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mercoledì 24 giugno 2026 ore 15:28

L'Editoriale Azzurro

domenica 02 agosto 2026 ore 11:30
A cura di Massimo Barbero

Al di là delle rivalità pregresse, ho seguito sempre con simpatia particolare la carriera di calciatori come Carlo Taldo: gente che è partita dalla D e che, a furia di segnare e vincere campionati, si è guadagnata la serie A sul campo, per meriti reali. Nel 1994-95 era l’attaccante di riferimento del ripescato Saronno che ci inflisse dispiaceri in sequenza, su tutti l’eliminazione in una semifinale play off davanti alla Curva Nord strapiena. 

Poi, col nostro futuro capitano Brizzi a dargli i palloni giusti, nel 1999 trascinò il Lumezzane ad uno storico spareggio per la B contro la Pistoiese, sfuggito di misura in rimonta.
La lunga militanza nel Genoa è la migliore conferma del suo valore anche come dirigente. Nel dicembre scorso chiamò a Pontedera mister Banchieri, l’allenatore che nel dopo Toscano conserva la media punti più alta sulla panchina del Novara in C, a dimostrazione che per Taldo non contano le chiacchiere, bensì il valore oggettivo di un tecnico. 
Se li avessero lasciati lavorare, con qualche innesto mirato a gennaio e senza troppi stravolgimenti, quel Pontedera si sarebbe probabilmente salvato…

Quando a giugno ho pubblicato un paio di editoriali chiedendo che venissero ristabiliti dei ruoli chiari nel Novara attuale mi riferivo proprio ad una soluzione del genere: alla necessità di inserire un ulteriore uomo di campo che ci era mancato tantissimo nell’ultima stagione e mezza, per seguire da vicino quello che avviene negli allenamenti giornalieri e nei ritiri pregara, in particolare in trasferta. 
Soltanto chi ha vissuto per decenni la quotidianità di uno spogliatoio, a certi livelli, sa leggere nella maniera corretta alcune situazioni, che all’esterno risultano meno decifrabili. 
Poi il tutto va integrato con altrettante capacità manageriali, di scrivania e rappresentanza e forse adesso abbiamo finalmente completato il quadro.

Mi ha fatto piacere ritrovare domenica scorsa la Tribuna del “Margaroli” di Borgomanero stracolma di gente malgrado la popolarità delle squadre B non sia esattamente al top, in particolare presso i ragazzi delle curve di quasi tutta la penisola. Vuol dire che c’è ancora voglia di Novara e di calcio d’agosto. 
Mi stanno bene le amichevoli fuori casa, a patto che certe visite vengano presto ricambiate (a Chiavari, ad esempio, eravamo già stati nel 2023, sarebbe stato doveroso che fosse stavolta l'Entella a spostarsi qui). Non accetto invece i test a porte chiuse, quelli sì che per me rappresentano una mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi di ogni latitudine…

Al di là delle vittorie, la prestazione di Bogliasco ha dato segnali ampiamente incoraggianti. Se la rimonta sull'Inter era maturata dopo la girandola dei cambi, quando il valore tecnico dell'incontro aveva perso un po' di significato, l'uno-due a ribaltare l'iniziale vantaggio della Sampdoria è stato accompagnato, già nel primo tempo, da una manovra rapida, ficcante ed avvolgente.
Abbiamo preso due gol bruttini, offrendo per il resto dei 180 minuti una sensazione di solidità e compattezza tale da non concedere altre opportunità agli avversari. Miceli e Moretti sembrano aver messo a posto il nostro terzetto difensivo che nel finale del passato campionato aveva chiuso in chiaro affanno per gli infortuni di Bertoncini, Khailoti e gli acciacchi di un pur indomabile Lorenzini. Ma è tutta la squadra che adesso pare ben messa in campo, quasi imperforabile anche quando avvicenda tanti giocatori, con l'inserimento di alcuni giovanissimi.

