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Ultimo aggiornamento: martedì 03 marzo 2026 alle 13:30

L'Editoriale Azzurro

domenica 14 giugno 2026 alle 11:57

A cura di Massimo Barbero

A decidere le finali sono, quasi sempre, gli episodi. Se il nostro ex Mallamo avesse segnato il gol, facile facile, dell’1-1 nella parte conclusiva del primo tempo... forse Ascoli-Brescia sarebbe finita in maniera diversa. Cosiccome è vero che la pioggia battente (eppoi la sospensione) ha condizionato la sfida d’andata nella quale le “rondinelle” stavano indubbiamente giocando meglio. 

Però il verdetto degli ultimi play off una logica ce l’ha. Ha prevalso la squadra abituata a scendere in campo per vincere, a cercare sempre il massimo risultato. I bianconeri, Campobasso a parte, avevano chiuso la regular season con 10 successi di fila nella caccia, quasi irrealizzabile, all’Arezzo. Corini, invece, aveva varato un Brescia “di controllo”, abituato a gestire gli sforzi e le partite in vista degli spareggi, com’è nella filosofia del tecnico subentrato. E così si è trovato in difficoltà quando è stato costretto a cambiare marcia. Al “Rigamonti” perché doveva cercare di vincere per mettere fieno in cascina. Ed al ritorno, dopo l’immediato 1-0 di Rizzo Pinna.

Per questo ho apprezzato il Novara di Dossena più di quello di Zanchetta. Perché, al di là dei punti conseguiti, ho visto nel ritorno una squadra in campo sempre propositiva, che cercava costantemente di imporre il proprio gioco. Con il tecnico appena passato alla Pianese, quell’atteggiamento, dopo un mese iniziale promettente, l’avevamo smarrito.

Tornando all’Ascoli, la parabola da allenatore di Tomei ci fa sperare anche in ottica Novara. Il condottiero dei bianconeri, da poco cinquantaquattrenne, fino al 2023 aveva fatto solo il vice di Di Francesco in diversi club. Poi, dopo un esonero nel Monopoli, si è messo in luce nel Picerno tanto da meritare la grande chance nelle Marche, subito sfruttata appieno. Da tifosi azzurri non possiamo che augurarci che mister Birindelli, dopo l’ottima esperienza alla Pianese, ripercorra dalle nostre parti un simile salto in avanti…

Torno a Dossena, per sottolineare come il CT “ad interim” della Nazionale Baldini abbia espresso nei giorni scorsi un concetto sul quale insiste molto spesso anche l’allenatore che ha guidato il Novara nella seconda parte della stagione conclusa ad aprile: bisogna aumentare ritmo, intensità e durata negli allenamenti perché i nostri calciatori arrivino a reggere il passo degli altri campionati. Il Novara di Dossena, dopo un mese imballato, correva più delle squadre che aveva di fronte. Ricordate il congedo casalingo con il Cittadella? Al primo caldo gli avversari erano sempre a terra nella ripresa: infortunati, acciaccati, coi crampi. Noi invece abbiamo finito in crescendo.

Dopo il doppio 1-0 della Nazionale azzurra a Lussemburgo e Grecia mi sono sorpreso nel leggere opinionisti e tecnici invocare la conferma del CT promosso per le partite in calendario in attesa del nuovo presidente federale. Davvero bastano due amichevoli “sperimentali” per prendere posizioni così convinte? Perché nessuno aveva proposto Baldini CT già dopo il disastro di Spalletti in Norvegia? 

Eppure il condottiero toscano allena dal lontano 1984… Forse gli entusiasti di giornata sono gli stessi che avevano esaltato il diverso piglio di “Ringhio” Gattuso dopo la goleada nel finale all’Estonia nel settembre scorso a Bergamo… Per carità, l’ex tecnico della Carrarese ha indubbie doti di motivatore e dal punto di vista tattico non è mai banale, tutt’altro… ma perché non permettergli di proseguire il percorso di crescita degli Under 21 cominciato meno di un anno fa? Nel maggio 2009 la Juve esonerò Ranieri, forse in rotta coi senatori, per promuovere Ferrara che traghettò i bianconeri a due facili vittorie nelle giornate conclusive di campionato. Ebbene furono sufficienti quei sei punti per affidargli la panchina della prima squadra nel successivo campionato di A affrontato con investimenti importanti… col risultato poi di esonerarlo a gennaio e ripescare Zaccheroni. Nel calcio, di norma, si dovrebbe essere meno umorali, nel bene o nel male…

Torno doverosamente al Novara per fare una considerazione sul perché non mi convince fino in fondo la politica del “minutaggio”. 

