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Ciao sono Luca Matteassi. Domenica gioco a Gozzano con la Pro Piacenza… Vieni a vederci?”. “No Luca scusa, ma domenica sono all’Olimpico per Roma-Novara…”.

Lo so, detta così può sembrare una spacconata. E forse era persino suonata come tale alle orecchie dell’amico Luca. Ma, fidatevi, la mia intenzione non era certo quella…Sta di fatto che sono (siamo) stato severamente punito perché col Gozzano ci siamo finiti a giocare davvero. E nel campionato appena concluso ci siamo piazzati di parecchio alle spalle del Piacenza del buon Matteassi.

Con tutto il rispetto per il Gozzano (ed in quel Gozzano giocava il grande Luca Righi!) la trasferta all’Olimpico per un match di campionato con la Roma rappresentava oggettivamente un appuntamento imperdibile.

Il solo Danny Faranna si era chiamato fuori, lasciando a me ed a Paolo Molina l’onere di prenotare un “Freccia Rossa” davvero poco economico.

Si parte il sabato mattina verso le 10 con pranzo frugale a Milano Centrale a chiedersi se Daniel Jensen sarà in grado di sostituire lo squalificato Rigoni. In viaggio Paolo decide di “paccare” una vecchia amica dell’adolescenza ora felicemente sposata e residente nella Capitale.

Scendiamo a Roma Termini ed il primo appuntamento è con un Mario Molina in forma smagliante. Ha già superato i 70, ma ha l’entusiasmo e la vitalità di un ragazzo. E tra amici e colleghi di lavoro è proprio a suo agio. E’ Mario a finanziarci il taxi che ci porta nell’allora casa romana dei Molina.

Un alloggio comodo e confortevole, ma lontanissimo dal cuore di Roma. Non sembra proprio di stare a Roma, potremmo essere in qualsiasi altro posto del Centro Italia. Ce ne accorgiamo facendo tre passi prima di cena.

Ah, la cena…

Dovrebbe raggiungerci Riccardo Guglielmetti, ma l’appetito prevale sulle buone maniere ed alle 8 siamo già con le gambe sotto il tavolo, senza aspettare il giovane collega novarese.Non sembra di essere a Roma anche perché nessuno caga la partita in tv della Lazio che prende una sonora scoppola a Parma allontanando ulteriormente la quota salvezza per noi.

La cena non è memorabile, la partita regala solo delusioni. Ma per fortuna c’è l’attesa del “Guglie” a dare un senso alla serata. “Arrivo tra mezzora” poi “altri dieci minuti” ed ancora “cinque minuti sono da voi”.

Lo stillicidio dura oltre le 22 quando decidiamo che è ora di lasciare il locale.

“Guglie” però non molla tra pullman, tram e l’infinita promessa di raggiungerci che non si concretizza mai.Verso le 22.30 eccolo materializzarsi… sorprendentemente su un taxi e sorprendentemente a pancia piena. Altrochè viaggio della speranza… ha cenato con alcuni amici e ci ha raggiunto! Ci prendiamo un gelato prima di rincasare con lui per fare due chiacchiere davanti alla tv che amplifica le proteste milanista dopo l’1-1 di Catania. “Bravo Guglielmoz… hai mantenuto la parola e ci hai raggiunto, nonostante tutto…” lo esalta Paolo Molina che vede finalmente un promettente giornalista in erba affacciarsi, fortemente motivato, allo stantio panorama novarese.

La domenica mattina è brevissima perché bisogna raggiungere in fretta lo stadio Olimpico visto che la partita è in programma alle 12.30.

Memori dell’infinito giro che ci hanno fatto fare per Lazio-Novara siamo preparati al peggio… ed invece stavolta l’accesso si rivela decisamente meno stressante anche perché il tassista ci lascia proprio davanti al varco giusto.

