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L'intervista a Francesco Marianini
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mercoledė 01 dicembre 2010 - 06:40
di Alberto Battimo

Palla al piede e già sa cosa fare… si porta in avanti e segna… rincorre gli avversari e li ferma… corre per il campo fino al fischio finale onorando la maglia ed impegnandosi al massimo. Un giocatore invidiato da tutti per le sue qualità indiscusse, pronte ad essere impiegate per il bene della squadra. Lui è: Francesco Marianini...

“Nella mia squadra ideale Marianini occuperebbe sempre e comunque un posto di rilievo. E’ generoso, disponibile, molto duttile tatticamente. A uno come lui non si può rinunciare”. Questa dichiarazione fu fatta da mister Tesser qualche anno fa quando il “Comandante” era il tuo allenatore ai tempi della Triestina. Dalle parole è passato ai fatti: ti ha portato a Novara. Cosa significa per te sapere di godere della fiducia e della stima di un allenatore che non si è mai assopita nel tempo ? "
Mi sono trovato bene con il mister fin da subito, da quando ci siamo conosciuti. C’è sempre stata stima reciproca ed è stato anche uno dei motivi che mi ha spinto ad accettare di venire a Novara. Sapere di avere la fiducia dell’allenatore e sentirsela proprio dentro ti spinge ad entrare in campo più tranquillo. Sapere a cosa vai incontro durante la settimana e sapere già il modo di lavorare e il tipo di persona che è il mister, ti permette di rendere al meglio più facilmente. Mi ha fatto tanto piacere vedere che il nostro rapporto, anche se non ci siamo incontrati per qualche anno, non è cambiato e continua ad andare così bene come ai tempi della Triestina ".

Hai tutto quello che un calciatore (di qualsiasi ruolo di movimento) deve avere per essere considerato fondamentale. Tecnica, tattica, visione di gioco, polmoni, concretezza, lucidità, animo, intelligenza. A chi ti sei ispirato come modello di gioco ? Intravedi tra i giovani talenti di oggi un giocatore duttile come lo sei tu ? 
"
Sono contento delle mie prestazioni ma il mio obiettivo è quello di migliorarmi sempre, in particolare sotto l’aspetto tecnico e della visione di gioco, perché ritengo che siano due elementi importanti che possono notevolmente migliorare le qualità di un giocatore. Anche se vado per i 32 anni ritengo che si possa migliorare sempre. Il nome di un giovane talento non saprei dirtelo, mi cogli impreparato, ma posso dirti a chi mi sono ispirato: ammiro molto Massimo Ambrosini. Con le dovute proporzioni mi ispiro a lui perché credo sia un centrocampista completo ".

Nel big-match di sabato scorso il Novara è riuscito ad imporsi anche nello stadio della squadra più accreditata alla promozione. Tante occasioni sprecate e pareggio meritato ottenuto nei minuti di recupero, costruendo una grande azione corale da vedere e rivedere fino all’infinito. Molti consideravano questo match come la prova verità per capire dove può arrivare questo Novara.  Prova superata ampiamente ? "
Sono pienamente d’accordo su tutto quello che hai detto nella domanda tranne il chiamare “prova verità” il match contro il Siena. Ogni partita è una prova verità. Certo, la sfida di sabato scorso era importante perché si trattava di uno scontro diretto, però la prossima è contro il Crotone e magari tutti dicono che sia facile, quando invece può nascondere alcune difficoltà e quindi credo che noi ne abbiamo già superato diverse di prove verità; in 17 giornate abbiamo incontrato quasi tutte le squadre e abbiamo visto che possiamo giocarcela con tutti: questo ci deve sempre servire come stimolo. Ovviamente aver dimostrato anche a Siena di tenere testa ai bianconeri ci trasmette ancora più forza e coraggio, anche perché loro sono tra le due squadre, assieme all’Atalanta secondo me, candidate per la promozione diretta. Aver giocato alla pari, forse nel primo tempo anche meglio di loro e comunque averli affrontati a viso aperto e senza paura, alza ancora di più il morale della squadra. L’importante sarà giocare con la stessa intensità e grinta che abbiamo dimostrato in queste 17 giornate fino alla fine, solo così potremo rimanere nelle zone alte della classifica ".

