A cura di Massimo Barbero
Il Novara FC ha una struttura essenziale, quasi anomala nella realtà della terza serie professionistica. Dal 28 novembre 2024, giorno dell’allontanamento dell’allora dg Pietro Lo Monaco (ed alla luce della successiva uscita a febbraio 2025 del presidente-azionista Marco La Rosa) tutto quanto è concentrato in capo alla famiglia Boveri: proprietà, presidenza, gestione tecnica ed organizzativa del club.
Personalmente sono sempre stato un po’ perplesso circa questa forma di strutturazione societaria e sportiva. I più convinti estimatori di Federico Boveri, sin dalla sessione invernale di mercato 2025, mi ricordavano a buon diritto che Beppe Marotta, classe 1957, è diventato direttore sportivo del Varese in B già all’inizio degli anni ottanta. Ma il punto, secondo me, non è quello. Il problema non è avere un Ds oggi appena trentenne. Il principio “largo ai giovani” è sempre efficace, è motivo di stimolo e crescita per tutti, sia in campo che dietro la scrivania e comunque in qualsiasi settore della nostra quotidianità.
L’anomalia è data piuttosto da questo connubio unifamigliare tra proprietà e direzione tecnica. Senza alcun confronto o contradditorio con figure esterne. D'accordo, nel calcio non devono essere in tanti a comandare, le decisioni collegiali sono le meno efficaci di regola, però i ruoli debbono essere comunque ben delimitati.Nella primavera 2003, mi pare dopo una brutta sconfitta a Montichiari, se non si fosse messo di traverso Borgo durante una riunione serale nei pressi di La Spezia… i Mastagni avrebbero esonerato su due piedi mister Foschi, poi artefice della promozione in C1. Sergione in quelle stagioni era fondamentale nel fungere da parafulmine, nel far ragionare e riconciliare i tre fratelli che in una maniera o nell’altra (e col provvidenziale intervento di Pippo Resta) ci hanno finalmente sollevato dall’oblio della C2. In quella società c’era anche l’oggi compianto D’Ambrosio, uomo di fiducia della proprietà. Nascevano scontri, testa a testa, contrapposizioni, ma alla fine il risultato sportivo sperato, di regola, arrivava…
Nel Novara attuale invece non c’è storia. Un’aperta differenza di vedute sulle operazioni nel mercato di gennaio 2025 tra direttore sportivo e tecnico in carica è finita col sin troppo scontato esonero anticipato dell’allenatore. Dal punto di vista aziendale non è parsa certo una scelta lungimirante. In nome dell’impiego dei vari Asencio, Akpa Chukwu e Leo Virisario… si è sacrificato un mister a cui era stato appena rinnovato il contratto per un'altra stagione…
Mi è capitato in almeno un paio di occasioni di sentire Federico Boveri rispondere da proprietario a domande di natura tecnica, che gli erano state rivolte quale direttore sportivo, lesto nell'anteporre i capitali investiti dalla famiglia (certamente rilevanti) a valutazioni squisitamente di campo. Il bilancio calcistico di questo campionato e mezzo di gestione “monofamiliare” non è entusiasmante, tantomeno in rapporto ai soldi spesi. Dopo la vittoria di Trento di inizio dicembre 2024 eravamo sesti in classifica. Da allora abbiamo viaggiato ad una media punti di pura sopravvivenza, di poco superiore alla zona play out.
A me spiace che nel mirino delle critiche gratuite via social (e talvolta muro) ci finisca, troppo spesso, Federico Boveri. Non lo merita perché è un direttore sportivo di fresca investitura che però mastica calciatori di ogni latitudine. Per due sessioni di mercato ha corteggiato Ledonne, prendendolo dopo un lungo infortunio, vedendoci certamente più lungo degli altri. Ed un anno fa, di questi tempi, ha inseguito con ostinata caparbietà un 2004 un validissimo profilo come Valdesi che nessuno di noi conosceva.Il nostro Ds più che di presunti errori di mercato (qualche acquisto lo può sbagliare chiunque, dai più esperti “guru” della A a cascata) è vittima di una situazione complessiva che non convince la gente che ha visto transitare troppi allenatori (con Birindelli saranno 5 in circa 15 mesi) per prendersela col Dossena di turno. In questo anno e mezzo Federico Boveri si è letteralmente sfiancato, dovendosi occupare non solo di questioni di campo, ma anche organizzative, di rappresentanza, per l’assenza di un Direttore Generale nel club.