Oh, ma questi sono gemellati con gli sbiaditi…” dice un tifoso giallorosso sentendoci parlare con un accento decisamente differente. Entriamo con largo anticipo e ci portiamo in zona buffet dove c’è Fabio Bozzani che da quelle parti è praticamente di casa. E’ amico di tutti e tutti lo salutano cordialmente. Anche Ilario Castagner, commentatore tecnico per Mediaset, che si siede piacevolmente al nostro tavolo. “Ho visto il Novara anche altre volte, non mi ha fatto una brutta impressione…” ci dice a metà tra il cortese e l’ammirato per una realtà balzata dalla C alla A in soli due anni.

Si comincia ed il campo mi sembra sempre lontano perché ho gli occhi ancora abituati a 33 campionati di C. Anche l’effetto sonoro è strano perché la curva di casa è in silenzio e si sentono solo i novaresi piazzati nel settore ospiti.

Nonostante sia l’ora dell’Angelus e del pranzo in famiglia e malgrado il campionato della Roma sia abbastanza compromesso, ci sono quasi 40 mila persone sugli spalti a dare un’atmosfera festosa all’evento.

I giallorossi schierano De Rossi e Totti, due Campioni del Mondo (e nella ripresa entrerà anche Perrotta). Noi la solita formazione con Jensen al posto di Rigoni. Non è proprio la stessa cosa. A voler guardare bene, Totti contro Daniel Jensen è un po’ la rivincita di quell’Italia-Danimarca dello sputo nell’Europeo del “biscotto” ai nostri danni, ma forse è meglio non ricordarlo all’orgoglioso “pupone”.

A me l’arbitro Romeo fa venir in mente invece la finale Novara-Alto Adige finita ai supplementari sotto una cappa di afa opprimente.La squadra di Luis Enrique comincia il solito “tiki-taka” elegante e stucchevole.

Ed il Novara la castiga alla prima occasione utile. Su rimessa laterale dalla sinistra Gemiti crossa per Caracciolo che manda di testa sul palo eppoi in gol beffando Stekelenburg. Mentre la palla rotola in rete sento spegnersi il boato dello stadio soppiantato dall’urlo novarese nel settore ospiti. Sembra di rivivere la magia di San Siro, ma oggi siamo solo al 7’ del primo tempo.

L’attrezzatura non funziona ed allora mi attacco al cellulare. Caracciolo ci prova ancora da posizione defilata, ma subito dopo la Roma pareggia: Marquinho incorna di testa con una facilità disarmante tra i nostri centrali immobili.Alla mezzora c’è un episodio che cambia la partita ed il nostro campionato: Ujkani è costretto ad un’uscita avventurosa per fermare Osvaldo e, mentre Totti chiede ad ampi gesti l’espulsione del nostro portiere, Samir si rotola a terra dal dolore. Non fa scena, Osvaldo l’ha colpito duro alla mano destra. Il nostro portiere rimane in campo, ma deve inchinarsi ancora al colpo di testa di Osvaldo che vale il 2-1. E poco dopo viene salvato dalla traversa.

Già finita? Macchè… il Novara non è domo e sfiora tre volte il pari prima dell’intervallo. Dapprima Lisuzzo e Garcia si ostacolano ad un passo dalla porta. Poi il “Sindaco” stacca liberissimo, ma incorna troppo centralmente per sperare di sorprendere Stekelenburg.

Infine, su lancio di Porcari, il solissimo Jeda viene messo giù in area da Kjaer. Sarebbe rigore ed espulsione, ma c’è la bandierina alzata di Giachero a salvare i romanisti.

La ripresa comincia senza collegamento radio perché nemmeno il cellulare prende più. Dopo qualche minuto di nervosismo gli spettatori riprendono posto ed il segnale torna. Non c’è più Ujkani, sostituito da Fontana.

Il Novara spreca altre due occasioni clamorose per il 2-2. Dapprima Stekelenburg salva sull’incornata di Caracciolo, poi Jeda si beve mezza difesa giallorossa, ma spedisce a lato da posizione favorevolissima. Sul rovesciamento di fronte arriva invece il 3-1 grazie ad un “cucchiaio” di Simplicio dopo respinta alla disperata di Fontana su Marquinho.