Negli ultimi due impegni Birindelli ha proposto un 3-5-2 mai banale, che si tramuta in corsa in 3-4-2-1 quando la squadra avanza ed il Dell'Erba o il Basso di turno si aggiungono agli attaccanti nell'affondare. Il calcio d'agosto va preso con cautela, ma nel primo tempo di Bogliasco ho apprezzato un Ranieri autorevole che quasi mai nella passata stagione era risultato tanto convincente nel verticalizzare e velocizzare il gioco. 

E davanti Alberti (comunque in uscita) in queste amichevoli è apparso già in palla, vicino al rendimento dell'agosto-inizio settembre 2025 che ci aveva illuso, prima dell'infortunio. Continuo a pensare che il nostro potenziale offensivo (con Da Graca e Lanini ieri ai box per piccoli acciacchi) sia tutt'altro che da disprezzare, decisamente superiore a quello della seconda stagione di Gattuso (specialmente dopo la cessione di Ongaro e l'infortunio di Morosini). 

Ovviamente adesso mancano delle valide alternative visto che Morosini non c'è ed a gennaio scorso non era stato sostituito nemmeno l'acerbo Perini.Occorre però intervenire al più presto sulla fascia sinistra che con Urso ed il primo Agyemang era stata a lungo il nostro punto di forza. E chiarire il discorso portiere decidendo se Boseggia sarà o meno ancora il titolare nella stagione 2026-27. Non credo alle alternanze, né alla concorrenza nel ruolo in questa categoria. Tantomeno se si punta su un ventiduenne che ha bisogno innanzitutto di certezze. Brichetto cominciò a scricchiolare anche per la pressione dall'esterno del veterano Micillo. 

E, per contro, il quasi esordiente Ujkani trasse forza ulteriore dalla presenza di un dodicesimo rassicurante, mai invadente, come Fontana.

Due parole sul calendario. Io abolirei i turni infrasettimanali in C ed in D… a costo di accorciare le vacanze dei calciatori ed, al limite, i play off. Un mercoledì sera ad Ospitaletto a febbraio ha davvero poco senso. Mi ha colpito la sequenza di metà settembre: giocheremo il giovedì alle 18.30 a Lumezzane per poi ospitare il Carpi (che tra l’altro avrà riposato addirittura un paio d’ore di meno) la domenica alle 14.30. E’ spettacolo tutto questo?

Da venerdì mattina siamo tutti più soli. La scomparsa di un campionissimo come Franco Baresi ci fa sentire ancora più lontana la magia di un calcio che non è più quello degli anni ottanta-novanta. 
La grandezza del capitano rossonero sta nell’aver trascinato sempre il suo Milan: dalla doppia risalita dalla B al tetto del mondo, superando in corsa il rischio concreto di un fallimento… La partita più bella per me rimane la finale mondiale di Pasadena: a 34 anni giocò 120 minuti impeccabili di fronte al duo Romario-Bebeto, ad una ventina di giorni da un’operazione al menisco e nell’afa opprimente di una caldissima ora di pranzo. Purtroppo agli annali è rimasto solo quel rigore sbagliato e le lacrime che oggi sono anche le lacrime di tutti noi… 

Forza Novara sempre!!!

Ps: nell’agosto 2018 scoprimmo, nostro malgrado, l’esistenza del Circolo Aniene il cui presidente Fabbricini era stato nominato a febbraio da Malagò Commissario della Federazione dopo l’eliminazione mondiale con la Svezia. 
Nell'ormai popolare Circolo romano nacque la “santa alleanza” destinata a ribaltare due gradi federali di giudizio che avevano visto il Novara vincitore nella battaglia per i ripescaggi, imponendo l’obbrobrio di una B a 19 squadre. 
Ora allo stesso Circolo Aniene si è rinsaldata l’intesa Malagò-Mancini (ai danni del trio Maldini-Leonardo-Pirlo) per una Nazionale che, sotto il profilo della popolarità, riparte già sotto i peggiori auspici.