Le estati azzurre da tre anni a questa parte hanno ritmi lenti (dico per fortuna, rispetto al batticuore dei giorni di Pavanati o Altamimi...).
Per questo ho preso l'abitudine di scrivere l'editoriale a pezzi. Butto lì durante la settimana qualche concetto la sera prima di spegnere il computer. Poi ci rifletto, lo ritocco e lo correggo nei giorni successivi. Ed aggiungo via via qualcosa...
Fino all'ultima rilettura di domenica mattina quando arriva il fatidico momento di inviare il file al direttore Faranna...
Stavolta no. Non ho scritto una riga prima di recarmi al “Piola” venerdì pomeriggio ad assistere all'allenamento congiunto. Volevo capire che effetto fa vedere il Novara in campo alla prima “amichevole” senza nemmeno un vero nuovo acquisto in campo (Miceli e Moretti erano in Tribuna).
Non ci è capitato spesso negli ultimi quaranta e passa anni di tifo condiviso. Ricordo un agosto tristissimo in cui dopo la promozione in C1 targata Armani in pratica non avevamo preso nessuno e cominciammo il ritiro in ritardo con una dozzina di superstiti della trionfale stagione precedente. Mi sovviene ancora l'estate 1993 con il solo volto nuovo Galelli a crossare palloni dalla destra nel 4-4-2 di Del Neri. Altri tempi, di crisi societarie ancor prima che tecniche...
Ebbene l'impressione l'altro giorno è stata positiva. Per almeno un tempo ho visto una squadra intensa ed intraprendente, caricata a dovere a bordocampo da mister Birindelli, in piedi davanti alla propria panchina a chiedere di continuo di velocizzare la manovra, specialmente allargando il gioco.
Anche la risposta di pubblico è stata incoraggiante a conferma che in città c'è sempre voglia di Novara.
Ovviamente questi test lasciano il tempo che trovano. Per il valore dell'avversario assemblato e per il fatto che il campo è andata una squadra davvero sperimentale, con giocatori in prova e forse sul piede di partenza.
Però, leggendo tra le righe, qualche indicazione dagli impegni estivi la si può trarre. Ricordo la preparazione di Notaristefano nella quale il mister ripeteva sempre gli stessi concetti: gruppo imballato, partita che non fa testo, etc... Un anno dopo con Tesser invece si era cominciato a vedere qualcosa già dalla seconda gara in quel di Oleggio. Ogni appuntamento era l'occasione per provare una mossa, testare qualche situazione nuova, cercare un spunto... Non a caso partimmo forte in Tim Cup, eliminando in casa loro Modena e Parma...
Sono rinfrancato anche dagli arrivi di Miceli e Moretti. Non li conosco direttamente e non posso sbilanciarmi sul loro valore attuale, ma se due società che volevano salire subito in B come Catania e Brescia li hanno ingaggiati nello scorso mercato di gennaio vuol dire che godono ancora di un mercato non trascurabile in categoria.
Apprezzo la scelta di piazzare innesti di spessore, privilegiando qualità ed esperienza alla quantità visto che di giocatori in rosa ne abbiamo già parecchi.
Sulla carta dovremmo aver messo a posto la difesa come non accadeva dall'era pre cessione di Lancini (e Riccardi) quando eravamo quasi insuperabili dietro (ricordate le trasferte ravvicinate del 2024 di Arzignano e Trento?).
Ora mi aspetto altrettanto anche gli altri reparti, partendo dalla fascia sinistra e dal delicato compito delle mezzepunte.
In settimana mi ha colpito una notizia proveniente da Brescia: Pasini ha acquistato il vecchio marchio e riportato la V sulle maglie delle rondinelle che, a quasi un anno dal brusco trasloco in massa della Feralpi Salò, hanno recuperato un po' di storia e credibilità sportiva.
La tribolata vicenda del povero Novara Calcio è ovviamente completamente differente. Però un anno fa, su questo sito, avevo invocato che il “vecchio” marchio venisse acquistato dal Fallimento per riportare a casa un simbolo che almeno fino all'interminabile notte di Bari del 2016 ci aveva fatto spesso godere e comunque ci legava in nome di un'infinita passione...
