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"Il nostro Sergio Borgo Azzurro"
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mercoledì 14 novembre 2018 - 13:04
L'amico Paolo Molina ha riavvolto il nastro della storia...

Per tanti tifosi azzurri, Cuneo-Novara non potrà sembrare una partita "normale". Perchè si presenterà da avversario quel Sergio Borgo tanto amato e (a volte tanto odiato) che ha caratterizzato il primo decennio del nuovo millenio. Un grande professionista, uomo con la U maiuscola prima che grande e passionale dirigente.
Impossibile non dedicargli ampio spazio su di un sito nel quale ne è stato di casa anche dopo il suo doloroso addio.
Per ripercorrere quegli anni e risaltare la sua carismatica figura, ho chiesto all'amico Paolo Molina di sprigionare le sue emozioni, i suoi ricordi e senza alcun vincolo di lunghezza, di ravvolgere il nastro della storia e narrarci piacevoli aneddoti...
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Caro Danny,

ci sono tre persone che essenzialmente hanno forgiato, coi loro motti, il mio modo di pensare. Tre persone completamente diverse tra loro ma che, evidentemente, hanno colpito delle “corde” che porto nel mio cuore.

La prima è Paolo Villaggio: la saga scritta e cinematografica di Fantozzi Ragionier Ugo mi ha lasciato molti ricordi e parecchi motti che, ciclicamente, porto alla discussione in corso, di fronte al mio interlocutore, per rafforzare i concetti espressi.

Il secondo è stato l’amico Jean Paul Bonomi, con noi per un decennio al seguito del Novara Calcio. Come tu avesti modo di scrivere, JpB è sempre risultato un grandissimo rompi coglioni, ma al contempo è stato un grandissimo “Mughini” in salsa novarese. Di lui un giorno mi piacerebbe scrivere un pezzo “a ciglio asciutto”, perché fu un personaggio a tutto tondo e lo meriterebbe in pieno.Suo infatti il celebre : “Massimo Barbero scriverebbe lo stesso inappuntabile pezzo giornalistico, con la stessa perfetta perizia, sia per Novara-Real Madrid che per Novara-Pernatese”.

Infatti, la chiave di tutto è proprio Massimo Barbero. Condivide con me la stessa ammirazione e lo stesso affetto per la mia terza figura di riferimento, quella di cui scrivo oggi: Sergio Borgo.
Un avviso quindi a tutti i suoi detrattori (e ce ne furono parecchi nell’aprile del 2009): questo sarà un pezzo elogiativo del direttore che andremo ad incontrare domenica in quel di Cuneo.Siete ancora in tempo per non leggere più.

E allora…via !

“La mia vita è stata caratterizzata da cicli di 8-9 anni, poi ho sempre dovuto o voluto cambiare”, questo mi aveva detto Sergione poco dopo il suo addio all’azzurro del Novara nel piovoso dopo partita di Novara-Spal 0-1 (mi pare gol di Arma). Ed infatti lui a Novara è rimasto dal marzo 2001 sino alla primavera del 2009.Poi un lungo peregrinare, da ultimo in Senegal, dove ovviamente ha imparato a parlare in “wolof”, sino all’approdo al Cuneo questa estate come DS. Guarda caso Borgo ritroverà il Novara nove anni e sette mesi dopo. Il ciclo si ripropone.

Quello che Borgo ha lasciato a Novara è stato un “segno” che nessun altro, o pochissimi altri, hanno lasciato.Va ricordato che Borgo prese il Novara (dopo l’era Achilli) sull’orlo dell’abisso, lo piloto’ con Civeriati al miracolo di Fiorenzuola con la salvezza ai Play Out 2001 da sfavoriti , ma poi lo ha fatto subito, dalla stagione seguente, “pensare” e pensarsi in un altro modo.

Sotto la gestione Mastagni, partita con risultati inizialmente faticosi anche nel 2001-2002, lo conobbi alla registrazione della trasmissione TV presso il Bar Novara il lunedi sera. Conduceva mi pare Beppe Vaccarone e Borgo, col Novara, siedeva già sul banco degli “accusati”. Se ne usci con un “faremo i Play Off” che poteva sembrare una buffonata. Ma lo disse con una sicurezza, con una “personalità” che convinse parecchi di noi. Perché sin da subito il direttore è stato un condottiero. Lo è per “vocazione” personale (a me , dovessi fare un paragone con un personaggio storico, ricorda Rasputin !) e per energia trasmessa. Ci sono persone che hanno la forza dentro. Lui è cosi.

