L'editoriale Azzurro
domenica 04 gennaio 2026 - 22:19
Inter U23-Novara vista da Massimo Barbero
A cura di Massimo Barbero
Avrei tanto voluto che il presidente federale Gravina fosse quest'oggi al “Brianteo” di Monza (a me piace chiamarlo ancora così...) per assistere dal vivo allo spettacolo che offrono di norma le squadre Under B, specialmente quando giocano nello stadio “di casa”.
Nemmeno ai tempi dell'emergenza Covid penso di aver mai vissuto un contesto ambientale tanto desolante.
La nostra Curva (con i “Nuares” a casa per scelta dichiarata sin da inizio stagione) era “gremita” da poco più di un centinaio di coraggiosi... Francamente non ricordo un seguito così modesto in una trasferta domenicale in un posto collocato a poco più di mezz'ora di Autostrada da Novara.
Nel resto dello stadio ho scorto solo sparuti addetti ai lavori, perfino un po' distratti. Scusatemi, ma la serie C che ho sempre amato non può essere questa...
Vorrei tornare a Varese, Alessandria, Pavia (per partite professionistiche s'intende...) ma giammai rivedere altre seconde squadre aggiungersi alle quattro già esistenti. Mi chiedo quali benefici abbia portato al malconcio calcio italiano negli ultimi sette anni quest'iniziativa, varata nel 2018 sull'onda emotiva del Mondiale mancato in Russia. Un calciatore, per diventare tale, deve maturare anche in un contesto emotivo formante dal punto di vista caratteriale. In questo senso meglio giocare davanti ai 20.000 di Catania (o di Taranto) o nel deserto di un impianto aperto per qualche centinaio di persone, senza tifo nè passione?
Per fare un esempio ho trovato oggi, per nostra fortuna, il talentuoso (ed irrispettoso) Topalovic ammirato nella gara d'andata un po' immalinconichito ed imbrocchito... da un girone di gare scivolato via senza stimoli contingenti, nell'attesa di una chiamata da parte di Chivu.
La partita è stata un po' condizionata dal fatto che sia stata giocata quasi come fossimo a porte chiuse. Ho ben vivo in mente il ricordo della sfida d'andata disputata in pratica degli stessi protagonisti a fine agosto: bella, emozionante, divertente, con occasioni e recriminazioni da una parte e dall'altra. Nulla di tutto questo stavolta... Sin dalla mezzora lo 0-0 è parso quasi inevitabile.
E così è stato, con pochissimi brividi (se non di freddo per i coraggiosi).
Ha ragione Dossena: vietato pretendere troppo dopo appena sei giorni di lavoro. Lo 0-0 contro un avversario comunque di valore (tecnica ampiamente sopra la media, ma esperienza ancora da affinare) rappresenta una solida base di partenza per proseguire nell'opera che il tecnico di Lodi ha in mente. Come ho scritto una settimana fa, ho l'impressione che l'ex condottiero della Spal abbia bisogno di tempo per inculcare ad una rosa nuova il suo credo calcistico, non semplice nè banale.
Ci sono forse altri allenatori maggiormente pronti a subentrare in corsa.
Per fare un esempio per noi non troppo lontano nel tempo, nell'ottobre 2023 Gattuso in pochi giorni fu capace di ricompattare una squadra smarrita (ricordate la partita con l'Arzignano?) portandola subito a sfiorare l'impresa a Mantova, contro la capolista che lasciava pochissimo per strada, e perdendo quella sera al “Martelli” solo per colpa di un autogol assurdo e di una punizione dubbia in pieno recupero, peraltro dopo aver sprecato tantissimo sullo 0-0. Stavolta probabilmente la strada sarà più lunga, ma al 4 di gennaio e con una classifica non tranquillizzante, ma non certo drammatica... il tempo non ci manca...Sono meno d'accordo nell'elevare eccessivamente il valore dell'avversario appena incontrato.
