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domenica 18 gennaio 2026 - 12:41
Trento-Novara vista da Massimo Barbero

Dei 15 pareggi già messi in fila nell'attuale campionato... questo è probabilmente uno dei meno difficili da accettare. Perchè ottenuto in trasferta ed in rimonta, al cospetto di un avversario più forte che a cavallo dei due tempi sembrava obiettivamente ormai padrone della gara.

Il problema restano... gli altri 14 segni X già collezionati che fanno sì che la nostra classifica resti deficitaria, ampiamente al di sotto delle premesse (e promesse) estive e verosimilmente anche delle potenzialità della rosa, Siamo pericolosamente aggrappati alla consolazione dei 12 punti di vantaggio sulla Pro Patria che ci fanno digerire (per ora) anche questo desolante quintultimo posto.

E' difficile scrivere qualcosa di razionale, calcisticamente fondato ed interessante su questo Novara, che non risulti sconfessato dalla fredda legge dei numeri (che dopo 22 giornate di campionato difficilmente mentono). Non è facile spiegare perchè questa squadra abbia un evidente saldo negativo di punti malgrado un valore oggettivo probabilmente superiore a quella che “Jack” Gattuso aveva saputo tenere, pur tra mille situazioni complicate, sempre decisamente al di sopra della zona rischio nella passata stagione. Quest'anno possiamo contare su attaccanti abituati ad andare (anche recentemente) in doppia cifra, under di valore e spessore ben diverso a quello sfoggiato da quasi tutti i ragazzi proposti nel recente 2024-25. In panchina si sono sin qui alternati due allenatori che non saranno (ancora) i Tesser o i Toscano di turno... ma che in carriera qualcosa di buono negli ultimi campionati l'hanno indubbiamente realizzato...

Forse il gap che ci separa da una classifica quantomeno tranquilla (ed un po' più gratificante per il nostro tormentato cuore azzurro) è dato dal rendimento degli elementi che dovrebbero fare la differenza. Dove sono i Bertoncini, gli Agyemang, i Ranieri, i Lanini ed i Morosini? Chi fuori per infortunio, chi in panchina per uno score non all'altezza delle aspettative, chi in lenta ripresa da ripetuti guai fisici, chi in campo con una resa ben differente da quella del passato recente... In una categoria dagli equilibri tanto sottili non si può prescindere dai numeri di coloro che ti dovrebbero far fare il salto di qualità. In fondo la stessa flessione in termini di punti del Trento di Tabbiani (malgrado alcuni innesti estivi importanti) è probabilmente spiegabile col fatto che nel passato campionato il “vecchio” Di Carmine, in una maniera o nell'altra, la metteva sempre... e Jacopo Pellegrini finora ancora no...

Ma non andiamo troppo lontano e dedichiamoci alla sfida di ieri. A dicembre 2024 Gattuso aveva interrotto l'imbattibilità da record dei gialloblù contando sulla forza di una difesa quasi impenetrabile (ci avevano fatto gol solo su una doppia carambola) e sulle ripartenze di elementi all'epoca ispirati. Stavolta invece Dossena ha scelto di giocarsela a viso aperto, con le stesse armi che il Trento propone ormai da un anno e mezzo. Una strada coraggiosa e rischiosa, specialmente vista la nostra posizione di classifica, che però il tecnico lodigiano ha imboccato con decisione sin dal suo esordio di Monza e che qualche frutto (più in termini di gioco che di classifica) lo sembra aver già dato. Non rinnego l'ottimismo che avevo esternato all'indomani della beffa con le Dolomiti e che sembrava messo in pericolo al “Briamasco” da un finale di tempo da brividi. Essere andati in campo per fare la partita ci ha aiutato poi a fare la partita... quando siamo andati sotto e non c'erano più alternative praticabili...

Al di là dei moduli e dei buoni propositi, la differenza però la fanno quasi sempre i singoli. E fino al 56' il Trento (dopo dieci minuti iniziali promettenti di marca azzurra) ha mostrato maggiore qualità e personalità negli interpreti. Impietoso il paragone tra il rendimento del tridente iniziale novarese e quello dei gialloblu. Ed anche tra la capacità di inserimento dei centrocampisti di casa e quella dei nostri.

I tre cambi operati al momento giusto da Dossena però hanno impresso la svolta. Come scrivo da agosto... non possiamo prescindere davanti dal miglior Alberti (e l'abbiamo avuto in condizioni ottimali assai di rado in questi mesi). A centrocampo mi ha colpito la personalità e l'intraprendenza con cui Arboscello è entrato in campo favorendo lo spunto di un Collodel ancora decisivo, per la seconda settimana di fila. Davanti un Lanini pur a mezzo servizio ha creato qualche grattacapo di più ad una difesa di casa graziata un paio di volte da Donadio al momento di tentare la conclusione vincente.

Dopo l'espulsione di Sangalli Tabbiani ha pagato un po' di presunzione nel non voler riaggiustare subito lo schieramento. Ne abbiamo approfittato immediatamente (quasi mai ci era capitato in questo campionato in undici contro dieci) ed a quel punto ci siamo illusi di operare anche un clamoroso “ribaltone”. L'ha pensato ovviamente pure Dossena che ha mandato in campo anche Morosini, l'elemento di maggiore qualità in grado di sfruttare la sopravvenuta supremazia. Abbiamo rinunciato ad un uomo in mediana (Collodel) per capitalizzare le sue doti realizzative e la sua voglia di vincere, ma purtroppo l'ex del Brescia non è riuscito a spezzare l'incantesimo. Il suo ingresso peraltro aveva spaventato anche Tabbiani che stavolta ha gettato subito in campo un difensore esperto (Trainotti) al posto dello scontento Chinetti.

L'ultimo pensiero è per Adrian Cannavaro. Non dev'essere facile per lui essersi trovato “fuori lista” a 21 anni, dopo un anno e mezzo di sacrifici lontano da casa. E nemmeno l'essere considerato “non adatto ad una difesa a quattro” al momento del cambio di allenatore. Ieri una gran bella fetta della rimonta è sua. Per il tempismo negli interventi decisivi in area, sopperendo agli acciacchi di un Lorenzini sofferente. Per quella grinta mostrata negli sganciamenti in avanti, con l'intento di volerla raddrizzare, a qualsiasi costo.

Ed ora la Pro Patria... Il destino riporta i “tigrotti” nel nostro stadio ad un anno esatto da quel maledetto 25 gennaio... Non dobbiamo caricare questa sfida di significati sportivi eccessivi... altrimenti rischiamo di venire schiacciati dal peso di dover vincere per forza... La classifica ed il rendimento delle ultime giornate dice che siamo più forti (e più in palla) e dunque non ci resta che dimostrarlo sul campo. Al di là della rivalità, spero che venga fuori una gran bella domenica di calcio, con sfottò reciproci e spalti più possibile gremiti, nel solco della tradizione ed a dispetto delle delusioni contingenti di ambo le parti. Si gioca finalmente nel giorno festivo alle 14.30, nel più autentico orario di una partita di calcio... approfittiamone... Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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