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a firma di Massimo Barbero

I 90 minuti di Bolzano rappresentano, nel loro piccolo, l’emblema più fedele della stagione azzurra… Abbiamo dominato il campo per quasi tutta la gara, ma se guardiamo con obiettività alle occasioni avute il Sudtirol può recriminare almeno quanto noi per l’1-1 finale. E ciò alla luce dei due pali colpiti, delle grandi parate di Tozzo e dell’occasione divorata da Fischnaller sull’1-0. L’Alessandria ha vinto al “Druso” con un autogol ed un tiro in porta. A noi ad un certo punto sembrava che non sarebbero state sufficienti nemmeno dieci opportunità da rete… per portare a casa il punticino… Perché le nostre prestazioni sono minate ogni volta da una serie di errori, ingenuità, nefandezze che una grande squadra (se tale) non dovrebbe mai commettere.

Un destino curioso ha portato uno sparuto gruppo di vercellesi a soffrire per la Pro a Perugia proprio nel pomeriggio del 14 marzo che ci rimanda ad uno dei ricordi più belli del nostro viaggio ormai ultratrentennale al seguito del Novara. Il 14 marzo del 2010 espugnammo (2-0) il “Curi” con le reti di Bertani e Gonzalez grazie ad una prestazione “da capolista”: rischiando pochissimo, spaventando i padroni di casa quand’era necessario farlo, colpendo inesorabilmente (dopo un clamoroso palo di Bertani) nel momento topico della gara. Non eravamo una squadra di marziani giunti da un’altra categoria, ma semplicemente una formazione capace di capitalizzare al meglio ogni situazione, vincente di testa ancora prima che di gambe.

Il brutto momento attuale della Ternana dell’amico Tesser ci aiuta a rievocare questo precedente senza vivere sempre aggrappati ai ricordi. Non esistono allenatori perfetti, né immuni a momenti difficili. A fare la differenza è la capacità (anche di società ed ambiente) di gestire con equilibrio le situazioni più delicate.

Francamente non capisco il “processo” a Toscano dopo l’1-1 di ieri sera. L’avrei compreso di più a cavallo di Natale quando la formazione azzurra si era adagiata troppo presto al nulla di fatto di Arezzo ed all’1-1 di Salò. E quando lo scivolone interno con il Lumezzane (pur maturato in circostanze molto particolari) era stato, per così dire “annunciato”, dalle sofferte vittorie interne con Mantova e Pordenone. Allora la nostra era una squadra che dava l’impressione di accontentarsi del minimo sindacale, che lucrava sul golletto di vantaggio, con il rischio di trasformare una supremazia evidente su certe avversarie in vittorie (o pareggi) sin troppo risicate in rapporto al valore delle forze viste in campo. Con il pericolo di naufragare clamorosamente alla prima contrarietà, come è avvenuto proprio con la truppa di Braghin.

Allora sì che c’era il tempo di correggere la rotta, di cambiare qualcosa (o addirittura anche molto) grazie al mercato di gennaio. Adesso anche solo ipotizzare un “ribaltone” nella guida tecnica (come filtra da qualche messaggio) è una semplice follia calcistica (come quella del Varese che ha ingaggiato Dionigi per… una settimana) pure dal punto di vista economico.

Il Novara è questo, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Ed io me lo tengo bene stretto, nonostante tutto. Anche ieri (sull’1-0) a Bolzano ho sentito due signori commentare tra loro: “Questa è la squadra più forte del campionato”. Per fare in modo che i pregi prevalgano sui difetti occorrono unità d’intenti, condizione atletica (e mi sembra che su questo punto siamo messi bene) la disponibilità dell’intero organico a nostra disposizione. Non a caso la brutta serata della nostra retroguardia è maturata in un contesto in cui eravamo privi di Martinelli e Freddi, ovvero due titolari su tre del periodo migliore della nostra difesa.

