A cura di Massimo Barbero
Un editoriale interamente dedicato ai tifosi del Novara. Lo meritano i gruppi della Curva Nord nel giorno della festa che racchiude i 10 anni di attività dei “Nuares”. Dobbiamo essere grati a chi ha tenuto viva e colorata la nostra Casa in un periodo tutt’altro che semplice… tra diffide, divieti, un’altra retrocessione dalla B, campionati anonimi con in mezzo l’incubo del fallimento. Oltretutto, nell’unica stagione di C in cui abbiamo recitato un ruolo da protagonisti con Banchieri al timone (quarti a Natale eppoi in semifinale play off) allo stadio da marzo non si è mai potuto andare per l’emergenza covid… Ai “Nuares” di più o meno lunga militanza ed ai loro colleghi di tifo va fatto anche un plauso per aver incoraggiato e lanciato i “Fioi della Nord”, ragazzi che forse nel 2011 erano ancora troppo “giovani” per vivere il gol di Rigoni alla Reggina dal vivo al “Piola”… e che oggi rappresentano il nostro futuro… Sarebbe bello che l’ultima domenica di giugno diventasse l’appuntamento fisso per una festa annuale dell’intera tifoseria azzurra, tutti assieme in qualsiasi caso. Ci avevano già provato in parecchi in passato: gli stessi Ultras, la Rosa che non retrocede, il Coordinamento, i Fedelissimi in occasione del cinquantesimo… Sarebbe gratificante trasformare questo incontro del 2026 in una lunga tradizione da tramandare con la presenza aggiunta degli innamorati di ogni settore dello stadio…
Dal 2023 non ci sono più edicole aperte a Sant’Agabio. Ed allora distribuisco il “Fedelissimo” nei principali bar del quartiere, in particolare nei pressi del Corso Milano dove li consegnava l’instancabile Giancarlo. E’ un piccolo modo per provare a pubblicizzare l’imminente gara interna del Novara. Da qualche parte riscontro effettivo interesse, da qualche altra almeno curiosità… Un paio di natali fa aveva attirato la mia attenzione un nuovo locale… con schermi sempre accesi su scommesse sportive ed il marchio dei “Fedelissimi” esposto in vetrina, in bella vista… Ho cominciato a lasciare 5 copie 5 anche lì… alla vigilia di ogni partita casalinga degli azzurri tra i grugniti del titolare cinese che non mi ha mai degnato nemmeno di un saluto… Fino ad un venerdì pomeriggio dello scorso febbraio quando il signore in questione ha preso il coraggio a due mani e mi ha intimato: “Se le porti via… non interessano a nessuno”. Non interessano a nessuno? Nel quartiere dove è cresciuto il “Luigino” Giannini e dove viveva il nostro Amico Hod? Quel giorno ho provato un po’ di amarezza chiedendomi “Ma chi tiferà ancora per il Novara… tra una decina d’anni?”. Malessere passeggero, ovviamente, poi ho riacquistato la carica giusta per provare di nuovo a colorare la città d’azzurro…
I conti però sono impietosi. Ad ogni stagione che passa ci sono X tifosi che abbandonano lo stadio per implacabili ragioni naturali… ed Y tifosi che invece lasciano per sopravvenuto disamore… Quanti sono gli Z tifosi che invece subentrano? Due anni fa… nel 2024… si era creato uno zoccolo duro di ragazzi in continuo aumento che si era unito in maniera encomiabile alla squadra di Gattuso nella rincorsa salvezza… Ad assistere al derby del 16 marzo c’erano in tutto 4976 persone da tabellino ufficiale… Purtroppo le successive sfide casalinghe con la stessa Pro Vercelli non hanno più avuto un seguito analogo. La scelta di Pietro Lo Monaco di aumentare (triplicare?) i prezzi degli abbonamenti dopo i play out col Fiorenzuola ha rappresentato un clamoroso autogol… perché ha allontanato subito giovani potenziali innamorati e scoraggiato persino qualche “fedelissimo” di vecchia militanza...
