sta ottenendo risultati con una continuità che da tempo non aveva: “Non so cosa sia successo gli anni scorsi, quando seguivo le vicende della squadra solo dai giornali. Credo che per questo campionato la società abbia puntato su giocatori in grado di garantire grande affidabilità dal punto di vista umano, pronti a sposare in toto la causa del club. Purtroppo temo che la penalizzazione sia destinata a farsi sentire, almeno quando arriveranno gli inevitabili momenti di difficoltà”.

Per adesso Tiziano gioca a sprazzi. Spesso mister Brevi lo inserisce a gara in corso per proteggere un risultato favorevole: “Ho cominciato ad allenarmi con i compagni solo ai primi di settembre. Per questo avevamo impostato un programma di recupero che mi permettesse di tornare in campo a fine mese. Sono entrato prima a causa di qualche squalifica di troppo ed ora mi sto rimettendo al passo con gli altri”.

Le ultime parole sono del “Pole”. Un pensiero degno di un grande uomo: “Saluto i tifosi azzurri. Hanno raggiunto un obiettivo che soltanto dieci anni fa era impensabile. Il merito è della squadra e della società. Ma anche della gente che non ha mai smesso di seguire il Novara. Ora devono restare vicini più che mai ai giocatori perché il raggiungimento della salvezza farebbe da preludio a traguardi ancora più importanti vista la solidità dell’attuale proprietà…” Non serve aggiungere altro… Buon compleanno Pole!!!

Massimo Barbero

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