Sarebbe stato giusto e forse doveroso riportarlo tra noi, al di là delle legittime scelte di rinnovata immagine dell'attuale società. Purtroppo il mio appello non ha avuto seguito né da parte del Comune né dal Club e ora pare che quel marchio sia malinconicamente finito nelle mani del cliente di un avvocatessa molto vicina all'attuale Pro Patria, onestamente non credo per cifre iperboliche... Peccato!
Domenica scorsa mi ha colpito un messaggio di “Manuel” sul “muro”. Anch'io frequentavo spesso la sede nei primissimi anni dell'era Borgo (soprattutto per realizzare il Magazine da distribuire la domenica allo stadio) e so bene come quel Novara si reggesse molto sul volontariato e sui sacrifici di dipendenti, disposti anche a lavorare diversi mesi senza stipendio pur di essere comunque di supporto al cammino della squadra. Non a caso Sergione, subito dopo i vittoriosi supplementari col Sudtirol, aveva dedicato quell'epocale promozione in C1 a loro: segretari, magazzinieri, tuttofare vari... gente che non aveva mai mollato per puro senso del dovere e di appartenenza anche nei mesi più complicati prima dell'avvento di Pippo Resta...
L'attuale Novara ha potenzialità enormi, decisamente superiori ed una stabilità economica invidiabile. Ma non riesce a metterle ancora completamente a frutto perchè manca qualcosa in termini di organizzazione. Non è minimamente in discussione la professionalità dei singoli, ma dall'esterno si ha la sensazione che non sia sempre ben chiaro chi debba fare cosa.
Così si passa in pochi giorni dal fiore all'occhiello di un video emozionale per la campagna abbonamenti azzeccato e davvero ben realizzato (da Andrea Crupi e da chi ha collaborato con lui) al poco lusinghiero equivoco di un ritiro estivo che salta un paio di giorni prima di partire verso l'hotel del superappassionato Bertalli.
Come dico sempre di questi tempi da quando scrivo l'Editoriale... correte ad abbonarvi!
E' un appello che ho evitato solo nell'estate 2024 quando i prezzi voluti da Lo Monaco avevano sconcertato anche il sottoscritto.
Stavolta il Novara ha varato iniziative intelligenti: lo sconto per la Curva esteso agli Under 25, la riduzione per chi rinnova subito, la promozione per i ragazzi del settore giovanile che devono innamorarsi dell'ineguagliabile maglia azzurra che hanno la fortuna di indossare.... Io credo che chi sia davvero legato al Novara abbia il dovere di dare il proprio contributo, a prescindere a qualsiasi altra considerazione.
Con gli orari strampalati che impone la Lega... non è più possibile per tutti essere sempre presenti... ma è bello e significativo staccare la propria tessera ogni anno.
Un esempio, tra i tanti, può essere quello del mio amico Stefano Bonfanti: ha brontolato via social per tutta l'estate... ma al via... ha rinnovato la card dopo circa 50 minuti dall'apertura mostrandola orgoglioso a tutti. Credo di conoscerlo più o meno dal 1992 ed ha sempre fatto così, nella buona e nella cattiva sorte... Lo stesso discorso vale per il Corrado dell'Edicola che ho appena incontrato...
Noi tifosi azzurri siamo fatti in questa maniera: nei momenti poco gratificanti polemizziamo più o meno apertamente, ma non lasciamo mai la nostra squadra del cuore, in qualunque caso... Forza Novara sempre!!!
Ps: è stato un venerdì mattina tristissimo con brutte notizie a raffica. Ci stringiamo alla famiglia di Osvaldo Bagnoli e soprattutto al Ct Silvio Baldini ed ai suoi cari nel momento di un dolore davvero troppo crudele. Il microcosmo pallonaro non ha divisioni né colori in certi momenti che ci uniscono in nome di un grande abbraccio condiviso.