Al Toscano di Bolzano rimprovero soltanto l’esclusione iniziale di Gonzalez dall’undici titolare. Per me Pablo dovrebbe sempre partire dall’inizio. A volte sbaglia in maniera clamorosa, è arruffone, ma è un giocatore che da solo è capace di tenere in apprensione almeno due difensori avversari. Da un momento all’altro può estrarre la giocata vincente ed anche quando ciò non accade… chi gli sta di fronte sa che non può più permettersi certe licenze…

Non tutte le scelte di un allenatore possono essere vincenti e quella di partire con Della Rocca-Corazza dal primo minuto non lo è stata. Ma non è stata certo questa la ragione della nostra “non vittoria” perché la panchina ha rimediato per tempo. Ed adesso, dopo il buon secondo tempo, sappiamo di poter contare anche su un Luigi Della Rocca che non è più soltanto il quarto elemento di un reparto di prim’ordine, ma un alternativa come le altre su cui può contare il Novara in un momento molto delicato.

Mi arrabbio solo quando giochiamo con il freno a mano tirato... Mi sarei seccato se fossimo andati a Bolzano con l’intento evidente di portare a casa un punticino. Invece stavolta Toscano le ha provate tutte per vincere con il rischio di venire impallinato in contropiede (e dall’opinione pubblica) da una squadra dotata di buone qualità tecniche e vocazione a giocare comunque la palla in maniera propositiva. Il risultato brucia, ma non ci sono rimpianti per il nostro atteggiamento. Dal 15’ della ripresa in poi sembrava che il gol del Novara dovesse arrivare da un momento all’altro. Poche altre volte ho avuto una sensazione del genere, soprattutto in trasferta. Le uniche recriminazioni sono per i nostri errori in difesa ed in attacco, ma obiettivamente stavolta ci abbiamo sempre provato. Anche sull’1-1 e fino alla fine. Guardando la cosa dal punto di vista matematico… non sarà certo il Sudtirol a fare la differenza nella corsa al primato: contro gli altoatesini abbiamo raccolto 4 punti esattamente come i grigi ed il Bassano. Ed il Pavia vincendo il ritorno potrà al massimo eguagliare le rivali.

Come la scorsa settimana ho atteso la fine delle partite di Alessandria e Pavia prima di inviare l’editoriale e stavolta i minuti di recupero ci hanno portato fortuna. La difesa di D’Angelo che ha retto a Pavia giocando per un tempo in dieci… si è fatta infilare in maniera incredibile dall’Albinoleffe malgrado fosse diligentemente schierata in una delle ultime azioni del match. E’ l’ennesima conferma che nel calcio non ci sono certezze e che molto spesso sono gli episodi a determinare i nostri teoremi e non il contrario. La situazione (al netto di vicende giudiziarie e gare da ripetere) è la stessa di sabato scorso a quest’ora. Ed adesso i grigi saranno attesi da due trasferte consecutive e la compagine di Maspero addirittura da tre viaggi di fila lontano dal “Fortunati”. E’ una lunga battaglia di nervi che le vicende extrasportive contribuiscono a rendere ancora più delicata. Voglia di vincere in campo ed ottimismo fuori devono essere le nostre armi in più da qui alla fine della stagione, qualunque cosa accada. L’importante è crederci sempre e non mollare mai… come ha fatto la squadra a Bolzano e come hanno fatto i tifosi presenti al “Druso” malgrado gli orari impossibili dell’ennesima trasferta infrasettimanale.

Non so cosa ne pensiate voi… ma io credo che… se ce la dovessimo fare… in una maniera o nell’altra… questo diventerebbe il successo più bello e goduto della nostra storia recente… per le traversie che lo stanno accompagnando… Dalla “cacca” che abbiamo mangiato durante il passato campionato a quella che ci ha fatto digerire il palazzo lo scorso agosto quando la B sembrava una certezza… a tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato e stiamo incontrando in questo lungo cammino… Se tagliassimo davvero questo traguardo… sarebbe la vittoria di un campionato che ne vale tre… per quello che abbiamo vissuto in questi mesi… Dunque vale la pena di provarci tutti assieme, fino in fondo. 

E soffrire in ogni caso fino alla fine… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

 

 

 

 

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