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lunedì 11 novembre 2019 - 13:14
di Massimo Barbero

Un mesetto fa, dopo la frustrante sconfitta di Gorgonzola, avevo aperto l’editoriale del lunedì mattina citando l’inveterata “legge del gol”.

Banale e fin troppo scontato, ma il calcio è questo. Puoi disquisire quanto vuoi di schemi, tattiche ed allenatori. Poi quello che conta è solo buttare la palla in fondo al sacco, in qualsiasi maniera.

Sul campo il Como si è rivelato l’avversario più ostico che ci sia capitato di fronte in questo primo scorcio di campionato (Monza a parte ovviamente). La squadra di Banchini ha fatto la partita, ha sfoggiato solidità, compattezza, organizzazione.

Ma di tiri in porta ne ho visti pochissimi, di nitide occasioni da gol quasi nemmeno l’ombra (quella sui piedi di Marano è nata da un rimpallo). Così il Novara ha ritrovato i tre punti proprio nella partita casalinga nella quale ha costruito meno.

Non ci siamo divertiti come altre volte, ma alla fine siamo tornati a casa con il sorriso anche perché tra un rigore fischiato (ieri) e tre rigori ignorati (Pistoiese) la differenza non è mai banale.

La squadra di Banchieri probabilmente ha vinto la partita nella prima mezzora nella quale non si è fatta innervosire dalla supremazia lariana. Ha mantenuto concentrazione, distanze ed equilibri, senza mai perdere fiducia e convinzione, giocando come se ci fosse uno 0-0 da difendere, ma sempre tenendo presente che lo 0-0 non era l’obiettivo da raggiungere.

Pogliano, dopo 4 giornate di assenza, ha fatto più fatica del solito e con lui anche Cagnano che si è fatto insolitamente sorprendere da qualche sovrapposizione Ganz-Solini sulla sua corsia di appartenenza.

Al centro però avevamo uno Sbraga in condizioni straordinarie a dare sicurezza a tutti, a rendere quasi innocuo il predominio degli ospiti nel primo terzo di gara. Il Como era talmente corto e ben messo in campo da impedirci anche di colpire con quelle ripartenze che in una situazione tattica analoga avevano castigato Carrarese e Juve Under 23.

Piscitella ha fatto girare la testa a Bovolon (che ad un certo punto avrebbe meritato l’espulsione per doppia ammonizione) ma ciò è accaduto troppo lontano dall’area di rigore comasca per trasformare gli spunti del romanista in veri pericoli.Dopo aver sbloccato il risultato però abbiamo smascherato la lunghezza della coperta lariana che, alla resa dei conti, si è rivelata troppo corta.

Sullo 0-1 la formazione ospite ha continuato a giochicchiare come se fossimo in parità. Le grandi squadre sono tali proprio perché sanno cambiare marcia quando gli eventi lo impongono. Il Como non l’ha fatto. Anzi ad inizio ripresa ha sostituito anche quell’H’Maidat che poteva essere uno degli elementi più pericolosi nello sfruttare l’arma estemporanea del tiro da fuori.

Azzeccatissimo il cambio di Banchieri che ha tolto un Peralta che ormai aveva dato il meglio di sé per inserire uno Schiavi formidabile nel rincorrere i portatori di palla avversari, impedendo loro di ragionare.

Gli ingressi di Miracoli e, soprattutto, di uno dei due Gatto della Pro Vercelli (che in settimana a Como, con sapiente pretattica, avevano dato completamente fuori uso) hanno aumentato la pericolosità degli ospiti, subito minacciosi con un’incornata dell’attaccante subentrato. Però proprio in quel frangente, nel momento topico della ripresa, la zampata ferale… l’abbiamo piazzata noi con la rete del raddoppio confezionata dal duo Schiavi-Bortolussi.

Sono particolarmente contento per Mattia, troppo in fretta sul banco degli imputati dopo la prima prestazione davvero insufficiente (ad Alessandria) di un campionato sin qui ampiamente positivo.

Eppure gli attaccanti che giocano alla sua maniera, a differenza dei Cacia di turno, sono preziosi anche quando non fanno gol per il movimento incessante in ogni parte del campo.

Chi scrive ha sempre apprezzato il rendimento di Eusepi nel corso di tutta la stagione passata. Molti invece ne hanno scoperto il valore solo dopo il suo trasferimento in maglia grigia dove può contare sugli spazi liberati da Arrighini che ben si sposa con le sue caratteristiche (molto più di Cacia per intenderci) e che, per movimenti e capacità di svariare, è decisamente un elemento di categoria superiore. Il confronto Bortolussi-Eusepi lo si può fare anche con i numeri. Finora entrambi hanno segnato 5 gol, rigori compresi.

L’anno scorso il giocatore di proprietà del Pisa, non partendo sempre titolare, ma subentrando ad ogni gara, ha segnato 8 volte su azione (più 1 ai play off) in tutto il campionato, Bortolussi dopo 14 giornate è già a metà dell’opera. Infine va fatta una considerazione di natura economica che risulta non trascurabile in tempi di austerity e che ha certamente ispirato le mosse del saggio Zebi.

In estate Eusepi era legato al Pisa da un contratto molto oneroso mentre Bortolussi era libero dopo la cancellazione della Lucchese.

La partita di ieri ci ha infine suggerito che, specialmente in trasferta, Nardi e Schiavi potrebbero risultare molto utili in posizione più avanzata, messi in grado di sfruttare il loro spunto in fase offensiva senza essere legati da compiti di interdizione. Una soluzione da valutare per dare più equilibrio alla squadra quando sono gli altri ad avere il pallino del gioco.

Mi fa piacere che questo 2-1 sul Como ci abbia permesso di festeggiare nel migliore dei modi il compleanno di due grandi cuori azzurri quali Paolo Morganti (sono già 40 mannaggia!!!) e Riccardo Collodel.

Mi piace pensare che questo 2019 quasi agli sgoccioli abbia rappresentato un ideale passaggio di consegne tra loro perché c’è tanto bisogno di novaresità e senso di appartenenza sul campo e negli spogliatoi.

A loro accomuno ovviamente Davide Bove che i 21 anni li ha festeggiati giovedì ricevendo il regalo più gradito di una convocazione, di nuovo accanto ai compagni, dal primo all’ultimo minuto.

Ad oggi abbiamo giocato in casa ben 8 volte in 14 giornate di campionato. Ergo la nostra classifica sarà più veritiera dopo le trasferte ravvicinate di Olbia ed Arezzo.

Finora abbiamo raccolto pochino lontano dal “Piola”, ma va tenuto presente che ci siamo già recati sui campi delle prime 4 della classe. Per il resto a Gozzano abbiamo vinto meritatamente ed a Gorgonzola perso in circostanze molto particolari.

In Sardegna ed in Toscana dovremo dimostrare di essere una squadra in grado di fare punti pesanti anche in trasferta, negli spazi più ampi, come le caratteristiche di alcuni nostri uomini del reparto avanzato suggerirebbero…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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