A cura di Massimo Barbero
Chi come me ha vissuto da ragazzo gli affascinanti anni ottanta non può non rimpiangere quello che era all’epoca il calcio d’agosto: un infinito castello di sogni colorati che scattava con la prima amichevole estiva e terminava con il fischio d’inizio del campionato, di solito attorno alla metà di settembre. Ricordo dolci soggiorni alagnesi nei quali il tempo lento era scandito da gustosissimi articoli di giornale. Inviati di alto livello (ed all’epoca ce n’erano davvero parecchi) riempivano la fantasia di noi calciofili narrando le gesta dei campioni appena sbarcati in Italia e di quelli che avevano cambiato maglia. Sfide improbabili tra club di serie A e realtà dilettantistiche (o tra squadre professionistiche di categorie diverse) si trasformavano in veri e propri eventi, con pathos descrittivo degno di una finale mondiale.
Si raccontavano meraviglie non solo di Maradona, Zito, Platini, ma anche di Blissett, Luvanor e Pedrinho e persino del supponente Rush…
E la C aveva una propria dignità sui quotidiani sportivi. Per due stagioni consecutive il Novara aveva giocato la prima gara ufficiale di Coppa in casa contro la Pro Vercelli a metà settimana, quando mi trovavo ancora in montagna. Entrambe le volte avevo trascorso una notte quasi insonne, piena di sogni confusi, immaginando un risultato di volta in volta sempre diverso che in realtà avrei scoperto solo al risveglio, al momento di andare finalmente in edicola. E l’attesa sarebbe stata ben ripagata perché ogni partita, nonostante l’ora tarda, aveva uno spazio significativo con tabellino e breve cronaca sui giornali specializzati che oggi invece ci propinano pagine e pagine dedicate soltanto all’argomento di grido del momento, sia esso Sinner, Kimi Antonelli o adesso Pirlo.
La C traeva linfa da quel simpatico carrozzone pre stagionale. Quanto ha garantito al Casale, in termini di rientri concreti e di visibilità, quell’immancabile visita in periodo vacanziero che gli assicurava la Juventus in un “Natal Palli” strapieno subito dopo il debutto di Villar Perosa? In chiave azzurra ricordo che nell’estate 1993 Santino Tarantola, rimasto solo al timone, subito dopo una sofferta iscrizione in C2, si premurò di organizzare delle amichevoli nel nostro stadio in pieno agosto con Inter e Juventus. Pellegrini e Boniperti non esitarono a rispondere presente alla chiamata del nostro Presidentissimo pur di aiutare un club un po’ in difficoltà in quel momento. E così ci gustammo Schillaci in casacca nerazzurra, un emergente Del Piero ed un Vialli disponibilissimo nel premiare Obbedio fresco vincitore del “Trofeo Ardemagni” indetto dal Club Forza Azzurri.
In Viale Kennedy ho visto giocare Maradona che pur di esserci, in un giovedì sera di pioggia a campionato in corso, aveva preso un volo personale da Parigi dove si era recato per ricevere un premio per il fresco Mondiale vinto. Ho ammirato Platini nel suo ultimo anno di carriera che non voleva saperne di uscire dal campo fin quando la Juve non avesse completato la rimonta contro il sontuoso Novara di Scienza, Balacich e Dolcetti. Socrates invece aveva anticipato i tempi, rifiutandosi di sobbarcarsi tutti quei chilometri per affrontare una squadra di C2 in precampionato…
Berlusconi ha subito fiutato l’affare. Ha colto che quelle amichevoli d’inizio stagione potevano garantire ascolti televisivi ben superiori al “Mundialito” di giugno che aveva cominciato a proporre, negli anni dispari, sin dal 1981. Come sempre accade, il troppo storpia… e quando i palinsesti sono stati inondati da partite ad ogni sera di agosto un po’ della magia d’inizio anni ottanta è puntualmente venuta meno. Al resto ci hanno pensato i “triangolari” “Tim”, “Moretti” o Roccanuccia… ad uso e consumo dei palinsesti… con sponsor annessi da piazzare nelle pause. Il calcio è uno sport da due tempi di 45 minuti, possibilmente con in mezzo un intervallo da 15… se vuoi cambiarne il format il tutto perde di fascino e credibilità…
Le cose sono precipitate in maniera irreversibile più e meno con l’inizio del nuovo millennio quando le tempistiche del mercato estivo sono state dilatate a dismisura, fino al 31 agosto o giù di lì. Un tempo a metà luglio la rosa era ormai completa. Una settimana fa il Novara ha giocato la sua prima amichevole (pardon allenamento congiunto) senza nessun nuovo acquisto in campo. Poche ore dopo la Juve ha debuttato a Basilea con la sola novità Ekhator, giocatore già infortunato e già sul mercato per possibili ulteriori scambi. Che appeal possono avere test così distanti dalla realtà del prossimo e peraltro imminente campionato?
Le società hanno fatto il resto. Le big alle gite fuori in provincia hanno preferito trasferte intercontinentali per test in maschera in Australia o Cina, unicamente in nome del business. Con buona pace della regolarità degli allenamenti che qualsiasi buon preparatore vorrebbe imporre. L’emergenza Covid ha accentuato l’abitudine delle partitelle da giocare nel proprio centro sportivo, spesso ad orari improponibili e quasi sempre a porte chiuse. Un plauso, al proposito, va fatto alle nostre società che si sono succedute al timone che ci hanno sempre lasciato libero accesso a Novarello.
Eppoi credo che quando si giochi con lo stadio accessibile ai tifosi si debba avere rispetto del pubblico presente. Proponendo delle maglie da 1 a 11 ( e da 12 a 22) anche quando le divise ufficiali non sono ancora state consegnate. Con una distinta appesa ad un muro da fotografare in modo che tutti possano sapere chi è in campo in quel momento nella propria squadra del cuore.
Mi ero indispettito nel luglio 2018 quando il Novara aveva annullato una partita già organizzata a Borgomanero per recarsi a Milanello a sfidare la truppa del futuro CT Gattuso. Fu triste scorgere tanti tifosi rossoneri a sognare, con largo anticipo, l’arrivo di Modric relegati fuori dai cancelli mentre in un campo abbastanza lontano dalla nostra vista si affrontavano le due squadre. Col divieto di fotografare, registrare, parlare. Noi giornalisti accreditati (nel 2019 e nel 2020 invece le porte furono chiuse per tutti) sembravamo scolaretti in gita scolastica, scortati all’uscita al fischio finale per paura che strappassimo chissà quale dichiarazione agli addetti ai lavori.
Per me l’autentico calcio d’agosto è quello che abbiamo vissuto tre anni fa con l’arrivo a Gozzano della Sampdoria del futuro CT (forse?) Pirlo. Con un “D’Albertas” di nuovo colorato d’azzurro per il ritorno da noi, purtroppo fugace, del grande “Buba” e con tanti tifosi blucerchiati che sognavano l’immediata risalita in A.
Ringrazio dunque il Novara e soprattutto l’Accademia Borgomanero che nell'occasione ci ospita per aver organizzato per oggi pomeriggio un amichevole a porte aperte (e gratuita). Un modo simpatico e gradito per riavvicinare la gente all’amato pallone. Non mancate…
Forza Novara sempre!!!
Ps: Negli ultimi tre anni ho avuto la fortuna di conoscere di persona eppoi di incontrare più volte Alberto Fortina alias “Vecchiolupo”: un uomo intelligente, cordiale, sempre arguto e pungente anche nelle sue osservazioni sull’amato Novara. Ci mancherà tantissimo. Un abbraccio a suoi cari.