Fa rabbia rivedere la serie di contrasti persi dai nostri giocatori al limite dell’area.La scena si ripete attorno al quarto d’ora: Stekelenburg blocca un colpo di testa di Pesce e sulla ripartenza Bojan fa poker con dedica ad Abidal che sta per operarsi di nuovo. Morimoto e Mazzarani entrano a gara ormai finita. Il giapponese, che manda sulla traversa i palloni decisivi, segna un altro gol ormai inutile su passaggio di Caracciolo. I commentatori di Sky che hanno epurato dalla sintesi il fallo da rigore di Kjaer su Jeda sottolineano all’infinito la posizione irregolare di Takayuki nell’azione del 4-2.

Anche noi abbiamo avuto il nostro bel favore arbitrale!Totti lascia il campo senza aver timbrato il cartellino anche contro il Novara, ma il 5-2 lo segna Lamela in pieno recupero, rendendo sin troppo pesante il passivo.

E’ finita 5-2 per la Roma proprio come era successo alla Longobarda all’esordio in serie A nel celebre “L’allenatore nel pallone”. Curiosità, anche la squadra di Lino Banfi era passata subito in vantaggio all’Olimpico prima di venire travolta…

Scendo in una sala stampa che sembra praticamente deserta quando arriva Tesser a parlare con un filo di voce: “Questo 5-2 è un risultato assurdo da commentare. C’è una squadra che ha sfruttato il novantacinque per cento delle palle gol avute e la nostra che non ha concretizzato tante opportunità. In particolare sul 2-1, quando non siamo riusciti a segnare la rete del pareggio, in più circostanze. Poi ci sono gli errori da commentare, ma nel complesso la nostra prestazione resta molto positiva”.

Il tecnico azzurro recrimina ovviamente molto sull’episodio del rigore non fischiato per il fallo di Kjaer su Jeda: “Ci sarebbe stata anche l’espulsione del difensore. Ed invece è stato fischiato un fuorigioco inesistente”.

I colleghi locali lo provocano: “vuol dire che la Roma ha bisogno dell’arbitro per battere il Novara?”. Lui non ci casca: “Credo nella buona fede degli arbitri, ci mancherebbe altro. E so benissimo che il valore della Roma è ovviamente superiore al nostro. Mi limito a commentare una situazione specifica che avrebbe avuto un peso decisamente importante nella gara odierna. Tra l’altro ho letto, qualche settimana fa, la statistica pubblicata da un giornale nazionale che ci definiva la squadra più penalizzata dagli episodi arbitrali…”.

Luis Enrique risponde al sarcasmo dei giornalisti romani nei confronti del Novara affermando: “Era una partita difficilissima. Per il caldo e per l’ora. E per un avversario che non prendeva gol da oltre tre partite. Noi gliene abbiamo fatti cinque in una sola gara. Vuol dire che siamo stati bravi…”.

I dirigenti del Novara Calcio si erano presentati all’ “Olimpico” al gran completo. Massimo De Salvo aveva atteso i giocatori sul campo, alla fine del riscaldamento, per incoraggiare tutti in vista del difficile impegno. Alla fine a parlare è il presidente Accornero: “Saremmo potuti andare all’intervallo sul 2-2 e con la Roma in dieci uomini. La musica forse sarebbe stata decisamente diversa… Nel complesso noi abbiamo sbagliato molto in zona gol e gli avversari ci hanno punito ad ogni occasione. Lo so, questa è la serie A..."

L’ultimo pensiero è per la “carica dei trecento” che hanno sostenuto il Novara a gran voce anche a Roma: “Ancora una volta – prosegue il presidente – sono stati eccezionali. Ci hanno sostenuto con un tifo caldo e corretto, senza offese per nessuno…”.

Jeda è uscito dolorante: “Ho preso una botta ed adesso il colpo mi fa ancora più male…” Eppoi c’è la moviola ad accentuare le sofferenze del brasiliano, fermato da un fuorigioco in un’azione decisiva: “Ho parlato con l’arbitro che mi ha detto chiaramente che se la mia posizione fosse stata regolare avrebbe dato il rigore ed espulso Kjaer. Già sul campo ero convinto di non essere in fuorigioco…”.

