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23° puntata: 22 gennaio 2012 Novara-Milan 0-3

Il Novara esce, ancora una volta, a testa alta dalla “scala del calcio. La “rivincita” è in programma tra soli tre giorni al “Piola”.

Questa è la frase con cui avevo chiuso l’articolo da San Siro la sera del match di Coppa facendo arrabbiare l’amico Peo che mi aveva lanciato uno dei suoi soliti improperi… La tesi dell’illustre Dottore era che non ci potesse essere partita tra Milan e Novara. E dunque nemmeno rivincita… In realtà la chiusura del pezzo l’avevo impostata ben prima del pari di Radovanovic e dei supplementari griffati Pato (gol decisivo in fuorigioco). Un piccolo trucco per guadagnare qualche riga… visti i tempi drammatici di chiusura del giornale (si era giocato alle 21 di mercoledì con supplementari in coda!).

Carlo Pellegatti, storica voce rossonera, in “zona mista” mi aveva fatto notare... che forse per la prima volta aveva corso il rischio di vedere una partita del Milan finire… dopo la mezzanotte. In quel frangente mi aveva chiesto consiglio su come far entrare nella “Tribuna Stampa” del “Piola” il figlio, tifoso milanista sfegatato. Gli avevo fornito il contato giusto e Pellegatti junior avrebbe assistito a Novara-Milan di campionato, accanto a papà.

A non trovare posto in Tribuna al “Piola” era stato invece il mio amico di sempre Bicio. Gli avevo consigliato di prenotare i biglietti nella banca dove il padre era correntista da anni ma… zac… alle 8.31 del primo giorno di prevendita i tagliandi più cari risultavano già tutti venduti, almeno al terminale. L’Itaglia si dimostra sempre il paese degli amici degli amici… Un grosso peccato perché il 21 gennaio, vigilia della partita, è anche il giorno del compleanno di Bicio. Un compleanno da festeggiare con aperitivo, cena e dopocena.

E stavolta con un diversivo… la rissa!!! Di tanto in tanto quando lo vedevo un po’ tranquillo… quella sera partivo a tirargli un paio di sberle o uno spintone, simulando incidenti pre Novara-Milan e suscitando ovviamente la sua reazione altrettanto violenta… tra i rimbrotti (ad entrambi) della paziente moglie Betty: “Bambini!!! Buoni!!!”.

L’ultimo turno del girone d’andata si era aperto per noi nel migliore dei modi… Con un netto 5-1 della Roma sul Cesena spianato da un 3-0 nei primi 9’ di gioco… a far precipitare di colpo l’autostima dei romagnoli dopo la facile vittoria sul Novara.

Con il Milan anche per noi sarà dura, durissima. Mancano Paci e Dellafiore squalificato e Ludi ormai prossimo all’operazione. Non c’è nemmeno Radovanovic, il goleador di San Siro, bloccato da un attacco febbrile. Evidentemente il gelo del mercoledì sera ha fatto danni. Tra i rossoneri non c’è Pato, alle prese con uno dei tanti guai muscolari… del periodo con Barbara.

Tesser vara un 5-3-2 che anticipa di qualche settimana lo schieramento prediletto dell’era Mondonico con Garcia rilanciato come centrale e Pesce in mezzo al campo a far da play maker. E’ una splendida giornata di sole, degna cornice di un San Gaudenzio da sogno, con Ibra nel nostro stadio. E non per una delle tante passerelle che avevano portato nella città del nostro Santo Patrono la Juve di Causio e Bettega, eppoi quella di Rossi, Platini e Laudrup.

Stavolta è una partita di campionato! “Un grande regalo che questa società ha fatto alla città…” sottolinea Renato Ambiel al microfono di Danny Faranna che intervista anche il sempre simpatico Nicola Cecere che lo rincuora sulle speranze salvezza degli azzurri. La tribuna stampa è gremitissima. Saluto Carlo Pellegatti che è già in trance agonistica ed accenna a malapena una risposta.

Lo juventinissimo Fabrizio Gigo invece dovrà sorbirsi per un’ora e mezza le urla di Suma, piazzato proprio al suo fianco.Ricordo un San Gaudenzio del 1986 nel quale il Milan di Liedholm si era presentato a Novara imbottito di riserve poco conosciute e Primavera. “Se non giocano oggi quando li faccio giocare…” aveva spiegato il Barone, ma la società di Nicolazzi aveva risarcito i tifosi presenti omaggiandoli di un biglietto per la successiva gara casalinga di campionato.Stavolta è partita vera ed al microfono, con Paolo Molina al fianco rievoco le sconfitte di Allegri da allenatore al “Piola”: con il Grosseto nel pomeriggio del suo esonero e con il Sassuolo nel giorno della festa promozione  dei neroverdi.Oggi invece il confronto è davvero impari perché il Milan ha 3-4 giocatori in grado di risolvere la partita in qualsiasi momento. Anche senza bisogno di forzare il ritmo, come è nelle caratteristiche delle squadre di Allegri che di solito partono impostando gare di attesa.