Ci avrebbe portati, coi “Calypso Boys” Rubino e Palombo, già in C1 nel 2002. Ma l’infortunio di Rubino nel pre gara con la Pro Patria (ritorno Play Off) rovino’ la festa.Il capolavoro era solo rimandato: a fronte dei Mastagni indecisi sul da farsi, Sergione si prese sulle spalle il Novara 2002-2003 (allenatore Foschi) e arrivo’, dopo la grave crisi della primavera culminata con il 4-0 di Montichiari, al trionfo nel caldo soffocante del 15 giugno 2003.

Il Novara Calcio tornava in C1 dopo due pareggi pazzeschi col l’Alto Adige in finale.Nel dopo partita gli domandammo ora cosa si sarebbe augurato: “Cinque anni di C1”, la risposta “perché poi potremmo pensare a qualcosa di più” – rispose.Gli anni sono stati per la precisione sette. Ma ci aveva colto anche stavolta.

In mezzo tante avventure: Pippo Resta ebbe con la straripante personalità del Sergione un rapporto conflittuale. Al punto di allontanarlo dopo la sconfitta casalinga col Como (allenatore era Venturini) 2-3 del gennaio 2005 e dopo dell’altra debacle a San Giovanni Valdarno (Borgo quel giorno fece anche da allenatore).Ne segui’ il durissimo periodo con Jaconi in panchina e il mercato invernale con le contemporanee uscite di Polenghi, Cioffi e Carlet e gli arrivi del “Martinetti sbagliato”, Caccavale e Lamma dal Prato. Dopo il durissimo 2-0 di Como nel ritorno, il colpo di scena: Pippo Resta, disperato, decide di richiamare il direttore che compie il suo capolavoro, la salvezza ai Play Out con lo stesso Como che ci aveva tolto sei punti su sei nella stagione regolare.

Prima mossa, entrato nello spogliatoio il cui morale era a zero; “Franzese ma cosa cazzo sono queste facce: chi si è trombato la tua ragazza?” . Seguono epurazioni di tipo cinese e tra queste c’è pure quella di Caccavale.Eppure la squadra reagi’, a testimonianza del fatto che è la testa a fare andare le gambe e che, in questo, Borgo ha delle capacità motivazionali eccezionali.Il fulgido zenith di Borgo fu nel giugno 2005. Lui mi disse che la “più grande soddisfazione fu la frase di un vecchietto nel rifare l’abbonamento per la stagione 2005-2006 nel palazzo di Piazza Martin Luther King dove allora aveva sede la segreteria. Mi disse ‘fin quando io so che qui c’è lei, sono tranquillo’: sono cose che fanno piacere”.

Poi la grande occasione, coi De Salvo e siamo al settembre ottobre 2006. Va ricordato che fu Borgo a portare a Novara la famiglia che ci ha cambiato la storia: da una semplice sponsorizzazione a qualcosa di più.Il campionato era partito senza troppe illusioni, Pippo Resta aveva detto diverse volte di essere in difficoltà, ma sotto sotto cominciarono a girare le voci di grandi novità dirigenziali in arrivo. L’ultima partita con Pippo Resta presidente fu Novara-Grosseto 3-1 (Matteassi scatenato e Allegri esonerato dai toscani). Prima partita della nuova era ad Ivrea con una sconfitta di misura per un errore di Micillo sul pallone reso viscido dalla pioggia.Si deve cambiare passo, ma ci sono frizioni tra Borgo e l’allenatore Sacchetti che viene esonerato. La scelta secondo me fu, in prospettiva, giusta, ma non venne compresa dalla piazza.

Ed inizio’ la discesa di Sergione nell’indice di popolarità. Proprio nel momento in cui si stava costruendo Novarello, la crisi del settimo anno.Ricordo ai festeggiamenti del Centenario (dicembre 2008) al Coccia Sergione dire che “occorre saper fronteggiare il vento anche quanto ti è contrario, perché è troppo facile quando ti spinge da dietro”.
Ma c’era poco da fare, al secondo tentativo pieno, fallito di assalto alla B, tre quarti della tifoseria gli erano contro.Il culmine Novara-Spal 0-1, come già scritto.

E’ la fine del rapporto Borgo – Novara.Poi un lungo peregrinare….sino al 18 novembre 2018. Ci si rivede al Paschiero Sergione: sei un egocentrico, rompicoglioni, condottiero ed energico…papa’.Infatti nessuno a Novara non può che dirsi figlio calcistico di Sergio Borgo da Soncino, pensandoci razionalmente.

Per la partita di ritorno mi piacerebbe vedere allo stadio, lo ho a volte pensato…uno striscione. Con una sua celebre citazione: “E’ STATA UNA GRAN TROMBATA ED ABBIAMO GODUTO ANCHE NOI”!
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Un sincero ringraziamento a Paolo Molina. Ci sono pagine sportive che nessuno potrà mai cancellare e Sergio Borgo per noi è stato un "eroe dei nostri tempi" al quale potremo dirgli semplicemente GRAZIE per sempre!

Daniele Faranna

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