Nel settembre 2006 ho visto Ludi debuttare, tra evidenti imbarazzi, in una difesa a tre in quel di Pavia. Non era un ragazzino, si avvicinava a compiere 24 anni, eppure il suo percorso di crescita ebbe bisogno di una stagione almeno per compiere il vero salto di qualità. Se esistesse ancora una cronologia del nostro “muro” trovereste decine di pagine… tra il 2007 ed il 2008… di perplessità sulla possibilità di “Charly” di giocare in una squadra competitiva di C1. Se non fosse stato per l’ostinata convinzione di Borgo… lui e Cusaro probabilmente non avrebbero fatto la stessa carriera. Il tempo ha reso giustizia al centrale di Viadana, visto che è stato il difensore titolare in un Novara che ha disputato le due migliori stagioni di B, con Tesser ed Aglietti in panchina.

Tutto questo per dire che è presto oggi per bocciare un 2004 come imporrebbero già le norme sugli under (che nel 2026-27 monetizzano solo due tra i giocatori schierati nati nel 2004). Se si crede davvero in un elemento, bisogna invece insistere, dargli la possibilità di sbagliare, di migliorarsi sul campo, anche nel corso delle stagioni. Un anno fa la nostra società ha investito su un manipolo di ragazzi, blindandoli con contratti pluriennali. Ma qualcuno è finito troppo presto nel dimenticatoio, qualcun altro alla Cairese. 

E che mi dite dell’interessante Maressa… acquistato a gennaio 2025 e ceduto a titolo definitivo al Bra già il 1 settembre successivo? Se nel 2019 Banchieri avesse riservato al quasi diciassettenne Barbieri lo stesso trattamento che è stato usato con Malaspina… forse il buon Tommaso non avrebbe mai disputato un campionato di A da titolare... 

Invece il tecnico torinese ebbe il coraggio di riproporlo dopo una mezzora di grande sofferenza col Lecco, a dispetto delle perplessità di noi giornalisti ed un pò di tutto l’ambiente. Esattamente come difese poi il più maturo Bellich, oggi tra i migliori elementi della B, all’indomani del derby perso ad Alessandria.

Secondo me la politica del minutaggio la può fare validamente l’Albinoleffe che è appena stato promosso in Primavera 1 sotto la guida del grande Max Maffioletti e dunque ha un ricambio costante di ragazzi già di buon livello provenienti dal proprio vivaio… Per il Novara invece, volendo proprio percorrere questa strada, forse, sarebbe più saggio attingere a prestiti giocoforza di passaggio da club di vertice che non hanno le seconde squadre in C (l'ultima finale scudetto Primavera è stata Fiorentina-Parma) da affiancare ad uno stabile zoccolo duro di elementi decisivi. Invece qui un anno fa si è scelto coraggiosamente di investire su giovani di proprietà. 

Un’iniziativa meritoria, certamente. Però bisogna portarla avanti, cercando di crescere nel tempo un gruppo vincente, o almeno competitivo. Provo a spiegarmi meglio… Seguendo questa strada, se un ventenne fa benissimo qui… presumibilmente viene ceduto in categoria superiore… Se fa benino (o maluccio) viene dirottato altrove, magari con sacrificio economico a carico della società, semplicemente perché non fa più minutaggio. Così diventa difficile allestire un gruppo vincente o almeno molto competitivo. La gestione Mds cominciò con due insignificanti ottavi posti. Ma il primo anno già c’erano Ludi ed Evola (confermati), Centurioni, Gheller, Rubino. E nel secondo si aggiunsero Tombesi, Porcari e Bertani… Con una base simile fu più semplice innestare gli uomini in grado di fare la differenza nell’estate 2009. Con tutto il rispetto per loro, non era certo con gli under della stagione di Notaristefano (Tani, Perego, Amato, etc) che avremmo mai potuto programmare il clamoroso doppio salto...

Chiudo con l’ottimismo dato dalla notizia riportata da tutti i giornali locali dei passi avanti fatti dalla proprietà per l’acquisto dello stadio. E’ un altro bel segnale di un impegno duraturo nel tempo con alle viste, verosimilmente, investimenti sostanziosi anche in termini di squadra per un “Piola” sempre più gremito, appetibile ed ovviamente azzurro… Forza Novara sempre!!!

PS: è stato un 12 giugno malinconico. L’ha reso tale quel comunicato che annunciava, quasi all’ora dell’aperitivo, l’addio di Pablo alla Primavera azzurra. Il Novara perde tantissimo da tutti i punti di vista, ma soprattutto in termini di ritrovato senso di appartenenza. Non c’è bisogno che mi dilunghi per elencare le qualità umane e tecniche di Pablo ed il suo attaccamento ai colori azzurri: le conoscete tutti. Mi limito solo ad aggiungere che andando a Novarello quest’anno ho visto una squadra ben messa in campo, sempre offensiva e con un volto tattico ben delineato contro tutte le avversarie. Nelle settimane degli opachi 1-0 all’Arzignano (o peggio) guardare le partite di quella squadra rappresentava davvero una boccata d’aria fresca… In bocca al lupo Pablo, Ti aspettiamo di nuovo da noi!!!