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martedì 01 ottobre 2019 - 11:58
10 marzo 2002: Novara-Pro Vercelli 1-0

Riguardando il gol decisivo mi verrebbe da scrivere che non è passato poi nemmeno tanto tempo… perché l’emozione vissuta quel pomeriggio è ancora molto viva nei miei ricordi… Poi controllo la data e mi accorgo che… Tommaso Barbieri all’epoca non era nemmeno nato…

E, dunque, mi rendo conto che sto raccontando un derby di un’altra epoca, senza tablet, facebook o smartphone…

Ma andiamo con ordine. E’ un bel momento per me perché il trasferimento nel “mitico” studio di Baluardo Lamarmora 13 mi ha fatto ritrovare serenità ed il piacere di andare a lavorare (o cazzeggiare) ogni mattina. Eppoi il Novara ha ripreso a vincere di colpo: 5 successi consecutivi con l’avvento di mister Di Chiara che ci hanno proiettato dalla zona play out a quella play off.

Ma il cielo non è ancora solo azzurro. Lo comprendo il sabato sera alla vigilia del derby. Ci troviamo a casa mia per assistere ad un appassionante Inter-Juve che vale una bella fetta di scudetto (finirà 2-2 con “missile” di Seedorf in pieno recupero) e dal nulla nasce una polemica assurda. Uno dei presenti comincia ad attaccare il Novara Calcio dicendo che la Cimberio rappresenta davvero la città e noi tifosi siamo solo dei frustrati perché il pubblico del basket allo stadio non lo rivedremo mai più.

Al di là dell’inevitabile battibecco che nasce con un Massimo Barbero già teso per il match dell’indomani e dunque certamente poco accomodante, questa “uscita” è un po’ l’emblema di un sentore diffuso in una parte di città.
Asystel e Cimberio hanno fatto subito breccia nel cuore degli appassionati novaresi, ormai assuefatti agli scudetti dell’hockey. I loro campionati sono iniziati proprio nei giorni in cui la squadra di Civeriati, dopo un avvio promettente, ha cominciato a perdere uomini e qualche partita. Freddo e tribuna dal tetto scoperchiato hanno fatto il resto, dirottando un bel po’ di spettatori al caldo del palazzetto.

Quando il Novara Calcio si è rimesso a vincere con continuità qualcuno ha effettivamente ripreso la strada di un “Piola” ancora malmesso. Con la diffidenza però di chi teme di poter essere nuovamente deluso da un momento all’altro. E puntualmente sono arrivate le sconfitte di Busto e Prato (proprio contro le squadre che alla fine saliranno in C1) a gelare gli entusiasmi. Per dare un riferimento numerico, i giornali considereranno “buona” la risposta di pubblico per questo Novara-Pro Vercelli che vede appena 2300 persone sugli spalti perché era comunque un po’ di tempo che non si vedeva così tanta gente al “Piola”.

Insomma siamo un po’ allo spartiacque dalla stagione. Innanzitutto dal punto di vista della classifica perché tra zona play off e zona play out ci sono pochissimi punti di differenza. Ma soprattutto sul piano dell’entusiasmo della gente: tra vincere e perdere questo derby cambia tantissimo anche per ritrovare un seguito cittadino all’altezza della tradizione. Eppoi c’è un piccolo complesso di inferiorità (sportiva) nei confronti della Pro Vercelli che non abbiamo ancora superato malgrado l’esaltante 3-2 dell’andata: nei 3 campionati precedenti le “bianche casacche” ci sono sempre arrivate davanti, non accadeva da tempo immemorabile, probabilmente dall’era degli scudetti.

La tripletta di Rubino al “Robbiano” verrà ricordata come un giorno esaltante, ma isolato o come l’inizio di una nuova era?In casa Novara non è tutto oro quello che luccica. A microfoni spenti si vocifera di qualche malumore da parte dell’ondivaga famiglia Mastagni che un giorno vorrebbe rilanciare, un altro invece abbandonare.