Il Novara ovviamente dà tutto quello che ha: gli azzurri, pressano, raddoppiano, scalano. Difficile chiedere di più agli uomini di Tesser contro la squadra più forte del campionato (anche se poi lo scudetto lo vincerà una Juve caricata a mille da Conte).Ujkani prova a rovinare quella che sarà la grande giornata di Ibra. Gli nega il gol su un paio di calci piazzati (sul primo Robinho spreca malamente sulla ribattuta) eppoi sventa una conclusione dalla distanza dello stesso Zlatan. Anche Mexes e Nocerino vanno al tiro pericolosamente, ma l’occasione più nitida capita a Thiago Silva che incorna a colpo sicuro trovando addirittura Caracciolo a negargli un gol fatto proprio sotto la Nord. Anche il duello tra i due è impari: l’Airone si sbatte, corre, scatta, ma il brasiliano recupera e chiude ogni volta, con una facilità disarmante.Si va al riposo sullo 0-0 e con l’illusione di poter finalmente centrare il primo punto nel 2012 nell’occasione meno sperata. Lo teme evidentemente anche Allegri che “molla gli ormeggi”: fuori Antonini e dentro El Shaarawy con Emanuelson che retrocede a terzino sinistro. Eppure la prima occasione della ripresa è per il Novara: Rigoni va via in contropiede ed allarga per Caracciolo che prova a mettere la palla nell’angolino, Amelia ci arriva con la punta delle dita.Ora si soffre, il tridente del Milan fa paura. La mia voce al microfono si fa più affannata.  Paolo prova a rincuorarmi dicendo che il Novara potrebbe eguagliare il Treviso, una delle poche squadre a cui Ibra non è riuscito a fare gol nella nostra serie A. Io gli ricordo dell’uscita polemica di Zlatan al “Tenni” dopo la sostituzione da parte di Capello e Paolo mi rinfaccia, a buon diritto, il mio essere juventino. Errore di entrambi… mai svegliare l’Ibra che dorme (ma poi nemmeno tanto dorme…).

Dapprima El Shaarawy si divora una bella occasione per il vantaggio. Poi proprio Ibra non sbaglia, sfruttando un corridoio precisissimo di Ambrosini.  Il Novara ha resistito per 56 minuti… ma era impensabile non prendere gol contro questo Milan.Tesser non indugia ed inserisce subito Marianini e Rubino al posto di Pesce e Garcia. Poi sconfessa un po’ la sua prima scelta immettendo, dopo soli sette minuti, Jensen per Mascara. E’ un momento difficile anche per il Komandante, costretto per la prima volta a lavorare con sotto la pressione dei risultati che non vengono. In realtà è inimmaginabile sperare di potersela giocare con questo Milan. Adesso bisogna solo tenere lo 0-1 fino ai dieci minuti finali nei quali potrebbe invece succedere di tutto…

El Shaarawy ci grazia un’altra volta: aggira anche Ujkani, ma conclude sull’esterno della rete. Il raddoppio però è nell’aria e matura nella maniera più beffarda: Nocerino controlla con il braccio palesemente largo in piena area di rigore, è fallo per tutti tranne per De Marco che lascia giocare. L’esitazione nelle proteste è fatale agli azzurri che si fanno sorprendere dall’inserimento vincente di Robinho. “E noi vi abbiamo fatto il 2-0!!! E noi vi abbiamo fatto il 2-0!!!!” canticchia Mauro Suma al microfono.La rabbia del “Piola” esplode pochi secondi dopo quando Caracciolo, lanciato verso la porta rossonera, viene fermato per un fuorigioco inesistente. Poi è l’Airone a mangiarsi l’occasione per il 2-1. L’ex Foschi, inviato da Di Carlo ad osservare gli azzurri, chiude il taccuino, non c’è più nulla da vedere Sembra finita ed invece proprio allo scadere Ibra fa tris con una magia che ricorda il colpo con cui eliminò l’Italia di Trapattoni dall’Europeo del celebre “biscotto” scandinavo. Molti in tribuna applaudono la prodezza del campionissimo mentre in curva ospite i milanisti decidono di scimmiottare i loro cugini nerazzurri con il solito coro “Ma che cazzo fa… il Novara in A…”. In mezzo ai rossoneri festanti ci sono anche Nico Pulizzi ed Antonio Passaretti che domani mattina all’Unep non mancheranno di farmi pesare queste 3 pere… E’ finita 0-3, un passivo sin troppo pesante per come è andata la gara. 0-3 come l’ultima volta a Novara in Coppa Italia nel 1976 quando mio padre, ancora sofferente per un brutto incidente stradale, si era fatto accompagnare allo stadio dall’amico “Nicola”.