Jensen, invece, analizza la gara con freddezza nord europea: “Bisogna accettare le decisioni arbitrali. Non credo che l’episodio del possibile rigore non fischiato a Jeda sia stato determinante. C’era ancora tutto il tempo per rimediare…”.

Lasciamo l’Olimpico e chiamiamo un taxi che ci fa attendere un po’ troppo.

Ad un certo punto sbuca un macchinone e facciamo ampi gesti per richiamare l’attenzione nel deserto di una zona ormai vuota. Il conducente ricambia salutando cordialmente con un sorriso. L’abbiamo scambiato per un taxista ed invece è Luis Enrique che ci ha preso per tifosi.

Il “vero” tassista ci parla delle grandi nevicate a Roma: il 2012 gli ricorda il 1985 ed il celebre 1956. Io la butto sull’autoironia e dico: “Abbiamo saltato solo il 1985. Se no quando il Novara è in serie A puntualmente nevica anche a Roma…”.

La “Stazione Termini” è già piena di tifosi azzurri. C’è Ghigo che si sorprende nel vedermi scrivere seduto a terra: “prepari qui l’articolo?”. C’è Parrigon che confida nella squalifica di Palacio in vista di Novara-Genoa del sabato successivo.

Arriva la squadra non può mancare la solita ovazione per il “Komandante” tra i borbottii di Molina a cui non piace perdere così nettamente.Sembra di essere in gita scolastica.

Il clima di festa durante il viaggio di ritorno viene turbato solo dalla notizia della morte di Giorgio Chinaglia. E soprattutto dalla conferma della frattura alla mano per Ujkani che, salvo miracoli, ha già finito il suo campionato.

Dopo aver scritto e spedito gli articoli per il “Corriere di Novara” con un’insolita comodità, preparo anche l’Editoriale: “La Roma di oggi aveva un reparto avanzato da Champions League… ed una difesa da salvezza stentata… Non abbiamo sfruttato a dovere le numerose palle gol create in avanti… E col passare dei minuti (e dei gol al passivo) abbiamo cominciato a concedere troppo in fase difensiva ai fuoriclasse messi in campo da Luis Enrique. Il succo della gara è questo. Con il contorno (forse determinante) di episodi che ci sono stati sempre negativi. Penso all’infortunio di Ujkani che ha tolto un punto di riferimento importante ad una difesa che fino alla mezzora aveva giocato con la solita sicurezzaPur con il fardello di un viaggio di rientro con la “manita” (non capitava dall’era Discepoli, ma allora eravamo in C1…) dico che abbiamo fatto bene a giocare (e perdere) da Novara. Nella nostra posizione di classifica non avrebbe avuto senso cercare un pari stile Bologna… Meglio affrontare a viso aperto anche avversari decisamente più forti. E’ andata male, forse malissimo, ma è solo con questo atteggiamento che possono arrivare le vittorie. Contro chiunque”.Viene a prenderci mamma Molina che si preoccupa soprattutto di vederco particolarmente delusi dopo questo 5-2. Non lo siamo ed il rientro a casa verso le 21.30 mi permette anche di gustarmi il secondo tempo di Juve-Napoli. Mi addormento comunque sereno, al pensiero di quanto ho appena scritto su “Forzanovara.net”:“ E’ stato bello vedere la stazione Termini imbandierata di azzurro. Grazie compagni di viaggio per aver mostrato, orgogliosi, all’Italia intera i nostri magici colori anche in questo tempio del pallone… Chiudo con un pensiero da folle innamorato… Oggi ho annunciato alla radio: “Caracciolo porta in vantaggio il Novara… Novara in vantaggio all’Olimpico…” Soltanto due anni fa… mi sarei svegliato di lì a poco… tutto sudato… maledicendo il fatto che si trattava soltanto di un sogno… Oggi invece è stato tutto vero. Dannatamente breve, ma vero. E per questo non smetterò mai di ringraziare chi ha comunque realizzato uno dei miei sogni più belli… di eterno bambino…”.

Massimo Barbero

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