Mister Di Chiara è un trascinatore, ma anche una miccia destinata ad esplodere da un momento all’altro. Borgo sta facendo un lavoro straordinario per tenere tutti buoni anche nelle settimane nelle quali non vengono i risultati. Dopo Prato il suo (allora) amico allenatore ha preteso un nuovo preparatore atletico per dare una scossa alla squadra che dall’estate lavorava con Faccioli.

E’ arrivato il “fido” Fantoni, ma cambiare preparazione in corsa nell’immediato può essere solo controproducente. Dopo la sosta probabilmente le gambe torneranno a girare al meglio, ma oggi ci sarà inevitabilmente da soffrire.Non sta meglio la Pro che è incappata in una serie nera quasi imprevedibile. I bianchi sono 4 punti sotto a noi e sono reduci da un “brodino” in casa con il Viareggio (0-0) dopo un paio di brutte sconfitte.

A Vercelli si aggrappano alla legge che vuole che a vincere il derby non sia mai la squadra favorita, come in effetti era successo all’andata.Si parte! Per noi scendono in campo Bini, Guida, Colombini, Ciuffetelli, Polenghi, Braiati, Brizzi, Di Chiara, Rubino, Palombo e Iuliano. Sulla fascia sinistra avrebbe dovuto giocare Dal Moro, ma Pippo si è fermato in extremis. Di Chiara si fida dei “suoi” 13-14 uomini, a costo di mettere qualcuno fuori posizione. E così il posto di Dal Moro tocca a Iuliano che pure ha altre caratteristiche.Braghin (sì, proprio lui) risponde con Anania, Bari, Bruni, Lorenzini (sì, proprio lui), Motta, Vianello, Raimondi, Fogli, Araboni, Turi e Mirabelli. Arbitra tal Vicinanza di Albenga che nell’agosto precedente ci ha fatto arrabbiare parecchio durante una partita di Coppa con l’Alzano.Non c’è tantissima gente, ma agli occhi di chi è abituato a vedere lo stadio deserto ormai da 5 anni sembra comunque il pubblico delle grandi occasioni. Anche perché la Curva Nord è gremita e vociante quasi come ai bei tempi.

Sugli spalti ci sono gli amici “occasionali” Andrea e Marco che erano venuti anche all’andata (dopo aver sbagliato curva all’ingresso) e che oggi son voluti tornare, anche a fini scaramantici.L’affascinante Chiara mi dà la linea da studio, io dovrò gestire l’intera diretta con a fianco l’affidabile tecnico Giorgio Bricco. Il resto di Radio Abc si è trasferito temporaneamente a Sanremo per la settimana del Festival.E’ dura, durissima. Più per la tensione che per il primo caldo primaverile. Il Novara dà l’impressione di partire forte per mettere paura alla Pro, ma è solo un fuoco di paglia. Gli ospiti prendono il controllo del centrocampo mentre i nostri si affidano troppo spesso ai lanci lunghi.E’ una brutta partita che scivola via quasi senza emozioni.

La squadra di Braghin dà persino l’impressione di poterla vincere nonappena quella di Di Chiara si allunga, ma per fortuna “SuperBini” sventa una pericolosa conclusione di Araboni. Là davanti c’è Mirabelli che un po’ di paura la mette sempre. Ma noi abbiamo un Polenghi in condizioni semplicemente straordinarie, sembra un altro giocatore rispetto all’altalena di rendimento degli esordi in azzurro.I due mister provano a vincerla sulle corsie esterne con gli ingressi di Bigatti e D’Agostino, le difese però fanno buona guardia. E ad un certo punto si ha quasi la sensazione che lo 0-0 possa stare bene a tutti. Io stesso mi adagio all’idea di un nulla di fatto che ci consentirebbe di mantenerci in zona play off visto che il Pavia è appena andato sotto a Viareggio.Ma questo Novara può contare sul classico dodicesimo uomo in campo. Su una “Curva Nord” piena e urlante che non vuole accontentarsi di uno scialbo nulla di fatto. E quando il cronometro segna ormai il novantesimo accade qualcosa di magico che è ancora bene impresso nella mia mente.

