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domenica 03 novembre 2019 - 10:17
di Massimo Barbero

Erano ormai vent’anni che non perdevamo una partita di campionato ad Alessandria e prima o poi doveva capitare…

Spiace in maniera particolare sia successo in un anno già segnato da una serie di amarissimi 0-1 nei derbies con i grigi e con la Pro.Negli ultimo ventennio, o almeno dall’avvento di Sergione Borgo, i supporters dell’Orso ci avevano praticamente sempre dovuto guardare dal basso.

Oggi non è così. Anche il confronto diretto di ieri ha confermato che la squadra di Scazzola ha qualcosa in più di noi in termini di qualità, esperienza e, soprattutto, concretezza. Già, concretezza.

E’ questo il vocabolo che rende maggiormente l’idea della differenza vista ieri. I padroni di casa hanno trasformato in pericoli veri quasi tutte le sortite della nostra metà campo. Noi abbiamo fatto quasi sempre la partita, creando però pochissimo in rapporto alla mole di gioco proposta fino alla tre quarti avversaria.

Brucia tornare a casa senza punti dopo aver giocato in trasferta, contro un avversario probabilmente superiore, in questa maniera. Quasi sempre in proiezione offensiva.

Sullo 0-0 ed ovviamente ancor di più sull’1-0 per loro. Rivedere gli highlights e ripensare a tutto quello che abbiamo sprecato rappresenta un colpo al cuore mentre in ogni angolo di città trovi puntualmente un tifoso di una “strisciata” pronto a sentenziare: “ lo sapevo che sarebbe finita così. Perché, ti illudevi?”.

Però dopo 6 incontri consecutivi nei quali abbiamo sempre raccolto meno di quanto avessimo creato (anche con la Carrarese) non si può più parlare di episodi, sfortuna o altro.

Evidentemente ci manca qualcosa e sul quel qualcosa, con le forze a disposizione, Zebi, Banchieri e la squadra devono riflettere e lavorare nel silenzio delle mura dello spogliatoio.Nella conferenza stampa della vigilia Scazzola aveva dichiarato: “ Occorre la partita perfetta”.

Dai suoi l’ex capitano della Pro Belvedere voleva soprattutto la perfezione in fase difensiva. Nelle chiusure e nei raddoppi sugli esterni del Novara, arma potenzialmente letale, ma nella realtà dei fatti scontata, della truppa di Banchieri.

Il tecnico di casa sapeva che avrebbe potuto vincerla anche così. Senza concedere nulla dietro agli ospiti, convinto di poterla sbloccare comunque da un momento all’altro. Sul terreno del “Moccagatta” è sceso così un piccolo Cuneo in maglia grigia. Un simil Cuneo però che poteva contare su maggiore qualità in mezzo al campo rispetto alla truppa biancorossa, plasmata col passare dei mesi dal verbo di Borgo. E soprattutto su una coppia d’attacco tra le più temibili e meglio assortite dell’intero girone.

Una volta sbloccato il risultato con l’immancabile Eusepi, per l’Alessandria la partita è diventata ovviamente in discesa. I grigi dovevano solo scacciare i fantasmi di 4 rimonte subite nei precedenti 4 incontri e resistere contro una squadra che in questo campionato invece non era mai riuscita a raddrizzare un risultato. Ce l’hanno fatta, con un pizzico di fortuna, anche se non va dimenticato che pure Arrighini ed Eusepi in contropiede hanno avuto più volte la palla per il 2-0.

Una volta sotto, Banchieri ha invertito la posizione degli esterni d’attacco ed in effetti qualcosa di meglio si è visto già nel finale del primo tempo con almeno 3-4 situazioni pericolose non concretizzate in area avversaria.Con l’ingresso di Buzzegoli al posto di un Fonseca troppo timido gli azzurri sono cresciuti anche in mezzo al campo, ma, come si suol dire in questi casi, la montagna ha partorito il topolino. Non si è mai avuta infatti la sensazione che il nostro pareggio fosse imminente. Poteva arrivare, e non sarebbe stato uno scandalo, esattamente come sarebbe potuto arrivare il raddoppio dei padroni di casa. Il tempo è scivolato via veloce fino al minirecupero concesso da un direttore di gara (impeccabile per il resto) che evidentemente non vedeva l’ora di riprendere la strada di casa.

In settimana ho sbirciato l’interessante dibattito tattico che si è dipanato sul “muro” e che rispecchia i pensieri di una bella fetta di tifoseria. In assoluto ritengo che questa squadra non possa prescindere dal modulo per il quale è stata costruita, volto ad esaltare il ruolo degli esterni d’attacco che rappresentano indubbiamente il nostro punto di forza.Però contro avversari come l’Alessandria che la lezione l’hanno studiata così bene sarebbe cosa saggia anche provare a cambiare qualcosa quando ci si accorge che il gol proprio non arriva.

Banchieri l’ha fatto nell’ultimissimo lembo di partita e, non a caso, ci siamo trovati più volte liberi nell’area avversaria, malgrado l’atteggiamento totalmente difensivo adottato in quel frangente dai padroni di casa.

Al proposito rivolgo un appello che immagino non condiviso da tutti: “ Ridateci Pablo!”.

Lo so, altri meritano più di lui di partire titolari in questo momento della stagione, ma il suo utilizzo non può essere solo quello di quinto cambio da inserire soltanto quando si è sotto a 5’ dalla fine. Chi lo considera “finito” oggi lo immaginava tale anche nel lontano 2014 quando Toscano fu straordinario nel ridargli serenità, fiducia ed uno spazio crescente che ce l’ha restituito ad altissimi livelli. Difficile pensare di rinunciare a cuor leggero ad un attaccante che fino a due anni fa sembrava “fuori categoria” per la serie C.

Pause e momenti di black out hanno sempre caratterizzato la sua carriera, ma Pablo ne è sempre venuto fuori da cavallo di razza qual è. Diamogli una mano e ci potrà dare ancora una grossa mano.E’ una domenica grigia in tutti sensi… ma voglio chiudere con un pensiero positivo. L’anno scorso quel settore ospiti muto e rassegnato al “Moccagatta” (tale era rimasto anche dopo il gol di Eusepi nella porta giusta…) mi aveva fatto tanto male al cuore.

Mi ero addormentato temendo che, con la passione, se ne stesse andando per sempre anche quel poco del nostro Novara che ci aveva tenuto sportivamente in vita anche negli anni più bui. Ieri per fortuna, risultato a parte, è stato tutto diverso. Quel “ Novara-Novara!!!” gridato forte dalla nostra curva ad accompagnare l’ultimo assalto azzurro rappresenta una carica ed uno stimolo per ripartire subito. E’ la testimonianza più genuina che qualcosa di buono è stato fatto e qualcosa di buono rimane.

Al di là delle delusioni patite in un mese nel quale abbiamo raccolto molto meno di quanto seminato… Chi ieri sera era davanti alla tv a guardare Toro-Juve o altro e si è limitato a cercare il risultato sul giornale stamattina ovviamente non può capirlo…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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