La gente sfoga la propria rabbia inveendo su Galliani che gira doverosamente scordato… Le intercettazioni emerse nel processo “Calciopoli” hanno lasciato odio e sospetto nella gente, ancora delusa da certe rivelazioni.Arriva la notizia del pareggio del Lecce che ci saluta, lasciandoci soli all’ultimo posto in classifica alla fine del girone d’andata. Unico “zuccherino” il pari nel finale del Napoli a Siena che mantiene la quota salvezza ad una distanza non impossibile da colmare (7 punti)Stavolta Massimo De Salvo non ci sta: “Il risultato di oggi è bugiardo. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una grande partita, nuovi compresi. Il girone di ritorno è molto lungo e lotteremo fino alla fine…”. Il discorso si sposta subito sull’operato arbitrale: “Finora non ne ho mai parlato, ma oggi lo devo proprio fare. Ora basta! Se devo andare in B lo voglio fare senza essere penalizzato ogni volta… Un mani ignorato in area domenica scorsa, un altro oggi. Ed un gol segnato in fuorigioco mercoledì sera… Non farò passi ufficiali, ma lasciatemi togliere questo sassolino dalla scarpa…”.

L’indomani verrà contattato in diretta dalla trasmissione del lunedì sera di Antenna 3 con ospite Suma determinatissimo a difendere il suo Milan da qualsiasi accusa di favoritismo arbitrale…Nel mirino c’è ovviamente il secondo gol rossonero, quello che ci ha tagliato le gambe “De Marco mi ha detto di avere visto il gesto di Nocerino – spiega Tesser - ma di averlo giudicato involontario. Non posso essere d’accordo con l’interpretazione del direttore di garaIl Komandante può consolarsi solo con la reazione dei suoi dopo il desolante pomeriggio di Cesena: “Ha vinto la squadra più forte, ma io speravo certamente di fare risultato. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato. Il Milan ci ha creato dei problemi soprattutto grazie a dei calci piazzati. Nella ripresa abbiamo avuto subito noi una bella occasione. Poi dopo lo svantaggio è diventato tutto più difficile”.Allegri invece, con la sua solita spocchia, la fa fin troppo facile: “Nel primo tempo abbiamo avute sette palle gol importanti, c’è mancato solo il gol…”. In sala stampa mi trattengo a stento dalla tentazione di dirgli qualcosa…Rinaudo, al debutto al “Piola”, fa i complimenti alla sua nuova tifoseria “Mi spiace per il pubblico che ci ha dato una mano davvero grande. Io ho girato tante piazze, ma un calore come quello di oggi l’ho trovato poche volte. Daremo il cuore per questa gente”.Finisco di scrivere in sala lavoro mentre l’illustre Franco Ordine, da sempre paladino delle ragioni del Foggia, risponde alle domande del giovane collega Riccardo Guglielmetti sbeffeggiando un po’ la nostra squadra: “La B è già un successo”. Come a dire… questo è un Novara da serie C.

Mi consolo, dopo cena, riguardandomi in registrata l’incredibile vittoria di Cristian Deville nello slalom di Kitzbuhel… ma mentre mi sto rilassando arriva, implacabile, la telefonata del direttore Faranna: “E l’Editoriale non me lo mandi?”Eccolo, invece, puntuale come sempre, con un attacco ancora sofferente:“Povero San Gaudenzio…stavolta l’abbiamo evocato per un’impresa davvero improba… Non bastavano Ibra e Robinho al cospetto di un Novara decimato… Ci si è messo anche De Marco (ed i suoi assistenti) a rendere oltremodo impari la sfida… Ho provato grande malinconia nell’attraversare il prato del “Piola” verso le 19… palle di carta e bottigliette di plastica vuote nei pressi della panchina di Allegri… rappresentavano l’emblema della nostra, impotente, delusione di fronte a qualcosa di troppo più grande di noi…Oggi il Novara ha dato il massimo di quello che poteva dare un Novara senza 4 centrali tutti assieme… e con un centrocampo ai minimi termini per l’assenza di Radovanovic, i problemi fisici di Marianini e la forma anche approssimativa di Jensen…”Uno dei pensieri di quella sera va a un Grande Cuore Azzurro, ancor oggi in trincea:“Faccio un grosso in bocca al lupo a “Charlie” Ludi che domani va sotto i ferri.

Mercoledì a San Siro nei suoi occhi ho letto tutto il dispiacere di chi si è guadagnato la A con le proprie forze ed ha visto la grande occasione della carriera compromessa da un immeritato colpo di coda della buona sorte. Ecco, a me basta ritrovare un Novara che abbia i valori umani del Novara costruito su ragazzi come Ludi, Evola, Centurioni, Porcari, Rubino, etc. Un Novara che ho sempre difeso anche quando si soffriva in Lega Pro perché mi trasmetteva l’idea di un Novara fatto di persone serie, con le quali, prima o poi, sarebbe stato possibile spiccare il volo…”.

Ci consoliamo con l’arrivo di Juan Jesus, appena atterrato in Italia. L’Inter ce lo girerà in prestito, l’ha confermato Branca. Alt, aspetta un attimo… l’amico “Gallac” mi dice che non è possibile prestare un extracomunitario appena tesserato… Chissà chi avrà ragione...

Massimo Barbero

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