Vedo Eugenio Di Maio alzarsi dalla Tribuna Stampa e salutare Beppe Cortese proprio mentre sta per dipanarsi l’azione decisiva.E Di Chiara junior, da sotto i distinti, a scodellare la palla nell’area di rigore vercellese, Palombo la sfiora appena per l’accorrente Bigatti. Bigattino ci arriva di testa ed ha la lucidità di rimetterla in mezzo per Palombo che ha gioco facile nell’incornare in porta.“Goooooooollllll!!!!” urlo come un matto vedendo che la Nord è esplosa. Eppoi mi fermo per un istante, preoccupato dalle mani alzate dai difensori ospiti in un disperato tentativo di ottenere l’annullamento. Poi riprendo la carica: “Gooollll!!!! Palombooooooo!!!! Gol di Palombooooo!!!!!”.

E mi fermo di nuovo temendo di sbagliare il marcatore. E se fosse Rubino quello che ha colpito di testa e si è appena tolto la maglietta, impazzito di gioia? No, non può essere, Raffa è uscito poco fa per lasciare il posto a Ratti. Ed allora non può essere che lui: “Palombooooo… Gol di Palombooooo…. Ha segnato Palombooooo” urlo all’infinito perché non c’è nessuno che possa fermarmi o semplicemente interrompermi.

Giorgio Bricco mi guarda esterrefatto, ma non ha il coraggio di dirmi “basta!”. Ed allora pianto giù un altro paio di “Palombooooo” prima di decidere che è davvero il momento di smettere.
Noto Eugenio Di Maio che si è fermato in ultima fila e sorride più divertito che davvero felice.L’effetto comico lo vive chi sta a Sanremo. Nel viale affollato di gente nell’ora del passeggio domenicale post festival tutti quelli che transitano non possono fare a meno di sentire quel pazzo che sta urlando alla radio e così si avvicinano al pulmino di “Abc” per chiedere chi abbia segnato. La risposta “il Novara… Palombo” lascia ovviamente perplessi i passanti.

Non è finita, c’è il recupero da vivere. Ripenso ai 5 minuti post autogol di Rindone del 1998 con punizione finale dal limite all’ultimo secondo per i bianchi e mi vengono i brividi.

Ma stavolta la Pro non ha più energie fisiche e nervose per metterci davvero paura. Entra anche Lussjen Corti per Bigatti per far trascorrere qualche secondo eppoi arriva il triplice fischio finale.E’ estasi pura specialmente ripensando a cosa aveva detto un giornalista vercellese ospite da noi in Radio l’estate prima in una affollata trasmissione post Fiorenzuola: “Sono contento che il Novara si sia salvato, così anche l’anno prossimo avremo 6 punti sicuri…”. Il presidente Prunelli dice che Palombo ha segnato in fuorigioco, un altro dirigente ospite sostiene che ad essere in fuorigioco era Bigatti. In realtà entrambi erano in posizione regolare, ma quella di prendersela con gli arbitri (o i guardalinee) dopo le sconfitte è una tradizione vercellese cominciata sin dai tempi di Celoria.Sono talmente felice che evito accuratamente di scivolare in polemiche come avevo fatto dopo il derby salvezza deciso da Rindone. Ed è Prunelli a cadere in dichiarazioni che i tifosi vercellesi non gli perdoneranno mai: “La partita l’ha vinta il pubblico di Novara.

Hanno potuto contare su di una grandissima curva. Noi un seguito del genere non l’abbiamo avuto nemmeno nei play off”.Mister Di Chiara si prende tutto il merito della vittoria ed ovviamente i numeri (7 vittorie in 9 partite) sono ampiamente dalla sua parte. Il “Pole” rivolge una dedica molto simpatica all’amico dottor Federico Poggi che l’ha curato e guarito nei giorni difficili. La gente si ferma fuori a festeggiare, come non accadeva da tempo. La gioia potrà essere diluita in due settimane, visto che la domenica successiva ci si fermerà per l’ultima sosta.Il Novara Calcio ha riscoperto il piacere della vittoria e ritrovato il calore del suo pubblico.

Ci saranno ancora tante difficoltà da superare sulla strada della rinascita, ma è già cominciato il decennio magico che ci porterà da Fiorenzuola alla serie A.

Massimo Barbero

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