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Storie di ex - Fabio Scienza
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giovedì 20 settembre 2012 - 15:39
A cura di Massimo Barbero

Questa volta la rubrica a caccia di ex è molto particolare. Abbiamo contattato Fabio Scienza, un personaggio che non ha bisogno di troppe presentazioni. Per i suoi 47 gol segnati in maglia azzurra che hanno fatto a lungo di lui il miglior marcatore degli ultimi 40 anni… prima che un certo Rubino lo sorpassasse sin dai tempi della C1... Per la sua vicinanza logistica e calcistica che lo hanno sempre fatto sentire sempre parte integrante della nostra realtà sportiva anche negli anni del “dopoNovara”.

Ma l’intervista a Fabio gol è certamente attuale anche per avere da lui un ricordo di uno dei suoi tanti mister, “Peo” Maroso, allenatore del Novara e dell’attaccante ossolano nella stagione ’84-85: “Ho saputo della sua scomparsa domenica mentre ero a Borgovercelli alla partita. Ero al bar ed a darmi la bruttissima notizia è stato De Lorentis, mio ex compagno in azzurro, proprio nell’era Maroso. Ricordo il mister con tanto affetto. Era solo apparentemente un burbero che sapeva invece trasmettere a noi giocatori tanto carattere ed una grinta incredibile”.

Dalla malinconia ai ricordi lieti. L’8 novembre 1987 Fabio Scienza ha siglato il gol dell’unica vittoria del Novara al “Bentegodi”. D’accordo l’avversario era il Chievo… ma alla vigilia di una gara tanto importante è bello rivivere certe sensazioni: “Ho rivisto recentemente il filmato e mi ricordo bene quella rete. Su sponda di Paladin insaccai con una bella girata. Fu un emozione particolare perché segnare in uno stadio del genere ti lascia sempre qualcosa di speciale…”. 

A rivedere certe prodezze vien da chiedersi come mai il grande Fabio Scienza non abbia calcato in pianta stabile questi palcoscenici: “A fine carriera si fanno anche pensieri così. Probabilmente ci sono stati anche dei miei demeriti. Oggi però si vedono ragazzi che hanno dimostrato molto meno, subito catapultati in piazze importanti. Allora la realtà era diversa. Non c’erano i procuratori e ti dovevi relazionare sempre e solo con la tua società di appartenenza.  Insomma il treno giusto per me potrebbe anche essere passato, ma io di certo non me ne sono potuto accorgere…”.

Ed anche la sfortuna ci mise lo zampino. Nel 1982 Scienza ed il Novara viaggiavano a mille, ma poi…: “Io ed Elli rimanemmo fuori per un po’, sguarnendo la fascia destra di quella spinta che aveva incantato nei primi mesi. Il mio infortunio era tutt’altro che grave. Si trattava di un semplice stiramento. Ma allora non c’erano i mezzi attuali. E la fretta di recuperare fece peggiorare le cose…”.

Dei 47 centri in maglia azzurra in campionato Fabio ne sceglie senza esitazioni un paio: “Da novarese i gol alla Pro Vercelli mi davano sempre grande gioia. Mi ricordo in particolare quello che inaugurò il famoso 4-1 alle “bianche casacche”. Anche se lo realizzai dall’area piccola quello rimane per me una sorta di capolavoro per il controllo e la rapidità di esecuzione. Poi ripenso alla rete segnata a Rho su un campo ghiacciato. Attraversai tutto il campo palla al piede ed andai a realizzare. E girandomi vidi la gradinata tutta azzurra. C’era davvero tanta gente a tifare per noi…”.

Scienza non è vecchio, nemmeno calcisticamente. Il suo ultimo campionato professionistico da giocatore risale alla stagione 1998-99. Però è stato testimone diretto di episodi lontani anni luce dall’ipocrisia che popola attualmente i nostri stadi, pieni di steward, divieti, tensioni e moralisti. Ad esempio quella volta a Lecco nel 1982: “c’era il massaggiatore del Novara che stava soccorrendo un nostro giocatore proprio sotto la curva di casa. Era Gornati un uomo grande e buono che purtroppo non c’è più. Uno spettatore continuava ad infilzarlo attraverso la rete con l’ombrello. Ad un certo punto ha perso la pazienza ed ha cominciato a spruzzarlo con l’acqua. Un tifoso di casa è saltato in campo dalla tettoia posta sopra la nostra panchina. Per sua sfortuna però si è imbattuto subito nelle “cure” di Santino Tarantola e c… che l’hanno rispedito immediatamente sugli spalti…”. 
Scienza era al “Piola” la sera di Ferragosto del 2010 quando il Novara ha giocato la sua prima partita casalinga su terreno sintetico. Guardandolo Fabio disse che su un fondo del genere anche lui avrebbe vinto qualche campionato con la maglia azzurra: “E ne sono ancora convinto. E’ una situazione che esalta le squadra più tecniche. E noi avevamo molta qualità, specialmente nell’anno di Dolcetti e c. Purtroppo allora d’inverno giocare in Viale Kennedy diventava davvero difficile per il fondo del campo…”. 
Dopo aver riportato in D il Gozzano Fabio Scienza si è concesso una pausa. Ora si gode il calcio da spettatore. Osserva e si aggiorna, in attesa della chiamata giusta. E non ha certamente dimenticato il primo amore: “Ho visto il Novara già in due occasioni. E’ una squadra che ha un enorme potenziale offensivo e gente di categoria negli altri ruoli. Oltre ad un allenatore eccezionale. Spero che il pubblico confermi la maturità mostrata in questi mesi. Nel senso che la gente deve sapere accettare, come ha fatto in queste settimane, anche un’annata che per diverse ragioni non sarà semplice. La B resta una grande realtà per Novara. E bisogna tenersi stretto un presidente come De Salvo che rappresenta una garanzia in un’era difficile…” Ti aspettiamo ancora al “Piola”, grande Fabio! Nell’attesa… quanto ci piacerebbe veder sventolare  nuovamente le bandiere azzurre al “Bentegodi” come in quel pomeriggio di quasi 25 anni fa...



Massimo Barbero



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