Non sono tempi semplici per le società di calcio. I miei coetanei Maradona e Platini li potevano vedere solo allo stadio, dal vivo. Agli altri rimanevano appena tre minuti di sintesi differita dalle 18.30 in poi. A chi voleva assistere ad una partita di pallone… non restava che andare nell’impianto della propria città, paese o quartiere che fosse. Oggi Mbappè o Haaland chiunque li può ammirare in qualsiasi momento e da qualsiasi posto… in diretta oppure “on demand”. Reggere il confronto per i club di terza serie (ed ancora delle categorie inferiori) adesso non è facile. Anche perché c’è pure la concorrenza di altre discipline che negli ultimi decenni hanno operato meglio in termini di appeal, cornice complessiva dell’evento, competitività a livello internazionale dei rispettivi primattori di spicco. E non è tanto una questione di novaresità perduta… Conosco tantissime persone non novaresi di nascita o di origine… legate al Novara Calcio e tifose viscerali del Novara Calcio decisamente più di parecchi “novaresi doc”.
L’ho scritto più volte… quelli come me nati nel 1972 o giù di lì… si sono innamorati per sempre dei colori azzurri inseguendo le gesta della formazione di Balacich, Dolcetti e Scienza tra il 1984 ed il 1987. Nemmeno 15 campionati consecutivi di C2 (poi 21 in tutto) hanno mai fiaccato la loro passione… perché ogni volta… erano pronti a ricominciare daccapo, a ritornare sugli spalti, a riaggrapparsi alla fiammella dell’immancabile speranza estiva…
I più giovani sono stati fortunati perché, lasciando stare la parentesi-sbornia della A, hanno potuto vivere due promozioni in serie cadetta con annesso primo posto eppoi 6 annate di B. Negli anni ottanta le immagini dei gol della B trasmesse in rapida sequenza da “Domenica Sprint” mi rapivano letteralmente… restavo incantato ad osservare quegli stadi strapieni di gente… pronta ad esultare per un gol della propria squadra, in casa o in trasferta che fosse. Non so cosa avrei dato per rivedere il Novara militare in quei palcoscenici…
Dal 2010 al 2018 la B ha rappresentato di norma, la nostra dimora ed il grande rimpianto è quello di non aver saputo sfruttare appieno quella vetrina per fidelizzare a tempo indeterminato altri nuovi appassionati. Non ci ha aiutato il rendimento così oscillante della nostra squadra del Cuore con 3 semifinali per la A, ma anche 2 retrocessioni amarissime. Peraltro nell’unico campionato “medio” che abbiamo completato, senza infamia e senza lode, ricordo un dissenso fortissimo nei confronti del tecnico Boscaglia. Eppure il nono posto nella prima avventura senza Pablo (e con Faragò e Viola ceduti a gennaio) non appariva certo un risultato da buttare… lo consideravo un cammino dignitoso, senza reali rischi di retrocessione e con qualche acuto (vedi gli exploit di Verona e Frosinone) pienamente in linea con gli standard dei 7 campionati di B di fila targati Santino Tarantola negli anni settanta. All’epoca l’errore principale è stato quello di credere che tale “bengodi calcistico” colorato d’azzurro fosse destinato a durare per sempre o almeno ancora per molto tempo…
In realtà i giovani vengono attratti quasi esclusivamente dalle annate in cui giochi per vincere. Ha più “appeal” una D in cui Vuthaj la timbra ogni domenica, su qualsiasi campo, eppoi corre sotto la Curva a festeggiare… che una B in cui Corini si accontenta di essere “in controllo della partita”, senza che la squadra arrivi mai a tirare in porta, nemmeno in casa…
Da circa un paio d’anni do una piccola mano all’Associazione Tifosi perché ritengo fondamentale e meritoria l’opera che stanno portando avanti. La “Casa del Novara”, ma ancor più la “Scuola allo Stadio” sono tra le iniziative migliori per far sì che la passione azzurra resti viva in città ed altrove e soprattutto tra i giovanissimi. Avvicinatevi anche Voi ad Enrico Trovati ed al suo fantastico gruppo di lavoro… scoprirete un modo simpatico ed efficace di tener caldi la tradizione e l'amore per la nostra squadra del cuore, in qualsiasi caso!
Certo, ce lo ripetiamo ogni volta che ci incontriamo… non si può prescindere dai risultati, senza quelli diventa difficile costruire qualcosa, a tutti i livelli… Sarà banale ripeterlo, ma ovviamente e così ed in questo senso la parola (anzi il pallone) tornerà presto, tra circa una settimana, ai nostri calciatori… Forza Novara sempre!!!