La prossima partita di campionato vede il Crotone presentarsi sul sintetico del “Piola”. Una sfida che potrebbe nascondere delle insidie. Da non sottovalutare il cambio di allenatore (Corini nuovo mister, N.d.R.) e un dato che dovrà mettere attenzione alla squadra: fuori casa i calabresi hanno colto ben 9 punti sui 22 totali, ma soprattutto grazie a una vittoria, sei pareggi e solo due sconfitte. Avversari che tenderanno a chiudersi e ripartire… come si può scardinare una squadra che si presenta in campo in questo modo ? "
Ormai gli avversari ci conoscono e quindi tutte le squadre che vengono da noi si chiudono abbastanza. L’Albinoleffe, per esempio, come altre squadre ha giocato così. Sicuramente sarà una sfida molto difficile, troveremo pochi spazi e ci vorrà tanta pazienza, perché il loro obiettivo sarà quello di non farci giocare in base alle nostre caratteristiche. Ripeto, in queste sfide bisognerà avere pazienza sperando magari che si aprano di più rispetto ai nostri avversari precedenti. Pian piano, cercare di far girare palla e mai innervosirsi se non troviamo spazi, soprattutto all’inizio anche perché con l’andare della partita, quando subentra anche la stanchezza, loro potrebbero allargarsi e noi trovare qualche spazio in più per colpire "

Crotone, Frosinone, Pescara e Modena e siamo al giro di boa. Due partite in casa contro due squadre di qualità e due trasferte non vicinissime. Contrariamente alle speranze delle avversarie il girone d'andata è quasi finito e il Novara non mostra segni di cedimento. Ci sono parecchi infortunati ma la panchina è di gran valore e quantomeno per le partite in casa il campo non sarà condizionato dal gelo che si prospetta quest'inverno. È questa che state per affrontare adesso la fase delicata della stagione ? "
Si, è una fase importante e prima di Natale ci teniamo ad ottenere il massimo per festeggiare poi alla grande le feste. Sono dell’idea che il campionato si decida nel girone di ritorno e bisognerà cercare di rimanere più in alto possibile fino a marzo per poi giocarsela definitivamente. Mi sembra esagerato definire decisive queste sfide di fine andata che ci aspettano; certo bisognerà fare il massimo per raccogliere più punti possibile. I momenti decisivi saranno altri, arriveranno verso primavera quando il campionato sarà agli sgoccioli ".

Non deve essere stato facile per te lasciare una piazza importante come Empoli, accettare una nuova sfida, partecipare ad un progetto ambizioso come quello imbastito da Massimo De Salvo. Messo piede a Novara sei riuscito subito a conquistare il cuore dei tifosi. Anche se sono passati solo pochi mesi, Novara ti ha conquistato ? Cosa ti sta trasmettendo ? "
Sono stato piacevolmente sorpreso da tutto l’ambiente, sia come squadra che come tifoseria. Quando giochiamo in casa sentiamo veramente il calore del pubblico e più passano le partite più la gente si avvicina a noi. Per noi vedere uno stadio pieno, come contro la Reggina, è motivo di grande soddisfazione. Non vediamo mai l’ora di giocare in casa per poter regalare tante gioie al nostro pubblico. Non credevo di trovare quest’ambiente, mi avevano parlato benissimo di Novara come città, come ambiente e come società, però vedendo tutto di persona è fantastico. Sono contentissimo della scelta che ho fatto e speriamo di andare avanti in questo modo ".

Un messaggio per i tifosi... " I tifosi bisogna solo ringraziarli e chiedergli di continuare a starci vicino come stanno facendo sempre, perché abbiamo bisogno di loro e credo che tutti insieme possiamo toglierci tante soddisfazioni "

Grazie a Francesco Marianini per la disponibilità nel concederci questa intervista. Un ringraziamento anche all'Ufficio Stampa del Novara Calcio per la concessione rilasciataci nella stessa.

Alberto Battimo

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