Per dare un riferimento concreto, se fosse proseguito il connubio Lo Monaco-Federico Boveri o se l'ex DG del Catania fosse stata sostituito da un uomo dall'esperienza simile mai avremmo imputato nulla all'attuale ds degli azzurri.In questi giorni il suo coetaneo Matteo Lovisa ha chiuso l’ottimo triennio nella Juve Stabia per rimanere in B nel Sudtirol. Ha compiuto sin qui un percorso simile a quello di Boveri junior essendosi formato nel Pordenone del padre presidente.
Ma la sua è stata una crescita graduale, è stato inserito col passare delle stagioni trascorse dalla famiglia al timone del sodalizio neroverde che nel 2020 era clamorosamente arrivato alle semifinali per la A.Il Renate, per fare l’esempio di una concorrente che nelle ultime annate ci ha regolarmente preceduto in classifica, ha da tempo una struttura differente, più sostanziosa e dettagliata.Accanto al direttore sportivo di turno (prima Obbedio ora di nuovo Magoni) dal 2010 opera in pianta stabile Massimo Crippa come direttore generale. Al di là di qualche difetto di comunicazione, Crippa resta un vero uomo di calcio che ha vinto uno scudetto con Maradona, un paio di coppe Uefa ed ha militato in Nazionale nei tempi in cui ci andavano solo dei big. Lo stesso Lo Monaco, per quanto esperto ed accentratore, al suo arrivo a Novara ha chiamato subito il fido Argurio per affidargli il lavoro quotidiano di campo e di contatti coi giocatori. Non riusciva evidentemente a far tutto da solo…
L’attuale “schema Novara” potrebbe funzionare verosimilmente solo affidando la squadra ad un allenatore maturo, duraturo nel tempo, che gestisca la rosa anche al momento della sua costruzione durante il calciomercato, quasi come fosse un manager all’inglese. Un po’ quello che è stato Foscarini al Cittadella, per continuità intendo, per fare un esempio.Ho ascoltato con attenzione l’intervista realizzata dagli amici Cito e Fabbrica ad inizio settimana a Federico Boveri ed ho avuto sentore che si vada finalmente nella direzione auspicata: a fianco del ds azzurro dovrebbe figurare, a partire dalla stagione che sta per iniziare, un nuovo referente tecnico che seguirà tecnico e squadra da vicino ogni giorno. Speriamo sia così perché potrebbe risultare davvero un passo in avanti significativo. D’altronde è proprio dai risultati non all’altezza delle aspettative che si può e deve imparare qualcosa…
L’ultimo aspetto che voglio sottolineare è di natura comunicativa. Una società di calcio non è un’azienda come tutte le altre. Certo, i soldi arrivano sempre dai proprietari, ma è patrimonio di una tifoseria, di una città, di un territorio. O almeno dovrebbe esserlo. Il fatto che il Presidente azzurro (ed il fratello Fabrizio azionista, al tavolo delle decisioni che contano) non amino esporsi davanti ai microfoni, al pubblico ed alla gente… alla lunga diventa penalizzante per il Novara, tantopiù in un gestione come l’attuale... perché alla distanza finisce col creare un freddo distacco con l'ambiente poi davvero difficile da ricomporre. Il loro predecessore Ferranti sul piano dirigenziale aveva pregi e difetti, ma era uno straordinario comunicatore.
Ve lo ricordate quando si era presentato a ringraziare i tifosi in coda al botteghino per sottoscrivere l’abbonamento alla vigilia dell’esordio in D con l’Asti? Un atteggiamento che gli è valso un affetto illimitato che gli ha permesso di gestire senza palesi critiche anche la difficile fase di ridimensionamento in vista della sua uscita.Per questo ritengo che il Novara debba avere anche un Direttore Generale che rappresenti il club a tempo pieno nelle occasioni pubbliche e, talvolta, in conferenza stampa ed ovviamente coi tifosi. La voce della proprietà non la si può sempre solo immaginare, altrimenti le perplessità di chi scrive, a ragion veduta o meno, prendono inevitabilmente il sopravvento sulla realtà dei progetti, anche su quelli sulla carta effettivamente meritevoli. Bisogna trovare il modo, a livello di interazione e di interesse, per riempire anche questo interminabile periodo che va dall’ultima di campionato al giorno del raduno…
Forza Novara sempre!!!
Ps: purtroppo la settimana è stata troncata in due dalla terribile notizia della scomparsa di Laura “Lalla” Ranieri. Ci sono vicende umane che lasciano un inconsolabile senso di ingiustizia nei confronti di chi le ha vissute in prima persona. Al nostro Capitano di tante battaglie in campo ed ai suoi deliziosi genitori voglio solo regalare il pensiero della loro “Lalla” finalmente libera adesso… che corre sotto un immenso cielo, splendidamente azzurro… Un abbraccio ai suoi cari.