Nelle ultime 6 gare di campionato la formazione di Vecchi ha raccolto appena 3 pareggi ed il mercoledì precedente è uscita dalla Coppa con il Renate. Ho quasi l'impressione, dall'esterno, che il talento dei giovani nerazzurri in questi mesi sia progressivamente andato smarrendosi per la mancanza di fame da risultato e l'obbligo di schemi corali talvolta assillanti.
Il fatto di aver tenuto finalmente la porta inviolata (con pochi rischi) è un segnale confortante per noi. Ma non lo è certo non essere riusciti a creare pericoli al cospetto di una formazione che di solito lascia, a chi gli sta di fronte, spazi ed occasioni. Per essere molto concreti, per tante ragioni non credo che il coefficiente di difficoltà della prossima gara casalinga con le Dolomiti Bellunesi sia destinato a scendere, tutt'altro.
Tantomeno viste le assenze in attacco ed il fatto che domenica saremo giocoforza obbligati a cercare una vittoria che manca da quasi due mesi.
Sono convinto che Federico Boveri nello scegliere Dossena sia andato deciso su di un allenatore intenzionato a proporre sin da subito anche a Novara il suo 4-3-3, marchio di fabbrica calcistico nelle precedenti esperienze da allenatore.
Lo schema non è un obbligo, né una regola ferrea, ma rappresenta ora la base su cui scegliere le operazioni nel mercato invernale in corso. Se fosse rimasto Zanchetta non ci sarebbe stato bisogno di toccare granchè la rosa attuale, con pregi e difetti ormai accertati: dentro almeno un difensore centrale e fuori per ragioni numeriche un centrocampista che non gioca (Malaspina?).
Con il 4-3-3 le cose cambiano perchè storicamente questo modulo (dopo la sbornia della prima era Aglietti) non ha mai attecchito granchè da queste parti. Baroni fu costretto ad operare opportuni correttivi in corsa, l'era Buzzegoli terminò più o meno già a metà ottobre ed anche la parentesi Mascara, dopo due promettenti vittorie casalinghe, si era chiusa con l'incubo pallonaro di Trieste.
Se 4-3-3 sarà... dovremo innanzitutto inserire un paio di esterni d'attacco all'altezza, abili a fare le due fasi e ad alternarsi con gli elementi già in organico. E valutare bene la posizione di Agyemang, il giocatore dalle maggiori potenzialità che abbiamo in rosa che però rischia di vedersi sminuito, nel rendimento e nelle prospettive, da una difesa a quattro. Oggi, per esempio, aveva contro un esterno fortissimo che nel secondo tempo l'ha saltato ripetutamente creando le uniche vere azioni degne di nota di una partita soporifera.Guardando la classifica... se non è giusto fomentare allarmismi... è altrettanto doveroso fare delle riflessioni. Dietro di noi (a parte le ultime Triestina e Pro Patria che meriterebbero un discorso a parte) ci sono squadre (Albinoleffe, Virtus Verona e Pergolettese) abituate da anni a mantenere il proprio posto in serie C, spesso con risultati lusinghieri e talvolta con rimonte entusiasmanti.
Appena sopra troviamo neopromosse che stanno vivendo un buon momento (Ospitaletto e Dolomiti) e che hanno un bottino di punti nemmeno paragonabile a quello che un anno fa di questi tempi avevano conquistato Caldiero e Clodiense. Per esperienza so che nella seconda parte di campionato il livello delle squadre di bassa classifica tende ad alzarsi fisiologicamente grazie agli interventi di mercato (meno facili da operare per chi sta già tra le prime).
Dunque occhi ben aperti... senza timori controproducenti, ma anche senza dannose forme di presunzione. Sono anch'io sempre stato convinto che il valore di questa rosa sia superiore a quello della squadra della passata stagione. E che il posto dell'attuale Novara stia nella parte sinistra della classifica.
Ma oggi, 4 gennaio 2026, con sole 3 vittorie all'attivo in 20 giornate di campionato e dopo una partita quasi senza tiri verso la porta avversaria... anche queste razionali convinzioni cominciano un po' a vacillare nel cuore del Massimo Barbero tifoso...
Fatemi nuovamente controricredere al più presto...
Forza Novara sempre!!! |